E' la volta buona?

asa, che hanno le infrastutture dell'Istututo Bernardo Longo:
asa, che hanno le infrastutture dell'Istututo Bernardo Longo:
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Silvano Ruaro
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lunedì, febbraio 23, 2009
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a.
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Silvano Ruaro
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venerdì, febbraio 20, 2009
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Silvano Ruaro
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lunedì, febbraio 16, 2009
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E' bene lo sappiano tutti. E' bene perchè spesso una piccola idea, magari solo un spunto è foriero di altri risultati. Quindi racconto in poche righe la storia di questa mattina.
P. Silvano ci aveva scritto che per le esigenze della missione sarebbe stato utile procurare delle stoffe. Si, delle stoffe di buona qualità e non abiti magari riciclati. L'esigenza dei ragazzi, allievi della scuola meccanica, di falegnameria e per i giovani muratori, sembra sia quella di avere delle tute da lavoro. Quelle attualmente in uso sono realizzate con stoffe di bassa qualità e quindi durano pochissimo tempo.
Ecco quindi che si sono impegnati i due "giovani" Italo Rossini e la moglie Dina. Hanno subito attivato i loro canali e stamattina sono stato con loro nel laboratorio di una ditta del settore. Il titolare ha deciso di regalare tutti quei rotoli di stoffa, di diverso tipo e colore, che non venivamo più usati per le produzioni industriali.
Vedete nella foto i nostri del Ciarnin (la oramai famosa località in cui abitano!) ed il titolare della ditta che mostra questo prezioso materiale.
Ora a noi resta l'incarico di provvedere al recapito agli amici di Schio o al segretariato di Milano. Il materiale andrà recapitato a chi allestirà il prossimo container in spedizione per le missioni del Congo.
Non sarà un bancale leggero; sono diversi quintali di materiale, ma per il piacere del risultato ottenuto credo che a noi sembreranno quasi delle piume.
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Gianluigi
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lunedì, febbraio 16, 2009
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Sono i carovanieri moderni che riforniscono i villaggi lontani. A mio parere meriterebbero un monumento. Se la gente in tanti villaggi ha ancora la possibilità di avere il sale, il sapone, il petrolio...lo deve a questi ragazzi che fanno una vita infernale.
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Silvano Ruaro
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lunedì, febbraio 09, 2009
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Silvano Ruaro
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sabato, febbraio 07, 2009
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Ma sono eccezioni.
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Silvano Ruaro
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lunedì, febbraio 02, 2009
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La situazione dei giovani studenti congolesi si inquadra nella situazione generale del Paese. Vista la latitanza dello Stato nei diversi settori (sanità, infrastnitture, comunicazioni, istruzione) si è instaurato ormai da anni un sistema che funziona senza di lui. Un po' dappertutto vige la legge del cosidetto "articolo 15": arrangiarsi!
In particolare il settore insegnamento, nonostante le ripetute promesse, è dimenticato e non gode di nessuna attenzione. Moltissimi insegnanti non sono pagati e quelli che lo sono, hanno salari che variano dai 40 ai 60 $ al mese. Assistiamo a dei bràcci di ferro fra insegnanti e governo e fra insegnanti e genitori. L'esito è già scontato in partenza. Lo spauracchio dello sciopero e della chiusura delle scuole è sempre di attualità. Ma lo Stato resta insensibile, per cui ci si rassegna e, bene o male, le scuole continuano. I genitori pur di non vedere i loro figli girovagare oziosi tutta la giornata promettono un piccolo contributo mensile (di solito l'equivalente di un dollaro) per poter aiutare gli insegnanti. Questa promessa, col passare dei giorni, perde di concretezza e di efficacia.
Non è neppure raro il caso di effettiva insolvibilità da parte dei genitori. Per cui invece di salario si dovrebbe parlare di elemosina per quei coraggiosi insegnanti che nonostante tutto continuano a fare atto di presenza.
Le poche scuole che danno una istruzione valida sono quelle private e quelle gestite da confessioni religiose, in particolare cattoliche e protestanti. Non c'è quindi da stupirsi se moltissimi ragazzi e giovani abbandonano la scuola e se il livello di istruzione raggiunto dagli alunni alla fine degli studi è molto basso. Meno del 40% dei candidati agli esami di Stato ottiene il diploma di maturità alla fine della scuola media superiore.
Le difficoltà a proseguire gli studi universitari sono ancora più grandi. Il fattore economico è un ostacolo per molti insuperabile. Il viaggio per raggiungere l'università è già un'avventura. Carenza di strade, distanze enormi, mancanza di mezzi di comunicazione sicuri ed efficienti, il costo proibitivo del biglietto aereo. Non esiste una rete di trasposto stradale, ferroviaria e fluviale. Per cui ci si affida alle rare e poco confortevoli occasioni di qualche camion che trasporta mercé o legname. Altri, più coraggiosi compiono distanze di oltre 1000 km in bicicletta.
Le iscrizioni e le varie tasse annuali raggiungono i 300 $. Non mancano poi delle spese impreviste e qualche volta fantasiose a cui gli studenti non possono sottrarsi. Anche i professori universitari non sono pagati o lo sono in maniera irrisoria, per cui attingono al misero salvadanaio degli studenti, che devono poi comperarsi le dispense, pagare lo stage e arrangiarsi per il vitto e alloggio. I rarissimi pensionati universitari sono in uno stato di abbandono totale e sovrappopolati. Uno studente che ottiene un posto nel pensionato accoglie altri 4 o 5 studenti sotto la sua protezione. Sono i "maquisards" o clandestini. Vivono in condizioni igieniche disastrose e spesso in uno stato di semipromiscuità. Non ci sono mense universitarie. Gli ospiti di una stanza mettono insieme i loro piccoli averi e decidono come gestirli: cosa comperare e chi, a turno, deve preparare il cibo. La maggior parte degli studenti mangia una volta al giorno.
Data la mancanza di una rete postale e di un sistema bancario diffuso, anche la comunicazione coi genitori è un grosso handicap. Chiedere e ricevere soldi dai genitori è un'impresa. Adesso cominciano, almeno nelle città, a funzionare delle agenzie di trasferimento di denaro. Ma il mezzo più comune e sicuro sono le missioni cattoliche. I genitori depositano i soldi per il loro figlio che studia in città, alla missione del posto. Il missionario, tramite telefono, radiotrasmittente o internet informa un suo confratello che abita in città del versamento fatto a favore del tal studente che passerà a ritirare la somma.
E' un disturbo abbastanza noioso e non privo di...incidenti, ma che accettiamo volentieri per aiutare questi studenti che altrimenti non saprebbero veramente a che santo rivolgersi.
Queste difficoltà sono comuni a tutti gli studenti delle facoltà delle varie città. Nel caso degli studenti di Kinshasa queste difficoltà sono maggiori: per la grande distanza, data la sua collocazione geografica eccessivamente decentrata; per trovare un posto nei pensionati; per il lungo percorso quotidiano fino ali' università; per procurarsi il cibo in una città di circa 10 milioni di abitanti.
Vien spontaneo chiedersi: come può studiare un giovane universitario in queste condizioni? Con quale bagaglio umano, scientifico affronterà la sua vita professionale? Purtroppo i mali non vengono da soli: anche i professori, mal pagati, vengono facilmente corrotti e l'alunno cerca di sopperire alle proprie lacune scientifiche con "sussidi pecuniari". Spesso sono i professori stessi che propongono ed esigono questo compenso.
Probabilmente il lettore troverà questo quadro molto oscuro. Invece è molto obiettivo, anzi sono stati tralasciati aspetti ancor più negativi e poco dignitosi per la persona umana.
p. Silvano Ruaro scj
NdR Anche questo è un articolo, "rubato" ! Già pubblicato sulla carta stampata, ma non presente sul blog, quindi riservato ai soli fortunati, pochi o molti ?, che ricevono via posta il bollettino. Solo le foto, che sulal carta erano in bianco e nero, da noi sono altre ed a colori.
Vediamo se tra i possibili commentatori c'è qualcuno che ha voglia di dirci dove e quando questo testo è comparso. Grazie.
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Gianluigi
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sabato, gennaio 31, 2009
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Parole-chiave: scuole
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Silvano Ruaro
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domenica, gennaio 25, 2009
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Ecco in questa fotografia il momento della consegna, qui in Italia, del manifesto delle Frecce Tricolori che abbiamo appena visto ora a Mambasa, in Congo.
Qui ci trovavamo nella casa di Italo Rossini, a Senigallia, nel novembre dello scorso anno. Padre Silvano ha ricevuto questo simbolico regalo da portare in Africa, da appendere nella sua stanza, per farlo ammirare ai suoi amici.
Sempre con gli occhi rivolti al cielo, come fa anche oggi Italo Rossini, detto Ciarnin. Lui pilota durante la guerra, più volte decorato, poi in tempo di pace nel ruolo delicato di "fanalino di coda" delle cosiddette "Tigri Bianche", la Pattuglia Acrobatica Nazionale di quel lontano 1956 .
Di Italo, uomo mite e generoso, personaggio di grande modestia altro ha già detto padre Silvano, nel post precedente.
Quanto alla sua amicizia, e di quella della moglie Dina, con le missioni di Nduye e di Mambasa non occorre scrivere, penso sia facile immaginarla
Devo solo aggiungere che il "ragazzo", in perfetta forma, è classe 1920, quindi ad oggi conta 88 anni compiuti.
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Gianluigi
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sabato, gennaio 24, 2009
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Parole-chiave: Frecce Tricolori, Italo, Tigri Bianche
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Silvano Ruaro
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venerdì, gennaio 23, 2009
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Parole-chiave: Frecce Tricolori, Gianluigi, Italo, senigallia

La paroisse de Mungbere est une des paroisses du Diocèse de Wamba dans la province Orientale, District du Haut-Uele en République Démocratique du Congo. Cette Paroisse comprend 6 secteurs composé chacun de 5-6 chappelles.
Mungbere est également le terminus du chemin de fer Bumba-Isiro-Mungbere construit en 1948 depuis l'époque coloniale. Ce chemin de fer est non fonctionnel actuellement. Mungbere est au carrefour de cinq routes (Dungu, Isiro, Wamba, Watsa et Mambasa). Pour le moment présent tous ces axes routiers sont impraticables.
La paroisse de Mungbere est appuyée par les missionaires comboniens (Pères en 1968 et Soeurs 1952 d'abord à Nduye et autres missions). La mission soutient plusieurs oeuvres sociales pour aider la population dans différents domaines (santé, Ecole, diverses formations...). Au niveau des famille, L’économie se repose principalement sur l’agriculture et cela ne suffit pas à couvrir les besoins élémentaires de la famille. La scolarisation des enfants est alors pénible et douteuse. La population n'a pas de personne qui l'encadre pour essayer d'améliorer la situation précaire. Et la population se trouve indisposer et parfois décourager.
Munbgere est un milieux à prédominance catholique, viennent ensuite les protestants. Les musulmans ne représentent pratiquement rien.
Dans les lignes qui suivent, nous voulons mettre au jour une des oeuvres sociale réaliser par la communauté des soeurs comboniennes de Mungbere. Il s'agit du Foyer social dont la directrice est la Soeur Raffaella Falcone. Soeur Raffaella est de nationalité Italienne. Elle est née à Caserta et elle venait de fêter son cinquantenaire de la vie religieuse en 2007. Elle est courageuse et aime aider les mamans à apprendre un peu la broderie, la couture et la cuisine.
Au début, le foyer de Mungbere a été créer dans le but de former les filles jeunes en coupe-couture et en broderie. Mais cette vision a été changer compte tenu de la situation des mamans. Nous avons constaté que la situation précaire au sein de la famille est également conséquence de niveau bas des mamans. La communauté a pensé d'organiser quelque chose pour les mamans et les fille-mères.
Nous ne tenons pas compte des confessions religieuses. Pour nous une maman est une maman et subit les mêmes effets. L'idéal est de leur donner une rudiment de notion de Coupe-couture, de la broderie et de la bonne cuisine pour une durée de deux ans de formation continuent avec une fréquence de deux fois par semaine pendant deux heures.
Pour rendre plus agréable la formation, nous completons la formation par quelques notions sur la santé des enfants, la santé de la femme, le planning familial. Le groupe actuel comprend 25 mamans, deux formatrices et une secrétaire-caissière.
N.d.R. Sr. Raffaella Falcone, comboniana, che tanti anni fa era con noi a Nduye, ora si trova a Mungbere, poco più a Nord di Nduye.
Ringrazio chi ha scritto il testo e fatto le fotografie; mettiamo sul blog quanto ricevuto per illustrare l'attività nel foyer social.
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Gianluigi
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martedì, gennaio 20, 2009
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Parole-chiave: foyer social, Mungbere, Sr. Raffaella
Domenica, 18 gennaio,
ore 12,20.
Ho appena terminato la celebrazione della Santa Messa al Santuario Anwarite. La missione è silenziosa. Solo una ventina di ragazzini sul prato antistante, con l'immancabile piccola palla che, di solito, è già già bucata da un pezzo. Ma sono contenti lo stesso.
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Silvano Ruaro
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domenica, gennaio 18, 2009
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Silvano Ruaro
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giovedì, gennaio 15, 2009
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Silvano Ruaro
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domenica, gennaio 11, 2009
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Parole-chiave: Amici di Albino, Manyà, S.Vittore Olona
IL "MAESTRO DEI PIGMEI"
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Gianluigi
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venerdì, gennaio 09, 2009
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Parole-chiave: Famiglia Cristiana, padre Silvano, Pigmei


Guardate con attenzione, con molta attenzione le due immagini e provate a rispondere, scrivendo nei "commenti".
La soluzione a breve, sul prossimo post, ma intanto stileremo una classifica tra i più assidui frequentatori di questo blog.
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Gianluigi
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giovedì, gennaio 08, 2009
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Parole-chiave: Famiglia Cristiana, maestro, Pigmei


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Silvano Ruaro
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mercoledì, gennaio 07, 2009
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Silvano Ruaro
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mercoledì, gennaio 07, 2009
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Sono stato frequentemente sollecitato, in questi giorni, a dire il mio pensiero sulla situazione attuale nell'Est del Congo. Mentre cercavo di mettere ordine nelle mie idee, all'improvviso ho avuto una illuminazione. "E se dicessi invece cosa ne pensano i vescovi del Congo"?. Ho subito percepito che era la soluzione migliore! Chi più dei vescovi conosce la situazione reale del Congo?
Ecco dunque alcuni passaggi della lettera che hanno scritto recentemente a Kinshasa, il 13 11 2008:
Gravita della situazione.
Noi, arcivescovi e vescovi...riuniti in sessione straordinaria dal 10 al 13 novembre, afflitti e sconvolti dalla tragedia umana nell'est e nel nord-est del Congo, lanciamo un grido di disperazione e di protesta: Malgrado i nostri appelli accorati, la situazione in questa parte del nostro paese non ha fatto che peggiorare. Sta raggiungendo proporzioni insopportabili... E' la nazione intera che piange i suoi figli e non vuole essere consolata perché non ci sono più qui".
Cosa sta succedendo?
Un vero dramma umanitario che somiglia a un genocidio silenzioso nell 'est del Congo avviene sotto gli occhi di tutti. I massacri gratuiti e su grande scala delle popolazioni civili, lo sterminio mirato dei giovani, gli stupri sistematici perpetrati come arma di guerra: di nuovo una crudeltà di eccezionale virulenza si scatena contro le popolazioni locali che non hanno mai chiesto altra cosa che una vita tranquilla e dignitosa nelle loro terre. Chi avrebbe interesse a un simile dramma?
Responsabilità:
1) La cosa più deplorevole è che questi avvenimenti avvengono purtroppo
sotto gli occhi impassibili di coloro che hanno ricevuto il mandato di
mantenere la pace e proteggere la popolazione civile.(leggi: Monuc,
cioè la missione dell'Onu in Congo!).
2) I nostri stessi governanti si dimostrano impotenti di fronte alla portata
della situazione, dando l'impressione di non essere all'altezza delle
sfide della pace, della difesa della popolazione congolese e
dell'integrità del territorio nazionale.
L'intera classe politica non sembra prendere la misura della sua responsabilità di fronte a questo dramma che rischia di ipotecare il futuro della nazione.
Cause:
1) E' evidente che le risorse naturali del Congo alimentano l'avidità di
certe potenze e non sono estranee alla violenza che si impone alla
popolazione. Infatti, tutti i conflitti si sviluppano nei corridoi economici
e attorno ai giacimenti minerari. Come comprendere che i diversi
accordi sono violati senza alcuna pressione efficace per convincere i
firmatari a rispettarli?
2) Inoltre, il piano di "balcanizzazione" che non smettiamo di denunciare
è portato avanti da intermediari. Si ha l'impressione di una grande
complicità che non svela il suo nome. La grandezza del Congo e le sue
numerose ricchezze non devono servire da pretesto per farne una
giungla.
Condanna
Condanniamo con veemenza questa maniera ignobile di considerare la guerra come un mezzo per risolvere i problemi e accedere al potere. L'ordine istituzionale uscito dalle elezioni democratiche del nostro paese deve essere rispettato. Biasimiamo il lassismo con cui la comunità internazionale tratta il problema dell'aggressione di cui è vittima il nostro paese.
Cosa chiediamo:
1)Chiediamo immediatamente la cessazione delle ostilità,
2)D'urgenza facciamo appello alla solidarietà nazionale e internazionale
per un aumento dell'aiuto umanitario a favore di migliaia di uomini,
donne e bambini affollati nei campi.
3) Giustizia: Chiediamo alla comunità internazionale di impegnarsi sinceramente per far rispettare il diritto internazionale. Consideriamo impellente l'invio di una forza di pacificazione e stabilizzazione per ristabilire il nostro paese nei suoi diritti. Tutti vinceranno con un Congo in pace piuttosto che in guerra.
Auspicio:
Possa il Signore, che ha vegliato per ore nel giardino del Getzemani e che ha sentito come se fossero state fatte a lui stesso tutte le sofferenze inflitte e imposte ai membri del suo gregge (Mt 25,31-46), vegliare con noi e sostenerci di fronte al dramma che conosce il nostro paese. Che la Santissima Vergine Maria, Regina della pace, ottenga la pace per la nostra cara patria.
NB1 : I Vescovi del Kivu hanno scritto al primo ministro del Congo, Adolphe Muzito: "Non sarebbe forse opportuno pensare ad un vertice che riunisca gli Stati Uniti, l'Unione Europea e certi paesi del sud-est asiatico affinché regolino i loro problemi circa i loro interessi geo-strategici, economici e anche fondiari che alimentano le tensioni, causa di innumerevoli morti in questa regione e nel Congo "?
NB2: E' stato chiesto a Vital Kamerhe, presidente della Camera dei Deputati del Congo, cosa si attende dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Barak Obama. Risposta: "mi auguro che non continui a pensare, come i suoi predecessori, che il Congo è troppo grande, per cui deve essere smembrato ".
Silvano Ruaro scj
NOTA: anche biascicando qualche parolaccia mentre scansionavo il testo e facevo le correzioni sono io G.M. che ho "rubato" , ed ora anche pubblicato, questo articolo a firma di Padre Silvano. E' apparso sull'ultimo numero del bollettino cartaceo "Una sola famiglia - Dehoniani in missione", giunto in questi giorni.
Ecco così che la memoria va a quando un paio di mesi fa Padre Silvano fu impegnato per una mezza giornata: doveva scrivere un articolo! Se lo avesse pubblicato lui stesso, o ce lo avesse spedito via mail, lo avremmo condiviso subito (o quando voleva lui!). Ciò a beneficio di chi il cartaceo non lo riceve o anche di chi non sa che nemmeno esiste. Il mondo della rete è vasto, sconosciuto e magari anche condiviso da chi nemmeno immaginiamo possa trovare attenzione per i nostri interessi. Quindi un auspicio per la prossima volta. Caro Padre Silvano ed amici tutti che seguite le missioni in Congo: se scrivete qualcosa per un giornale o per un bollettino qualsiasi fateci parte del vostro lavoro ... a meno che l'editore non vi chieda l'esclusiva offrendovi, come dovuto a giornalisti e scrittori, un compenso di centinaia di dollari!
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Gianluigi
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martedì, gennaio 06, 2009
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Parole-chiave: Adolphe Muzito, Est Congo, guerra, MONUC, ONU, Vescovi, Vital Kamerhe
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Silvano Ruaro
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domenica, gennaio 04, 2009
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Silvano Ruaro
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domenica, gennaio 04, 2009
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Un debito di riconoscenza e di amicizia. Il debito di mettere due righe sul Blog per presentare a tutti voi, amici di Mambasa, gli auguri per l’anno nuovo e i ringraziamenti per la vostra vicinanza e la vostra amicizia. Pensavo proprio di non pagarlo più questo debito, nonostante un evidente disagio interiore. Ma mi sentivo stracco e spompato, dopo gli impegni dei giorni scorsi, e senza nulla da raccontare. Poi, ieri, è venuta la telefonata interlocutoria di Gianluigi ; e questa sera, sul Blog, un altro pungolo, sempre da parte di Gianluigi. Sono uscito per recitare il rosario, passeggiando sul viale che unisce la nostra casa alla chiesa. E li’ mi sono finalmente deciso di fare giusta riparazione.
Scusate il ritardo e l’indolenza.
Per prima cosa, vi posso annunciare che padre Silvano è arrivato :questa sera alle ore 18.00. E’sceso dalla macchina, si è guardato attorno, ha salutato la gente che veniva ad accoglierlo, e ha immerso il suo sguardo nel cielo tersissimo di Mambasa. Felice. E riconoscente a Dio. Ma lascio a lui di presentarvi il suo ritorno a casa. Certamente lo farà presto, con la sua solita passione.
Dunque, Gianluigi, tu vuoi sapere com’è stato il mio primo giorno dell’anno. Certamente, un primo dell’anno un po’ diverso. A casa ero rimasto da solo. La mattinata è stata occupata dalla celebrazione della Messa. I cristiani sono venuti molto numerosi. Personalmente mi aspettavo che gli eccessi di malofu (vino di palma) della vigilia e della notte avrebbero reso inabili un maggior numero di persone. Dopo la Messa sono andato a fare una visita ai malati del nostro dispensario: quasi tutti avevano a che fare con la malaria. Quando è cattiva, c’è da aver paura, perché uccide facilmente. Il pranzo non è stata una cosa molto complicata. In casa ero da solo, per cui avevo pensato di dare una giornata di libertà al nostro Paolo (il cuoco) : nel frigo c’era sufficiente cibo, che rimaneva dal giorno prima. Il pomeriggio l’ho passato in stanza mia. Qualcuno è venuto a presentare gli auguri e a sollecitare la Bonne Année. Mi sono guardato bene dal distribuire soldi (sapendo bene che sarebbero subito annegati nel malofu). Ho preferito offrire qualche maglietta e immaginette di Santa Giuseppina Bakhita. Poi, verso sera, mi sono messo a.......correggere le interrogazioni dei ragazzi dell’Istituto Bernard Longo, che rimanevano nel mio cassetto da più tre settimane….Si’, lo ammetto: ho fatto qualche cosa di stonato. Ma è la verità.
La serata l’ho passata dalle suore. Anche la loro comunità era ridotta ; rimanevano solo in tre : suor Celestina, suor Lisetta e suor Ester, che teneva su la compagnia con la sua chiacchiera allegra. Io ho aggiunto una bottiglietta di whisky che avevo scovato in un cantuccio della mia camera da letto. Al momento di prenderla, avevo avuto un dubbio: è cosa per uomini – dicevo; le suore non la berranno. Ma, una volta mostrata la bottiglia, mi sono accorto subito che mi sbagliavo.
E ora chiudo, augurando a tutti un felice e fecondo anno nuovo. Che il Signore ci accompagni tutti e che ci dia la forza e la gioia di compiere il bene.
Padre Dino.
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Gianluigi
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sabato, gennaio 03, 2009
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Parole-chiave: Gianluigi, P.Dino, P.Silvano, suor Celestina, suor Ester, suor Lisetta, whisky
Sarebbe bastato un link, questo
http://www.progettomambasa.it/news_lit_95_301.asp
per aprire dal web la notizia in originale.
Anche qui però è sufficiente andare sopra con il mouse e cliccare. Così leggerete e vedrete quello che i nostri bravi amici stanno facendo e che noi abbiamo riportato nelle righe sottostanti affinché la notizia circoli il più possibile.
Complimenti ed auguri di buon anno di cuore a tutti.
MAMBASANEWS: MOSTRA FOTOGRAFICA EX LANIFICIO CONTE
Dal 20 dicembre al 6 gennaio tutte le foto delle DONNE e dei BAMBINI di MAMBASA
saranno in mostra presso lo spazio espositivo Ex Lanificio Conte di Schio.
La mostra sarà aperta solo nei Week-end e il 6 gennaio 2009,
dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00.
Puoi contribuire al progetto acquistando le foto, le felpe, le t-shirt, le borse e i calendari.
19/12/2008
Scritto da
Gianluigi
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sabato, gennaio 03, 2009
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Parole-chiave: mostra fotografica, ProgettoMambasa, Schio
Ieri sera a Mambasa Padre Dino era solo, soletto!
Oggi P. Silvano dovrebbe essere già in Congo e presto avremo notizie di lui e degli altri che sono andati ad accoglierlo. Appena possibile avremo dalla missione tutti gli aggiornamenti che gli amici, frequentatori del blog ci chiedono.
Come tradizione, di tutto cuore, auguri a tutti per l'anno appena iniziato e per i molti ed impegnativi programmi che attendono i nostri missionari.
Padre Dino forza! Raccontaci quando possibile com'è stato a Mambasa il primo giorno dell'anno.
Scritto da
Gianluigi
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giovedì, gennaio 01, 2009
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