Visualizzazione post con etichetta Padre Bernardo Longo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Padre Bernardo Longo. Mostra tutti i post

domenica 25 dicembre 2011

E' nata la ONLUS per l'opera di padre Bernardo Longo

Dopo una lunga gestazione, ma fedeli ad un impegno preso non appena tornati da Mambasa, oggi 22 dicembre 2011, a Pieve di Curtarolo, nascerà la ONLUS - ASSOCIAZIONE SOSTENITORI DELL'OPERA DI PADRE BERNARDO LONGO.


I fondatori sono stati scelti con l’intenzione di rappresentare idealmente l’intera comunità di Curtarolo:

Don Emanuele Gasparini, arciprete di S. Giuliana, la parrocchia dove è stato battezzato ed ha ricevuto i primi sacramenti cristiani il Venerabile Padre Bernardo Longo.

Il prof. Marcello Costa, sindaco di Curtarolo e rappresentante dell’amministrazione comunale che ha condiviso il progetto di dare nuova vita alla missione di Nduye.



Padre Silvano Ruaro, già missionario a Nduye ed ora missionario a Mambasa, direttore dell’Institut Bernard Longo, che poche settimane fa è riuscito nell’impresa, memorabile, di far tornare a Nduye una comunità di suore, per riprendere con vigore l’attività pastorale e di promozione umana.

Andrea Faggian, Vice-presidente del consiglio pastorale di S. Giuliana, Paolo Longo, del gruppo missionario della stessa parrocchia, Giovanna Pistorello fervente sostenitrice del progetto “Nduye”.

Ed infine, ma determinanti, Renato, Lieto e Lidia Longo, nipoti del Venerabile Padre Bernardo, in rappresentanza dei tanti parenti e parrocchiani che hanno avuto la fortuna di conoscere il missionario e che ancora oggi vivono intensamente il suo ricordo.


Questo è scritto nell’atto costitutivo: "L’Associazione si ispira all’operato del Venerabile Padre Bernardo Longo, missionario Dehoniano originario di Curtarolo, che dal 1938 fino al suo martirio nel novembre 1964, ha speso tutte le sue capacità ed energie nella attività di evangelizzazione, di formazione e di promozione umana delle popolazioni della regione dell’Ituri, nel nord-est dell’attuale Repubblica Democratica del Congo. Padre Bernardo Longo ha creato nella foresta equatoriale, costruendola con le sue mani, la missione cattolica di Nduye, dotandola di scuole, edifici residenziali, di un dispensario, di officine di meccanica e di falegnameria. Dopo la sua morte, l’istituto professionale e di istruzione superiore, denominata in suo onore Institut Bernard Longo (I.B.L.) è stata trasferito a Mambasa ed è tuttora funzionante, con profitto. Nell’approssimarsi del 50° anniversario del martirio del Venerabile Padre Bernardo Longo la comunità di Curtarolo, sia laica che religiosa, in comunione di intenti con i missionari a cui attualmente è affidata la parrocchia di Mambasa e Nduye e con i molti sostenitori dell’opera avviata da Padre Bernardo Longo, intendono costituirsi in associazione per garantire la prosecuzione di quanto da Egli creato e condotto e per sostenere la missione di Nduye e l’Institut Bernard Longo di Mambasa. "



L’associazione, dunque, ha come principale finalità quella di sostenere la missione di Mambasa e Nduye, organizzando iniziative destinate a diffondere notizie sull’attività di Padre Bernardo Longo, sulle opere da lui realizzate o avviate. Ma anche sulla prosecuzione delle sue attività da parte dei missionari Dehoniani dapprima a Nduye ed oggi a Mambasa, informando sulle necessità contingenti, sui progetti, sulle opere realizzate.

I soci fondatori, sottoscrivendo l’atto costitutivo, hanno preso un impegno, semplice e preciso: tutti i fondi raccolti saranno trasferiti ai missionari, secondo le intenzioni dei benefattori.

Ci aspettiamo di raccogliere molte adesioni, sia da parte di parenti e parrocchiani di Padre Bernardo, sia da parte degli amici e sostenitori della missione di Mambasa-Nduye.

domenica 18 luglio 2010

A Pieve di Curtarolo la "Sagra del Carmine"


In una CALDA sera d'estate cosa c'è di meglio che trovarsi tutti alla sagra?
A Pieve di Curtarolo la tradizionale "Sagra del Carmine" ha ormai passato il traguardo del secolo!

Tornando indietro nel tempo, 90 anni fa, possiamo immaginare la piazza davanti alla Chiesa di S. Giuliana, con i giochi e le bancarelle, ed un bambino, gracile e sempre un pò malaticcio, ma con uno sguardo profondo. Tanti anni fa non erano così frequenti le occasioni per fare festa, ma la Sagra del Carmine era quella più importante, con la processione, i membri della confraternita tutti bardati con la tunica, che portavano in spalla la statua della Madonna.

Passate le fatiche del raccolto del grano, nei giorni della sagra era bello andare in piazza, la domenica pomeriggio, ad incontrare tutto il paese, vestiti con l'abito della domenica. Gli occhi di quel bambino, con lo sguardo profondo, erano rapiti dai dolci in vendita, dai giochi, dai colori della festa.

Oggi quella piazza porta il suo nome, Padre Bernardo Longo.

Vi invito tutti a Pieve di Curtarolo, alla Sagra del Carmine. Il gruppo missionario sarà li ad accogliervi, con una granatina, un pò di frutta fresca...

Avevamo pregato che fosse caldo (per vendere granatine è una mano santa!), e penso che il caldo quest'anno non mancherà... (e noi abbiamo una bella scorta di ghiaccio!!)
Emanuele

martedì 20 aprile 2010

Il racconto di Padre Dino


Anche la nostra carissima amica Lilia, nipote di Padre Benardo Longo, è partita. Ha lasciato Mambasa e Nduye con dispiacere e nostalgia, ma anche con serenità e determinazione; perché sa che quello che ha vissuto qui da noi, per lei non certamente è un capitolo chiuso, ma l’inizio di una nuova fase della sua vita.


E’ partita domenica, verso le 13.00, accompagnata dal nostro fedelissimo Katembo. Silvano era partito due ore prima, perché aveva un appuntamento con il nostro amico Du Carme Roberto, a Beni. Il ricordo e la vicinanza di Lilia mi fa riandare a tante cose belle che abbiamo vissuto insieme in queste poche settimane. In particolare ho rivisto alcune foto di un viaggio che abbiamo fatto assieme venerdi scorso, sulla strada di Kisangani, verso Epulu e Niania.


La strada era abbastanza buona, soprattutto nel tratto Mambasa-Epulu, dove si è incominciato a fare una piccola manutenzione. Alle otto del mattino eravamo già ad Epulu, a salutare i nostri amici Okapi e a goderci lo spettacolo impagabile di quella natura da sogno. Il livello del fiume era quasi normale. Ma una decina di giorni fa’, la secca faceva emergere dei grossi promontori di pietra nera. Prima di arrivare a Salate, passiamo accanto ad un camion carico di un container e rovesciato su un lato a lato della strada. Gli incidenti sono molto frequenti su questa strada, soprattutto da quando è stata rifatta. Tantissimi autisti non si rendono conto del pericolo e si lasciano prendere dall’ebbrezza della velocità e dal...gusto dell’alcool. Un altro incidente lo avevamo già visto al km 15 e un terzo lo abbiamo trovato più tardi, prima di arrivare a Badengaido: un camion che si è rovesciato con un carico di casse di birra. Ma gli incidenti stradali non sono soltanto per gli altri. Purtroppo li facciamo anche noi. Ma questa volta ci è andata bene.

Il nostro camion Fiat era partito il giorno prima, giovedi’, per Badengaido, per portare gli infissi di porte e finestre della scuola in costruzione. Pochi kilometri dopo Epulu, per evitare un camion che veniva dalla direzione opposta, ha sterzato bruscamente a sinistra, ha urtato con la ruota anteriore il muretto di un ponticello ed è finito nella cunetta. Grazie a Dio, il camion non si è rovesciato e fra i numerosi operai che occupavano il cassone, solo due hanno riportato delle contusioni serie. Domani mattina porteremo un ferito a Beni, perché qui a Mandima la radiografia non ha materiale a disposizione. Il camion, per fortuna, non ha subito gravi conseguenze. Solo la frizione è stata bruciata nel tentativo di uscire fuori dalla cunetta, ancora bagnata e viscida per la recente pioggia. Anche questa volta, all’origine dell’incidente, ci sta l’eccesso di velocità.E’ deprecabile, questa irresponsabilità. Pero’ il sentimento che prevale dentro di noi è soprattutto la lode e la riconoscenza a Dio: potevamo avere morti e beghe a non finire con le famiglie e le autorità; e invece ce la caviamo con una frizione bruciata.


A Badengaido facciamo una piccola sosta per vedere la nuova costruzione. I bambini delle scuola elementari erano in quel momento in ricreazione: ci hanno fatto festa con una gioia e un entusiasmo incontenibili.







Niania è la méta ultima del nostro viaggio. Lidia desiderava vedere questa missione dove lavora da qualche settimana un prete congolese, don Alberto, assieme al quale aveva fatto il viaggio da Roma a Mambasa. Ma ci teneva soprattutto conoscere questa missione fondata da don Giacinto Toneatto,collaboratore ed amico dello zio, padre Bernardo. Raccolta in preghiera ha accomunato queste due grandi figure di missionari del passato. Ma certamente non avrà mancato di pregare anche per i missionari di oggi, e per quelli che ancora verranno e che saranno chiamati a continuare la testimonianza di Gesù e del suo vangelo.

venerdì 18 dicembre 2009

IN MEMORIA DI PADRE BERNARDO LONGO


Alcuni giorni fa’ ricevevo una telefonata dal Sig. Abdala Penembaka, deputato all’Assemblea della Provincia Orientale, originario di Mambasa e Consigliere politico del Governatore di Kisangani. Il messaggio chiedeva che, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’indipendenza del paese, ogni territorio della nostra Provincia Orientale costruisca un monumento, che ricordi l’indipendenza del paese (30 giugno 1960) o un avvenimento importante che l’ha accompagnata. Il Consigliere aggiungeva una proposta molto concreta che ci interessava direttamente: che la parrocchia di Mambasa realizzi un piccolo monumento che sia memoriale del sacrificio di Padre Bernardo Longo.

Il messaggio ha suscitato in noi sorpresa e soddisfazione. Questa richiesta dell’autorità politica lascia intravvedere in quale considerazione sia tenuto in questo momento il nostro Padre Bernardo Longo: anzitutto a causa della sua personalità, del suo impegno in favore della gente e del suo sviluppo anche umano e poi anche a causa del suo martirio avvenuto proprio qui a Mambasa. Ma non c’è dubbio che questa proposta/richiesta manifesta pure la stima e l’ammirazione suscitate dall’"opera del Padre Longo": opera iniziata tanti anni fa’ a Nduye e che continua ancora oggi, incarnandosi soprattutto nell’Istituto Bernardo Longo di Mambasa.

A dire il vero, c’era in noi il desiderio di costruire un ceppo-ricordo sul luogo del martirio di Padre Bernardo; ne avevamo anche parlato fra noi, ma abbastanza timidamente, non sapendo come questa iniziativa sarebbe stata accolta, soprattutto nell’ambiente musulmano. Il padre Longo infatti aveva avuto delle difficoltà da parte degli arabizzati ed è soprattutto a loro che è dovuta la sua uccisione. Questa richiesta ci toglie ogni remora e ogni dubbio e ci apre la strada: certamente sul luogo del martirio di Padre Bernardo costruiremo qualche cosa di semplice e significativo: sarà proprio alla rotonda che si trova davanti all’Amministrazione Territoriale di Mambasa.
Se qualcuno ha delle proposte da farci, delle idee da sottomettere, sappia che saranno le benvenute. Grazie in anticipo.

Le foto:
il primo piano è proprio il luogo dove è morto padre Longo.
L’altra foto è una pittura realizzata da Soku, formato all’arte da padre Carlo Biasin, al tempo in cui si trovavano assieme al seminario minore di Mandombe (Kisangani), all’inizio degli anni ’70.


P. Dino

domenica 1 novembre 2009

Un passo avanti

Come era stato annunciato nel corso della tradizionale mostra delle aziende locali che l'Osservatorio del Territorio di Curtarolo presenta ormai da cinque anni nella prima settimana del mese di ottobre si è tenuto sabato 31 ottobre presso la Sala Forum del Comune di Curtarolo il convegno sul tema "PADRE BERNARDO LONGO E LA SUA OPERA".

Nell'ambito delle varie iniziative messe in programma in preparazione del 45° anniversario del martirio del Ven. Padre Bernardo Longo, nativo di Pieve di Curtarolo e ucciso barbaramente il 3 novembre 1964 a Mambasa.
Organizzata dalla parrocchia di S.Giuliana, in collaborazione con l'amministrazione comunale di Curtarolo, l'Osservatorio del Territorio (associazione nata nel 2004 da un'idea di Don Daniele Hudorovich, Parroco di S. Giuliana, nel corso degli incontri che preparavano la celebrazione del 40° anniversario del martirio di Padre Bernardo Longo. L'iniziativa si prefigge di valorizzare e sfruttare le sinergie che si sono create tra le due Comunità Parrocchiali di Curtarolo - S. Giuliana e S. Maria di Non - creando una serie di iniziative che coinvolgono diverse realtà che sono collegate tra loro: Famiglie e Giovani, Scuole e Aziende, Amministrazioni Locali e Comunità Cristiane), Veterinari Senza Frontiere e Ingegneria Senza Frontiere, associazioni entrambe impegnate nella realizzazione del "PROGETTO MAMBASA".

Al convegno hanno partecipato, oltre al moderatore Sandro Sartori, forte delle sue esperienze televisive e radiofoniche, come relatori: Padre Nerio Broccardo, missionario Dehoniano, tornato da poche settimane da Mambasa, comunità cristiana di cui è stato parroco per 16 anni, e dove ha continuato ad operare assieme a Padre Dino Ruaro, attuale parroco della missione di Mambasa-Nduye e Padre Silvano Ruaro, responsabile dell' Institut Bernard Longo, la dottoressa Anna Di Pasquale capo del progetto seguito da (SIVtro - VSF Italia) finalizzato alla creazione di cooperative pilota formate da donne che vivono nei villaggi della zona di Mambasa, attive nell'allevamento di polli e conigli; attività appositamente studiate per la possibilità di sostenersi ed ampliarsi in modo autonomo, l'ingegner Gianluca Di Pasquale, che ha testimoniato l'attività che da anni Ingegneria Senza Frontiere porta avanti nel territorio della missione di Mambasa in particolare la formazione dei membri comunità locali per la creazione e la manutenzione di fonti di acqua potabile.L'ing. Di Pasquale, in particolare, ha analizzato le differenti forme di cooperazione che attualmente sono impegnate nei paesi del terzo mondo Mariangela Rigato, assessore comunale all'Istruzione ed alle Politiche Sociali che ha confermato l'impegno del Comune di Curtarolo per sostenere la missione di Nduye Emanuele Agugiaro, del Gruppo Missionario della Parrocchia di S. Giuliana. Mariano Marangoni, imprenditore agricolo della vicina Busiago e rappresentante di Coldiretti Giorgio Ferro e Dario Bedin, rappresentanti dell'Associazione Fraternità Missionaria di Cadoneghe (PD) che hanno testimoniato l'attività di collaborazione con i missionari della loro comunità ed in particolare un metodo pratico e facilmente riproducibile per ottenere varechina (ipoclorito di sodio) da un apparecchio funzionante con acqua, sale ed energia elettrica.
Padre Nerio, la veterinaria Anna Di Pasquale e l'ing. Luca Di Pasquale , ciascuno forte della propria esperienza personale, hanno descritto la situazione della missione di Mambasa, i problemi che affliggono la popolazione locale (instabilità politica, assenza di aiuti da parte del governo locale, mancanza di infrastrutture essenziali e di istruzione, cui si associano malattie, denutrizione, difficoltà a percepire la comunità civile come risorsa per risolvere i problemi quotidiani ...).

Padre Nerio, in particolare, ha richiamato la figura di Padre Bernardo Longo che in un periodo in cui era ancora più difficile operare in quelle regioni, in un territorio in gran parte vergine, è riuscito a realizzare con determinazione strutture e legami sociali che sono sopravvissuti non solo alla sua tragica morte, ma anche al successivo succedersi di periodi di instabilità, di apparente calma ed ancora di conflitti armati.
Se possibile, negli scorsi anni, la situazione della regione si è fatta più complicata di quella in cui ha iniziato la sua opera Padre Bernardo. Dalla fine degli anni '80 la missione di Nduye è stata lasciata alla Diocesi ed i padri Dehoniani hanno trasferito le scuole create da Padre Bernardo a Mambasa; nonostante i conflitti sempre latenti, culminati nel 2002 con la razzia ed il saccheggio della missione e dell'Institut Bernard Longo, ora la missione è un esempio di grande vitalità riconosciuto anche dal governo Congolese.
Dal 2005 Veterinari Senza Frontiere e Ingegneria Senza Frontiere collaborano per realizzare iniziative di cooperazione mirate alla realtà del territorio, coinvolgendo le comunità locali, in modo da offrire loro l'indispensabile assistenza iniziale, ma al contempo di creare protagonisti locali in grado di proseguire autonomamente, far funzionare impianti ed allevamenti senza ricorrere all'aiuto esterno e, se possibile, replicare nel territorio circostante le loro esperienze.
Il rappresentante di Coldiretti, che essendo originario della nostra zona aveva già sentito parlare della figura di Padre Bernardo, ha apprezzato le iniziative avviate nella zona di Mambasa, ricordanto i tempi in cui anche nel Veneto era diffusa la penuria di cibo e gli allevamenti di polli e conigli erano un sistema semplice ed efficace per risolvere il problema; non è un caso che proprio nel vicino comune di Campo San Martino sia stata avviata una delle più importanti industrie di avicoltura a livello internazionale.

Nel corso della mattinata una rappresentanza degli alunni della scuola media P.Bernardo Longo, accompagnati dall'insegnante, hanno seguito lo svolgimento del convegno; l'attenzione da essi dimostrata è, probabilmente, il segno tangibile dell'interesse che gli argomenti trattati dal convegno. Pur non essendo potuti intervenire, anche i rappresentanti della scuola professionale ENAIP di Cittadella-Piazzola sul Brenta, hanno comunicato la loro adesione ad un progetto di collaborazione tra codesto istituto e l'IBL di Mambasa, e la costruenda scuola professionale di Nduye.
Particolarmente interessante l'intervento di Monga Kanyangu, cittadino della R.D. del Congo residente a Pieve di Curtarolo, mediatore culturale, il quale ringraziando a nome degli abitanti della sua terra d'origine per le attività di cui si è parlato nel corso del convegno, ha chiesto che la comunità degli immigrati congolesi e di altre nazioni africane sia coinvolta nelle iniziative di cui si è discusso, offrendo la sua collaborazione.
Alla fine Padre Nerio ha letto la lettera che i missionari di Mambasa Padre Silvano, Padre Dino, Padre Gauthier e Fr. Seraphin hanno indirizzato ai presenti [andrà in pubblicazione con il successivo post].
Terminato il convegno alcuni imprenditori locali presenti hanno preso accordi con i relatori per mantenere i contatti e decidere assieme le prossime attività, ad esempio sviluppando progetti di attrezzature utili per agevolare gli allevatori delle cooperative; l'appuntamento per valutare sul piano pratico come può essere realizzata questa collaborazione, o per dare conto dei risultati nel frattempo raggiunti è stato fin d'ora fissato in una tavola rotonda, che si terrà nel mese di gennaio o febbraio 2010.
Hanno presenziato al convegno imprenditori, rappresentanti del consiglio pastorale e parenti di Padre Bernardo Longo, erano presenti anche: Leopoldo Costa, presidente della Banca Padovana di Credito Cooperativo, Giandomenico Drago, presidente della Banca Alto Vicentino (la banca è tra i principali sostenitori del "PROGETTO MAMBASA") don Valentino Sguotti, direttore del Centro Missionario diocesano di Padova, la Prof. Elsa Miozzo, Dirigente Scolastico della direzione didattica di Curtarolo-Campo San Martino, che ha sede presso la Scuola Media Statale "PADRE BERNARDO LONGO" a Curtarolo, l'arch. Renata Michielon, rappresentante dell'Osservatorio del Territorio.
Oltre al doveroso ricordo di Padre Bernardo Longo ed all'attività che è proseguita dopo la sua morte, l'obiettivo del convegno era la creazione di una rete di contatti tra soggetti disponibili a lavorare nella cooperazione e - di fatto - la continuazione del progetto del venerabile missionario.

Pensiamo di aver fatto un passo avanti.

venerdì 31 luglio 2009

Cose da non...cvedeve!

Qualche anno fa erano di passaggio a Mambasa due giovani sposini australiani, di origine toscana, in viaggio di...nozze! Ripetevano continuamente questa frase:" Cose da non cvedeve"!

Penso abbiano pensato la stessa cosa Mario e Enrico, mercoledì 29 luglio, durante il viaggio verso Nduye...e soprattutto al ritorno.

Cose belle e...cose bvutte!

Le prime:

la bellezza della natura,
l'immensità della f0resta
la festa dei bambini,
il saluto di tutti,
lo stupendo panorama di Nduye,
il ricordo-presenza di padre Bernardo Longo
la gioia di essere tornati sani e salvi e tutti interi!

Ma anche:

lo stato di abbandono in cui vive questa gente! "Sembrano abbandonati...anche da Dio!"
la povertà,
il...nulla dei Pigmei
il degrado della strada...
la paura di restare in panne in mezzo alla foresta...
















La cronaca.


Il temporale violento della notte precedente, mi faceva temere: ero certo che avrei trovato la strada piena di fango e scivolosa.

Per fortuna la pioggia si era fermata ad Aluta proprio all'inizio del tratto da incubo (gli ultimi 15 kilometri prima di Nduye).

Enrico e Mario davanti, ciascuno su una moto guidata con maestria da due giovani forti e acrobatici. (Cornelia era rimasta a Mambasa per la sua lezione di inglese ai ragazzi-ragazze che si preparano agli Esami di Maturità dell'anno prossimo.)

I nostri due amici sembravano un po' tesi e rigidi, malgrado le scosse e i salti...Per fortuna ogni tanto ci si fermava per sgranchire le gambe e verificare se tutto era a posto (ossa comprese).

A un certo punto abbiamo temuto il peggio: il cielo si è fatto scuro e una leggera brezza agitava le foglie degli alberi immensi.

Lungo la strada, davanti alle capanne, tutti salutavano festosamente:"Wazungu, wazungu!"

Le donne, curve sotto il loro carico, si fermavano e sbirciavano il nostro passaggio. Anche quelli, uomini e donne, che erano nel campo interrompevano il loro lavoro per salutare...

(Abbiamo incontrato anche tanti kumba-kumba...che spingevano le loro biciclette stracariche.

"Non ho il coraggio di fare la foto"- diceva Enrico!)

La gioia schietta che esplodeva in grida festose, queste mani tese dei bambini felici ci hanno accompagnato lungo tutto il percorso...e certamente lo hanno reso meno angosciante.


Vedendo le moto entrare nelle pozze piene d'acqua e il sobbalzo dei viaggiatori, mi domandavo se non avevo preteso troppo dai due scledensi.

Per fortuna, come ho detto sopra, il tratto finale era secco...per cui è stato meno, si fa per dire, penoso il percorrerlo.

"Allucinante...e cose da non cvedeve.."!, ci ripetevamo ad ogni fermata ristoratrice!

Per fortuna non abbiamo mai perso il buon umore e una buona dose di filosofia.
L'arrivo sulla collina di Nduye è stato sospirato e vissuto come una liberazione...
Abbiamo trovato alla missione Anna Pozzi, giornalista di MONDO e MISSIONE e il fotografo Bruno Zanzottera.

Qualche foto ricordo: davanti...alle rocce dalle quali Padre Longo ha ricavato le pietre per i suoi numerosi edifici, sul ponte del fiume Nduye, davanti a una capanna di pigmei.
Una rapida visita alle scuole, alla casa delle suore, una sosta sulla tomba di padre Longo...e ritorno affrettato per paura della pioggia.
Ancora qualche foto in qualche punto strategico e finalmente l'arrivo al ponte di Epulu (a 12 km da Mambasa). Eravamo stanchi, ma contenti di questa esperienza.
Ci siamo fermati a lungo a contemplare il fiume, la piroga che scendeva lentamente e un bambino che nuotava felice...

L'ultimo tratto è stato percorso a una velocità sostenuta...

L'erba del prato davanti alla casa ha accolto amorevolmente il corpo...e lo spirito, stanchi, dei nostri amici.

La Madonnina, accanto, sembrava sorridere...

























foto:

  • A Nduye di fronte alle rocce...di padre Longo
  • La ? dei Pgmei
  • Davanti a uno dei tanti buchi
  • Finalmente...ci siamo (al ritorno, sul ponte Epulu a 12 km da Mambasa)...pace!!!

mercoledì 22 agosto 2007

Padre Bernardo Longo e la sua storia

Clikkando sul link che segue http://scaloni.it/popinga/podpress_trac/web/919/0/padre-longo-e-la-sua-opera.pdf
avrete a disposizione un volumetto, opera di Padre Silvano Ruaro.
Lo pubblichiamo in occasione del centenario della nascita del missionario dehoniano, trucidato nel 1964, ricorrenza che celebriamo il 25 agosto 2007.