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mercoledì 7 aprile 2010

A.VO.MI. party "batti un 5"


L' AVOMì (amici volontari e missioni) compie 5 ANNI!!!! In cui è successo un pò di tutto attorno a questa associazione: chi è andato in Brasile, chi in Congo, chi in Kenya...e chi invece è rimasto a Cambiago o dintorni e ha scelto di dedicare tempo ed energie per non dimenticare che al mondo tanto si può fare per avere più amici, per essere più solidali, per sapere ciò che non si dice in TV.

Conoscendoci non vi stupirà che, per l'occasione, abbiamo deciso di organizzare un MEGAFESTONE
con tanto di musica dal vivo di cover e non, Dj set ultratabbozzo che precederà un Dj set revival/trash!

Abbiamo scelto lo slogan BATTI UN CINQUE! perchè 5 sono i nostri anni e perchè 5 sono le dita di una mano aperta che richiama il gesto di donare la nostra solidarietà a chi ci è amico.

Inoltre e come sempre, il ricavato della festa contribuirà a sostenere i nostri progetti!


10 APRILE, ORE 22, ISOLA LIDO DI CASSANO D'ADDA (via Rivolta, senza numero , quindi dopo il ponte di Cassano D'adda anzichè andare verso Treviglio girate a destra per Rivolta e poi prima del cavalcavia girate a destra!) INGRESSO LIBERO, ASSENZA VIETATA

by il Consiglio dell'AVOMì!

ps: i soci sono invitati ad un aperitivo più cena ad essi riservati dalle ore 19

sabato 5 dicembre 2009

a Cambiago la "Loro Africa"

Qualche ora dopo il crollo del ponte di Epulu, a Cambiago si ritrovava la squadra Mambasa agosto 09.
I wasungu partono un po’ agitati…facciamo così, cambiamo questo pezzo, entriamo colà…e davanti a 120 persone circa le luci si spengono.

E’ la voce di Elena a raccontare la terra rossa, il cielo infinito, l’accoglienza dell’ambiente e dell’animo delle persone. Intercalandosi con foto e musiche la narrazione traccia una linea sulle tante realtà vissute in tre settimane sottolineando la purezza d’incontrare un mondo che vive di presente, la forza delle donne e la vivacità dei bambini, la cui attenzione e interesse per imparare il nuovo sono così elevati che per qualche istante “ho sognato di potergli insegnare tutto ciò che di più bello esiste”.

Qui arriva Pierpaolo, che con tono ironico e scanzonato dipinge il quadro delle proprie aspettative: mentre credeva di trovare delle persone che volevano il suo aiuto s’imbatte subito con chi gli chiede denaro per giocare insieme a pallone. Lo shock è forte, essere il bianco ricco non è divertente. La conclusione però è importante: il calore ricevuto per aver dimostrato affetto e disponibilità non ha prezzo, e in questo senso Mambasa è davvero “un’isola felice”.


A Francesco e Raffaella spetta la fotografia della sanità, che presentano con un dialogo tra loro. La lista di ciò che manca alla struttura ospedaliera sarebbe infinita, l’impreparazione del personale è stata evidente in troppi casi, e certamente anche l’impossibilità di acquistare medicinali in modo costante acuisce la difficoltà di assistere gli ammalati. Il dottore conclude rivolgendo un appello ai suoi colleghi: un affiancamento anche breve ai medici locali non è vano. Collaborate!


L’intervento di Gianluca è il più accademico. Illustra alla platea le condizioni di povertà del Congo in contrasto con la ricchezza territoriale, l’importanza di collaborare con questo continente e le possibilità della cooperazione internazionale. Possibilità in cui si è mosso per valorizzare le risorse idriche di Mambasa formando dei collaboratori e costruendo dei pozzi di acqua salutare, che è la prima prevenzione contro tante malattie di cui in Africa quotidianamente si muore.

Cornelia si concentra sulla situazione scolastica. Avvalendosi degli aggiornamenti del blog descrive il diagio degli insegnanti sottopagati e la disattenzione delle autorità per cambiare le cose. La sua esperienza d’insegnamento a diretto contatto con gli alunni mambasiani l’ha colpita soprattutto per il sommo rispetto ed il comportamento educato dei ragazzi. Coloro che hanno seguito il suo corso d’inglese dividevano la giornata tra il lavoro ai campi e lo studio supplementare.

Quella di Diego e Chiara è un’intervista doppia sul tema della Missione. Entrambi rispondono alla stessa domanda una volta in modo serio, una volta in modo simpatico. Così si ripercorrono le tappe che hanno portato il Mupe a Mambasa, vengono presentati i personaggi che quotidianamente popolano la casa dei padri e le loro attività. Spiccano l’infinità generosità, la disponibilità verso i parrocchiani e l’amore che ogni giorno dimostrano a questa gente.


Conclude Ilaria, con l’episodio della posa del primo mattone della scuola di Badengayido che le permette di sottolineare come i missionari a Mambasa puntino tutto sull’educazione, perché il cambiamento abbia impulsi dagli africani stessi. Si sottolinea che condividere questo progetto è possibile per tutti i Cambiaghesi e noi, anche semplicemente continuando ad interessarsi su ciò che succede al di là dell’Ituri tramite il blog – ultima immagine dell’intervento ad incitare l’affiancamento ed il sostegno che si può dare ai padri.

Dopo un saluto finale di un emozionato Padre Nerio, cala il sipario della “LORO AFRICA” con un bellissimo video riassuntivo dei momenti descritti che termina ringraziando con affetto sincero Padre Silvano, per aver reso possibile l’incontro con l’Africa vera.

Resta sul palco il filo dove restano appesi i magnifici vestiti della sartoria dell’Istituto Bernardo Longo…li abbiamo voluti appendere ad indicare che un po’ di Africa l’abbiamo davvero portata a casa!

giovedì 8 novembre 2007

lettera a ILARIA,...ma non solo


Carissima Ilaria!

leggo con sorpresa e gioia la tua presentazione: senza preamboli, di corsa! “Ciao a tutti...!” Evidentemente ti chiedo di salutare papà Giacomo e mamma Sandra...Ritorno giovane: Cambiago 1965!
Quanto segue è geniale: “irrompo nelle vostre interessanti discussioni...”
Che bella irruzione!
Mi auguro che molti altri abbiano lo stesso entusiasmo e coraggio!.
Il tono e la freschezza mi hanno fatto pensare a un raggio di sole che all’improvviso illumina una stanza umida e buia o allo sgorgare di un getto d’acqua che “irrompe” da una pompa appena installata in una zona arida.
Grazie!
Mi riprometto sempre di fare quel compitino che Gianluigi mi chiede con insistenza da Senigallia.
Non disperate mai...arriverà.
Intanto ti dico due priorità...Ma ci sono tantissimi “sogni” nel cassetto!
- Dovremmo cominciare a giorni la costruzione del secondo edificio dell’ospedale; questo necessita anche di un pozzo e dell’attrezzatura per fare salire l’acqua in un serbatoio sopraelevato.
- La nostra scuola ha 610 alunni e 53 professori: ma non dispone ancora di una
Sala- professori dove possono prepararsi alle lezioni e riposarsi negli intervalli. A fianco vorremmo costruire una piccola biblioteca e un laboratorio per la chimica e fisica.


Ci sono inoltre due necessità forse più difficili da capire, ma non meno urgenti:
- il “salario” dei professori e le borse di studio per i nostri ex-alunni che vogliono continuare gli studi.
- a) Su 53 professori, a causa della lentezza burocratica dell’amministrazione, (le assunzioni ufficiali si sono fermate al 1994!) solo 15 sono “pagati” dallo Stato con una somma che varia dai 60 agli 80 dollari al mese!
E gli altri? Sono a carico nostro...Da notare che a tutti noi diamo almeno 80 dollari al mese...
- b) Molti dei nostri ex-alunni, dopo gli esami di stato, vogliono iniziare gli studi
universitari, ma non hanno la possibilità di farlo per mancaza di mezzi.
Fa parte del nostro progetto educativo e della nostra programmazione la volontà di
aiutare soprattutto coloro che esprimono il desiderio di ritornare qui come professori.
Con 1000 € potete aiutare un ragazzo o una ragazza per un anno...

Il resto lo potete intuire. Mi fermo qui: andare più avanti aumenterebbe il mio disagio.
“E’ bene dare quando ci chiedono, ma meglio è comprendere e dare quando niente ci viene chiesto” (Gibran).

Grazie, Ilaria!..




Nota bene: Allego la foto di alcuni alunni dell’Istituto Bernardo Longo con la divisa. Mi auguro sia ben visibile lo stemma della scuola, ideato da Livia Mazzufferi e realizzato in ...Cina, grazia alla generosità di mio nipote Alessio Smiderle.
A loro e a voi : grazie!


Un saluto speciale a tutti gli amici di Cambiago...

E che il Signore vi benedica tutti...


p. Silvano