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sabato 24 aprile 2010

BADENGAYIDO: un viaggio che dovevo fare...

Ho appena finito un breve post dedicato alla partenza di Lidia.

Ma devo proprio scriverne un altro. So che qualcuno lo aspetta.

Da qualche giorno non sto bene e sono arrivato solo ieri sera dal viaggio a Kampala dove ho vissuto momenti di ansia per la partenza di Lidia. Arrivando da padre John Scalabrini, sono stato accolto da un coro di sorrisi maliziosi. Era lunedì 19 aprile. “Povero illuso, tu pensi che Lidia parta domani. Ci sono oltre due mila passeggeri in attesa per Amsterdam. Qui da me ce ne sono 5 che aspettano dal 15 aprile. Prima del 27 non partirà.”

Immaginate la serenità con cui ho passato la notte.

E purtroppo uno degli ospiti di padre John,Daniele, al mattino si è recato all’agenzia della KLM che gli ha confermato che bisognava mettersi in lista per il 27. Per Lidia c’era una possibilità fino ad Amsterdam, ma nessuno garantiva la corrispondenza per Roma. Evidentemente era inopportuno da parte mia di continuare ad insistere e chiedere a Daniele di ritentare presso l’agenzia di Kampala. Nel primo pomeriggio ho preso il coraggio a due mani e ho chiamato l’agenzia presso la quale Lidia aveva acquistato il biglietto. Entrare in comunicazione è stata un’impresa. “I nostri impiegati sono momentaneamente occupati! Restate in linea per non perdere la precedenza”. Quante volte ho provato e riprovato. “Mi richiami fra mezz’ora! Riprovi più tardi! La compagnia KLM non risponde alle nostre chiamate”.

Ci siamo detti: tentare non nuoce. Alle 16 siamo partiti all’aeroporto di Entebbe. Miracolo. Nessuna difficoltà, tutto liscio come se si seguisse un copione e come se un angelo avesse aperto la strada.

Non me ne sono andato dall’aeroporto finché non ho visto Lidia, completate le formalità di frontiera entrare nella sala di attesa. Ma lei non sapeva che io ero al di qua delle vetrate e seguivo tutto, con trepidazione! E pregando! Quando sono arrivato a casa, da padre John, tutti sono rimasti sbalorditi e increduli!


In una sua mail mi dice che sono partiti alle 24 per poter atterrare con la luce del sole, per paura della solita nube!

Vi confesso che non ero del tutto tranquillo. Lo scalo di Amsterdam mi inquietava e ho preso qualche disposizione che poi fortunatamente si è verificata inutile. Nel primo pomeriggio di mercoledì l’ho chiamata sul fisso a Roma e lei era a casa, tranquilla e serena come se avesse passato la notte Roma nel suo letto.

Purtroppo nel frattempo padre Dino mi avvertiva del disastro dell’uragano.

Nel viaggio di ritorno il pensiero dei tetti scoperchiati e dell’eventualità che diverse case della gente fossero state spazzate via dal vento, non mi lasciava tranquillo. Inoltre avvertivo i segni della malaria e una forte laringite che mi dava parecchio fastidio e mi impediva quasi di inghiottire. Ma bene o male sono arrivato a Mambasa ieri sera.

Anche stanotte è stata dura,ma avevo un ‘idea fissa: oggi dovevo assolutamente andare a Badengayido per vedere i lavori e mandare le foto a Paolo Bonaldi e amici. Ho saputo che domani a Ranica si parlerà africano: una giornata per Badengayido.

Non è stato facile convincere i confratelli. Li ho tranquillizzati prendendo un bravo autista: Zacharie, il quale si prestato volentieri ad accompagnarmi.

Il viaggio è andato bene, nonostante le mie condizioni di salute. Zacharie guidava con prudenza, facendo attenzione per evitare il più possibile le scosse.

Ho visto il luogo dell’incidente de nostro camion che portava gli operai (muratori e falegnami) a Badengayido il 15 aprile. A causa dell’incidente la squadra è arrivata sul posto, a Badengayido, solo il lunedì 19 aprile e ridotta nel numero. Alcuni muratori e falegnami sono in ospedale sotto osservazione. Penso si rimetteranno presto.

Purtroppo questo inconveniente ha rallentato la tabella di marcia. Ci tenevo a vedere di persona e a incoraggiare i superstiti.

enso che la mia visita abbia fatto piacere a tutti: operai, maestri, alunni, gente del villaggio.

Evidentemente senza quei 3 giorni persi e a ranghi completi, il lavoro sarebbe stato più visibile. Ma non ci scoraggiamo. Pensiamo di inaugurare la scuola alla fine di giugno, alla presenza del Vescovo di Wamba, Mgr Janvier Kataka che dovrebbe recarsi nella parrocchia di Niania, da cui dipende Badengayido, proprio alla fine di giugno per le cresime.

Vi lascio alle foto, che completerò un po’ alla volta. Senza dimenticare un grazie sincero a quanti rendono possibili questi gesti di carità e di promozione umana in piena foresta.



Foto: in alto, al mio arrivo stamattina aalle 11!
Con i ragazzi e il irettore della scuola
alla mia partenza alle 14,30

Grazie a voi tutti.

sabato 9 gennaio 2010

1 gennaio 2010: Cinquantesimo della Parrocchia di Mambasa (seconda parte)

Il 21 dicembre cominciavano, al mattino, le visite agli ammalati, e nel pomeriggio le confessioni per i cristiani: ragazzi, giovani, adulti, nelle due chiese di Mambasa.

Il Natale segnava un traguardo e una breve sosta.. Il 27 dicembre, festa della Sacra Famiglia, ci sono stati dei matrimoni e dei battesimi. Subito dopo iniziava la preparazione materiale: preparazione delle stanze per accogliere gli ospiti, il salone per il buffet, l’altare, gli acquisti vari.
Nel frattempo nel pomeriggio si svolgevano delle gare sportive fra i giovani della parrocchia contro delle selezioni di giovani dei villaggi , e alla sera…la missione risuonava di canti, danze, suoni (o rumori) di chitarre e batterie, nei tanti ambiti "concerti"!

Gli ospiti sono giunti da Kisangani, Butembo il 30 dicembre. Anche in questo caso la tensione è subito calata. I confratelli e i sacerdoti diocesani si sono adattati facilmente ai disagi causati dalla mancanza di strutture di accoglienza adatte e in numero sufficiente. L’importante era avere un letto o semplicemente un materasso…Le suore, giunte numerose, le native di Mambasa e quelle che avevano lavorato in parrocchia, hanno trovato alloggio nella comunità delle nostre suore. Mi domando ancora come abbiano potuto ospitarle tutte.
Per fortuna il cibo e il buon umore non mancano a Mambasa. Per l’occasione abbiamo “sacrificato” l’enorme toro che era bello da vedersi, ma innocuo! In un anno : un figlio e nessun lieto evento all'orizzonte.

E’ già stato sostituito!


Ospiti di onore erano il padre Provinciale, padre Wilson Hobold e il Vescovo, Mgr Janvier Kataka. Quest’ultimo, reduce da un intervento chirurgico in Italia, è stato oggetto di particolari attenzioni e gesti di affettuosa e sentita riconoscenzada parte nostra e dei cristiani. Nonostante il suo stato di convalescente non ha voluto mancare a questo appuntamento. Per noi è stato un segno di stima per il lavoro fatto in questi anni. E credo che lui non abbia avuto rimpianti.


Restava un’ultima incognita: la meteorologia. Il tempo era variabile e quasi ogni giorno le nuvole scaricavano degli scrosci d’acqua resi ancor più impressionanti da tuoni e fulmini.

Purtroppo la notte di Natale due fulmini sono caduti sulla casa mettendo fuori uso inverter e computer…

Nonostante questa incertezza abbiamo preparato l’altare, la rampa di accesso e il palco per il Vescovo e i concelebranti…Nessuno, forse per scaramanzia, osava parlare di pioggia, anche se questa parola- diventata un incubo - non ci dava tregua un momento…
(segue...)
* * *
Foto: visione dell'altare e della tribuna
danzatrici (Joyeuses)

giovedì 12 novembre 2009

Un uomo straordinario e coraggioso!

La scuola e gli insegnanti.


E’ un argomento a cui faccio spesso allusione soprattutto da quando il Vescovo, Mgr Janvier Kataka mi ha dato l’incarico di tutte le scuole del territorio di Mambasa.


Il territorio è vastissimo, oltre 25.000 km quadrati, ma poco popolato. Per cui al di fuori della cittadina di Mambasa e di qualche altro grosso centro (Epulu, Mayuano, Nduye), ci sono tanti piccoli villaggi con qualche centinaio di persone e altri che non oltrepassano o superano di poco il migliaio di persone.


Ma anche in questi villaggi ci sono tanti e tanti bambini che hanno diritto, garantito dalla Costituzione Congolese, all’insegnamento elementare gratuito.

Un miraggio!


Se fosse coerente al suo impegno lo Stato dovrebbe costruire le scuole e inviare e pagare gli insegnanti. Invece purtroppo tutto è lasciato alla buona volontà dei genitori.

Evidentemente tanti genitori, che non hanno avuto la fortuna di andare a scuola, non si sentono motivati a costruire le scuole e a pagare gli insegnanti. Del resto la maggior parte sono poveri! E quindi lo fanno solo se costretti e di mala voglia. E ancora: quale insegnante accetta di andare in un villaggio abbandonato, con pochi ragazzi e dove la scuola è fatta da quattro pali e un tetto di foglie molto permeabile e senza avere la garanzia di una minima retribuzione?

Purtroppo: quanti ragazzi non vanno a scuola!


Che pensare: - di questa situazione di abbandono dei ragazzi nei villaggi della foresta;

- di questa triste abitudine di chiedere ai genitori di pagare gli insegnanti;

- del ritardo dello stato nel riconoscere le scuole che, con fatica, costruiamo;

- della serietà e della credibilità dei risultati degli Esami di stato??



Queste e tante altre domande erano nella mia mente quando sono andato a Kinshasa. Fra i miei obiettivi c’era la visita al Coordinatore Nazionale delle Scuole cattoliche(Il responsabile nazionale di tutte le scuole cattoliche).

Non lo conoscevo.

E’ stata una bella e incoraggiante sorpresa. Ci sono stati anche dei momenti di emozione!

Un uomo calmo, coraggioso, che sa di combattere una battaglia difficile, che non nasconde la sua sofferenza e tristezza di essere lasciato solo e che si domanda se in quanto cristiani siamo dalla parte giusta. Si chiama Abbé (don) Georges Mutshipayi.


Mi sono trovato perfettamente in sintonia con lui. Non ha avuto bisogno di cercare le risposte alle mie domande. Aveva appena finito di scrivere una circolare destinata al Ministero dell’Educazione nazionale, ai Vescovi, agli ispettori (Coordinatori e Consiglieri) delle scuole cattoliche. Credo di di essere stato fra i primi lettori di questa lettera.


* * *

“Iniziato nel marasma delle rivendicazioni degli insegnanti che non ricevevano una risposta soddisfacente da parte del governo, l’anno scolastico 2008-22009 si è concluso, in qualche maniera, grazie al potere dissuasivo della paura ormai inoculato del sangue del Congolese”

Paura dei genitori di vedere i loro figli correre il rischio di un anno invalido!



Ma cosa strana e inverosimile – "paura anche di certi direttori di grandi scuole e di certi ispettori-vampiri (parole sue!) che il sistema della contribuzione dei genitori cessasse!


Mi spiego: per certi direttori e certi ispettori cattolici il sistema della contribuzione dei genitori è diventata una manna. Riempiono le classi di alunni (fino a 130 alunni per una classe!) e chiedono un retta mensile altissima e si spartiscono i soldi. E lo Stato evidentemente non interviene anzi è contento di trovare anche nel mondo cattolico ed ecclesistico, degli alleati!


E’ una cosa vergognosa, e il Coordinatore lo dice chiaro: "queste persone non solo vogliono che il sistema continui ma fanno la guerra a coloro che invece chiedono al governo di rispettare i suoi impegni!"

Critica poi le contraddizioni, le amnesie di certi ispettori cattolici. Cita per esempio, facendo pure il nome, il caso di un ispettore cattolico del Kivu che lo scorso anno, settembre 2008, emanava questo ordine ai direttori delle scuole cattoliche: “voi domanderete ai genitori di pagare i maestri fino al 31 dicembre 2008; a partire dal 1 gennaio 2009, i genitori non pagheranno più nulla”.


E invece lo stesso ispettore quest’anno, settembre 2009, faceva scrivere su un giornale locale: “anche quest’anno i genitori pagheranno il contributo! Ma a partire dal 1 gennaio 2010, i maestri saranno pagati dal governo provinciale”. E il Coordinatore aggiunge: "in maniera evidente i nostri amici del Kivu soffrono di amnesia."


I vescovi: "Nel luglio del 2004, in un memorandum firmato da tutti , i vescovi avevano condannato il sistema della contribuzione dei genitori.

Oggi, ottobre 2010, invece si limitano a dettare delle norme

(quindi accettano il sistema!)
E termina questa parte con queste parole: “Se qualcuno si consola del buon inizio dell’anno scolastico, mentre le rivendicazioni legittime degli insegnanti sono soffocate e messe da parte, noi invece dobbiamo riconoscere che abbiamo optato per la rassegnazione, illudendoci così di salvare il settore dell’insegnamento dal naufragio in seguito alla regolazione del pagamento dei maestri da parte dei genitori, sistema esecrabile, causa dell’abbandono della scuola da parte di tanti alunni e del decadimento della qualità dell’insegnamento!"

E aggiunge queste parole: “L’accettazione del sistema del pagamento dei maestri da parte dei genitori è un tradimento puro e semplice dell’opzione preferenziale per i poveri della nostra Chiesa, sull’esempio del suo fondatore Gesù Cristo …E che ciascuno di voi si interroghi sul ruolo che ha avuto nei dibattiti e sulle sue posizioni su questo soggetto".


Il Ministero dell'Educazione nazionale: "Le valutazioni degli Esami di stato (Esame al termine della scuola elementare e Esame di Maturità) sono tutte viziate dalla mancanza di serietà e di obiettività. Ma a causa dei dividendi che queste prove portano specialmente agli organizzatori, questi criteri di valutazione sono mantenuti, malgrado il discredito che essi portano sul nostro sistema educativo decadente…”

E conclude: “In una società così ingiusta come la nostra...non c’è posto nelle nostre file per i pretesi moderati, generalmente più preoccupati dell’ordine che della giustizia; preferendo una pace negativa frutto di assenza di tensioni, a una pace positiva frutto della vittoria della giustizia. E’ dunque immorale domandare a un insegnante che rinunci a lottare per raggiungere i suoi diritti costituzionale fondamentali…Un discorso che esclude il miglioramento della condizione salariale dell’insegnante e pretende di contribuire a una crescita del livello del nostro insegnamento è assurdo…”

Grazie abbé Georges…
Speriamo che il Ministro, i vescovi e tutti i responsabili delle scuole cattoliche, si mettano al tuo fianco!



foto:bambini che vanno...a scuola
con l'abbé Georges nel suo ufficio
la scuola di Badengaydo - in costruzione - (26 ottobre 2009) - in fondo a destra, la vecchia scuola!