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venerdì 5 agosto 2011

Farà piacere a qualcuno....e "buona notizia!"

A 5 kilometri da Mambasa, sulla strada di Nduye, c'è un villaggio che si chiama Planteco. I cristiani hanno già una bella chiesetta, anche se fatta di pali e fango. E' veramente ben curata: banchi comodi, pavimento che sembra un mosaico: fatto di fango-sabbia e noccioli di noci di palma. Anche le pareti sono pitturate con cura. Si sente la preoccupazione e l'amore dei cristiani per la loro cappella. Ma vogliono andare avanti e stanno facendo i mattoni per costruire una vera chiesa. E li fanno con una macchina made in Val Leogra!
(Schio). Ieri sono andato a vedere il loro cantiere, con Giuseppe, Angèle e una sorellina.
Ecco la foto. Farà piacere a diverse persone: di Schio, di Monte Magrè...

*****A proposito ( e questo interessa soprattutto gli amici di Curtarolo): oggi mi ha chiamato suor Angèle, Superiora Generale delle Suore Servantes di Bunia. Ero in cappella e avendo visto il suo nome sul display del telefono ho accettato la chiamata, certo che non avrei mancato di rispetto al "Paròn". E avevo ragione.


Messaggio breve e detto sottovoce perché suor Angèle è momentaneamente indisposta, ma molto importante:" Padre Silvano, le Suore per Nduye sono pronte"!
Noi non lo siamo ancora...ma questo messaggio ci sprona, vero don Emanuele e company?

A presto.

Spero di aver capito il messaggio di Gianluigi!
Ciao a tutti.















sabato 24 aprile 2010

Non è mai troppo tardi


Ho visto il commento di Gianluigi al racconto padre Dino. Capisco la sua sopresa per il fatto che la partenza di Lidia è passata sotto silenzio...senza una parola da parte sua.

Rettifico subito. La notte del 17 apri le, Lidia ha scritto un biglietto che ha infilato sotto la mia porta.
Ma domenica mattina,18 aprile avevo un impegno importante: andare a celebrare la santa Messa a Planteco, a 5 km sulla strada di Nduye. Ho cominciato con questo.
Al ritorno mi sono messo al computer...Tutto era pronto, ma mancava la connessione. Rimedio ora, lasciando il messaggio così come è stato scritto:"

Domani devo mettermi in moto per il rientro a casa. Non è facile lasciare la Missione di Mambasa. Parto col desiderio di ritornare presto e non da sola. Questo significa che la viva realtà della Missione trova una linfa vitale nella dedizione generosa, instancabile dei padri: Silvano, Dino, Gauthier, fr. Serafino, delle suore e nella autentica testimonianza nel quotidiano, di SERVIZIO di amore per la popolazione tutta.

Qui a Mambasa (Nduye) c’è posto per tutti coloro che desiderano conoscere,vedere, capire cosa fanno i missionari, quali e quante siano le necessità che ci interpellano.

Grazie, carissimi padri per la vostra fraterna accoglienza, amicizia, serenità donatami!

Per ora non riesco a dire altro.

Lidia

Foto:

Lidia davanti al busto dello...zio

Lidia con le suore

l'ultimo ricordo