NDUYE VI SALUTA

I giorni scorsi volevo mostrarvi qualche foto di Nduye. Non mi è stato possibile; sia perché occupato in diversi viaggi nei villaggi, per fare animazione in vista del Giubileo della parrocchia, sia perché in questi giorni la connessione Internet qui da noi è molto capricciosa.
Nduye! Ci sono andato sabato scorso, per rientrare poi domenica sera. Durante il viaggio in moto, le solite disavventure, dovute alla pioggia torrenziale, alla strada divenuta come del sapone, alle cadute, alla notte passata alla meglio in una capanna... Cose che ormai non fanno più notizia... Ma, a dire il vero, io non mi ci sono ancora abituato. Così come non mi sono ancora abituato a certe forme di indolenza.
Durante il viaggio di andata, mi ero rifugiato sotto una tettoia, affollata di gente che cercava un riparo dalla pioggia. La strada, diventata un vero torrente, stava per aprire l'ultimo argine, minacciando la tettoia e tutti i rifugiati. Alla fine, un bravo papà si decide a prendere un badile e spostare i centimetri cubici sufficienti per impedire al torrente di allagare tutto il rifugio. Domani qualcuno penserà a tracciare un canaletto per convolgiare l'acqua ed evitare così che tutto sia allagato?
Fa' freddo. In un cantuccio, lontano dal fuoco, esposto alle folate di vento, un bambino di forse due anni, mezzo nudo, è in braccio a sua mamma. Continua a piangere e tossire. Ha una brutta bronchite. Qualcuno lo curerà?...
A Nduye, dopo la messa, ho voluto fare alcune foto soprattutto alle nostre scuole. Gli amici del CESVI di Bergamo vi hanno lavorato per diversi mesi (grazie!) ed ora tutto l'insieme sta assumento un aspetto più dignitoso, più "serio". Ve ne propongo alcune: sono abbastanza eloquenti anche senza troppo spiegazioni.
Lo saranno molto di più per il nostro amico Gianluigi, che ha passato in questi posti due anni di volontariato entusiasta, quando era ancora "verde". Li rivede ora, dopo tanto tempo, fra sospiri, lacrime e...speranze. 
E la speranza ce l'abbiamo dentro anche noi: a causa di quello che si è cominciato a fare; a motivo dei lavori di rifacimento della strada che, ci assicurano, inizieranno in questi giorni; a motivo della comunità di suore disposte ad andare ad abitarvi al più presto; causa soprattutto di Padre Bernardo, che ci è vicino più che mai e che continuerà ad aiutarci per continuare la sua opera.
P. Dino
