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lunedì 7 marzo 2011

Cosa ha fatto il CESVI per i Pigmei di Nduye

Mi avventuro a scrivere su cose che conosco pochissimo.
Magari prenderò una cantonata, ma poiché abbiamo dichiarato la nostra intenzione di “aprire” a tutti, di dare la “massima trasparenza” per quello che avviene in Africa, e magari è tutt'ora in corso, spero che almeno i vostri commenti forniranno le dovute precisazioni. Se poi qualcuno volesse pubblicare uno o più post sull'argomento non ha che mandarli a p. Silvano, a p. Nerio o a me. Saranno subito messi in rete.

Circa tre anni fa si è accennato ad un consistente finanziamento da parte di un noto istituto di credito del Nord. Avrebbe dovuto servire per le scuole dei Pigmei, nella regione di Nduye. Solo per raccogliere le immagini un fotografo professionista fu ospite della Missione per quasi un mese: sembrava indispensabile un consistente apparato iconografico. Poi il silenzio. Qualche mese fa sono andato a curiosare sul sito di questa importante ONG che mi sembrava fosse in ballo: il CESVI. Ho trovato ben poco e potete anche oggi vederlo qui. Letteralmente c'è solo una riga: “ Nell’area di Nduye la ricostruzione della scuola locale mira all’integrazione delle comunità Bantu e Pigmee.

Troppo poco, a mio avviso, per giustificare una grossa cifra di xxx mila Euro. Vero?
Ho scritto quindi un paio di volte al CESVI. La seconda volta mi ha risposto Luca Fumagalli che ha ampiamente coinvolto (!) p. Silvano, come si può leggere di seguito:” ... si tratta di un progetto che abbiamo realizzato in partnership con la diocesi di Mambasa, supportando il lavoro di Padre Silvano, un missionario impegnato da 30 anni in Congo.
Come Cesvi ci siamo occupati della riabilitazione di alcuni edifici scolastici presenti nell'area di Nduye, con lo scopo ultimo di favorire l'accesso scolastico della comunità pigmea e l'integrazione con la popolazione bantù.
La consegna dei lavori è già terminata. Ora siamo in contatto con Padre Silvano per valutare ulteriori bisogni.
Al momento ho a disposizione un reportage fotografico sui lavori eseguiti (realizzato all'inizio del 2010) e una ricerca antropologica svolta per valutare preventivamente la fattibilità del progetto... “
Al mio riscontro, che chiedeva “altri dati, documenti, articoli”, nulla però è seguito.



Ho cercato in rete ancora ed ho trovato quanto riporto di seguito:

Cesvi e Credito Bergamasco per i Pigmei del Congo
A scuola di diritti umani. Con questo appello ha preso il via nel dicembre scorso (2007 NdR) una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi voluta dal Credito Bergamasco per sostenere la popolazione pigmea del Congo orientale, per tutti testimonianza di una millenaria armonia tra uomo e natura, eppure a rischio di estinzione culturale. Al centro del progetto umanitario affidato al Cesvi c’è la realizzazione di una scuola tecnica professionale grazie alla quale la comunità pigmea della zona di Nduye possa sviluppare attività generatrici di reddito durature, dall’apicoltura all’artigianato. «Questo progetto sostiene l’autosufficienza dei Pigmei garantendo loro l’accesso all’istruzione ma, allo stesso tempo, insegna molto anche a noi», commenta Giorgio Papa, Direttore Generale del Credito Bergamasco. «La storia del popolo pigmeo - uno dei più antichi sulla terra – ci invita a riflettere sul delicato equilibrio tra uomo e ambiente e sull’arricchimento che deriva dal rispetto e dalla convivenza con culture diverse dalla nostra. Con una visione educativa e partecipativa, il Credito Bergamasco ha deciso non solo di finanziare la realizzazione della scuola, ma di coinvolgere clienti e dipendenti nella raccolta di fondi per l’avvio delle lezioni e la continuità del progetto. Per questo motivo è aperto il conto corrente n. 40.000 intestato al Cesvi presso la nostra filiale di Milano di piazza Missori, sul quale tutti possono versare il proprio contributo». «Siamo particolarmente grati al Credito Bergamasco, che ci sostiene con un generoso contributo diretto e allarga la scommessa alla propria comunità di collaboratori e clienti», sostiene Giangi Milesi, presidente del Cesvi. «La scuola sarà indirizzata agli studenti pigmei, ma non sarà frequentata esclusivamente da loro; i corsi saranno aperti sia ai ragazzi pigmei che bantu, allo scopo di permettere la conoscenza e il superamento delle barriere esistenti tra queste due popolazioni. Alla scuola verranno affiancati un dormitorio, un refettorio e un laboratorio, indispensabile, dal momento che le lezioni saranno basate soprattutto su attività pratiche e manuali. La fase preliminare del progetto, attualmente in corso, è lo studio antropologico da cui deriverà l’offerta formativa, unica nel suo genere sia perché si svolge nel cuore della foresta sia perché per la prima volta gli stessi insegnanti saranno Pigmei».“

E' giusto saperne di più? Per noi sarebbe meglio “coram populo” anche sulle pagine di questo blog.

sabato 24 ottobre 2009

NDUYE VI SALUTA




I giorni scorsi volevo mostrarvi qualche foto di Nduye. Non mi è stato possibile; sia perché occupato in diversi viaggi nei villaggi, per fare animazione in vista del Giubileo della parrocchia, sia perché in questi giorni la connessione Internet qui da noi è molto capricciosa.

Nduye! Ci sono andato sabato scorso, per rientrare poi domenica sera. Durante il viaggio in moto, le solite disavventure, dovute alla pioggia torrenziale, alla strada divenuta come del sapone, alle cadute, alla notte passata alla meglio in una capanna... Cose che ormai non fanno più notizia... Ma, a dire il vero, io non mi ci sono ancora abituato. Così come non mi sono ancora abituato a certe forme di indolenza.
Durante il viaggio di andata, mi ero rifugiato sotto una tettoia, affollata di gente che cercava un riparo dalla pioggia. La strada, diventata un vero torrente, stava per aprire l'ultimo argine, minacciando la tettoia e tutti i rifugiati.
Alla fine, un bravo papà si decide a prendere un badile e spostare i centimetri cubici sufficienti per impedire al torrente di allagare tutto il rifugio. Domani qualcuno penserà a tracciare un canaletto per convolgiare l'acqua ed evitare così che tutto sia allagato?

Fa' freddo. In un cantuccio, lontano dal fuoco, esposto alle folate di vento, un bambino di forse due anni, mezzo nudo, è in braccio a sua mamma. Continua a piangere e tossire. Ha una brutta bronchite. Qualcuno lo curerà?...

A Nduye, dopo la messa, ho voluto fare alcune foto soprattutto alle nostre scuole. Gli amici del CESVI di Bergamo vi hanno lavorato per diversi mesi (grazie!) ed ora tutto l'insieme sta assumento un aspetto più dignitoso, più "serio". Ve ne propongo alcune: sono abbastanza eloquenti anche senza troppo spiegazioni.
Lo saranno molto di più per il nostro amico Gianluigi, che ha passato in questi posti due anni di volontariato entusiasta, quando era ancora "verde". Li rivede ora, dopo tanto tempo, fra sospiri, lacrime e...speranze.
E la speranza ce l'abbiamo dentro anche noi: a causa di quello che si è cominciato a fare; a motivo dei lavori di rifacimento della strada che, ci assicurano, inizieranno in questi giorni; a motivo della comunità di suore disposte ad andare ad abitarvi al più presto; causa soprattutto di Padre Bernardo, che ci è vicino più che mai e che continuerà ad aiutarci per continuare la sua opera.
P. Dino