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giovedì 24 febbraio 2011

Finalmente...

Un momento atteso da tanto tempo.
Era nei nostri discorsi a Mambasa, quando assieme al personale del Consiglio Pedagogico Resi-dente (nome pomposo per dire:direzione delle scuole cattoliche) parlavamo delle lentezze burocratiche, delle sviste, delle dimenticanze, del non pagamento degli insegnanti, degli smarrimenti dei dossier da parte delle autorità intermedie (leggi: Bunia).
Arrivato a Kinshasa sono andato al Ministero, ho visto gli impiegati e soprattutto il consigliere personale del Ministro. Senza tante premesse ho detto loro che volevo vedere il Ministro della Pubblica Istruzione, Sua Eccellenza Signor Maker Mwangu Famba. Tutti, dopo un momento di sopresa molto evidente, mi hanno incoraggiato soprattutto se venivo a difendere dei dossier riguardanti le scuole medie-superiori. I consiglieri stessi mi dicevano che quest'anno era inutile introdurre domande a favore delle scuole medie. Il governo vuole prima di tutto regolarizzare la situazione del personale delle scuole elementari. Ma aggiungevano:"se lei stesso interviene, forse il Ministro farà una eccezione..."
L'appuntamento era fissato al mercoledì, 23 febbraio verso le 15, ma con tanti punti d'interrogazione? Avrà il tempo?, sarà a Kinshasa? avrà finito le trattative con i sindacati degli insegnanti che reclamano un aumento?
Io ero negli uffici a partire dalle 14 e facevo... prericascaldamento parlando con i vari impiegati e mostrando loro le foto delle scuole di Mambasa, Mayuano, Badengayido. I vari impiegati si rubavano le foto...avevo perfino paura che le strappassero o le sciupassero e che così diventassero impresentabili.
All'improvviso entra il protocollo del minsitro. "Presto, padre Silvano, il Ministro l'aspetta!"
Infilo la giacca, ricupero le foto e salgo di corsa...Non mi sono preoccupato di nient'altro.
Il ministro mi aspettava. Mi ha ricordato che ci eravamo visti a Bunia. Ho capito che aveva fretta. Non ho perso tempo e non mi sono preoccupato delle regole.Mi sono alzato dalla mia poltrona e sono andato vicino a lui e gli ho messo in mano le foto.
Gli ho spiegato i vari problemi.Sembrava non seguire le mie parole, tutto assorto a guardare le foto. Poi a un certo momento ha detto al suo consigliere, Sig. Etienne Babudaa che mi aveva accompagnato:" Sì, avevamo deciso che quest'anno non avremmo preso in considerazione le scuole medie-suiperiori, ma di queste scuole non ce ne sono molte in giro. Ci pensi lei e provveda". Mi sembrava opportuno porre fine all'incontro con quelle parole nelle orecchie. L'ho ringraziato e ho chiesto se potevamo fare una foto assieme. Ha accettato molto volentieri.
Purtroppo le persone del protocollo non sono tutti dei bravi fotografi. Ma vi renderete conto...che ho veramente incontrato il Ministro.
Cosa dire? Quello che potevo fare, l'ho fatto. Missione compiuta!
Sono tranquillo e sereno!
Domani torno a Kisangani e domenica a Beni-Mambasa.
La vita continua...ed è bella, se spesa per gli altri fino in fondo, anche se..."come è duro scendere e salire le altui scale..."

A presto!

mercoledì 15 luglio 2009

Cronaca spicciola...

Carissimi,


ho ricevuto una tiratina d'orecchi dall'Italia: sei ancora vivo? Penso che la gente di Mambasa non si ponga questo problema, vedendomi correre in su e in giù.


Due viaggi a Beni, un viaggio a Niania, un viaggio a Mayuano con la Santa Messa domenicale, senza contare i giri intra muros!



Un viaggio a Beni per condurre 9 studenti di Meccanica che hanno chiesto di fare uno stage in una grossa impresa di Beni.





Un viaggio a Niania per andare a prendere gli scouts di quella parrocchia e soprattutto per una visita a Badengayido e avvertire le autorità che il 16 luglio (domani!) cominciamo la costruzione della scuola elementare finanziata dagli Amici di Albino.





Un altro viaggio a Beni per accompagnare il sig. Marino Meri che è venuto in visita a Mambasa per aiutare a stendere un progetto a favore dell'ospedale, in particolare per avere un finanziamento per le attrezzature per il laboratorio analisi e per la sala parto e la sala operatoria.





Quindici giorni riassunti molto in breve e quasi in maniera banale. Ma vi assicuro che la vita continua ad un ritmo sostenuto...e credo di usare un eufemismo.





Nel frattempo sembra si preparino giorni migliori...





Nel mio ultimo viaggio a Beni (il 13 e 14 luglio) ho visto con i miei occhi che sono cominciati i lavori per asfaltare la strada Beni- Kisangani. La foto che vedete mostra lo strato di ghiaia (almeno 30 cm) che serve da fondo...Per mettere il bitume, la compagnia cinese che esegue i lavori, aspetta la venuta del Presidente, che, esigenze della propaganda, verrà a tagliare il nastro!





Altra buona notizia. Domani verrà a Mambasa il responsabile di una ONG (Organismo non Governativo) per parlare della strada di Nduye. Sembra che ci sia un fondo della Comunità Europea per la riparazione.





Un'altra parola su Marino Meri. E' stato mandato da Mons. Barone per stendere una domanda di finanziamento per l'acquisto delle attrezzature per l'ospedale e per altri progetti riguardanti la scuola e la formazione della gente, soprattutto sul piano agricolo.





E' rimasto qui 4 giorni...molto pieni. Fra il resto ha avuto l'occasione di curare il nostro Emanuel, una vittima della guerra del 2002. Ha quasi perso l'uso della parola. Cammina con la stampella e ha perso anche l'uso del braccio destro. E' stato picchiato selvaggiamente in testa. Porta ancora i segni di questa barbarie; un buco profondo che non si rimarginerà più.





Quasi quasi dimenticavo. abbiamo avuto anche la visita del medico provinciale, Dr. Lonema che ha ammirato e molto apprezzato gli edifici dell'ospedale

Scusate la laconicità...Ma vi assicuro che presto ci saranno altre notizie e altre sorprese.


Grazie di seguirci e di ricordarci.
A presto


foto: Marino Meri che cura Emanuel;
Il dr. Lonema (maglia gialla) in visita all'ospedale;
le autorità di Badengayido di fronte ai mattoni (il capo è il secondo da destra)
preparativi per l'asfaltatura della strada Beni-Mambasa-Niania-Kisangani (750 km)

martedì 21 aprile 2009

La Pasqua nel racconto di Padre Dino


Carissimi Amici,


Pace e bene a voi e a tutti i vostri cari. Che il Signore sia presente nelle vostre vite e nelle vostre famiglie e renda bello il vostro vivere insieme. La Solennità di Pasqua che abbiamo celebrato e la Festa di Pentecoste che aspettiamo, ci invitano a lasciarci abitare da Gesù Risorto e dal suo Spirito: la loro presenza in noi, se accolta con disponibilità e fede, trasformerà la nostra vita.

Oggi vorrei raccontarvi qualche cosa della nostra vita di missionari qui a Mambasa: qualcosa di molto semplice. Ieri, domenica, sono andato a celebrare la Santa Messa a Mayuano, un villaggio a 36 km da Mambasa. Vittorio, il catechista, mi aspettava. Mentre io confesso i cristiani (durante quasi due ore), lui prepara la cappella per la celebrazione eucaristica. Circa duecento cristiani e bambini sono stipati in una cappellina, costruita con pali e fango e ricoperta in lamiere. Costruita una ventina di anni fa’ ha ormai fatto il suo tempo ed è divenuta troppo piccola.
I cristiani partecipano con passione: processione d’entrata, danze, canti…L’omelia è un po’ lunghetta (20/25 min.), ma i cristiani la sorbiscono bene a causa dei frequenti dialoghi. E poi, il prete arriva da loro al massimo una volta al mese, dunque…! Alla fine della Messa, mi aspettano i catecumeni (una cinquantina) e i battezzati dello scorso anno, che si apprestano a ricevere la Cresima fra poco: un incoraggiamento per quelli che seguono bene il catecumenato e uno svegliarino per altri che stanno perdendo terreno. Prima di passare all pranzo, vado con Vittorio a rendere visita e portare la comunione a Donato. Un ragazzino, magrissimo e timito, che in seguito ad uno scontro durante il gioco ha perso quasi completamente l’uso del braccio destro. La paralisi sta avanzando. La mamma non sa più che santi invocare : ha portato Donato al dispensario più vicino, ma senza risultati. Le propongo di portare il figlio a Mambasa : di là lo manderemo a Mungbere (190 km), dove c’è un buon medico italiano, padre Gianmaria, comboniano. La mamma accetta contenta. Durante il pasto, il catechista Vittorio mi parla del loro progetto di costruire una chiesa nuova : più grande e più bella ; che faccia la sua brava figura accanto all’Istituto Martinelli, costruito in questi ultimi anni da Padre Silvano. Ci mettiamo d’accordo che fra qualche giorno manderemo il trattore per trasporare le pietre, che hanno già tirato fuori dal fiume, per fare le fondamenta. Oltre alle pietre, hanno già dato circa 4.000$. Una evidente buona volontà, che merita di essere sostenuta. Prima di partire, la moglie del catechista mi riempie il cofanetto della moto di banane. Rientrando, mi fermo dai catechisti di ogni villaggio (sono sette su questa strada, ma sono una novantina per tutta la missione di Mambasa) per dare loro un « incoraggiamento » in occasione della festa di Pasqua (5$). Al km 28 mi fermo al Dispensario San Lorenzo, per salutare e incoraggiare l’infermiere responsabile, arrivato da poco, e visitare i malati. Rientro a casa dopo le 16.


Trovo padre Gauthier e fratel Roberto tutti presi dalla conclusione dei « giochi dell’amicizia », che stanno conducendo da quattro giorni. Sono giunti alla finale di calcio, cui seguirà la premiazione dei « campioni ». Senza dubbio ci sono dei potenziali campioni, fra questi ragazzi : i 100 metri piani sono stati corsi in 12,65 secondi, su una pista e con scarpe di fortuna, senza nessuna preparazione atletica previa.


Padre Silvano rientra verso le 21 da Beni, dove si è recato per visitare amici e soprattutto per salutare un volontario di Mondo Giusto, che rientra in Italia. Piuttosto invecchiato e acciaccato, era emozionato al pensiero di partire (probabilmente per sempre) dopo tanti anni di servizio alla sua gente. Lo accompagnamo con il nostro pensiero, nostra simpatia, la nostra preghiera, pensando che un giorno arriverà pure il nostro…« congedo ».
Ed è il momento di prendere il congedo anche da voi, carissimi amici, e chiudere questo questo messaggio.
Vi saluto con amicizia e riconoscenza , e vi affido a Lui, Gesù, l’Amico fedele.

P. Dino.

sabato 15 dicembre 2007

novena di Natale

Carissimi,
...decisamente questo sarà un Natale diverso. Dopo la mia nomina a Ispettore delle scuole del territorio di Mambasa ...non è più come prima.
Lo diceva anche il nostro ex-presidente: "Plus rien ne sera comme avant" (niente sarà più come prima).
Le emozioni, le preoccupazioni...i progetti si accavallano; ma su tutto domina un senso di tristezza, di impotenza...
Nel mio peregrinare ho incontrato delle situazioni strane, inimmaginabili, come questa scuola.
Non è un montaggio o una foto "preparata"...giudicate voi.

Anche sul piano del personale, cose da non credere: scuole cattoliche con un Testimone di Jeova come direttore, un'altra con un direttore Kimbanguista...
Che fare? Non lo so proprio...

Ma ci sono anche cose belle: due giorni fa sono andato a Mayuano e come vedete la scuola Albino M. (un istituto agroforestale) sta facendo gli ultimi ritocchi. Lunedì, dopo il lavoro dei muratori e dei falegnami, sarà il turno dei pittori...A Natale sarà pronta ad accogliere...Gesù.
Un'altra bella notizia fresca fresca (di oggi!). Da Kinshasa mi hanno comunicato che i nostri 10 alunni finalisti che hanno fatto gli esami di Stato: 5 in Pedagogia Normale (che corrisponde alle nostre Magistrali) e 5 in Matematica-Fisica (che corrisponde al nostro liceo scientifico) sono stati tutti promossi. Cosa eccezionale se tenete presente che sul piano nazionale solo il 30% è stato promosso...

Quindi...lo dico a voi e soprattutto a me: coraggio, se ce la mettiamo tutta...possiamo uscire da quelle catapecchie e fare un...mondo più bello.
Buon cammino verso il Natale.