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lunedì 13 febbraio 2012

Tanti!

Domenica 15 gennaio tutta la comunità di Curtarolo ha salutato con un grande abbraccio Padre Silvano.

La sala "San Francesco", che i partecipanti alla Pentecoste Missionaria ricorderanno, perchè lì era stato consumato il pranzo, conteneva a stento i commensali.


Era presente l'Amministrazione Comunale quasi al completo, l'arciprete di S. Giuliana Don Emanuele ed il .... Don Giorgio.

Moltissimi i membri della famiglia Longo, in particolare Silvio Pagetta, 97 anni, l'ultimo cugino vivente del venerabile Padre Bernardo, molti nipoti e pronipoti.

Prima del pranzo Don Emanuele ha ricordato le iniziative che negli ultimi mesi la comunità di Curtarolo ha avviato, per sostenere l'Opera di Padre Bernardo e le attività di Padre Silvano.

Padre Silvano che ha ereditato l'impegno del fondatore della missione di Nduye e dell'istituto professionale, ha poi descritto l'ultimo gioiello incastonato nella missione di Mambasa, l'ospedale "Mama wa Yezu" (la Madre di Gesù) e le necessità di dotare questa splendida struttura delle attrezzature e degli arredi indispensabili per poterla efficacemente utilizzare.



Nell'intervista a Padre Silvano pubblicata sul Giornale di Vicenza del 12 gennaio scorso, il "Mupe" ha detto chiaramente cosa gli serve: <<il personale medico c'è, a l'attrezzatura minima costa 55 mila euro. Servono fondi>>. Padre Silvano lo ha ripetuto anche alla folta platea di Curtarolo, ed ha spiegato che adesso, nell'area di Mambasa ma in generale in molte nazioni africane, solo chi può pagarsi le cure ha speranza di sopravvivere ad una malattia grave, ad un infortunio, ad un parto con complicazioni.

L'ospedale della missione di Mambasa è stato voluto per risolvere, almeno in parte, i problemi che qui - se ci va male - viviamo come allungamento delle attese al pronto soccorso, lì assumono il significato di vita o morte.

Il sindaco Marcello Costa ha ricordato la recente fondazione della ONLUS - Associazione sostenitori dell'Opera di Padre Bernardo Longo, e l'impegno a tenere a mente le necessità di Padre Dino e Silvano Ruaro, di Mambasa e di Nduye. Nel 2014 ricorreranno i 50 anni dal martirio di Padre Bernardo e la volontà è quella di vedere Nduye attiva, con le scuole, gli atelier di meccanica, falegnameria e di sartoria funzionanti, le suore operanti nella pastorale e.. chissà, un arzillo missionario scledense che alla fine della giornata guarda sorridente la collina delle suore.



A proposito di pranzo.. è proseguito fino all'imbrunire.. credo con la soddisfazione dei commensali e degli organizzatori: il Centro Italiano Femminile di S.Maria di Non ed il Gruppo Missionario di Pieve di Curtarolo.

Emanuele

venerdì 6 gennaio 2012

Curtarolo saluta Padre Silvano

La comunità di Curtarolo domenica 15 gennaio 2012 saluta Padre Silvano, che nei giorni successivi partirà per la Missione di Mambasa.

La notte di Natale Padre Silvano ha spiegato che Dio si è voluto unire all'uomo presentandosi come la più indifesa delle creature: un neonato. Con l'atteggiamento del grande che non vuole spaventare il piccolo e si inginocchia, si abbassa per comunicare alla stessa altezza. Condividendo, per il tramite di Suo Figlio gli stessi problemi, le stesse fatiche dell'uomo. Dio si è fatto uomo perchè l'Uomo possa diventare Dio.
Ci ha detto che il bambino Gesù è nostro fratello, è fratello di tutti noi: di tutti.

Prima che ritorni in Congo vogliamo incontrare ancora una volta Padre Silvano e lo faremo domenica 15 gennaio.

Il Centro Italiano Femminile di S.Maria di Non (frazione di Curtarolo), l'anno scorso ha organizzato un pranzo speciale, alla ricerca dei sapori di una volta, devolvendo il ricavato per la gente di un comune colpito dall'alluvione.

Quest'anno, volendo ripetere l'esperienza, hanno proposto di rifare il pranzo, destinando il ricavato alla Missione di Mambasa e Nduye e per realizzare il progetto di sostegno di quella missione. Il Comune di Curtarolo patrocina l'evento, la Parrocchia di Pieve di Curtarolo ospiterà l'incontro nella sala polifunzionale "S.Francesco" di Curtarolo. Abbiamo "strappato" a Padre Silvano la promessa di vivere assieme a noi questa iniziativa.

Il pranzo, con menu di risotto, bollito misto, dolci caserecci e buon vino, è aperto a tutti gli amici di Padre Silvano, Padre Dino e della missione di Mambasa (ed ai sostenitori dell'Opera di Padre Bernardo Longo).

Chiunque voglia partecipare può chiamare, possibilmente entro giovedi 12 gennaio ai numeri indicati nel volantino:
Michela Callegaro al nr. 349-4917098 o Emanuele Agugiaro 338-6205665

Emanuele

venerdì 12 agosto 2011

A proposito di suore!

Stamattina ho avuto la visita di una suora che ha i genitori a Mambasa, sr. Régine. E' della Congregazione delle Petites Soeurs de la Présentation, le suore che collaborano con noi qui alla missione. Dato che è infermiera ha voluto visitare il nuovo ospedale con sr. Lisetta che è responsabile della scuola di taglio e cucito e con le immancabili damigelle di compagnia (Angèle e amichette).

La foto ricordo mi sembra bella e suggestiva. Ve la invio per convincervi che l'ospedale è finito... e bene.

Ma non è questo il messaggio principale di questo blog.

Ieri ero a Bunia per finalizzare alcuni problemi di contabilità con la ditta Tambakis et Frères che ha fatto i lavori dell'ospedale. Non poteva mancare una visita alle Suore Orantes anche se sapevo che la Madre Generale, suor Angèle non era in sede.

Le suore fanno sul serio: hanno già nominato tre suore per Nduye: Sr. Marie Louise, originaria di Basoko e che p. Dino conosce molto bene, Sr. Caroline e sr. Alphonsine!
Al nostro cenno sono pronte a partire per Nduye e affrontare questa nuova e bella avventura!

E noi, quando saremo pronti?

Appena suor Angèle si ristabilisce andremo a Nduye assieme e cercheremo di trovare una soluzione, anche provvisoria che permetta alle Suore di... sopravvivere in attesa dei grandi lavori programmati con gli amici di Curtarolo!

Spero però che questa soluzione provvisoria non diventi come certe tendopoli.

A presto...e grazie alle tre pioniere: Sr. Marie Louise, Sr. Caroline et Sr. Alphonsine!

Attendo una bella reazione dagli amici di Curtarolo.

Padre Longo ha fatto il primo passo; oggi l'ho ringraziato tanto!

A noi di continuare!


foto: da sinistra: Sr Lisette, sr. Régine (Angèle è davanti à sr. Régine)

venerdì 5 agosto 2011

Farà piacere a qualcuno....e "buona notizia!"

A 5 kilometri da Mambasa, sulla strada di Nduye, c'è un villaggio che si chiama Planteco. I cristiani hanno già una bella chiesetta, anche se fatta di pali e fango. E' veramente ben curata: banchi comodi, pavimento che sembra un mosaico: fatto di fango-sabbia e noccioli di noci di palma. Anche le pareti sono pitturate con cura. Si sente la preoccupazione e l'amore dei cristiani per la loro cappella. Ma vogliono andare avanti e stanno facendo i mattoni per costruire una vera chiesa. E li fanno con una macchina made in Val Leogra!
(Schio). Ieri sono andato a vedere il loro cantiere, con Giuseppe, Angèle e una sorellina.
Ecco la foto. Farà piacere a diverse persone: di Schio, di Monte Magrè...

*****A proposito ( e questo interessa soprattutto gli amici di Curtarolo): oggi mi ha chiamato suor Angèle, Superiora Generale delle Suore Servantes di Bunia. Ero in cappella e avendo visto il suo nome sul display del telefono ho accettato la chiamata, certo che non avrei mancato di rispetto al "Paròn". E avevo ragione.


Messaggio breve e detto sottovoce perché suor Angèle è momentaneamente indisposta, ma molto importante:" Padre Silvano, le Suore per Nduye sono pronte"!
Noi non lo siamo ancora...ma questo messaggio ci sprona, vero don Emanuele e company?

A presto.

Spero di aver capito il messaggio di Gianluigi!
Ciao a tutti.















martedì 14 giugno 2011

Pentecoste Missionaria 2011

Sotto un cielo grigio e minaccioso si parte alla volta di Curtarolo con la gioia nel cuore per incontrare persone amiche e condividerne le testimonianze.

Nonostante la pioggia intensa, ci ritroviamo in tanti.

L’accoglienza festosa, il clima conviviale, le fotografie delle missioni ed i progetti di ristrutturazione della missione di Nduye, ci portano direttamente nel cuore della “Pentecoste Missionaria 2011”.

Dopo il saluto di benvenuto dell’Arciprete, don Emanuele, padre Tullio illustra la figura e l’opera di

p. Bernardo Longo missionario e martire.

Emanuele relaziona sulla visita, in aprile, dei cinque volontari alla missione Mambasa-Nduye. La sua testimonianza suscita un grande interesse.

Il progetto, infatti, consentirà di far rivivere e rendere nuovamente fruibile l’opera di p. Longo. La certezza che questo sogno diventerà realtà viene confermata dall’intervento del Sindaco, Marcello Costa, con la comunicazione della delibera di finanziamento di un primo lotto, già approvato dal Consiglio Comunale.

La celebrazione dell’Eucaristia presieduta da mons. Tomé Makhweliha ci invita a vivere l’esperienza della fede oltre i confini del proprio benessere spirituale e ci interroga: quello che siamo grida più forte di quello che diciamo.

Dopo la Messa la festa continua nel salone del piano superiore per gustare il pranzo preparato con cura e professionalità, secondo la migliore tradizione, dal gruppo missionario di Curtarolo,

Nel pomeriggio le testimonianze: padre Panteghini in procinto di ritornare in Camerun per passare le consegne al nuovo padre Provinciale; padre Pross presenta il progetto dei suoi “bambini di strada” e ci ricorda di riservare qualche Ave anche per loro; padre Cappellaro, rientrato dall’Argentina, per celebrare il 60^ di Sacerdozio con la sua comunità; padre della Zuanna illustra la presenza attuale dei dehoniani nel mondo; dott. Bosco instancabile nel prestare la sua opera di chirurgo negli ospedale di tutto mondo; dott. Piantoni ripercorre le motivazioni che generano il desiderio di aiutare, di sentirsi utili, di portare la propria solidarietà; il gruppo missionario Avomì, illustra il proprio aiuto alla costruzione dell’ospedale a Mambasa, ed il gruppo missionario di Bareggio descrive il proprio impegno per le missioni in Mozambico.

Una bella giornata ricca di fraternità, amicizia e Spirito.

Grazie a p. Marino, p. Nerio e a tutti coloro che hanno organizzato, con l’entusiasmo della passione, questo incontro. Aksanti sana!

Curtarolo, 11 giugno 2011

Cornelia

giovedì 9 giugno 2011

Pentecoste Missionaria 2011

Uno dei temi dell'incontro è il progetto di collaborazione tra la Comunità di Curtarolo e la Missione di Mambasa-Nduye, in particolare la volontà di ristrutturare la casa delle suore e di valutare gli ulteriori lavori necessari a ripristinare la funzionalità delle strutture di Nduye (officina, falegnameria, scuole, restauro della chiesa ecc.).



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Trovate qui alcune indicazioni pratiche per raggiungere la Sala Forum del Comune di Curtarolo, dove sabato prossimo si terrà la celebrazione della "Pentecoste Missionaria 2011".

Il centro di Curtarolo è posto lungo il percorso della S.S. 47 (Padova-Cittadella-Bassano)

Per chi arriva da Trento o da Treviso, può passare da Cittadella e scendere verso Padova.

Per chi arriva dall'Autostrada, all'uscita di Limena (Padova-Ovest) si immette nella tangenziale verso nord: verso Cittadella Bassano.



Una volta arrivati a Curtarolo, la sala Forum è a fianco degli impianti sportivi, dietro alla Scuola Media "Padre Bernardo Longo".
E' disponibile un ampio parcheggio.




Vi aspettiamo numerosi.
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grazie, Emanuele

mercoledì 8 giugno 2011

"Ogni ofelé...

Da qualche giorno, penso a questo proverbio milanese: “ogni ofelè, el fa el so misté” Ogni artigiano fa il suo mestiere.

Dopo pensamenti e ripensamenti, all’inizio scacciati come tentazioni o come vigliaccheria, ma presi sul serio quando si sono trasformati in incubi che mi impedivano di dormire, ho deciso di affidare la fine dei lavori dell’ospedale a due fratelli greci di Bunia.
Di fronte al loro preventivo ho avuto un momento di vuoto. Ma non avevo un’altra alternativa. Ho detto di sì.
E sinceramente non mi pento.

In circa 5 settimane i lavori hanno progredito enormemente e sono fatti a regola d’arte. Per questo ho pensato che forse anche in futuro sarà bene che ogni “ofelé faccia el so’ misté”.

Certo, non disponendo di un conto presso la Banca Mondiale, non potrò sempre rivolgermi alla ditta Tambakis et frères, ma terrò conto di questa esperienza!
Prevediamo la fine dei lavori per metà luglio.

Poi, ma già adesso con alcuni amici ci stiamo pensando, cercheremo le attrezzature perché l’ospedale non sia solo un gioiello nella foresta, ma sia anche la casa del Buon Samaritano in cui tutti trovano sollievo, amore, e possibilmente guarigione. Abbiamo bisogno di una sala parto, di una sala operatoria e di un laboratorio per analisi. Chi è interessato, può chiedermi la lista del materiale necessario: lista fatta da un bravo medico missionario, p. dr. Gian Maria Corbetta che ha un ospedale, a Mungbere, a 190 km da Mambasa. “ Qui c’è gloria per tutti” – diceva scherzosamente il mio professore di greco quando interrogava qualcuno che non era particolarmente brillante in quella materia.
Un augurio a tutti quelli che sabato saranno a Curtarolo! Sono certo che non se ne pentiranno!

I cinque “esploratori” giunti a Mambasa e a Nduye, sono ripartiti entusiasti: non toccavano più terra!
Il volo da Mambasa a Bunia, sorvolando Nduye, traduceva bene il loro e il mio stato d’animo.
Fantastico!
Grazie a tutti voi! E a presto, con altre foto recentissime.


domenica 13 febbraio 2011

Ho fatto un sogno...

Tranquilli, non è solo un sogno, ma un sogno che sta diventando realtà.

Sono stato a Bunia il 9 febbraio. Avevo un programma pieno: Incontro con l'Ispettore del lavoro per depositare la lista degli operai per l'esercizion 2011; incontro con il direttore dell'INPS per pagare i contributi per le pensioni (state tranquilli, non ci sarà mai il ritorno: le pensioni sono una chimera); visita ai vari uffici dei rappresentanti della Pubblica Istruzione: non ve li descrivo tutti: peggio di un labirinto; e...dulcis in fundo, incontro con la Speriora Generale delle Suore Servantes di Gesù.
A questo incontro mi ero preparato con disposizioni d'animo differenti.
Con le autorità amministrative e scolastiche qualche volta avevo dovuto anche alzare il tono della voce. Con la madre generale, sr. Angèle, è stato un incontro sereno, scontato.
Noi ne avevamo parlato in comunità ed eravamo arrivati a questa conclusione: per ora è impossibile che uno di noi resti in maniera permanente a Nduye. D'altra parte senza una presenza religiosa stabile, è difficile programmare attività durature ed efficaci in favore dei Pigmei. Se le Suore Servantes accettassero di stabilirsi a Nduye a condizione di una nostra "assistenza" regolare, per esempio un giorno o due alla settimana - preferibilmente il sabato e la domenica - questo permetterebbe di iniziare le attività: le suore potrebbero occuparsi dell'ospedale, della scuola, della formazione delle ragazze pigmee, e un'inizio di scuola artigianale per i ragazzi...

Quando ho esposto le nostre idee e le nostre proposte, sr. Angèle le ha accettate subito, con un grande sorriso."Siamo missionarie e quindi dobbiamo andare dove c'è bisogno... Se i due vescovi, di Bunia e di Wamba sono d'accordo, noi siamo disposte a partire quanto prima...!"
Il 10 mattina sono corso dal vescovo di Bunia, Mgr. Dieudonné Uringi, per la stessa ragione. Nessuna difficoltà, nessuna obiezione... Lui è d'accordo: aspetta solo una lettera di domanda da parte del vescovo di Wamba. Il dialogo breve - ha trovato un buco per me nella lista delle sue udienze e quindi non potevo abusare della sua gentilezza - è stato molto cordiale, amichevole.Voleva anche che mi fermassi a pranzo con lui.Ma io volevo rientrare presto a Mambasa: non avevo più bisogno di nulla.
Resta l'ultima tappa, poi il sogno sarà realtà.
Amici di Curtarolo, preparatevi! insieme rimetteremo a posto la casa delle suore e comincerà una nuova vita per Nduye.I bambini di Curtarolo hanno dato l'esempio con i loro lavori di Natale: voi cercate di non essere da meno.
Grazie!

Al più presto contatterò il Vescovo di Wamba, Mgr. Janvier Kataka, e poi vi terrò informati...
A presto...con la speranza d una bella notizia!

foto: i piccoli eroi di Curtarolo!

mercoledì 2 febbraio 2011

Open Mission...

Ieri sera avevo promesso di ritornare sull’argomento del Natale “coraggioso” dei ragazzi della scuola elementare Umbero I° di Curtarolo. Lo faccio, con i duplice scopo: di ringraziare gli insegnanti egli alunni di questa scuola e anche per far conoscere a questi chi ha beneficiato del loro impegno.

Non è stato difficile scegliere i destinatari. Domenica, 2 gennaio,-qui in Congo festa dell’Epifania - ero a Nduye per la Messa. Come al solito ho fatto un giro “kule ngambo” (sull’altra collina, rispetto a quella dove si trova la casa dei padri e la chiesa) e ho visto l’internato vuoto. Ero abituato a vedere tantissimi bambini Pigmei correre e giocare nei vasti cortili. Silenzio e desolazione, resi ancora più impressionanti da un sole cocente e dalla natura riarsa. Siamo nella stagione secca! Ho chiesto al direttore dell’internato la causa di questo silenzio. Mi ha risposto che non c’era più nulla da mangiare per i bambini e questi avevano abbandonato internato e scuola. Ho subito pensato al dono e al sacrificio dei bambini di Curtarolo. Avevo saputo da Lilia Longo, la nipote di padre Bernardo, che appunto questi scolari avevano preso sul serio l’iniziativa a favore dei Pigmei. Non ricordavo esattamente la somma raccolta. Ho promesso di devolvere questi soldi per questa finalità. Giunto a Mambasa ho chiamato Michel Zongoli che è il responsabile per tutto il territorio di Mambasa della Pastorale dei Pigmei e gli ho detto che poteva disporre di 1.085€ ( il controvalore in dollari era, a quella data, di circa 1.440 $) per far ritornare i bambini all’internato e per dar loro da mangiare. Finora ho gli ho dato 1.000 $ ( 500 $ il 5 gennaio e 500 il 27 gennaio). Restano quindi ancora a sua disposizione 440 $! Giorni fa, il 28 gennaio ero a Nduye e poco prima di pranzo i nostri “eroi” stavano sbucciando la manioca e nel pentolone bollivano i fagioli. Erano felicissimi…

E’ sempre possibile e opportuna questa “ rendicontazione” pubblica?

Vi assicuro che anche il nostro tempo è contato ed arrivare a tutto è difficile. Inoltre alcune persone preferiscono “fidarsi” e addirittura conservare l’anonimato. Qualora ci fosse richiesto perché si tratta di doni della comunità (scuola, parrocchia, associazione) e il responsabile deve a sua volta rendere ragione, cercheremo di farlo. Se poi viene un ragioniere-segretario/a a darci una mano, ne saremo felici. (Dettaglio: nell’ultimo consiglio pastorale alcuni cristiani hanno detto che scriveranno ai nostri superiori perché mandino altri due o tre preti, perché quelli che ci sono qui non bastano! Mi domando dove…li troveranno?!)

Dato che ci siamo…aggiungo un piccolo dettaglio “familiare”. Una mia nipote, insegnante, ha raccolto nella sua scuola, sempre in occasione del Natale, 300 € per i bambini di Mambasa. Come ho usato questi soldi? Ho comperato 40 lamiere ondulate per una scuola a 25 Km (Some). Questa scuola è costruita con pali e fango. Le lamiere ondulate, offerte da questi ragazzi di Marano Vicentino sostituiranno le foglie che durano sì e no due o tre anni, facilmente sollevate dagli uragani e che non impediscono alla pioggia di aprirsi dei varchi sempre più larghi.
Resta la domanda per i nostri amici di Nduye? Quando le razioni saranno finite, cosa succederà?!

Grazie, cari ragazzi di Curtarolo e di Marano e grazie ai vostri insegnanti!

foto: Shabani e Angèle...a scuola! Avranno tutti i bambini la possibilità di studiare?

lunedì 31 gennaio 2011

Dalla scuola di Curtarolo



Per motivi tecnici non ci è stato possibile inviare le foto del mercatino, ma noi bambini ed insegnanti della scuola primaria Umberto I di Pieve di Curtarolo vogliamo ricordare che l'esperienza del mercatino della solidarietà è stata veramente unica!

Abbiamo contribuito a far felici i nostri amici di Mambasa-Nduye e vorremmo continuare a farlo...ogni giorno pensiamo a loro e cerchiamo, attraverso le nostre piccole rinunce, di tenere vivo in noi questo obiettivo.

Questa esperienza ha toccato nel cuore sia noi bambini che i nostri genitori, ed è anche grazie al loro contributo che il mercatino ha avuto un ottimo riscontro...sappiamo infatti che i soldi raccolti sono serviti per continuare a far funzionare la scuola nella missione e di ciò ne siamo veramente felici!
Salutiamo con grande affetto i nostri amici pigmei e speriamo di avere presto ancora buone notizie.

Cordiali saluti alunni ed insegnanti della
scuola Primaria Umberto I di Pieve di Curtarolo






N.d.R. Ricevo ora questa mail che pubblico tal quale aggiungendo comunque una foto della scuola "pescata in rete".


C'è sempre qualche anima buona che legge e poi collabora.
Grazie Emanuele per la foto che ci hai subito inviato e che pubblico in calce.


29 ottobre 2010
P. Silvano e P. Nerio in visita a Curtarolo, hanno incontrato la dirigente Prof. Elsa Miozzo presso la scuola media P.Bernardo Longo di Curtarolo ed il corpo insegnanti della scuola elementare Umberto I°


domenica 1 novembre 2009

Padre Silvano scrive agli amici di Curtarolo

Cari amici di Curtarolo,
la comunità di Mambasa composta dei padri Dino, Gauthier, Silvano e fratel Seraphin vuol essere presente al vostro incontro di questa sera e portarvi il suo saluto: un saluto che è segno di simpatia, di comunanza di sentimenti, e di ringraziamento.
Ci unisce il ricordo di padre Bernardo Longo di cui fra qualche giorno faremo memoria, ricordando la sua vita di sacerdote, di missionario, le se grandi qualità umane, il suo amore per Dio e la sua passione per la gente.

Anche per noi qui a Mambasa, soprattutto per i professori e gli alunni dell’Istituto Bernardo Longo, sarà un giorno speciale, caratterizzato dalla Messa solenne e da altre manifestazioni e, dal pranzo comunitario che la Scuola offre ai professori, alunni e amici! Oltre 750 persone!

Ma per voi, come per noi, il 3 novembre non è solo invito a guardare al passato. È soprattutto un invito forte a guardare al futuro, un richiamo a un obbligo di far continuare l’opera di padre Bernardo. E’ vero, la sua opera non è mai morta completamente. Ha conosciuto un momento di pausa dal 1964 al 1971. Poi è ripresa soprattutto nel suo aspetto di formazione dei giovani, attraverso le scuole professionali. Tutta la nostra regione è piena meccanici, muratori, falegnami formati nella Scuola iniziata dal Padre. Ma soprattutto il ricordo di padre Longo è vivissimo nella memoria di tutta la gente di Mambasa e di Nduye!

Come ben sapete, nel 1987, per varie ragioni la scuola professionale di Nduye si è trasferita a Mambasa ed è diventata l’Istituto Bernardo Longo che quest’anno avrà oltre 700 alunni. Nel frattempo l’albero si è sviluppato in maniera impressionante e dal suo tronco sono spuntati tanti rami: la scuola oggi ha la sezione Scientifica, Magistrale, Meccanica e forma anche, nelle sezioni professionali, dei meccanici, dei falegnami e dei sarti e nella sua succursale di Mayuano, anche degli agronomi. Da qualche giorno, per rispondere a varie e insistenti domande, abbiamo iniziato, nel pomeriggio e sempre nell’Istituto Bernardo Longo, una scuola artigianale (della durata di 2 anni) di taglio e cucito per ragazze-madri, handicappati, analfabeti. Ne parleremo presto sul blog di Mambasa: http://mambasa.blogspot.com.

Ma sappiamo che il vostro sguardo è rivolto a Nduye. Vi assicuriamo che anche noi abbiamo gli occhi puntati verso quella collina dove padre Bernardo ha vissuto, lavorato, pregato e ideato la sua grande opera E vogliamo che essa continui anche là dove è nata!
Certo non è facile in questo momento fare un programma. Anche noi, come ci ha insegnato padre Bernardo cerchiamo di capire i segni, di scrutare l’orizzonte per trovare la strada. Qualcosa è già stato fatto e continuiamo a fare.

Assicuriamo per quanto è possibile la Celebrazione eucaristica tutte le settimane, (domani sera, quando voi sarete riuniti a Curtarolo, padre Silvano sarà a Nduye). Visitiamo regolarmente le scuole e siamo vicini per trovare soluzioni ai vari problemi. Abbiamo fatto una pulizia radicale attorno alla missione; messo in valore il terreno seminando soja, mais, fagioli, anche per dare così del lavoro ai Pigmei. Adesso la missione è di nuovo viva, animata, pulita.
Nel frattempo, grazie al finanziamento del Credito Bergamasco e con la supervisione del Cesvi di Bergamo sono state ristrutturate, da una impresa di Bunia, le scuole elementari e quella che era la scuola Professionale che è diventata adesso una Scuola Agraria.
Abbiamo preso contatti con la Madre Generale delle Suore Servantes di Bunia che si detta d’accordo di inviare delle suore a Nduye nella casa che ha ospitato per anni le Suore Comboniane, appena saranno riunite due condizioni: la presenza di un sacerdote che assicuri l’assistenza religiosa delle Suore e la possibilità di poter viaggiare facilmente sulla strada che collega Nduye a Mambasa.
Abbiamo iniziato a fare i banchi nuovi per le varie scuole, e appena la strada sarà aperta li porteremo sul posto. Abbiamo sempre l’idea di ristrutturare la casa delle Suore, la casa dei padri e la Chiesa.
Ma finora abbiamo avuto due grossi ostacoli che ci hanno impedito di realizzare i nostri progetti: la strada e la mancanza di personale.
Proprio in questi giorni una Organizzazione non governativa (Handicap International) ha cominciato a riparare la strada. Speriamo di poter andare a Nduye, almeno a Natale, in macchina. Oggi si va solo in moto e se tutto va bene ci vogliono circa 4 ore per arrivarci e di solito ci aspetta al varco la pioggia.

Resterà il problema del personale. Ne parliamo continuamente con i nostri superiori. Noi abbiamo manifestato la nostra disponibilità a stabilirci a Nduye in maniera permanente, ma questo significherebbe sguarnire la missione di Mambasa o altre missioni già carenti in personale. Stiamo pensando di trovare anche provvisoriamente un sacerdote (anche diocesano o di un altro istituto) che accetti di vivere abitualmente sul posto e rendere così possibile alle Suore di andare a loro volta a stabilirsi a Nduye; e, da parte nostra, assicurare delle visite regolari e periodiche, della durata di qualche giorno, soprattutto per orientare le attività della scuola e della promozione umana dei Pigmei.

Non ci sentiamo di chiedere in forma decisa, senza una certa prudenza, degli aiuti, perché oggi non possiamo assicurarvi che, a lavori ultimati ci sarà una presenza stabile, garanzia di un lavoro serio e duraturo. Di comune accordo, qui in comunità, vorremmo però lanciare delle idee, per dare un orientamento e soprattutto una consistenza concreta ai vostri sforzi e al vostro desiderio di veder rinascere e rifiorire questa missione che vi è e ci è così cara.

Ecco quanto vi proponiamo:
-1 ) Dato che gli insegnanti non sono pagati, o lo sono in maniera insufficiente, e non possiamo praticamente chiedere nulla ai Pigmei e agli abitanti di Nduye, chiediamo un aiuto di circa 700 $ al mese.

-2) Proponiamo la costruzione di una cooperativa di allevamento di polli che sarà gestita dai ragazzi della Scuola Agraria appena cominciata. La costruzione costerà circa 4000 $. (Il dr. Giandomenico Drago presente al vostro incontro potrà parlarvi di questo progetto!, che potrebbe entrare nel grande Progetto Mambasa)

-3) Un aiuto per riabilitare la casa delle Suore, che è abbandonata da oltre 12 anni e che nel frattempo è stata “visitata” da soldati, bracconieri e gente che non ha risparmiato assolutamente nulla. E’ necessario rifare il tetto, riparare le stanze, e i locali in genere, riattivare con nuovi impianti l’adduzione e la distribuzione dell’acqua, rifare completamente i servizi sanitari e dotare la casa di un gruppo elettrogeno e della installazione elettrica. Prevediamo anche un alloggio per il sacerdote residente a Nduye . Pensiamo che il costo dei lavori e attrezzature si aggiri attorno ai 30,000 $.

Nonostante i dubbi, le perplessità, le incertezze del futuro, in comunità abbiamo pensato che questo terzo punto potrebbe essere una provocazione o un atto di fiducia cieca nella Provvidenza, una sfida che non può restare senza risposta da parte dell’ALTO! Nel caso che siate d’accordo potremmo iniziare i lavori in febbraio, quando senz’altro la strada sarà aperta e qui ci sarà la stagione secca.
E questo nostro gesto sarà in sintonia con lo spirito di Padre Longo che pensava prima di tutto agli altri, alle Suore e non avere nessun riguardo o pretesa per se stesso. In seguito potremmo pensare alla chiesa e alla casa dei Padri!
Cosa ne dite?

Ci scusiamo con voi di non poter essere più precisi, ma vi assicuriamo che non passa giorno senza che il tema Nduye-padre Longo non risuoni nelle nostre conversazioni. Vi assicuriamo che siamo in agguato per spiare e scoprire ogni possibilità di soluzione stabile, seria e duratura.

Ci resta una cosa; senz’altro la più importante: pregare il Signore di illuminarci e di darci i mezzi per realizzare la sua Opera. La Beata Teresa di Calcutta (Madre Teresa) diceva sempre: “Se Dio vuole un’opera, manderà anche le persone e gli aiuti necessari per realizzarla”!

Mambasa, 30.10.09

martedì 8 settembre 2009

Buone notizie da Vicenza


" Leggendo il documento "Padre Bernardo Longo e la sua opera" di padre Silvano Ruaro, seguendo le notizie pubblicate sul blog mambasa.blogspot.com e traendo spunto dalle comunicazioni intercorse con i missionari di Mambasa e Nduye è stato preparato un fascicolo utile a spiegare alle persone "di buona volontà" quali siano le necessità che in questo momento hanno Padre Dino e Padre Silvano, all'opera a Mambasa-Nduye, e "mettere in moto la provvidenza"

tra le innumerevoli necessità, quelle principali o più urgenti sono:

1) stipendio degli insegnanti (circa 5.000 $ ogni mese);
2) carburante ( circa 5.000 $ ogni mese)
3) sistemazione della strada che porta da Mambasa a Nduye
4) riattivazione delle scuole e delle officine per la preparazione professionale
5) ripristino della funzionalità della comunità pastorale di Nduye (casa per le suore e casa per i padri)

per avviare il quarto punto padre Silvano Ruaro ha recentemente deciso di iniziare dalla fabbricazione dei banchi per la scuola di Nduye, che verranno realizzati dalla falegnameria della missione di Mambasa

Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza, ha avuto modo di esaminare la documentazione riguardante Padre Bernardo Longo, Institut Professionnel Bernard Longo di Mambasa e la missione di Nduye ed ha condiviso l'iniziativa, decidendo di finanziare l'acquisto dei 300 banchi della scuola di Nduye

martedì 01/09/2009 a Vicenza, presso la sede della Banca Popolare di Vicenza, il presidente Gianni Zonin, l'amministore delegato Divo Gronchi, il Direttore Generale Samuele Sorato in una breve ma solenne cerimonia hanno consegnato l'assegno di 7.500 € a padre Dino, in partenza per tornare in missione in Congo. "
E.A.

domenica 14 ottobre 2007

14 ottobre - CURTAROLO (Pd) - NDUYE




Vi domanderete il perché di questo accostamento strano.
Semplice. Avevo saputo, da un mio informatore fedele e tempestivo che oggi, a CURTAROLO (PD) si sarebbe celebrato il Centesimo anniversario della nascita di padre Bernardo Longo.Il padre Longo è nato il 25 agosto 1907...Ma in agosto tutti sono altrove. Non so le ragioni della scelta della data odierna...Vicinanza con la giornata missionaria mondiale? Forse!
Mi è sembrato giusto comunque far partecipi di questa celebrazione anche i cristiani di Nduye, la "sua missione" .
In quella chiesa è sepolto:una sepoltura modesta. Vicino all'altare in cui si conserva il Santissimo e sotto lo sguardo della sua Madonna "Mama wa Mungu"(Madre di Dio).
Là dove lui, ogni mattino, alle 5,15 cominciava la sua giornata con la preghiera.

Sono giunto a Nduye ieri pomeriggio.
Un piccolo gruppo di Pigmei mi aspettava. Fra loro c'era anche il figlio di SAU che era il capo-pigmei al tempo di padre Longo. Gli ho detto che doveva venire alla Messa di oggi con una lancia, con archi e frecce...


Noi, in attesa dell'arrivo dei cristiani, questa mattina abbiamo ornato,in maniera molto semplice, la tomba del padre. Con i fiori abbiamo scritto: "Merci" (grazie!).
La Messa doveva cominciare alle 8,30...Ma dato il numero di coloro che volevano confessarsi abbiamo incominciato la processione di ingresso alle 9...,alla stessa ora in cui cominciava a Curtarolo la solenne celebrazione di anniversario.
Lo Messa è durata oltre due ore...La gente non ha difficoltà a improvvisare, soprattutto quando si tratta di canti e danze.
All'offertorio i pigmei hanno deposto sulla tomba di padre Longo la lancia, gli archi e le frecce...Non sono invece riusciti a trovare un'antilope: non erano stati avvertiti a tempo...
Il Vangelo di oggi - la guarigione dei dieci lebbrosi - si prestava bene alla circostanza. Dei dieci lebbrosi guariti, uno solo ritorna da Gesù per ringraziarlo.


Padre Gauthier, il diacono che è giunto da poco fra noi ha insistito sul dovere e la bellezza del ringraziamento. Io ho poi continuato ricordando padre Longo e invitando tutti a ringraziare il Signore di averci dato padre Bernardo e a ringraziare anche padre Bernardo per il suo amore per la gente di Nduye, per i giovani per i Pigmei. Ho ricordato anche che padre Bernardo aveva un motto, che ripeteva spesso: "Sala na kazi" (preghiera e lavoro!). Ci siamo interrogati se siamo stati fedeli alla sua consegna!
Poi, nella preghiera dei fedeli, gli abbiamo chiesto di aiutarci a far rifiorire la sua missione.
Alla fine della Messa alcuni pigmei hanno voluto una foto accanto alla tomba del loro Padre...
E i cristiani hanno voluto una foto di gruppo come prova della loro comunione con i fratelli di Curtarolo.

Penso che padre Longo era imbarazzato: Curtarolo o Nduye?!

Mentre noi, padre Gauthier ed io, nel pomeriggio riprendevamo, in moto, la strada del ritorno, un po' dappertutto, vicino alla missione risuonavano i canti dei pigmei.
Certamente, in quel momento, padre Longo li stava ad ascoltare e la sua preferenza era evidente!