Epimissio 2011
Ieri siamo stati ospiti nella sala teatro della Parrocchia di Cristo Re a Milano, in via Galeno 32, nella quale si è tenuto l'EPIMISSIO 2011, l'Epifania Missionaria. Quest'anno il tema scelto era "Dio ci chiama per destinarci agli altri".
E' la tradizionale iniziativa, organizzata dal SAM di Milano, che conclude le festività natalizie è da la possibiltà a tutti coloro che si sentono vicini al mondo della Missione, all'opera avviata da Padre Dehon, un'occasione per incontrare i missionari dehoniani presenti in Italia ed i laici impegnati in missione che con loro collaborano, per ascoltare le loro testimonianze.
Quest'anno P. Marino Bano ha fatto gli onori di casa, nel suo nuovo incarico di Segretario del SAM, ed il pensiero è corso a P. Onorio Matti, che già il 31 dicembre scorso era già tornato a "casa", in Mozambico, e da lì ha mandato un messaggio, dicendo di aver trovato qualche cambiamento (pochi) e di essersi immediatamente ri-ambientato al clima ed alla guida a "sinistra".
P. Natalino Costalunga ha esposto, assieme ad alcuni componenti del gruppo (purtroppo non mi sono scritto il nome, nè dove il gruppo si sia costituito.. su questo chiedo aiuto a P. Nerio) la relazione sul tema scelto per l'incontro.
P. Natalino ha ricordato le sue esperienze di evangelizzazione del Mozambico, in un periodo molto travagliato, a cavallo dell'indipendenza dal Portogallo "conquistata" solo nel 1975 ed i rapporti, spesso contrastati, con i vescovi dell'epoca, tutti di origine Portoghese, che consideravano peccato mettere in discussione la situazione coloniale. Ha parlato del periodo trascorso in Uruguay, dove ancora una volta ha dovuto scegliere con chi stare, quali fossero le difficoltà da condividere.
I componenti del gruppo (dove si è "discusso, ascoltato, contestato e molto imparato "
Alcuni hanno testimoniato di come vivere il lavoro, i rapporti sociali, in un ottica cristiana, imponga un "cambio di marcia", una manifesta intransigenza al rispetto delle regole, della dignità altrui, che gli altri possono facilmente percepire.
Altri hanno raccontato come l'impegno politico non sia estraneo a queste tematiche intendendo la politica come etica della vita sociale, anzi, sia necessario influire sulle scelte che tutti riguardano.
Si è aperto un breve scambio dialettico, incentrato su una contrapposizione tra evangelizzazione e promozione sociale (avrebbe meritato un maggiore spazio, anche per consentire a tutti di esprimere compiutamente le proprie opinioni), P. Natalino ha concluso affermando che l'una non esclude, anzi non può escludere, l'altra.
Dopo un breve intervallo ci ha parlato (non mi sono scritto il nome.. aiuto P.Nerio !!), insegnante originaria del trentino, da tempo volontaria in Mozambico, dove ha creato e ora dirige una biblioteca (l'unica realtà di quel tipo in quel paese) ed un centro di studi per universitari a (... non me lo sono scritto). Una volta ancora ci è stato mostrato come il seme sia fecondo ed il terreno fertile, come i giovani mozambicani stupiscano quotidianamente per la curiosità, la voglia di partecipare, di apprendere.
Non dovremmo avere alcuna gelosia, alcuna remora a dare quello che abbiamo, anche noi stessi, se solo lo considerassimo per quello che è: dalla vita, alla nostra istruzione, alla cultura, ai beni materiali. Tutto un dono ricevuto, in ultima istanza, da Dio.
Infine P. Giuseppe, docente del seminario di (... nulla, anche in questo caso..) in Mozambico, ha testimoniato la nascita di una nuova generazione di religiosi, nati e cresciuti in quel paese, che si devono confrontare con la loro tradizione e la sfida di vedere la vocazione come realizzazione in sé, e non come strumento per salire nella scala sociale.
Al termine la S. Messa, celebrata nell'accogliente chiesa di Cristo Re, officiata dai molti missionari presenti e presiduta da P. Tullio Benini, scj Sup. prov. IS.
report di Emanule Agugiaro, grazie!
