A conferma...
le una foto mentre faceva il segno della croce. (Shabani sembra un po' meno convinto e concentrato!)A presto!
foto: Angèle in cappella con Shabani
Cartagine: resti dell'anfiteatro romano
le una foto mentre faceva il segno della croce. (Shabani sembra un po' meno convinto e concentrato!)
Scritto da
Silvano Ruaro
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venerdì, settembre 17, 2010
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Parole-chiave: Angèle, Hammamet, Mama Maria, P.Dino, Tunisia
Nel nostri contatti con l’Italia, in questi giorni sentiamo spesso questa frase: "fa un caldo africano"!Per associazione d’idee, vi pensiamo più spesso. Probabilmente succede la stessa cosa anche per voi!
Anche la nostra piccola Angèle sembra proteggersi dal sole cocente.
Ma a dire il vero qui in questi giorni non fa un caldo eccessivo, e non possiamo lamentarci.
La nostra vita continua tranquillamente, anche se le novità non mancano.
- Abbiamo avuto la visita di un consigliere generale, p. Claudio Weber. E’ stata la sua prima visita nella nostra parrocchia di Mambasa. Il segreto professionale gli ha impedito di anticipare le sue impressioni. Abbiamo però notato interesse e attenzione per la nostra opera e in particolare per la scuola. Probabilmente di ritorno a Roma potrà
finalmente farci conoscere il suo pensiero e magari prodigarci consigli e indicazioni.
- Su domanda del Ministro del lavori pubblici della nostra Provincia ( la Provincia Orientale), martedì 20 luglio sono andato a Niania per vedere una scuola fatta con il contributo del governo della Provincia.
Il ministro mi aveva domandato se si poteva fare qualche cosa per renderla accettabile.
Purtroppo, quando ritornerà , - per il momento è a Bunia - gli dovrò dire che è un lavoro impossibile.
Non vorrei essere al posto dell’impresario che ha fatto quel “capolavoro” Aveva ricevuto i soldi per fare una scuola in mattoni e ha fatto una scuola con i pali e il fango e male!
Molto meglio rifare tutto da capo. La popolazione si è detta d’accordo di collaborare facendo i mattoni! Vedremo.
- Andando a Niania, sono passato da Badengayido. Anche se il tempo a disposizione era poco, la distanza molto grande (Niania dista da Mambasa 190 Km) e la strada in condizione precarie, non potevo non fermarmi. Il tempo di fare una foto e di programmare il seguito dei lavori: martedì 27 luglio, i muratori e i pittori ritorneranno sul cantiere, interrotto momentaneamente per i lavori sul tetto della chiesa e i nuovi bagni della comunità! (Ma sarà un altro blog)!
In questi giorni stringiamo i denti: siamo rimasti in due. Dino ed io e nonostante questo vorremmo arrivare a tutto!
Domani p.Dino parte sulla strada di Nduye. Domani sera, se Dio, vuole, arriverà a Mungbere (180 km in moto). Di lì, con calma, visiterà tutti i villaggi della parrocchia di Nduye: Dingbo, Malembi, Bongopanda,Nzaro, Biasa, Nduye.
Logicamente, resto solo!
Sarà di ritorno domenica sera, 1° agosto!
Sono certo che avrà tante cose da raccontare e delle belle foto della strada da mostrare.
Auguri, Dino e buon apostolato!
Un saluto anche a voi, sperando che il caldo diminuisca!
Foto: Angèle si ripara dal sole
p. Claudio Weber
Badengayido, il 20 luglio
Chiesa di Mambasa in controluce, con il tetto nuovo!
Scritto da
Silvano Ruaro
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domenica, luglio 25, 2010
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Parole-chiave: Angèle, Badengayido, Claudio Weber, Mungbere, nduye, Niania, p. Dino
Ritorniamo alle cose serie!...

Su invito di un caro amico racconto oggi la storia di Angèle. Era il mese di marzo. Verso le 17,30, si presenta davanti alla mia porta un ragazzo che teneva un fagotto nelle braccia. Era una vecchia coperta sudicia e stracciata, ma si capiva che conteneva qualche cosa. Gli ho chiesto cosa voleva. “Sono in difficoltà” – E’ stata la sua risposta e dicendo così apriva la coperta. Non sono riuscito a trattenere una esclamazione di sorpresa e di profondo disagio (avrei dovuto dire:orrore!) La coperta conteneva un corpicino pieno di piaghe e con degli aghi in testa che dovevano servire per le flebo. Sembrava un cadavere. Gli ho chiesto di raccontarmi la sua storia. Lui aveva 16 anni, non era di qui,e aveva avuto questa creatura con una ragazza di 14 che subito dopo il parto era scappata in foresta con un altro uomo, lasciandogli questa bambina. Chiedeva dei soldi per avere una dose di flebo.
Non potevo rifiutare. E’ venuto per diversi giorni per chiedere l’ aiuto ma la situazione della bambina peggiorava. Quella visione mi tormentava fino a impedirmi di dormire. Una notte ho avuto questa idea: chiedo a questo ragazzo di darmi la bambina se trovo una mamma disposta a prendersene cura.
Il mattino dopo ho chiesto a Mamma Maria, una signora vedova che fa le pulizie in casa nostra se accettava questa bambina, dicendole che l’avrei aiutata ogni mese. Mi ha chiesto di vederla. E anche lei si è lasciata intenerire fin quasi alle lacrime. Quando ho fatto la proposta al ragazzo mi ha guardato incredulo. Sembrava che lo liberassi da un peso enorme. Mi ha ringraziato, ed è sparito. Non si è più fatto vedere.
Sapevo poco di questa bambina. L’ho chiamata Angèle.
Coloro che l’hanno vista quando l’abbiamo presa alla missione ora scuotono la testa increduli: nessuno avrebbe pensato che potesse sopravvivere e rinascere! Una domenica la responsabile della Caritas parrocchiale ha presentato Angèle in chiesa e ha raccontato la sua storia. Credo che sia stata la più bella predica sul dovere dei genitori di amare e nutrire i loro bambini.
Eccola come è oggi!
Quando la mamma la lascia a casa con gli altri fratelli (Maria ne ha 3 suoi)...mi manca qualche cosa!
2) Il ponte nuovo sul fiume Ituri
Ecco il nuovo ponte sul fiume Ituri. Offerto dal Governo inglese e messo in opera dai soldati nepalesi. Ho scattato questa foto domenica, 8 novembre, verso sera. Non volevo farmi vedere dai poliziotti che sorvegliano il ponte. Anche una foto innocua può essere un’occasione di multe o di discussioni.
Un saluto e un grazie a quanti si sono ricordati del 9 novembre e un grazie particolare a quella persona che si è impegnata, come regalo per i miei 71 anni, a mandare un contributo ogni mese, per 10 mesi, per aiutare gli insegnanti di una scuola della foresta!
foto: in alto: Angèle con Silvie (anche questa assistita dalla missione): portano il loro bambino sulla schiena come le mamme africane.
Angèle che...chiede occhiali !
Scritto da
Silvano Ruaro
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martedì, novembre 10, 2009
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Parole-chiave: Angèle, Mamma Maria, ponte Ituri, Silvie