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martedì 31 gennaio 2012

I PIGMEI DELL’ITURI RISPONDONO AGLI SCOLARI DI SCHILPARIO

Mercoledì 25 gennaio gli alunni della scuola primaria di Schilpario (Bergamo) hanno ricevuto un grazie dai Pigmei delle scuole di Malembi e di Dingbo dell’Ituri in Congo per il loro impegno nel progetto ”Dare dignità ai Pigmei”.


WATOTO WA SCHILPARIO, AKSANTI SANA KWA NINYI WOTE, KWA SABABU MNATUKUMBUKA SISI KATIKA UKOSEFU WETU. AKSANTI
(Bambini di Schilpario, vi ringraziamo tantissimo, perché avete voluto ricordarvi di noi,
nella nostra povertà. Grazie.

Una classe della scuola di Malembi con la loro Maestra





Gli Amici della Scuola Apostolica Onlus hanno voluto ringraziare gli scolari,le loro mamme e le Maestre della Scuola primaria consegnando l’ Attestato di Merito di “Cavaliere della Solidarietà”.

Alunni di Dingbo con il loro Maestro



Gli alunni hanno risposto: “Anche quest’anno ci siamo impegnati a realizzare lavoretti per poter aiutare i Pigmei che, purtroppo a differenza di noi, non hanno neppure il necessario sia per poter frequentare la scuola sia per i bisogni primari”.

giovedì 5 gennaio 2012

Per la scuola dei Pigmei


Cari Amici,

oggi sul nostro sito www.amici.scuolaapostolica.it abbiamo pubblicato la notizia:

7 – 8 Dicembre – “Adotta uno scolaro Pigmeo”

L’iniziativa ci porterà a ricevere una offerta di 700-800 euro che ritireremo in un prossimo incontro con gli scolari.

P. Dino, per questo incontro sarebbe utile avere la foto della scolaresca di Pigmei che ti ho chiesto con una didascalia in lingua locale che si collega alla iniziativa degli amici scolari di Schilpario che ritengono di aver adottato uno scolaro Pigmeo per fornirgli il materiale didattico personale utile per le attività scolastiche.

P. Giuseppe, per l’incontro ci servirà anche l’ Attestato di Cavalieri della Solidarietà per la scuola elementare di cui ti farò avere i dati.

Vi allego anche le foto pubblicate, per un eventuale vostra pubblicazione sul blog Missione Mambasa.

Sabato spero di incontrare p. Silvano per definire il progetto 2012 a supporto del funzionamento prioritario di alcune scuole per Pigmei.

Un abbraccio a tutti voi,

Paolo e Giorgio

PS- ringrazio Giorgio per la sua pronta risposta con il sito.

lunedì 7 marzo 2011

Cosa ha fatto il CESVI per i Pigmei di Nduye

Mi avventuro a scrivere su cose che conosco pochissimo.
Magari prenderò una cantonata, ma poiché abbiamo dichiarato la nostra intenzione di “aprire” a tutti, di dare la “massima trasparenza” per quello che avviene in Africa, e magari è tutt'ora in corso, spero che almeno i vostri commenti forniranno le dovute precisazioni. Se poi qualcuno volesse pubblicare uno o più post sull'argomento non ha che mandarli a p. Silvano, a p. Nerio o a me. Saranno subito messi in rete.

Circa tre anni fa si è accennato ad un consistente finanziamento da parte di un noto istituto di credito del Nord. Avrebbe dovuto servire per le scuole dei Pigmei, nella regione di Nduye. Solo per raccogliere le immagini un fotografo professionista fu ospite della Missione per quasi un mese: sembrava indispensabile un consistente apparato iconografico. Poi il silenzio. Qualche mese fa sono andato a curiosare sul sito di questa importante ONG che mi sembrava fosse in ballo: il CESVI. Ho trovato ben poco e potete anche oggi vederlo qui. Letteralmente c'è solo una riga: “ Nell’area di Nduye la ricostruzione della scuola locale mira all’integrazione delle comunità Bantu e Pigmee.

Troppo poco, a mio avviso, per giustificare una grossa cifra di xxx mila Euro. Vero?
Ho scritto quindi un paio di volte al CESVI. La seconda volta mi ha risposto Luca Fumagalli che ha ampiamente coinvolto (!) p. Silvano, come si può leggere di seguito:” ... si tratta di un progetto che abbiamo realizzato in partnership con la diocesi di Mambasa, supportando il lavoro di Padre Silvano, un missionario impegnato da 30 anni in Congo.
Come Cesvi ci siamo occupati della riabilitazione di alcuni edifici scolastici presenti nell'area di Nduye, con lo scopo ultimo di favorire l'accesso scolastico della comunità pigmea e l'integrazione con la popolazione bantù.
La consegna dei lavori è già terminata. Ora siamo in contatto con Padre Silvano per valutare ulteriori bisogni.
Al momento ho a disposizione un reportage fotografico sui lavori eseguiti (realizzato all'inizio del 2010) e una ricerca antropologica svolta per valutare preventivamente la fattibilità del progetto... “
Al mio riscontro, che chiedeva “altri dati, documenti, articoli”, nulla però è seguito.



Ho cercato in rete ancora ed ho trovato quanto riporto di seguito:

Cesvi e Credito Bergamasco per i Pigmei del Congo
A scuola di diritti umani. Con questo appello ha preso il via nel dicembre scorso (2007 NdR) una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi voluta dal Credito Bergamasco per sostenere la popolazione pigmea del Congo orientale, per tutti testimonianza di una millenaria armonia tra uomo e natura, eppure a rischio di estinzione culturale. Al centro del progetto umanitario affidato al Cesvi c’è la realizzazione di una scuola tecnica professionale grazie alla quale la comunità pigmea della zona di Nduye possa sviluppare attività generatrici di reddito durature, dall’apicoltura all’artigianato. «Questo progetto sostiene l’autosufficienza dei Pigmei garantendo loro l’accesso all’istruzione ma, allo stesso tempo, insegna molto anche a noi», commenta Giorgio Papa, Direttore Generale del Credito Bergamasco. «La storia del popolo pigmeo - uno dei più antichi sulla terra – ci invita a riflettere sul delicato equilibrio tra uomo e ambiente e sull’arricchimento che deriva dal rispetto e dalla convivenza con culture diverse dalla nostra. Con una visione educativa e partecipativa, il Credito Bergamasco ha deciso non solo di finanziare la realizzazione della scuola, ma di coinvolgere clienti e dipendenti nella raccolta di fondi per l’avvio delle lezioni e la continuità del progetto. Per questo motivo è aperto il conto corrente n. 40.000 intestato al Cesvi presso la nostra filiale di Milano di piazza Missori, sul quale tutti possono versare il proprio contributo». «Siamo particolarmente grati al Credito Bergamasco, che ci sostiene con un generoso contributo diretto e allarga la scommessa alla propria comunità di collaboratori e clienti», sostiene Giangi Milesi, presidente del Cesvi. «La scuola sarà indirizzata agli studenti pigmei, ma non sarà frequentata esclusivamente da loro; i corsi saranno aperti sia ai ragazzi pigmei che bantu, allo scopo di permettere la conoscenza e il superamento delle barriere esistenti tra queste due popolazioni. Alla scuola verranno affiancati un dormitorio, un refettorio e un laboratorio, indispensabile, dal momento che le lezioni saranno basate soprattutto su attività pratiche e manuali. La fase preliminare del progetto, attualmente in corso, è lo studio antropologico da cui deriverà l’offerta formativa, unica nel suo genere sia perché si svolge nel cuore della foresta sia perché per la prima volta gli stessi insegnanti saranno Pigmei».“

E' giusto saperne di più? Per noi sarebbe meglio “coram populo” anche sulle pagine di questo blog.

mercoledì 30 giugno 2010

Padre Franko sul nostro blog

30/06/2010 = 42 anni di Servizio sacerdotale,

32 trascorsi nella Rep. Dem. CONGO, di cui 20 anni tra i PIGMEI.

Mi ritrovo a Bvilla (CT), grazie a Dio non ancora “rottamato”! Grazie agli espedienti “moderni” ho potuto trovare qualche soluzione, anche se con la premessa: “precauzione!”, non più spavalderie. Forse è la situazione più evangelica che ci voleva, per rendersi più “disponibili” ed essere capaci di “far lavorare di più gli altri” senza troppo protagonismo ! L’ortopedico mi diceva che ha trovato la cartilagine del ginocchio un po’ “usata”, ed io ho commentato: “certo, dopo otto mesi di trascuratezza dall’incidente!” (non grave!); e lui ad aggiungere: “e gli altri 68 anni di usura dove li mette ?!” Questa è la realtà, ma non si poteva accettare l’idea di “faccia amicizia con la sua schiena” e rinunziare a “ripartire” per la Missione in Africa! Ringrazio i medici per i loro interventi (tre ne ho subiti in due mesi: schiena, cataratta e ginocchio); ringrazio il Signore perché “non sono come altri” (che ho potuto incontrare in sofferenze ben più serie negli ospedali !) e perché tutto è andato bene.

Spero di poter prestare ancora il mio servizio in Congo, specialmente tra i Pigmei, per portare a una maggiore presa di coscienza e sviluppo, questi fratelli più emarginati e dare loro la chiave di volta per il loro avanzamento duraturo e pieno: Cristo Gesù! In questa stessa data, il Congo festeggia il Giubileo (50 anni) di Indipendenza (dalla Colonia belga!). I vescovi ammoniscono i capi di Stato e tutta la popolazione ad impegnarsi per costruire un “Congo più bello di prima” nella giustizia, solidarietà, pace e rispetto etnico, e denunciano le ingerenze “predative” esterne (il neocolonialismo globale odierno!). Sollecitano l’impegno fondamentale dello Stato per la SCUOLA, per permettere la “crescita” dei giovani congolesi che rappresentano le speranze di un Avvenire migliore. Molte sono ancora le difficoltà in questo paese straricco, ma ridotto alla “sopravvivenza” a livello di popolazione, senza “fari” che possano indicare il cammino da seguire o leaders capaci di ricercare il Bene Comune del popolo tutto. In più, certe zone restano ancora sotto minaccia di “guerra” incontrollabile ! Speriamo di poter svolgere il nostro compito, affidatoci da Gesù, di essere “sale”, che darà sapore a questa realtà a volte senza senso.

I miei PROGRAMMI ? - Riposarmi e Recuperare /Riabilitare - non voglio ritornare in Congo “stanco” come dopo ogni vacanza! Questa volta il mio passaggio in Italia “non è stata una vacanza!” Se lo potrò, andrò a trovare qualcuno di voi, senza forzare in viaggi che non posso per ora sostenere: grazie della vostra comprensione.

La previsione è che - per il 20/08 lascio Bvilla per Verona, e il 25/08 dovrei partire da VENEZIA-Amsterdam-KAMPALA, e il 27/28 con un piccolo aereo arrivare a MUNGBERE (in Congo).Chi può e vuole contattarmi prima, avete qui il mio telefono: tel. n° - 0039 - 338 8072781 (oppure 0039- 095984426 ) e il mio e-mail: frankolaudani@yahoo.fr

Grazie di ogni contatto.

Certo, dal Congo le nostre comunicazioni si diraderanno un po’: abbiate pazienza, ma state sicuri che vi ricorderò al Signore e vi ringrazio fin d’ora di ogni vostro aiuto per il mio apostolato tra i Pigmei. La mia attività tra di loro continuerà, anche se si prevedono riprogrammazioni per gennaio/11; per noi questo impegno è prioritario. Vogliate scusarmi se durante questo tempo avrò dimenticato di rispondere a qualcuno a causa delle mie “distrazioni” obbligate e i miei movimenti su e giù per l’Italia. Grazie di tutti gli aiuti ricevuti. A tutti auguro buone e serene vacanze, per rinforzare i vincoli familiari e di amicizia e riprendere quelle forze che devono sostenere il nostro impegno cristiano, personale e sociale, ovunque e in ogni tempo.Siate lieti nel Signore!

Un caro saluto, vs p. Francesco Laudani, comboniano.

Per offerte: (deducibili) – CCP 28394377 - Oppure con Bonifico: Banca Etica: IT 68 V 05018 12101 000000512250

P. Franko LAUDANI Comboniano, intestato a: Missionari Comboniani – Mondo Aperto ONLUS - Vicolo Pozzo 1 - 37129 VERONA

(Cod.fiscale 93138170233 se richiesto ) - Causale : PIGMEI MABOMA – sempre -

E-Mail: < frankolaudani@yahoo.fr > Tel- 00243- 997795360 (in RDCongo) – difficile - meglio con un e-mail – grazie –

blog : http://mabomamission.blogspot.com/

martedì 13 aprile 2010

Un viaggio a Nduye...per ricordare e sperare!


Sabato pomeriggio, 10 aprile, sono andato con Lidia Longo a Nduye.

A prima vista, una notizia banale. Ma questa cambia di natura e diventa stupore quando Lidia si presenta: è la nipote di padre Bernardo Longo, figlia del fratello Vittorio, nato nel 1903.


Il fratello maggiore di Lidia, Lieto, ha fatto la Prima Comunione il giorno della Prima Messa di Padre Bernardo. Quando Lidia nasceva, suo zio era da poco arrivato in Congo..


LIDIA ci teneva tanto a ritornare sui luoghi che hanno visto il lavoro, i sacrifici, la passione di padre Bernardo per la formazione dei giovani, il suo amore per la gente, per i Pigmei, la sua vita di preghiera.

Era già stata a Nduye la sera del Sabato Santo con Deogratias Syauswa, il discepolo fedele di padre Longo e il suo…erede. Ma era stata una visita rapida e senza documentazione. Voleva ritornare con calma un’altra volta per fissare negli occhi e nel cuore questi oggetti, questi panorami meravigliosi così vari e suggestivi, e trasmettere ad altri le sue impressioni e soprattutto le sue emozioni..


Ci tenevo anch’io ad accompagnarla per dirle che questa missione ci sta a cuore anche se per il momento possiamo fare poco e per rivisitare i luoghi dove praticamente ho cominciato anch’io la mia vita missionaria. Ogni cosa, ogni angolatura, ogni edificio hanno qualche cosa da dire, e visitandoli assieme, sembra riprendano vita.



La casa, la stanza di padre Longo, i macigni a fianco della casa ("i massoni", come li chiamava padre Samuele Testa) , con i tagli inferti da padre Bernardo per ricavare le pietre vive per le sue costruzioni, gli hangar, le aule delle scuole professionali, la chiesa, la sorgente “inesauribile” con a fianco i resti di una pompa arcaica, testimone dell’ingegnosità di padre Bernardo che faceva salire l’acqua in una cisterna sulla collina dietro la casa, usando appunto questa pompa a pistone ma che riusciva a far salire l’acqua a oltre 70 metri di dislivello con una pressione che spesso faceva scoppiare i tubi ,di ricupero anche quelli, come quasi tutto quello che si trovava a Nduye. Ricordo la pazienza di Deogratias che negli anni 70 spessissimo doveva seguire il tragitto della tubazione alla ricerca della famigerata fuoriuscita d’acqua. E la calma con cui medicava la ferita avvolgendola abbondantemente di strisce di camere d’aria!



Poi su verso la spaziosa casa delle suore Comboniane, le scuole delle ragazze, la cappella… il tutto costruito con gusto da padre Bernardo a differenza di quanto aveva fatto per la sua casa che assomigliava molto alle capanne della gente. Si devono a Padre Luigi Noacco, nel 1971, in previsione del mio arrivo e dell’arrivo di Gianluigi Mazzufferi e don Don Enzo Formiconi, i lavori importanti per una sistemazione decorosa. Purtroppo oggi, dopo anni di incuria, la casa avrebbe bisogno di un…restauro radicale, soprattutto per quanto riguarda gli impianti sanitari ed elettrici…


Un momento forte è stato quello passato in chiesa, con partecipazione alla Santa Messa , una sosta prolungata sulla tomba di padre Bernardo e la foto con i fedeli all’uscita.



Non poteva mancare la visita al fiume Nduye e una foto ricordo con i Pigmei.



Sono certo che Lidia ha registrato tutto. Non ha ancora detto molte cose; ma da tutta la sua persona, da quello che dice e come lo dice, traspare il suo desiderio che tutto rinasca e che, soprattutto questa gente, i Walese e i Pigmei ritrovino un Padre e un Pastore dal cuore grande e generoso come quello di suo zio.


Sono certo che l’ha chiesto a padre Bernardo… e glielo chiederà ancora!

E’ il desiderio di tutti che la sua preghiera venga esaudita.


Coraggio, Lidia, non stancarti!

***

Foto:

Lidia davanti alla casa dei Padri;

accanto alla tomba di padre Bernardo

all'uscita della chiesa;

la casa delle Suore;

sulla sponda del fiume Nduye (in...secca!)

davanti a una capanna di Pigmei

sabato 23 gennaio 2010

Chi parte e chi resta

ANDREA E' RIPARTITO
Era arrivato a Mambasa il 18 dicembre. Lo accompagnava P. Silvano, che rientrava da Kampala, dove aveva lasciato il fratello Claudio e gli amici Enrico e Aldo, in partenza per l'Italia. Andrea veniva dal Mozambico, dove da alcuni anni presta servizio di volontariato come professore all'Istituto Tecnico del Gurue. Durante le vacanze scolastiche (nel Mozambico si fanno nei mesi di dicembre-febbraio) ha pensato di "riposare" un po' venendo a Mambasa, per vedere che arie tirano dalle nostre parti e soprattutto per darci una mano nell'officina meccanica e in falegnameria. Però, "non farò nessuna fattura", ci ha assicurato. Gran lavoratore, Andrea, e ottimo conoscitore di motori: ha ridato vita a diverse macchine, soprattutto di falegnameria. Speriamo che durino, pur trovandosi sotto certe mani un po' troppo "pesanti" e così sorprendentemente abili a spaccare. Ma è lui, Andrea, il primo a non farsi troppe illusioni, e a non drammatizzare: i loro tempi non sono i nostri; bisogna avere pazienza. Grazie, Andrea: ti ricorderemo con piacere come sei stato in questi giorni: preso dal tuo lavoro, spesse volte sudato, con quel tuo sorriso sereno e tranquillo, e lo sguardo positivo su persone e situazioni. Adesso che hai imparato la strada di Mambasa, sappi che...ti aspettiamo ancora: non ti faremo fattura...


E' RIMASTO BEPPE


Questa volta (quante volte è venuto a Mambasa? otto? dieci?) Beppe sta proprio facendo gli straordinari. E' qui con noi dal 16 novembre e il rientro in Italia è previsto per il 13 febbraio. Ogni mattina, alle 7h30, parte verso l'ospedale Gbado, dove lavora all'impianto elettrico assieme a Kasereka, un ragazzotto che gli sta dietro e fa' del suo meglio per dargli una mano. Mentre Beppe si bagna la camicia salendo scale, tirando fili, girando viti...accanto a lui, falegnami e carpentieri fissano travetti e tavole al soffitto; un po' più in là, un gruppetto di muratori rivestono i muri d'intonaco. E poi c'è anche chi "scopre" (scoperta fortunata) che non bisogna esagerare con il lavoro...e quindi si trova un posticino tranquillo, per fare un buon sonnellino. Beppe brontola un po', ma in fondo è d'accordo anche lui con Andrea: i loro tempi non sono i nostri.... Ma poi c'è anche il dopo lavoro, quando una frotta di pigmei ti viene attorno tutta festosa, con le braghe stracciate e i visi sereni, che sprizzano gioia. E ti fanno aprire il cuore alla simpatia e alla tenerezza. "Daglielo, questo berrettino, che saranno ancora più felici!

P. Dino

venerdì 9 gennaio 2009

E' lui: padre Silvano



Padre Silvano Ruaro e l'opera di Nduye, nel Congo

IL "MAESTRO DEI PIGMEI"

di Luciano Scalettari da "Famiglia Cristiana" 2/2009

Il caparbio dehoniano è finalmnte riuscito a coronare il suo sogno: una scuola per i bambuti che formi docenti della stessa etnia.

Silvano Ruaro, vicentino, ha 70 anni, ma ne dimostra 10 di meno. Segno che, forse, fare i missionari in Africa, lavorando ogni giorno fra mille difficoltà, in Paesi dove si combattono guerre civili, mantiene giovani. La storia che stiamo per raccontare è lunga appunto 70 anni. Parla di un missionario dehoniano testardo, del suo carismatico predecessore e di un'opera nata dalla cocciutaggine dei due religiosi, ma diventata un vero patrimonio spirituale della Chiesa.
Il 9 novembre 1938, iniziano due storie che alcuni decenni più tardi si incroceranno. La prima è la nascita di padre Ruaro, la seconda l'arrivo in Congo (poi Zaire e oggi Repubblica democratica del Congo) di padre Bernardo Longo, anche lui missionario dehoniano, anche lui innamorato dell'Africa. Le loro vicende s'intersecheranno a Nduye, un piccolo villaggio ai margini della foresta equatoriale, abitato da popolazioni bantu e da molti pigmei (in lingua locale chiamati bambuti). Nduye e la vicina Mambasa si trovano in Congo orientale, non lontano dall'Uganda, poco più a Nord del-l'area dove ora si sta combattendo la guerra, che a Goma oppone l'esercito congolese ai ribelli del generale Nkunda. Mambasa e Nduye fanno parte della stessa regione di Goma, il Nord Kivu, ma al confine con l'Ituri.
Queste due storie missionarie oggi si arricchiscono di un nuovo capitolo: padre Silvano sta per intraprendere l'ennesima avventura pastorale: «Presto mi trasferirò in pianta stabile a Nduye, per avviare il "Progetto pigmei: a scuola di diritti umani". Lo slogan? "Non mandar¬ci cibo. Mandaci a scuola".

In piena foresta
Ruaro ne parla con l'entusiasmo di un adolescente, perché è stato il sogno inseguito fin da quando, giovane prete, osservava l'attività di padre Longo. Anzi, non era ancora ordinato sacerdote, quando chiese di proseguire là l'opera dell'ammirato padre Bernardo.
Nel 1938, padre Longo arriva in Congo e decide quasi da subito che fonderà una missione in questa terra di bantu e di pigmei. Fra mille difficoltà, l'avversione dei colonialisti belgi, i problemi a insediare la missione in piena foresta, le
tensioni per l'insofferenza al dominio dei bianchi, padre Bernardo riesce ad acquistare il terreno, a edificare la missione, a stabilirsi, infine, a Nduye.
Negli anni seguenti, mette in piedi la scuola di artigianato: «Il 23 giugno 1963 è una data storica», spiega padre Silvano. «Negli archivi è conservato il diploma di Syauswa Deogratias, che è ancora oggi il pilastro della missione. È il certificato numero 256. Significa che padre Longo aveva già formato centinaia di artigiani di valore».
Non potevano sapere, allora, né Deogratias, né Longo, che presto sarebbero giunti momenti terribili per la comunità di Nduye. Un anno dopo, nel 1964, dilaga la rivoluzione dei Simba, che prendono di mira i bianchi, compresi i religiosi. Ne verranno uccisi centinaia. Padre Longo viene catturato, ed è proprio Deogratias a dover guidare il camion che conduce il missionario a Mambasa, dove viene ucciso il 3 novembre 1964.
«Appresa la notizia, mi ritirai a pregare», racconta padre Silvano. «Poi, andai dal mio padre spirituale e gli dissi: "Ho chiesto al Signore di poter andare a Nduye e continuare l'opera di Bernardo". Lui mi rispose secco: "Ci vogliono tre Ruaro per fare un padre Longo"».
Padre Silvano dice che aveva ragione. La sua gente, a Nduye, non ne è così convinta. Fatto sta che «la Provvidenza, il 7 febbraio 1970, mi fece arrivare in Zaire. Mi era stato chiesto di riaprire il seminario minore della città di Kisangani, chiuso dal 1964 per la guerra».
L'idea fissa di padre Ruaro è la stessa. Così che, nel giugno del 1971, riesce ad andare missionario a Nduye. Vi rimarrà cinque anni, sviluppando l'attività pastorale, la catechesi, ma soprattutto la scuola. «Nel 1976», spiega, «mi venne imposto di tornare a Kisangani, come economo della diocesi. Obbedii: Deo-gratias mi accompagnò, lo vidi per la prima volta piangere a dirotto».
Padre Silvano, poi, avrà diversi altri incarichi, parroco a Kinshasa (la capitale) e superiore provinciale della comunità dehoniana del Paese, dall'82 all'88. Eppure, il suo destino è in quell'angolo di foresta del Congo: nel 1988, viene mandato nuovamente a Mambasa. Appena l'anno prima i Dehoniani hanno dovuto lasciare la parrocchia di Nduye.
Padre Silvano riprende la sua attività missionaria. È là che vive i momenti più drammatici della recente storia congolese: le guerre durate dal 1996 al 2002. Il missionario condivide con la sua gente la fame, le sofferenze, i soprusi. Assiste impotente alle violenze dei miliziani di uno dei tanti signori della guerra di quegli anni, Jean Pierre Bemba (e riuscirà a far arrivare un rapporto alle Nazioni Unite, che oggi fa parte del dossier che accusa Bemba di crimini contro l'umanità).

Il sostegno della banca
«Però», dice, «il sogno di proseguire l'opera di padre Longo sembrava finito. Invece, una mano invisibile sembra guidare questa storia: nel 2007, il vescovo ci ha chiesto di riprendere la parrocchia di Nduye». La "mano invisibile" ha fatto sì che Claudia Ceniti, del Credito berga¬masco, dopo una visita a Nduye, sia riuscita a convincere la banca a sostenere i progetti di padre Silvano. E, nel contempo, è nata una collaborazione col Cesvi, Ong anch'essa bergamasca.
Risultato? Il progetto che abbiamo nominato sopra, per dare scuole, educa-zione, preparazione professionale al po¬polo dei bambuti, i pigmei di Nduye. «Soprattutto i maestri, insegnanti pigmei per studenti pigmei», dice padre Ruaro, «perché questa gente tanto sfruttata ed emarginata possa crescere, sia nella consapevolezza della propria dignità umana, sia nel tenore di vita, oggi così povero. Un progetto pilota, ancora tutto da sperimentare».
Nel frattempo, è accaduto un fatto insperato, per padre Silvano: il superiore
generale dei Dehoniani, dopo una visita a Mambasa, ha annunciato alla co
munità: «Questa è un'opera troppo bella, che dev'essere nostra e per sempre».
Avviene oggi, 70 anni dopo l'arrivo in Africa di padre Bernardo. E dopo 38 anni di Congo di padre Silvano.

giovedì 8 gennaio 2009

il "maestro dei pigmei": chi sarà?



Guardate con attenzione, con molta attenzione le due immagini e provate a rispondere, scrivendo nei "commenti".

La soluzione a breve, sul prossimo post, ma intanto stileremo una classifica tra i più assidui frequentatori di questo blog.

domenica 14 ottobre 2007

14 ottobre - CURTAROLO (Pd) - NDUYE




Vi domanderete il perché di questo accostamento strano.
Semplice. Avevo saputo, da un mio informatore fedele e tempestivo che oggi, a CURTAROLO (PD) si sarebbe celebrato il Centesimo anniversario della nascita di padre Bernardo Longo.Il padre Longo è nato il 25 agosto 1907...Ma in agosto tutti sono altrove. Non so le ragioni della scelta della data odierna...Vicinanza con la giornata missionaria mondiale? Forse!
Mi è sembrato giusto comunque far partecipi di questa celebrazione anche i cristiani di Nduye, la "sua missione" .
In quella chiesa è sepolto:una sepoltura modesta. Vicino all'altare in cui si conserva il Santissimo e sotto lo sguardo della sua Madonna "Mama wa Mungu"(Madre di Dio).
Là dove lui, ogni mattino, alle 5,15 cominciava la sua giornata con la preghiera.

Sono giunto a Nduye ieri pomeriggio.
Un piccolo gruppo di Pigmei mi aspettava. Fra loro c'era anche il figlio di SAU che era il capo-pigmei al tempo di padre Longo. Gli ho detto che doveva venire alla Messa di oggi con una lancia, con archi e frecce...


Noi, in attesa dell'arrivo dei cristiani, questa mattina abbiamo ornato,in maniera molto semplice, la tomba del padre. Con i fiori abbiamo scritto: "Merci" (grazie!).
La Messa doveva cominciare alle 8,30...Ma dato il numero di coloro che volevano confessarsi abbiamo incominciato la processione di ingresso alle 9...,alla stessa ora in cui cominciava a Curtarolo la solenne celebrazione di anniversario.
Lo Messa è durata oltre due ore...La gente non ha difficoltà a improvvisare, soprattutto quando si tratta di canti e danze.
All'offertorio i pigmei hanno deposto sulla tomba di padre Longo la lancia, gli archi e le frecce...Non sono invece riusciti a trovare un'antilope: non erano stati avvertiti a tempo...
Il Vangelo di oggi - la guarigione dei dieci lebbrosi - si prestava bene alla circostanza. Dei dieci lebbrosi guariti, uno solo ritorna da Gesù per ringraziarlo.


Padre Gauthier, il diacono che è giunto da poco fra noi ha insistito sul dovere e la bellezza del ringraziamento. Io ho poi continuato ricordando padre Longo e invitando tutti a ringraziare il Signore di averci dato padre Bernardo e a ringraziare anche padre Bernardo per il suo amore per la gente di Nduye, per i giovani per i Pigmei. Ho ricordato anche che padre Bernardo aveva un motto, che ripeteva spesso: "Sala na kazi" (preghiera e lavoro!). Ci siamo interrogati se siamo stati fedeli alla sua consegna!
Poi, nella preghiera dei fedeli, gli abbiamo chiesto di aiutarci a far rifiorire la sua missione.
Alla fine della Messa alcuni pigmei hanno voluto una foto accanto alla tomba del loro Padre...
E i cristiani hanno voluto una foto di gruppo come prova della loro comunione con i fratelli di Curtarolo.

Penso che padre Longo era imbarazzato: Curtarolo o Nduye?!

Mentre noi, padre Gauthier ed io, nel pomeriggio riprendevamo, in moto, la strada del ritorno, un po' dappertutto, vicino alla missione risuonavano i canti dei pigmei.
Certamente, in quel momento, padre Longo li stava ad ascoltare e la sua preferenza era evidente!

lunedì 18 dicembre 2006

don Enzo è sempre con noi


Nel primo anniversario della salita alla casa del padre, gli amici ed i parenti si ritroveranno insieme per ricordare Don Enzo Formiconi
alle ore 18,00 di mercoledi’ 20 dicembre presso la chiesa parrocchiale San Giuseppe Lavoratore della Cesanella, Senigallia (An) per una celebrazione eucaristica.

nella foto, che risale al 1985, si vede don Enzo, assieme a Marco Mazzufferi, alla Missione di Nduye (la chiesa è sulla destra), con un gruppo di Pigmei