Sabato pomeriggio, 10 aprile, sono andato con Lidia Longo a Nduye.
A prima vista, una notizia banale. Ma questa cambia di natura e diventa stupore quando Lidia si presenta: è la nipote di padre Bernardo Longo, figlia del fratello Vittorio, nato nel 1903.
Il fratello maggiore di Lidia, Lieto, ha fatto la Prima Comunione il giorno della Prima Messa di Padre Bernardo. Quando Lidia nasceva, suo zio era da poco arrivato in Congo..
LIDIA ci teneva tanto a ritornare sui luoghi che hanno visto il lavoro, i sacrifici, la passione di padre Bernardo per la formazione dei giovani, il suo amore per la gente, per i Pigmei, la sua vita di preghiera.
Era già stata a Nduye la sera del Sabato Santo con Deogratias Syauswa, il discepolo fedele di padre Longo e il suo…erede. Ma era stata una visita rapida e senza documentazione. Voleva ritornare con calma un’altra volta per fissare negli occhi e nel cuore questi oggetti, que
sti
panorami meravigliosi così vari e suggestivi, e trasmettere ad altri le sue impressioni e soprattutto le sue emozioni..
Ci tenevo anch’io ad accompagnarla per dirle che questa missione ci sta a cuore anche se per il momento possiamo fare poco e per rivisitare i luoghi dove praticamente ho cominciato anch’io la mia vita missionaria. Ogni cosa, ogni angolatura, ogni edificio hanno qualche cosa da dire, e visitandoli assieme, sembra riprendano vita.
La casa, la stanza di padre Longo, i macigni a fianco della casa ("i massoni", come li chiamava padre Samuele Testa) , con i tagli inferti da padre Bernardo per ricavare le pietre v
ive per le sue costruzioni, gli hangar, le aule delle scuole professionali, la chiesa, la sorgente “inesauribile” con a fianco i resti di una pompa arcaica, testimone dell’ingegnosità di padre Bernardo che faceva salire l’acqua in una cisterna sulla collina dietro la casa, usando appunto questa pompa a pistone ma che riusciva a far salire l’acqua a oltre 70 metri di dislivello con una pressione che spesso faceva scoppiare i tubi ,di ricupero anche quelli, come quasi tutto quello che si trovava a Nduye. Ricordo la pazienza di Deogratias che negli anni 70 spessissimo doveva seguire il tragitto della tubazione alla ricerca della famigerata fuoriuscita d’acqua. E la calma con cui medicava la ferita avvolgendola abbondantemente di strisce di camere d’aria!

Poi su verso la spaziosa casa delle suore Comboniane, le scuole delle ragazze, la cappella… il tutto costruito con gusto da padre Bernardo a differenza di quanto aveva fatto per la sua casa che assomigliava molto alle capanne della gente. Si devono a Padre Luigi Noacco, nel 1971, in previsione del mio arrivo e dell’arrivo di Gianluigi Mazzufferi e don Don Enzo Formiconi, i lavori importanti per una sistemazione decorosa. Purtroppo oggi, dopo anni di incuria, la casa avrebbe bisogno di un…restauro radicale, soprattutto per quanto riguarda gli impianti sanitari ed elettrici…
Un momento forte è stato quello passato in chiesa, con partecipazione alla Santa Messa , una sosta prolungata sulla tomba di padre Bernardo e la foto con i fedeli all’uscita.
Non poteva mancare la visita al fiume Nduye e una foto ricordo con i Pigmei.
Sono certo che Lidia ha registrato tutto. Non ha ancora detto molte cose; ma da tutta la sua persona, da quello che dice e come lo dice, traspare il suo desiderio che tutto rinasca e che, soprattutto questa gente, i Walese e i Pigmei ritrovino un Padre e un Pastore dal cuore grande e generoso come quello di suo zio.
Sono certo che l’ha chiesto a padre Bernardo… e glielo chiederà ancora!
E’ il desiderio di tutti che la sua preghiera venga esaudita.
Coraggio, Lidia, non stancarti!
***
Foto:
Lidia davanti alla casa dei Padri;
accanto alla tomba di padre Bernardo
all'uscita della chiesa;
la casa delle Suore;
sulla sponda del fiume Nduye (in...secca!)
davanti a una capanna di Pigmei