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martedì 1 novembre 2011

Domani è il 3 novembre 2011

Padre Bernardo Longo vennne ucciso a Mambasa il 3 novembre del 1964.
Domani 3 novembre 2011 p.Dino Ruaro celebrerà la Messa di suffragio a Nduye.

Clickando sul link che segue:
http://scaloni.it/popinga/podpress_trac/web/919/0/padre-longo-e-la-sua-opera.pdf
avrete a disposizione un volumetto, opera di Padre Silvano Ruaro.

Queste poche pagine ricordano le tappe salienti della vita del fondatore della Missione di Nduye, la difficile ripresa dopo il suo martirio, la continuazione dell'opera fino a nostri giorni.
Lo abbiamo pubblicato in occasione del centenario della nascita di p. Bernardo Longo, il 25 agosto 2007.

Il link per scaricarlo è sempre presente a pochi centimetri da queste righe, sulla destra. Non tutti lo sanno. Per questo anniversario lo riproponiamo in "prima pagina"

giovedì 4 agosto 2011

Alcune foto (cioè una mail di p. Silvano)




Carissimi,
in anteprima alcune foto...in attesa di scrivere sul blog...
Da una settimana sono solo...ed è dura!!!
Grazie a tutti!
p. Silvano

mail delle 21.34 del 4 agosto 2011 a 29 destinatari



domenica 17 luglio 2011

Il libro: ultimo report

Provo a riepilogare tutte le attività fatte relative alla pubblicazione del libro che ricorda, attraverso numerose testimonianze, la figura di don Enzo Formiconi che per ben sei anni in due diversi momenti della sua vita ha insegnato nella Missione di Nduye e di Mambasa.

Del libro presentato a Senigallia al Teatro Buon Pastore in occasione del 5 anniversario della morte (avvenuta il 20 dicembre 2005), ne sono state via via stampate e distribuite 400 copie con un incasso totale di oltre 13 mila euro.

Il libro, di oltre 300 pagine, è stato edito attraverso il sito web www.ilmiolibro.it ed è tutto’ora acquistabile on-line; nel frattempo ne è stata prodotta anche una edizione a colori con copertina rigida.

Tutti gli incassi, dedotte le spese, sono stati devoluti alla Missione di Mambasa di padre Silvano:

Descrizione

Importi

Spese per stampa e distribuzione del libro

-5.175,42

Incassi da offerte ricevute con la distribuzione del libro

+13.076,00

Contributi versati a padre Silvano

+7.900,00

I contributi sono stati fatti pervenire alla Missione attraverso le seguenti modalità:

- Dati brevi manu a padre Silvano Ruaro: euro 3.750,00

- Versati attraverso la casa provinciale di Milano: euro 4.150,00 (di cui l'ultimo recente versamento è stato di 800,00 Euro)

Così si conclude quanto promesso inizialmente, cioè di relazionare sempre secondo l’idea definita come “open mission”. Così, a noi sembra, andrebbe sempre fatto in entrata ed in uscita.

Un saluto ed un ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto contribuire all’impresa.

Paolo Formiconi

sabato 5 febbraio 2011

Intervento di padre Silvano e lettura poesie di don Enzo Formiconi

Cerchiamo di rispettare la parola data.
Anche se un po' in ritardo rispetto alle nostre intenzioni mettiamo in rete oggi quanto detto da p. Silvano la sera del 18 dicembre 2010 in occasione della presentazione del libro "Un prete per amico", il volume dedicato a don Enzo Formiconi.





Al racconto di p. Silvano segue la lettura, da parte di Francesca Bruccoleri, di due poesie scritte da don Enzo e ritrovate per l'appunto durante il lavoro di redazione dei testi. Lavoro svolto soprattutto dal più giovane dei nipoti, Paolo Formiconi, che si è lungamente impegnato (assieme a pochi amici) in questo lungo ed oneroso impegno.
Il risultato comunque è stato degno d'apprezzamento se alla fine è arrivato alle stampe un volume di oltre 300 pagine, che si può avere anche ordinandolo on-line.

Quanto ricavato dalla distribuzione del libro, anche a ricordo dell'impegno di don Enzo nelle scuole delle missioni di Nduye e di Mambasa, sarà destinato a questa finalità.
Un primo resoconto, mentre la distribuzione è ancora da completare, è stato pubblicato alcuni giorni fa su questo blog.

giovedì 11 novembre 2010

Dopo...il compleanno

Torniamo alla routine. Il compleanno è trascorso; Mupe Silvano sta bene e ci sono ancora molte cose da fare.

P. Silvano gira mezza Italia come fosse una trottola; qui "in redazione"riceviamo fotografie che lo ritraggono in luoghi differenti, con persone sconosciute (almeno a noi).

In attesa di qualcuno scriva qualche breve resoconto (non sempre lui in prima persona) diamo la notizia che P. Silvano sarà dai suoi amici e conoscenti di Senigallia, nelle Marche, lunedì 15 p.v.
Giorni fa, preannunciando l'arrivo, abbiamo inviato una specie di "e-mail circolare" a quasi 100 nominativi. Al momento registriamo solo 5 risposte di cui pervenute 3 da persone fuori sede! Oggi è giunta una lettera con all'interno un contributo per la missione: un bell'esempio. Stasera due persone, incontrate per caso, hanno detto che avevano ricevuto la circolare. Tutto qui e ci sembra poco, troppo poco.


Nella foto: l'incontro con P. Silvano a Senigallia nel novembre del 2008


Quando venne nel 2008, stesso mese, riuscimmo comunque ad organizzare un incontro che è stato registrato e lo si può sempre ascoltare qui sul blog.
Allora andammo anche dal Vescovo, come sempre il blog documenta. Forse con il passare del tempo c'è un certo rammarico. Infatti avevamo coltivato qualche speranza per un rapporto più stretto da continuare con Mambasa e Nduye. Però oggettivamente, qui in Diocesi, di don Enzo Formiconi e di quel ragazzo che andarono (non in vacanza) quarant'anni fa in Congo...non si ricorda più nessuno.

Domenica 19 dicembre (oppure la sera di sabato 18) P. Silvano sarà presente, sempre qui a Senigallia, per la presentazione del libro "Oltre il ricordo - Un prete per amico", dedicato a don Enzo Formiconi, a 5 anni dalla sua scomparsa.
Gli introiti della pubblicazione, come deciso da tempo, saranno destinati alle iniziative scolastiche della Missione Cattolica di Mambasa.

mercoledì 29 settembre 2010

Le scuole di Mambasa riaprono

Sono tre settimane oggi che le scuole hanno riaperto i battenti qui a Mambasa. I primi giorni, l’affluenza degli scolari è stata piuttosto timida, ma già alla fine della prima settimana la gran parte dei banchi era occupata. Adesso, sia le scuole elementari Binase e Tuendelee, sia l’Istituto Bernardo Longo, sono a ranghi completi: 670 studenti al Liceo, e circa 1200 bambini per ogni scuola elementare. Sabato scorso abbiamo celebrato la Messa di apertura dell’anno scolastico. Chiesa strapiena, nonostante la pioggia battente, che ci ha obbligato a cominciare la celebrazione con due ore di ritardo.

Le nostre tre scuole riuniscono da sole più di 3.000 bambini e giovani: un illimitato campo di lavoro, una sfida enorme che ci viene lanciata da questa gioventù, un po’ disordinata e disorientata, perché troppo abbandonata a se stessa, ma che porta in sé delle indubbie potenzialità e una grandi speranze. A condizione di fare una buona seminagione.

Ha avuto ragione padre Silvano a fare della gioventù il campo privilegiato della sua missione di prete: fin dall’inizio, fin dal suo arrivo a Nduye, quando lavorava senza riposo e senza orario a rilanciare la scuola iniziata e condotta da P. Longo con chiara intuizione e grandissimo coraggio. E con p. Silvano ricordiamo volentieri e con riconoscenza don Enzo Formiconi, p. Testa e il signor Kapitula. Il quale avrebbe certamente molte cose da raccontarci su quel memorabile, eroico periodo.

Esperienze queste che potrebbero ripetersi, almeno questo è l'augurio e cerchiamo di lavorare in tale senso.

Altra buona notizia: da ormai un mese sono arrivati nella nostra comunità di Mambasa due fratelli, della congregazione dei Giuseppini di Kinzambi. Si chiamano Giulio (Jules), il più monumentale, e Deogratias. Sono qui con noi con lo scopo di lavorare nell’Istituto Bernardo Longo come professori. Si sono messi subito al lavoro con entusiasmo, occupandosi anche della disciplina, del teatro, delle attività sportive, dell’animazione spirituale dei professori. Diciamo che promettono bene.

In questi giorni, si succedono le riunioni fra direzioni scolastiche, rappresentanti degli insegnanti e rappresentanti dei genitori. Il pomo della discordia, o della difficile intesa, rimane quello di sempre: quale contributo dovranno dare i genitori per assicurare agli insegnanti un salario che non sia troppo vergognoso? I genitori, dovendo far fronte a dei budget familiari troppo esigui, tirano la corda alla loro parte. Mentre gli insegnanti, esacerbati dalle ricorrenti e bugiarde promesse del governo e umiliati da una situazione sociale sempre più precaria, rivendicano con forza (non con i forti cioè i governanti, ma con i deboli e cioè i genitori) un salario che permetta loro di uscire dalla miseria. Forse riusciranno ad ottenere, tutto sommato, una cifra che si aggirerà attorno ai 100/110 $. Forse. Ce n’è del cammino da fare!... e delle lotte da condurre…

P. Dino

martedì 28 settembre 2010

Lo stesso entusiasmo...


Così era P. Silvano alla consegna dei primi diplomi, a Nduye, quasi quarant'anni fa.
Come oggi a Mambasa, mi sembra.

sabato 11 settembre 2010

Sono trascorsi soltanto 38 anni


...da quando - come si vede in questa fotografia d'epoca - P. Silvano andava, esattamente come oggi, nei campi della missione di Nduye.

lunedì 5 luglio 2010

Per la storia della Missione: cosa scriveva P. Silvano il 15 gennaio 1990

Mambasa, 15 gennaio 1990

Cari amici,

il mezzo che ho scelto per mettermi in contatto con voi non è certamente il più indicato per un rapporto personale, per espri­mere cioè quello che vorrei ad ogni singola persona. Durante la mia ultima permanenza prolungata in Italia ho incontrato tante persone e con qualcuna ho avuto anche ripetute occasioni di dialogo, che non si sono limitate a dei semplici convenevoli. Penso in particolare a coloro che mi hanno parlato dei loro problemi umani, familiari, professionali, religiosi, a persone che sono state colpite duramente nei loro affetti più cari, a genitori angustiati e preoccupati per l'educazione e l'avvenire dei loro figli, a giovani e adulti, a gruppi giovanili, a gruppi missionari sinceramente e profondamente impegnati...ma anche a persone che con sinceri­tà mi hanno parlato della loro difficoltà a credere...Penso a tutti coloro che mi hanno generosamente aiutato e che con il loro aiuto volevano manife­stare la loro simpatia, il loro apprezzamento per l'opera missionaria e il loro desiderio di non restare estranei a quel movimento di solidarietà in favore dei più poveri, che è uno dei segni dell'opera di Dio nel cuore degli uomini...

Pensando a tutti costoro, e quindi anche a te che leggi, sento la mia povertà e l'inadeguatezza fra quello che vorrei dire a ciascuno e quello che effettivamente posso dire con una lettera collettiva. Vi assicuro che sento tutto ciò come una sofferenza e un limite; ma questo vi dice anche che non sono indifferente e che vorrei veramente poter dire a ognuno di voi una parola di ringraziamento e di simpatia. Spero di trovare il tempo di rispondere a tutti coloro che mi scriveranno. Questa mia prima lettera non potrà rispondere alle attese di ciascuno, ma porterà a ciascuno il mio saluto, il mio ringraziamento, il mio augurio e la certezza del mio ricordo e della mia preghiera...e anche la promessa che qui a Mambasa cercherò di vivere in mezzo ai miei fratelli africani quel programma di amore, di presenza, di aiuto...che spesso è stato il soggetto delle nostre conversazioni e il motivo principale della simpatia e generosità che così abbondantemente mi avete manifestato.

Arrivando nello Zaire dopo un anno di permanenza in Europa, sentivo di entrare in un periodo nuovo della mia vita: dopo esser stato superiore per diversi anni, e quindi - volente o nolente - in una posizione di prestigio, ritornavo alla vita semplice della foresta. .. . Meno male che mi ero preparato con un corso di esercizi spirituali...

Sono partito da Bruxelles il 14 ottobre e sono arrivato a Mambasa alla fine di ottobre...passando per Kinshasa e Kisangani. In quest'ultima città avevo vissuto gli ultimi 6 anni come provinciale e avevo intessuto dei legami di amicizia con tante persone...Rivederle dopo un anno di separazione e la prospettiva di ripartire lontano da loro è stato un momento di emozione profonda,...ma che importa? bisogna partire:"Cerca di fiorire e di portare frutto là dove sei destinato". Così, solo, ho preso la direzione nord-est:530 kilometri di pista sconnessa, da digerire adagio adagio, cercando di indovinare e scegliere i buchi e le pozzanghere meno profondi e sempre col fiato sospeso, sperando che la meccanica della Land Rover tenga fino in fondo, perché non c'è né telefono né AGI...Ma tutto è andato bene. a Mambasa mi aspettano i miei confratelli con i quali vivrò in questi anni: Renzo, trentino, parroco; Cesare, milanese, che si occupa della casa, dei lavori, dell'accoglienza; Louis, confratello zairese che, diventato prete il 7 gennaio di quest'anno, si occuperà soprattutto dell'apostolato dei giovani e nei villaggi della foresta. Il mio lavoro consisterà soprattutto nella direzione della Scuola Media e della Scuola Professionale . per meccanici... Non posso perdere tempo perché l'anno scolastico è già cominciato e i problemi sono tanti. Mi è sembrato di salire su un treno in corsa e di dover prenderne il commando e nello stesso tempo di dover sistemare bagagli, passeggeri, strutture...e, in più, senza conoscer le persone che dovevano viaggiare con me: alunni-professori.

Non vi nascondo che ci sono stati dei giorni duri, quasi di smarrimento, di dubbio...giorni in cui il confronto Europa-Africa, passato-presente riveniva continuamente...Ma è stato un periodo breve: di adattamento, di perdita di illusioni...e di pesi superflui; è stato come riprendere a camminare dopo una lunga degenza a letto; inoltre ho rifatto conoscenza con la malaria e i reumatismi: tutto questo mi ha aiutato su entrare nel peso e nello stato-forma...e adesso sono molto contento!

A più riprese sono già andato nei villaggi della foresta per visitare le comunità cristiane: dappertutto la stessa accoglienza simpatica, spontanea, la stessa facilità di contatti e la stessa semplicità e confiden­za nel confidare le loro aspirazioni, gioie e sofferenze. Ma questa frater­nità e simpatia non riesce a nascondere la dura realtà in cui vivono: l'isolamento (in certi villaggi si arriva solo a piedi o in moto...a rischio di brutte, inevitabili, cadute), la dura fatica del lavoro dei campi, alla mercé del tempo (piogge diluviali o siccità prolungate), vittime anche delle devastazioni delle scimmie...e esposti alle prepotenze dei capi, con l'unica prospettiva di sopravvivere, in condizioni sempre precarie e fragili, facilmente preda delle malattie.

Ho passato il Natale e la prima settimana del '90"nei villaggi della foresta, lontano da Mambasa; forse anche questo soggiorno fra la gente mi ha aiutato a dimenticare un po' me stesso a ridimensionare i miei problemi...sono ritornato "alla base" sereno, contento, riconciliato con me e con l'ambiente, riconoscente al Signore per quello che ho ricevuto senza alcun mio merito...e deciso a essere qui fra questa gente un segno di speranza, un amico. Ho rinnovato questo mio impegno anche pensando a voi, sentendomi un po’ come un vostro rappresentante, impegnandomi a fare quello che ciascuno di voi vorrebbe fare. Anche il contenuto della mia "predicazione" si è fatto più semplice, ma anche più convinto:"Dio è Padre, ci ama, e in Gesù Cristo ci ha accolti come figli suoi". Questa "purificazione" mi aiuta ad avere uno stile di presenza fraterno e amicale con tutti: con la gente dei villaggi, con gli insegnanti e gli alunni, con gli operai. Mi piace lavorare con loro: con i pigmei sono stato spesso in foresta a tagliare i pali per fare il recinto dell'orto e per prendere della terra nera; con loro sto facendo una piantagione di banane -che serviranno ai ragazzi delle scuole- e ci prepariamo a fare un vivaio di diverse migliaia di palme da olio...Posso dire che la "collaborazione" va molto bene e sono contento dei risultati; pensiamo anche all'allevamento di pecore, conigli, galline...e forse mucche e asini?!

Ma penso e mi preoccupo soprattutto per la scuola e per i ragazzi: prima di settembre dobbiamo costruire 3 aule scolastiche per la Scuola Media, un dormitorio, un refettorio e i servizi igienici per i ragazzi che vengono da lontano...rifornire la scuola di libri e di materiale didattico e di garage (lime, morse, chiavi...).

A volte mi sembra un'impresa superiore alle mie forze, nonostante la buona volontà e l'entusiasmo. So che posso contare su di voi e questo mi incoraggia e mi commuove. Però aspetto ancora un po' prima di fare delle richieste concrete. Con i superiori, il Vescovo e i miei confratelli penso di fare una programmazione, sia per le costruzioni che per il materia­le necessario per la scuola e il lavoro dei campi...Una volta approvata questa programmazione ve la comunicherò...E poi ci "butteremo in acqua" con tanta fiducia, un pizzico di incoscienza, ma sapendo di non essere soli. La nostra Provincia ci tiene molto a quest'opera che è secondo 10 spirito della nostra Congregazione: forma dei bravi meccanici ed è l'eredità di un padre italiano (padre Bernardo Longo) ucciso proprio qui a Mambasa il 3 novembre 64, Da parte mia ce la metterò tutta perché i ragazzi ricevano una formazione completa: umana, professionale, cristiana. Questo suppone da parte nostra e mia in particolare, interessamento per i loro problemi, presenza al loro fianco, comprensione e...aiuto nelle loro difficoltà. Quasi tutti sono ragazzi poveri che vengono anche da oltre 800 kilometri, alloggiati in qualche modo da qualche famiglia di Mambasa; chi ha più fortuna mangia una volta al giorno (riso e fagioli); gli altri si sbrogliano...Vorrei alloggiarli tutti (almeno quelli che vengono da lontano), dare loro 2 pasti al giorno, ma che siano il frutto del loro e del mio lavoro dei campi.. .Sogni? Spero proprio di no! Per 11 momento sono ancora pieno di speranza, di entusiasmo...che voi stessi mi avete comunicato...e che non vorrei deludere.

Cari amici, so che ognuno di voi vorrebbe sentire in questa lettera una parola tutta per lui, una risposta alle sue domande. Vi assicuro che nel mio pensiero e nel mio affetto ognuno di voi ha un posto ben preciso, un volto dai lineamenti caratteristici...Penso ad ognuno di voi e vi porto nella mia preghiera e nel mio affetto.

Il Signore, Padre buono, che prego per voi, vi benedica e vi protegga; che si mostri benevolo e si chini su di voi e vi conceda la pace ! A tutti: grazie, grazie, grazie!

Un bacio o un abbraccio…a scelta!

P. Silvano

martedì 9 febbraio 2010

Domani 10 febbraio: l'onomastico

La leggenda racconta che Silvano fuggì dall’Africa del Nord assieme al padre Eleuterio, a causa della persecuzione dei Vandali, stabilendosi a Terracina, l’antica ‘Anxur’ dei Volsci.
Nel 443, morto il vescovo Giovanni, Silvano (Silviano) fu chiamato a succedergli, ma rimase in vita solo nove mesi e dopo di lui fu eletto il padre Eleuterio.
Un latercolo del ‘Martirologio Geronimiano’ al 10 febbraio, porta “In Terracina il natale (cioè la morte) di s. Silvano vescovo e confessore”; questo titolo di ‘confessore’ inizialmente era dato ai confessori della fede, cioè ai martiri, questo ci fa pensare che s. Silvano sia morto martire, tenuto conto anche della brevità del suo episcopato e la sua ancora giovane età.
Unico ricordo del santo sono i resti di un’antichissima chiesa e monastero, molto famosi nel secolo X, intitolati a S. Silvano, che si trovano fuori Terracina, alle falde del monte Leano di fronte alla via Appia Nuova.
La tradizione manoscritta dei testi e l’uso popolare di essi, hanno trasformato di volta in volta il nome in Silvino, Salviano, Salviniano, Silviano; tanto è vero che la località dove sorge la chiesa dedicata a s. Silvano, posta poco distante da Terracina, si chiama Silviano.

Il nome Silvano deriva dal latino ‘Silvanus’ e significa ‘abitante del bosco’; era chiamata così l’antica divinità romana, parallela al greco Pan, protettrice delle selve, delle greggi e dei campi; di solito raffigurato con una lunga barba e una folta chioma coronata di pino.


Autore di questo scritto è Antonio Borrelli e noi lo abbiamo tratto da: http://www.santiebeati.it/


N.D.R.:

si leggano bene le ultime righe. " l’antica divinità romana, parallela al greco Pan, protettrice delle selve, delle greggi e dei campi ". Selve, greggi e campi: ingredienti presenti massicciamente a Mambasa (senza mai dimenticare Nduye), per di più costanti in questi quarant'anni.

Quanto ad altri parallelismi sempre sul nostro Padre Silvano purtroppo manca che sia Vescovo. Però quanto a diventare santo...io ci scommetto subito.


venerdì 6 novembre 2009

"PREGHEREMO PER VOI''

siamo alla terza puntata degli scritti "tratti" da:

"UNA SOLA FAMIGLIA", n.110, ottobre 2009



È il primo edificio che vediamo svoltando col jeeppone, che ci fa capire che alla
Mission Catholique siamo arrivati davvero.

I mattoni a vista della chiesa risaltano caldi e vivaci tra il verde dell'orgoglioso campo
da calcio e del praticello fresco che circonda gli altri edifici, mentre, di lì a
breve, assisteremo al primo dei tanti fantastici tramonti di Mambasa, dove il sole
sembra proprio volersi riposare dietro l'arco che sorregge la croce, issata sulla facciata.

Non mi aspettavo certo una partecipazione così massiccia alla messa domenicale: nella costruzione che appariva tanto spaziosa non è rimasto neppure un posticino libero, anzi tanti fedeli si ammassano vicino a noi fuori dalle porte, in maniera composta, e senza cessare di prestare attenzione alla cerimonia.
L'unica navata divisa da un corridoio centrale separa con un certo rigore uomini e donne.
Il ragazzino che mi serra la mano anche se ne dimostra 7 ha 11 anni, si sente un ometto, quindi si colloca subito dal lato opposto al mio! Gli innumerevoli bambini presenti sono stranamente calmi, ed ai più piccini le mamme non lasciano il tempo di piangere porgendo loro il seno, così da non recare disturbo alla preghiera collettiva. Intanto dall'ingresso principale entrano danzando chierichetti e vari gruppi di catechesi, ed in seguito, al momento debito, generosi/e con offerte elegantemente poste sul capo (riso, banane, fagioli, manioca...) che la parrocchia destina -incredibile a dirsi - ai più poveri.

Se per la meditazione e le polifonie dei religiosi la cappellina e la casa delle suore consentono riservatezza e raccoglimento, quella della domenica è una vera e propria festa per il Signore: chi ce l'ha, mette il vestito più bello; un coro brioso, nonché ben assortito (da solo occupa quasi un quarto di chiesa) intona svariati canti per ogni momento liturgico; tutta l'assemblea si muove al battito ritmico di mani, e anche dopo le tre ore di messa ci si diletta in balli di gruppo.
Mi lascio subito conquistare da quest'atmosfera gioiosa, e sorrido immaginandomi le nostre suore suonare bongo e maracas come accade qui...

Prima di partire avevo letto un libro sul woodoo e sentito racconti di bambini considerati stregoni e per ciò emarginati o penalizzati pesantemente dalla loro società. Nel nostro breve soggiorno tuttavia, non ho trovato alcun riferimento a ciò. anzi la religiosità che ho visto a Mambasa mi è apparsa sincera e ben radicata.
Credo che la figura dei missionari in questo senso sia stata e continui ad essere di fondamentale importanza. Basti pensare che la missione sia un cuore pulsante apeno a tutti, senza il timore di accogliere problemi e fregature.
Basti pensare alii disponibilità del giovane p. Gauthier (dehoniano congolese) che s'improvvisa al tamburello durante i balli religiosi delle"Figlie di Maria", che rientra tardi per ascoltare le difficoltà delle giovani coppie, o che riappacifica amorevolmente due genitori col loro figlio! prodigo sotto gli scrosci di un temporale.
Basti pensare alla fila di gente che ogni mattina intende parlare con p. Silvano, alla sua pazienza celestiale nel seguire i lavori degli operai, così come ogni attività presente o futura che può aiutare la sua gente (è una mente in eruzione costante), al suo ruolo di padre tra i padri nell'educazione dei figli adottati. In molti ci dicono che non dimenticheranno mai il suo contributo a sfamare la popolazione durante la guerra passata.
Tutto ciò basta di sicuro per capire che anche al di fuori delle cerimonie liturgiche i missionari sono veramente vicini alla gente e s'impegnano in ogni iniziativa a dare un'esemplare testimonianza cristiana di uomini di buona volontà.

È inoltre evidente che i padri sanno come parlare a queste persone: durante le prediche infatti, non mancano risatine in risposta alle domande provocatorie dei sacerdoti, coinvolgenti nell'illustrare la concretezza dell'insegnamento del Vangelo in...parole povere!. Così, mentre una vicina che parla francese spiega che la predica tratta del senso dell'accoglienza, ci rendiamo conto di essere osservati da tanti occhi timidi e sorridenti: il mupe (p. Silvano) ci ha presentati alla comunità che siamo venuti a conoscere, che come benvenuto ci regala questo sguardo caloroso. Sguardo che ci accompagna con sorrisi e saluti solari su ogni strada che percorriamo.
Sguardo che ritroviamo acceso nel canto di ringraziamento e arrivederci dell'ultima domenica. Sguardo da cui ci arriva il messaggio con cui ci separiamo: "Pregheremo per voi".
E ancora mi emoziona il pensiero che queste persone che per la maggioranza faticano tutto il giorno per nutrirsi una volta al giorno, vogliano pregare per me.

Preziosissima lezione di fratellanza, che confido sarà per me e per i miei cari compagni di viaggio una nuova forza di credere che "si può fare" semplicemente se la nostra testimonianza rimarrà viva, se nel proprio orticello ognuno di noi "seminerà la pace", come abbiamo visto e vissuto lì. "Semina la pace e tu vedrai... che la tua speranza rivivrà: Spine tra le mani piangerai ed un mondo nuovo nascerà" (canzone del Gen Rosso, tra le preferite del mupe Silvano).

Ilaria Sala

mercoledì 20 maggio 2009

Notizie in diretta: la mail di padre Silvano

Caro Gianluigi,
questa volta penso proprio di avere...una giustificazione. Da quando sono partito da Mambasa, il 10 maggio, solo oggi, 20, ho acceso a Internet...e con una tastiera che non conosco e quindi...vado alla ricerca delle lettere e soprattutto dei punti di...interpunzione...Non so se si dice cosi'...
Sono stato a Kinshasa e da ieri sera sono a Kampala...Notizie sul blog appena torno.
Al consigliere del Presidente che mi ha chiesto con quali sentimenti lasciavo Kinshasa ho risposto: parto a mani vuote, ma con un po' di speranza...Tagore adattato...
Puoi fare sapere agli amici, sul blog, queste notizie.
Stasera arrivano a Kampala: Giuliano, Michele, Renato,Franco,Ilvo...
Arrivo previsto a Mambasa, sabato...e allora spero di scrivere anche a Olinda...
Ciao e grazie di tutto.
Mupe

lunedì 3 settembre 2007

un "Angelo" custode


per chi lo conosce non c'è nulla da dire; per chi no, sarebbe troppo lungo farlo.
Se non ci fosse P. Angelo, a Milano, dove sarebbe attaccato il cordone ombelicale delle nostre missioni, non solo quelle di Mambasa e di Nduye?
Nella foto, anche questa prelevata da una pubblicazione di qualche tempo fa, Padre Angelo in compagnia di padre Silvano, con sullo sfondo i bellissimi edifici della scuola di Mambasa.

sabato 18 novembre 2006

una mail di P. Silvano, appena ricevuta

Carissimo,
sto proprio impazzendo. Sono sicuro che non puoi immaginare i giri, chilometri, incontri di questi giorni...mai sono a casa prima di mezzanotte. Adesso sto partendo per Lecco e sarò di ritorno lunedì...Martedì parto. Spero poter fare il riassunto ...lunedì e darti appuntamento per la ripresa del dialogo a Mambasa, dove spero di avere più pace...
Un saluto cordialissimo a Piera...e tutti. Silvano
----
Caro Padre Silvano,
come vedi quanto a me scritto, a parte i saluti per Piera e per tutti i familiari ed amici, avresti potuto metterlo sul BLOG. Come faccio ora io. Avresti così raggiunto tutti in un sol colpo e anche perdendo meno tempo dietro le singole mail e telfonate che ti fanno impazzire.Usaimolo questo BLOG, ma usiamolo davvero tutti invece di relazionarci sempre e soltanto con lui in prioma persona!
Con fiducia, poca, ma con fiducia
Gianluigi (Senigallia)

martedì 14 novembre 2006

entrare nel blog...come presentarsi da S. Pietro !

Poco fa mi ha telefonato p.Silvano da Milano. Ancora in Italia affannato dietro mille impegni e tante, troppe persone che lo vogliono tra loro.
Sta facendo le prove per entrare nel BLOG e per gestire - finalmente come vorrebbe lui - queste pagine. Però non c'è riuscito; per un attimo si e impappinato, come uno scolaretto o come un'anima giunta un po' troppo in fretta di fronte a San Pietro.
Per fortuna che c'è l'Angelo Custode...anzi un diavoletto che - come leggete ora - sta facendo le prove al posto del "padre".
Prova che funziona. Forza Silvano scrivi tu stesso come vuoi.
Però ragazzi anche voi che leggete dovete superare questo complesso di timidezza. Cosa ci vuole a scrivere due righe, un saluto, un ricordo, una osservazione.
Se fossi io Silvano da oggi risponderei solo via BLOG, prendendo l'esempio dal cardinale Sean!
Ora posso scrivere (in diretta telefonica!) che c'è riuscito. Deo gratias!