venerdì 25 giugno 2010

24,25 giugno - P. Dino & P. Silvano - 38 - 45!

Sarà senz’altro difficile per voi interpretare queste cifre e associarle ai due nomi.

Semplice.

P. Dino è stato ordinato prete a Ca’ Trenta il 24 giugno 1972 da Monsignor Onisto.

P. Silvano è stato ordinato a Bologna il 25 giugno 1965 dal Cardinal Giacomo Lercaro.

Quindi Dino è prete da 38 e Silvano da 45 anni!

Tutto chiaro.

Non pensate a festini o a brindisi. Anche ieri e oggi sono stati giorni ordinari: di lavoro e di impegno pastorale.
Ieri padre Dino ha presieduto una Liturgia “penitenziale”, richiesta dai Vescovi per domandare perdono per i peccati e le omissioni commessi nei 50 anni di Indipendenza del Congo. Iniziata alla grotta, questa cerimonia si è conclusa in chiesa.

Il 30 giugno 1960, il Congo otteneva l’Indipendenza. Mercoledì prossimo sarà giornata speciale in tutto il Paese. Forse si riuscirà per un giorno a dimenticare la situazione triste in cui ci troviamo.

Domenica io sono andato a Nduye. Festa solenne: Battesimi, Prime Comunioni e due Matrimoni. La presenza degli Wahibrahimu (i Wanande venuti da lontano ed emigrati a Nduye in cerca di terreno da coltivare) si fa sentire. A Nduye adesso ci sono fagioli, riso, manioca, patate dolci, mais, e la chiesa si riempie ogni domenica e risuona di canti e danze in kinande.

Questi emigranti mettono in pratica il comando di Dio ai nostri progenitori: “Crescete e moltiplicatevi! e dominate la terra”. Fra pochi anni Nduye ritornerà ad essere un grosso villaggio, pieno di bambini e di vita!

Una bella giornata. Anche i Pigmei erano invitati al pranzo e non si sono fatti pregare due volte. Ma ce n’era per tutti!

Oggi ho ricordato il mio 45° anniversario lavorando sulla strada (Nerio, aspetta e vedrai…: qui non si scherza!) e nel pomeriggio sono andato in un piccolo villaggio a 6 km (Planteco).Non ho invidiato la bella chiesa del Suffragio di Bologna dove sono stato ordinato. Avevo circa 60 fedeli. E’ stato bello e commovente. Abbiamo pregato assieme. Anche loro si sono uniti al mio ringraziamento. Ho ricordato tutti i miei compagni dispersi in sette Paesi del mondo: Italia, Svizzera, Germania, Portogallo, Argentina, Uruguay, Mozambico (Congo)...e 4 in cielo: Giuseppe, Pierfranco, Afro e Giovanni!.

Non so se ci sono classi che hanno così tanti ambasciatori.

E ho ricordato i formatori, i genitori, parenti tutti!

Anche padre Dino ha ricordato i suoi; e tutti e due lo abbiamo fatto con gioia e riconoscenza!

Buon segno!

A presto.!

Stasera chiuderemo la giornata con un bicchiere di birra assieme alle suore, poi ricominciamo.

Domenica ci aspettano Battesimi, Prime Comunioni e martedì, 29 giugno, centinaia di Cresime. Non ci possiamo fermare.

Altre notizie, a presto!

le foto recenti dei...giovani preti!

p. Dino, ieri, mentre presiede la Liturgia penitenziale.

p. Silvano, domenica 20 giugno a Nduye con gli sposi!

mercoledì 23 giugno 2010

“ANDATE A LAVORARE ANCHE VOI… NELLA MIA VIGNA”

Ieri mattina non ho avuto la presenza di spirito di uscire di casa con la macchinetta fotografica. Purtroppo. Quando sono arrivato sulla strada che scende verso il corso d’acqua Binase, e mentre andavo sempre più avanti, mi sono reso conto che lo spettacolo meritava di essere fissato e condiviso: penso che erano alcune centinaia i cristiani venuti con le loro macette, zappe e badili per tagliare erbacce, scavare i canali laterali di scorrimento, colmare buche ed erosioni che rendevano penosa (e vergognosa) la nostra strada. Era un impegno che ci eravamo presi come comunità cristiana e una promessa fatta all’Amministratore di Mambasa: in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Indipendenza del nostro paese, volevamo riparare, almeno in parte e secondo le nostre possibilità, la strada che attraversa il nostro quartiere Binase. Partecipazione massiccia dunque e molta buona volontà. I risultati? Abbastanza modesti…se vogliamo esser obbiettivi. Per lavori del genere sono necessari bull-dozers, scavatori, camion… I prossimi giorni tuttavia il nostro trattore trasporterà della limonite per dare un po’ più di consistenza a quello che i nostri cristiani hanno fatto (e continueranno a fare).

Abbiamo lavorato anche alla rotatoria prossima agli Uffici dell’Amministratore, per preparare il luogo dove dovrebbe essere eretta una stele in memoria del martirio di P. Benardo Longo. A lavori già iniziati e nonostante una lettera di domanda di autorizzazione e relativa risposta dell’Amministratore, stanno sorgendo delle difficoltà a causa di pannelli stradali che abbiamo divelto. Si vedrà.

Questi giorni sono veramente pieni.

Padre Silvano ne ha fatto l’esperienza in occasione della chiusura dell’anno scolastico, seguendo scrutini chilometrici e ascoltando rapporti e lamentele di professori .

P. Gauthier ha seguito folti gruppi di ragazzi che, finiti ormai gli impegni scolastici, fanno delle giornate di riflessione.

Stiamo terminando il catechismo, e facendo pomeriggi di riflessione per preparare i nostri i catecumeni, che domenica prossima riceveranno il battesimo (poco meno di duecento). Naturalmente ci saranno anche le Prime Comunioni, (con relative prime confessioni). Il martedì seguente (29 giugno) avremo le cresime.

Questa mattina ero a Tobola dove ho battezzato 16 catecumeni. Domenica scorsa P. Silvano ha battezzato a Nduye e io a Manjombo. Domani P. Gauthier andrà a Bandisolo e io a Some, sempre per battesimi e prime comunioni. E’ la fine dell’anno scolastico e anche le comunità cristiane raccolgono i frutti del lavoro svolto. Chi se la sente di fare una preghiera per questo scopo, farà un’opera buona per i nostri ragazzi e un gran favore a noi.

Questa sera ho fatto delle foto alla nostra chiesa, dove Famba e amici stanno continuando i lavori: ve ne mando una, perché possiate farvi un’idea di come sarà la nostra chiesa, una volta che avrà rivestito per intero l’abito nuovo.

La notizia più importante ve la do’ alla fine: Franco e Giuliano sono partiti quest’oggi, poco dopo le 12.30. Soddisfatti per l’ottimo lavoro compiuto e per la vita serena e amichevole condivisa in comunità; ma con una visibilissima punta di dispiacere a causa della partenza, arrivata troppo presto. Padre Silvano li ha accompagnati fino a Beni e a Kasindi. Non mancherà di parlarcene con la sua consueta freschezza e passione.

P. Dino

martedì 22 giugno 2010

AVOMì racconta la sagra del frumento


Nonostante le intemperie la Trattoria sull'Aia ha avuto un grande successo anche quest'anno: tantissimi cambiaghesi si sono presentati nel cascinotto gestito dall'AVomì a pranzo, a cena, ed a fare due salti a ritmo di musica, incuranti della pioggia!

Come se non bastasse sono arrivati anche degli ospiti d'onore: dal vicentino...con un pò di buon vino...si son presentati a sorpresa Gianni ed Anna!!! Hanno superato le trombe d'aria del Veneto per arrivare, ma loro giustamente han detto: "se siamo arrivati fino in Africa, ci mancherebbe non venire a Cambiago!!!
E sì, questi Ruaro son tutti un pò speciali!

Infine, siccome il programma della sagra del frumento è stato rimandato, alla fine della giornata ci hanno addirittura chiesto di fare il BIS settimana prossima!!! Non potevamo rifiutare!

E' proprio vero allora che agli Uomini di Buona Volontà basta la buona volontà per fare le cose!

Ilaria

venerdì 18 giugno 2010

Il sentiero del Buon Samaritano

Carissimo,
ti rispondo molto velocemente. Sono le undici e un quarto.

Sono appena tornato dal sentiero del... Buon Samaritano.

Questa sera alle sette e un quarto, qualcuno è venuto a chiamarmi, per una donna che non riusciva a partorire. Sono dovuto andare fino al km 15 sulla strada di Beni. Strada pessima a causa delle erosioni causate dalle piogge dei giorni scorsi. Ma la Feroza è una buona macchina, è piccola, ma grintosa e ci arrivo senza eccessive difficoltà. Mi fanno entrare in una capanna: il bambino è là su un povero guanciale; sembra dormire. Sembra...Che stretta al cuore quando mi dicono che il bimbo è nato morto.
Nella stanzetta accanto, la mamma geme :"Datemi il mio bambino": L'infermiere decide che la si trasporti a Mambasa. Viaggio penoso: per me, che cerco di usare la più grande delicatezza guidando la macchina fra erosioni, buche, salti, massi che sporgono...penoso soprattutto per la mamma, che geme ad ogni sobbalzo. Un'ora e mezza per rifare i 15 km fino a Mambasa. Al Centro di sanità della missione ci rispondono che tutti i letti sono occupati. Andare all'Ospedale Generale non si può perché là chiedono che si paghi in anticipo, e la parente che accompagna l'ammalata non ha un becco di quattrino. Allora ci inoltriamo nelle viuzze del quartiere Mirindi e arriviamo da Erik, medico privato, che, per prima cosa si premura di sapere chi pagherà.
La donna è esausta, ha una forte caduta di tensione, non si può aspettare, occorre intervenire subito: il Buon Samaritano di turno pagherà.
Prima di partire, il medico mi chiede di prestargli la mia pila, perché la sua diffonde una luce talmente languida che di notte deve certamente inciampare ad ogni più piccolo imprevisto che incontra. Come avrebbe fatto ad interervenire su quella povera creatura?

Caro Gianluigi ho voluto scriverti questo perché il sonno non è ancora troppo esigente e mi lascia ancora un pizzico di lucidità. Non badare agli errori del testo: sto scrivendo senza nessuna luce in stanza mia: la lampada a pannelli solari, non funziona (non mi è mai capitato) e la mia bella lampada sta guidando la mano del nostro dottor Erik: che faccia il bravo.

Ciao, Gianluigi. E Buona notte.

Dino

N.d.R. Questa è la mail che ho ricevuta stamattina da Mambasa. Prima di pubblicarla ho solo atteso un cenno di conferma da P. Dino che, poco fa, mi ha scritto così:"... l'ho scritta soprattutto con questo scopo; anche se non te l'ho detto espressamente. Mi aspettavo questa tua reazione. Naturalmente, pubblica... ".

giovedì 17 giugno 2010

Tanto per cambiare...ancora lavori


I giorni passano velocissimi per i nostri amici Franco e Giuliano, come capita quando non c'è tempo da perdere e bisogna spingere forte, se si vuole realizzare quanto ci si era proposto.


Nelle previsioni, l'impegno più impegnativo doveva essere quello dell'impianto idraulico dell'ospedale. Si aggiungeva, come impegno secondario, la realizzazione della parte idraulica di due bagni e una lavanderia, nel giardino dietro casa.

Nella realtà, abbiamo cominciato dall'ultima parte, quella dei due bagni, a cui si sono aggiunti dei corollari, ragionevoli ma imprevisti: impianto acqua calda nel bagno delle suore( che festa che hanno fatto!!!), rifacimento dell'impianto idraulico delle camere della prima casetta, aggiunta di sanitari nella "stanza del vescovo". E così, i nostri amici stanno facendo gli straordinari, lavorando fino alle sei di sera, perchè vogliono a tutti i costi consegnarci un lavoro con i fiocchi. E ci stanno riuscendo. Meritano i nostri ringraziamenti e la nostra ammirazione. Credo che l'unico tempo che perdono è quello di Franco consacra a svuotare le sue bombolette contro zanzare e insetti: quest'anno sono particolarmente numerosi e "pericolosi".

E l'ospedale? Questo sarà un capitolo a parte, che riprenderemo in considerazione più tardi, quando avremo voltato pagina.


Oggi, il signor Famba e i suoi falegnami-carpentieri sono saliti sul tetto della chiesa, dando inizio finalmente ad un lavoro, che il consiglio pastorale parrocchiale aveva proposto ancora lo scorso anno, prima della celebrazione del cinquantesimo della Parrocchia. Questa sera, alle 17.00, la metà della navata centrale era già pronta per la posa delle nuove lamiere. Il nostro capo-falegnami assicura che fra due settimane la chiesa sarà totalmente coperta.

E' dal mese di gennaio che stiamo sollecitando i nostri cristiani perchè prendano questi lavori come cosa loro: che se ne sentano responsabili, che diano il loro contributo. E bisogna dare atto a molti di loro: pur nella loro povertà, hanno dato la loro offerta, modesta ma generosa. In tutto, circa 1.500 $. Certamente agli occhi del Signore appariranno molti di più di quello che non sembrino a noi.


Padre Silvano, non è a Mambasa, ma è in viaggio (cosa strana !!!) . Questa sera si trova a Beni. Vi si è recato con tre camion per caricare il materiale inviato dall'Italia per il nostro centro di spiritualità di Monsignor Grison, a Kisangani. La nostra comunità si è impegnata a collaborare con i confratelli di Kisangani per affrettare la conclusione di questa importante opera. Abbiamo fiducia che l'angelo custode ne terrà conto e starà ben sveglio, per evitare rotture ed altre noie a questo "convoglio speciale".

p. Dino

martedì 15 giugno 2010

AVOMì: un invito per sabato 19

AVOMì partecipa alla SAGRA DEL FRUMENTO

c/o Cascina Orombella, Cambiago

nelle campagne paesane vi aspettiamo alla TRATTORIA sull’AIA

Sabato 19 giugno

dalle ore 20.30 bar e musica dal vivo con i ROCKWAY (cover rock)

Domenica 20 giugno

pranzo e cena con un menù dal gusto solidale su prenotazione

ed intrattenimento musicale in serata

TUTTO il ricavato delle vostre consumazioni andrà in beneficienza ai progetti in Congo, Kenya, Etiopia e Brasile che AVOMì sostiene.

per info: a_vo_mi@yahoo.it

(post di Ilaria Sala)

domenica 13 giugno 2010

Notizie fresche... da Mambasa...



Oggi a Mambasa è festa grande.

Celebriamo la Festa del Sacro Cuore. Come al solito, partecipa-zione numerosissima. Processione iniziale più lunga del solito, anche perché, oltre al celebrante, ai chierichetti, alle danzatrici, c’era uno stuolo di uomini e soprattutto donne, membri della “confraternita del Sacro Cuore”.

P. Nerio può stare tranquillo: la tradizione continua e per quanto riguarda canti, preghiere, incenso, danze siamo in continua crescita! Ci stiamo inculturando anche noi!!!

***

P. Gauthier a riassunto così la proceesssione di domenica scorsa

Corpus Domini à Mambasa


Secondo la tradizione la Messa si è conclusa con un processione animata da preghiere e canti. “Tumsifu Yezu Kristu katika Eukaristi; Ee Yezu wangu, nitaenda kwa nani?, Tumsifu Yezu Kristu, Mungu wetu, katika hostya hii takatifu.

Tutti cantavano, rispondevano alle invocazioni del celebrante e durante le varie soste si mettevano in ginocchio. L’atmosfera era di preghiera e di una certa fierezza di poter confessare apertamente questo mistero dell’amore di Cristo.

La processione è cominciata al dispensario. Una prima sosta davanti alla casa delle suore, una seconda davanti all’Istituto Bernardo Longo. Poi verso la chiesa per la benedizione finale!


Domenica scorsa.

P. Dino a Nduye con Franco e Giuliano.

Immancabile la foto sul fiume Nduye. Lungo la strada hanno potuto ammirare qualche bellezza…in occasione della cerimonia dell’iniziazione delle bambine. (Detto fra noi: Giuliano e Franco stanno facendo un lavoro meraviglioso: un tandem sincronizzato ed efficace!)


Nel frattempo p. Silvano era a Mayuano.


Dopo un contrattempo causato da una foratura e da una sosta forzata in una pozzanghera, (vi risparmio la foto che attirerebbe su di noi commenti tipo: incoscienti! senza testa!...) ha avuto la gioia (sudata) di amministrare il Battesimo, la prima comunione a diversi ragazzi.

Colpisce sempre a Mayuano il contrasto fra la cappella e la scuola Albino Martinelli. Qualcuno può pensare a una provocazione, ammirando quest’ultima che si trova a pochi passi dalla prima.


E se fosse invece uno stimolo o un sassolino nella scarpa?


Speriamo sempre. I cristiani hanno già raccolto le pietre per le fondamenta…e ci aspettano. Anche noi aspettiamo.


Ciao e a presto.

Ultima ora (per Giando e Anna): Dominique e Wakunga ( Lo Schumacher di Giando) sono già a Butembo per i pulcini. Li aspettiamo domani, sperando che arrivino presto. Documenteremo l'arrivo e la distribuzione!

***

foto: lungo la strada di Nduye - Giuliano e Franco sulla riva del fiume Nduye.

Uscita dei cristiani dalla cappella di Mayuano - La scuola Agroforestale "Albino Martinelli" a Mayuano

domenica 6 giugno 2010

CORPUS DOMINI

Sto aspettando che Mambasa pubblichi su questo giornalino la cronaca della processione del Corpus Domini che ci sarà sicuramente stata. Io ho un bellissimo ricordo di questa manifestazione vissuta per sedici anni a Mambasa. In particolare ricordo lo slancio dei "CROISES" in questa occasione: ballavano e cantavano con tanto entusiasmo, trasmettendo a tutti gioia e speranza.

Qui in Italia non ho partecipato alla processione organizzata dalla diocesi di Milano dalle parti del duomo. Si è svolta di sera, in mezzo a monumenti e palazzoni, con passo compassato: non mi pento di non esserci andato; sarei rimasto deluso ricordando quelle di Mambasa così vive, che si snodano tra capanne e casette povere, su una strada sterrata, con pozzanghere da schivare e, in genere, con tempo nuvoloso che minaccia pioggia , ma poi esce il sole: E' stata così anche quest'anno? Aspetto il vostro racconto (con foto, evidentemente). Penso che i volontari che sono in Italia e che vi hanno asistito anche una sola volta saranno anche loro contenti di leggere e guardare la processione ya MWILI NA DAMU ya YESU del 2010. Se fate presto a pubblicare faremo a tempo a mettere il "servizio stampa" sul bollettino "UNA SOLA FAMIGLIA. Ciao a tutti. Nerio

mercoledì 2 giugno 2010

QUI SAM

Qui SAM, Via Ezio Andolfato 1 Milano.
Abbiamo il piacere di informare la Mission Catholique di Mambasa che sappiamo che Nico e Francesco sono ben arrivati. Li crediamo già al lavoro al nuovo ospedale. Aspettiamo di vederli presto su qualche foto da voi pubblicata. Il "Temerario" starà affrontando le zanzare con armi avveniristiche e non potranno nuocergli. A proposito vi hanno dato, due idraulici, le due stecche di cioccolato svizzero? Buono, vero?
Qui da noi c'è P. Panteghini che vi saluta. Ritorna in Camerun tra due settimane.
Tutta la comunità vi saluta. Senzazionale: FR Amedeo ha superato i 60 kg di peso!

venerdì 28 maggio 2010

OGNI GIORNO, UN PASSO AVANTI ( s p e r i a m o ! )

Ho appena parlato con P. Silvano per telefono. Si trova a Kampala da mercoledi scorso. Sta terminando gli ultimi acquisti in vista dei lavori che abbiamo in programma per il prossimo mese di giugno. Sta andando tutto bene. In serata sarà all’aeroporto per accogliere gli amici Franco e Giuliano. Li aspettiamo a Mambasa per domani sera; mentre P. Silvano arriverà in macchina domenica sera.

A Mambasa, continuiamo la vita e il lavoro di tutti i giorni.

Nel giardino, dietro casa, i muratori stanno terminando i muri di una piccola costruzione (lavanderia e due bagni) che abbiamo deciso di costruire per migliorare l’accoglienza nella nostra casa.

Ieri ho fatto una ispezione nella nostra concessione. In basso, vicino al corso d’acqua Binase, il primo stagno, che abbiamo commissionato ad un nostro amico: è ormai pronto per dare inizio ad un allevamento di pesci (probabilmente i tilapia). Naturalmente altri stagni verranno scavati; a questo riguardo la nostra concessione ci offre larghe possibilità.

Vicino agli stagni, sulla collina, è previsto l’arrivo del canale che alimenterà una piccola turbina. Don Giovanni Piumati, nostro amico di Butembo ed esperto di questi tipi di turbina, ci assicura una resa di 4/4,5 kilowatt; in regime normale di acqua. Lo scavo del canale inizierà fra poco.

Sono andato a vedere anche la piccola piantagione di Jatrofa-kurkas. Volevo fare una foto per mandarla al nostro amico Giando, ma ho avuto vergogna. Che mare di erbe è cresciuto in questi due mesi di piogge! Ho potuto costatare comunque che le piante di kurkas sono rigogliose. Mando una foto di quelle che abbiamo nel nostro orto. “Troppo alte” – reclamerà Giando – “bisogna potarle”. Ed ha ragione. Ieri sera stesso, Ubeling, il nostro responsabile del gruppo di lavoratori pigmei, mandava i suoi uomini per provvedere a tagliare le erbe e zappare.

L’ultimo edificio dell’Istituto Padre Bernardo Longo prende sempre più forma: fra qualche giorno sarà coperto.

Ieri sera abbiamo fatto la riunione mensile del nostro Consiglio Pastorale Parrocchiale. All’ordine del giorno, il tema seguente: prepariamo la celebrazione del Cinquantesimo Anniversario dell’Indipendenza del nostro Paese. 30 giugno 1960 – 30 giugno 2010.

Si è pensato a manifestazioni sportive (calcio e corsa in bici), danze, una conferenza dibattito sul tema “Mambasa ieri e oggi”, film.

Come comunità cristiana vogliamo prepararci riflettendo, in seno alle Comunità di Base, sulla lettera scritta dai Vescovi del Congo in occasione del Cinquantesimo Anniversario dell’Indipendenza. In programma pure una celebrazione penitenziale sulle nostre inadempienze nei confronti del nostro paese.

Infine, come comunità cristiana, vorremmo assumerci l’impegno di riparare la strada dalla sede dell’amministrazione cittadina (rotonda) fino alla Missione. Circa un kilometro e mezzo di strada, attualmente in stato di degrado pietoso. Il frutto migliore di questo lavoro, a mio avviso, non sarà la strada rinnovata, ma la convinzione un po’ più assodata nei nostri cristiani che tutti dobbiamo volere il bene comune e constribuirvi in modo concreto.

Siamo fiduciosi che la risposta della nostra gente sarà positiva. Sarà un altro piccolo mattone nella costruzione di una società migliore.

E il camion e trattore partiti verso Babonde la settimna scorsa? Che fine hanno fatto? Sono arrivati, grazie a Dio. Sei giorni di pene per coprire i circa quattrocento km. Bravi Zaccaria e compagni! Dopo due giorni di riposo e di controlli ai veicoli, si sono spostati da Babonde a Ibambi: i confratelli di questa comunità ci hanno chiesto di dar loro una mano con il trattore, per spianare il loro campo da calcio.

Per oggi, ho finito. Le prossime notizie le sentiremo da P. Silvano, al suo ritorno da Kampala. Buon viaggio a lui e agli amici Giuliano e Franco.

Un saluto cordialissimo a tutti voi.

P. Dino


Foto: lavanderia e bagni in costruzione – il primo stagno – jatrofa.

domenica 23 maggio 2010

PENTECOSTE MISSIONARIA 2010

Assieme a Lidia e a Lieto Longo sono stato oggi a Bolognano.

Una bellissima giornata, dal punto di vista metereologico, con le montagne dell'alto Garda baciate dal sole, il cielo terso, il panorama mozzafiato (vedi foto del panorama).

Ma anche una giornata di intensa e partecipata spiritualità. Non poteva essere diversamente, con tanti testimoni della potenza dello Spirito: padri reduci di anni e anni di missione, alcuni anziani o ammalati (vedi foto dell'altare gremito), Padre Tullio e Padre Onorio a tracciare il solco dei nostri pensieri, invitando tutti a riflettere sul ruolo dei consacrati e quello dei laici, tra loro complementari, tutti battezzati, tutti uniti dallo spirito comune e protesi al bene comune (ascolta l'audio dell'omelia).

Molti, anzi, moltissimi partecipanti che hanno messo a dura prova gli organizzatori, soprattutto i cuochi per la necessità di un miracolo di moltiplicazione delle porzioni....

Poi, nel pomeriggio le testimonianze, tra queste quelle di Padre Lamieri, da poco tornato da Babonde, quella un pò "spintanea" di Giovanni, cognato di Padre Silvano, che ha dimostrato come si possa essere missionari "a quattro ruote" anche in terra di missione; quella di Lidia Longo, innamorata di Nduye e di Mambasa (si potrebbe assumerla quale promoter turistica..) e molte altre.
La crisi delle vocazioni, la difficoltà di conciliare le culture locali e la fedeltà al mandato ricevuto, le necessità economiche, organizzative, sociopolitiche ed il tempo e le forze limitate; lo Spirito Santo in grado di colmare i vuoti, di superare le attese (le Sue Vie che passano sopra le nostre vie) e la fede nella venuta del Regno, che si realizzerà, comunque, ma anche grazie all'impegno da tutti profuso.

Ripeto, una bella giornata di sole e di Spirito.

Emanuele

sabato 22 maggio 2010

Grazie!



Domani, 23 maggio, giorno della Pentecoste sarò a Nduye, mentre molti di voi saranno a Bolognano per un incontro fraterno di condivisione e di preghiera. Saremo senz’altro uniti col pensiero e la preghiera.

A Bolognano, la nostra casa di riposo in Italia, ci sono diversi missionari. Saranno contenti e commossi di vedere che l’ideale missionario è vissuto in maniera gioiosa da tanti laici.

Anche per noi di Mambasa il sapere che ci siete vicini e condividete le nostre preoccupazioni ci è di grande aiuto. Grazie!

Oggi vorrei ringraziare in particolare quelli che hanno scritto un commento sul post “Cosa succede?”

(vorrei dire a tutti che leggo con attenzione i vostri commenti...anche se non li commento: vanno diritti al cuore! Grazie)

Grazie, per motivi diversi a ciascuno di voi: Giuliana, Cornelia, Gianluigi, Aldo, p. Nerio, Pierangelo, Vanda, Giando.

Grazie Giuliana (coraggio, vi sono vicino!), grazie, Cornelia (fai bene a ricordarmi che ...devo sempre seminare!), grazie, Gianluigi-Ezechiele per la tua costanza( gutta cavat lapidem!), grazie Aldo ( il tuo pensiero mi ha fatto tanto bene!), grazie p. Nerio (oggi ho visto Maki...e gli ho dato un paio di scarpe, ma stai tranquillo: non vado a piedi scalzi!) grazie Pierangelo di essere venuto allo scoperto, grazie Vanda per il contributo per le onduline, (sperando che il vostro esempio sia contagioso!) grazie, grazie, Giando per le tue preoccupazioni e notti insonni, e so che non sono vani piagnistei, me che stai lottando per portare avanti il progetto e per darci una mano!!! e ...soprattutto, grazie a tutti per la vostra solidarietà e la vostra amicizia.

Non preoccupatevi. Non so se riuscirò a staccare la spina! Proverò a rallentare e a programmare. Ma sappiate che le vostre parole mi hanno fatto del bene!

Si dice: “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca…”. (puzza un po' di vecchia osteria, ma rende l'idea!)

Se si vuole far fronte agli appelli di chi ci chiede aiuto, bisogna muoversi. Certo sarebbe più comodo (ma anche tanto gretto) chiudersi in camera e fingere di non sentire o di non vedere. I tetti sono spazzati via dal temporale, i nostri amici di Babonde hanno bisogno del nostro camion per trasportare la merce arrivata a Beni con il container.

Inviare il camion sulla strada Niania-Wamba è un atto di incoscienza e”una pazzia”. Quasi certamente si va incontro a panne e serie…

(Il camion e il trattore…sono partiti mercoledì , 19 maggio! Quando arriveranno a Babonde!?)

Ma è la nostra vita che ci chiede di essere, a volte, un po' stolti, o/e incoscienti e non si giustifica né razionalmente...né economicamente. Bisogna essere un po'... (chiedetelo a p. Nerio!)

E così dobbiamo correre per riparare in fretta i tetti, vivere con il fiato sopeso e il cuore in gola, aspettando ad ogni momento, con timore, che qualcuno venga a dirci:" il camion diretto a Babonde è in panne in una pozzanghera a 60 km da Niania e hanno bisogno urgente di un pezzo…"


Domani è la festa delle Pentecoste.
Lo Spirito di Dio sia fuoco, vita, rugiada…


Da Nduye penserò à tutti voi. Grazie di cuore!

foto: "Pentecoste" su Mambasa: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra...(Gesù)

- mercoledì ore 8: partenza del camion per Babonde - sosta davanti alla Grotta. Il trattore era partito alle 4!!!

domenica 16 maggio 2010

Lidia Longo scrive: AFRICA: Virtuale/reale!

AFRICA: VIRTUALE/REALE




Con la meravigliosa esperienza vissuta nella Missione di Mambasa/Nduye, il desiderio coltivato per una vita ha trovato pieno compimento!


Riuscirò ad esternare l’intensità dei sentimenti, emozioni, coinvolgimenti vissuti nell’incontro con tante persone meravigliose, nel vedere, toccare, ammirare luoghi da tempo pensati, desiderati, amati, nonché le suggestioni indescrivibili della natura africana?Ci provo!



Partita da Milano/Malpensa venerdì 19 marzo, assieme a Barbara, sr. Alessandra e sr. Sara, sono giunta alla Missione di Mambasa domenica 21 verso le h. 15.00. Al rumore del motore della macchina, un gruppetto di bambini incuriositi e festanti accorrono per darci il benvenuto. Il tempo per deporre i bagagli ed ecco apparire p. Dino, p. Gauthier, Seraphin, ad accoglierci con tanta familiare cordialità. In quel preciso momento, nonostante la novità del luogo, delle persone, tutto mi è apparso così conosciuto/familiare tanto fa farmi sentire a “casa mia, in famiglia”.


Questo iniziale profondo sentimento di appartenenza mi ha resa felice, serena, spontanea nel mio essere “con loro, tra loro” nel quotidiano africano.


Il periodo trascorso in Missione è costellato da tanti piccoli eventi che hanno lasciato in me un segno indelebile, un desiderio intenso di ritornare.

Ricordo, il pomeriggio delle stesso giorno d’arrivo, il primo occasionale impatto coi ragazzi, grandi e piccoli, mentre giocavano nell’area verde davanti all’edificio centrale dell’Istituto Bernardo Longo. E’ bastato un calcio al pallone (uscito dalla loro area) per attirare la loro attenzione, suscitando grida festanti, empatia e tanta curiosità. Quante domande/richieste, inviti a restare per giocare assieme; così, da quel momento, ogni giorno, nel pomeriggio durante il tempo del gioco, ho cercato di essere disponibile per intrattenermi un po’ con loro.


Di questi ragazzi, grandi e piccoli e di tanti altri incontrati altrove, porto dentro me la luminosità dei loro occhi, la gioia contagiosa scolpita nei loro volti, il loro “essere felici” pur vivendo una realtà esistenziale dove “la povertà è sovrana”.

ISTITUTO Bernardo Longo.

Rivedo innanzi a me la suggestiva schiera degli studenti dell’Istituto Bernardo Longo.
Lunedì mattina, 22 aprile: quale emozione e quanto imbarazzo nell’accogliere l’invito del vice-preside a presentare le visitatrici: (P.Silvano, per problemi alla macchina, non era ancora ritornato dal lungo viaggio affrontato per accoglierci ad Entebbe; era rimasto a Beni e sarebbe arrivato la sera del 22!). Il compito attribuitomi dalle mie compagne di viaggio, non è stato facile, ma in qualche modo, nonostante la profonda commozione, ci sono riuscita.
Agli studenti mi sono presentata dicendo: “ sono felice di essere finalmente qui, in Africa, nella Missione di Mambasa per calpestare, vedere, conoscere la terra, le persone tanto amate da padre Bernardo Longo. Sono felice nel vedervi così numerosi: siete davvero dei “privilegiati” perché a voi è data l’opportunità di studiare, di ricevere una formazione atta a rendervi, domani, persone capaci di contribuire alla crescita/sviluppo del vostro Paese. L’istruzione è fondamentale allo sviluppo integrale della persona, Per questo padre Bernardo. affrontando enormi sacrifici, per amore della “sua Gente”, ha saputo dare inizio nella Missione di Nduye all’istruzione e formazione professionale . Quell’opera da Lui iniziata nel 1950, ha animato ed anima cuore, mente e braccia di tanti suoi confratelli, in particolar di P. Silvano che ha saputo e sa dare continuità e progressivo sviluppo alla sua opera a Mambasa.

I Padri Dehoniani, qui ed altrove, sono, in diverso modo, dediti ed impegnati per contribuire alla vostra integrale crescita umana. Impegnatevi con tutte le vostre risorse nel perseguire il vostro progetto di studio per la vita. Sarà questo il segno di autentica riconoscenza verso i padri che, per voi, le vostre famiglie e la popolazione tutta operano in generosità ed amore”.

Mambasa ai miei occhi, è, oggi, una realtà di armonioso grande respiro; un cuore pulsante, vivo, promettente aperto a tutti indistintamente, dove si respira una clima “Ecumenico”.


Durante la permanenza ho spesso contemplato, goduto l’armonia della costruzione degli edifici componenti l’Istituto Bernardo Longo. Essi, pur privi di “parola”, parlano al cuore del visitatore un linguaggio di perseverante impegno,di costante tenacia, di innumerevoli sacrifici e onerosi “grattacapi” atti a togliere il sonno a chi, in prima persona, ha l’onere di gestire, guidare una così grande armoniosa famiglia di “studenti, lavoratori …”.

In questa realtà non ho colto “ombra di protagonismo” bensì l’impegno di “servizio” per Dio e per l’uomo condiviso e partecipato, in diverso modo, da tutti i membri della Comunità.
Some. Rivivo in me i coinvolgenti momenti liturgici della Domenica delle Palme a cui ho partecipato nella comunità del villaggio di Some .
Osservo le persone presenti nella piccola cappella!!!
Mi stupisce la loro fervente partecipazione, e, presa dall’armonia dei “loro” canti, il mio pensiero vola lontano, raggiunge la realtà del nostro complesso mondo del “benessere” così impegnato a soffocare i “valori dello spirito” e/o a renderli “ prodotto negoziabile”!!!

NDUYE. Sento vibrare dentro me l’indescrivibile intensità di sentimenti, affetti, ricordi, emozioni nel giungere alla meta , tanto attesa, del mio viaggio/pellegrinaggio: Nduye!

Immersa in quella realtà, in quell’oasi di bellezze naturali e di pace, ho vissuto e condiviso con la comunità di Nduye i momenti più significativi della Santa Pasqua e della Dominica in Albis, ma non solo!Particolarmente carico di “intima gioia” è stato il tempo trascorso con le persone tutte: vecchi, adulti, giovani e bambini.Quanta commozione ho provato nel stringere la mano dei pochi venerandi anziani “testimoni privilegiati” della vita di padre Bernardo Longo!

Quanto piccola ed impotente mi sono sentita quando alcuni membri della comunità parrocchiale di Nduye mi hanno interpellato per sapere/conoscere di tempi di “attesa” per riavere, stabilmente, tra loro i Padri e le Suore. Ripetutamente mi hanno detto: “ non possiamo continuare da soli, abbiamo bisogno di giuda, di speranza, altrimenti che ne sarà dell’avvenire di questa comunità cristiana, dei nostri giovani?”
Non potendo dare alcuna risposta, mi sono limitata all’ascolto esortandoli a “saper attendere con fiducia”.
A Nduye, habitat meraviglioso, luogo incantevole atto ad ritemprare corpo e spirito, le persone che attendono ci sono: molti sono i bambini, i giovani, i pigmei; gli edifici, che parlano al tempo ed appaiono “incrollabili”…, ma che per essere di nuovo funzionanti hanno bisogno di radicali interventi.
La strada??? Bellissima da ricordare come “avventura”! da rivivere? mah!?

Ora che ho visto quei luoghi, sentito ed accolto le richiesta delle persone, c’è in me la consapevolezza che la ripresa umana/pastorale, socio/culturale ed ambientale della Missione di Nduye ha bisogno, a tutto campo, della concreta solidarietà di tutti, in particolare dell’impegno dei compaesani di padre Bernardo, che, in questa ripresa, dovrebbero essere/sentirsi “protagonisti orgogliosi”. Coraggio, non facciamo attende tropo a lungo gli amici di Nduye!

Potrà sembrare assurdo a molti, ma a Nduye la presenza di padre Bernardo si sente, si respira…. Personalmente ho sentito pulsare in me il suo grande cuore; ho capito il suo smisurato amore per Dio e per i suoi Pigmei/Walesse; la Sua incondizionata dedizione di vita per la promozione e lo sviluppo integrale della persona umana; i tanti onerosi sacrifici, le solitudini, lontananze/silenzi vissuti in un periodo in cui il “mondo digitale”e non solo, non era ancora una risorsa disponibile a tutta l’umanità.


Nduye e Mambasa mi hanno dato la voglia di “vivere tante vite” ed il “mal d’Africa” prima virtuale ora è reale, perciò dal momento che ho retto così bene anche sul piano salute, sogno/conto di ritornare.

Anche se non sono più giovanissima, in Missione c’è sempre qualcosa da fare , e si può rendersi utile in tanti modi.

Continuerò a sognare nella certezza di ottenere il “nulla osta” dai padri Silvano, Dino,ecc. ai quale debbo tanta gratitudine ed affetto per avermi accolta/coinvolta in un’esperienza rigeneratrice di vita e di giovinezza.
Grazie!!!

Mi auguro di ritornare presto!
Lidia
foto: Lidia sale verso la casa dei padri a Nduye;
Lidia davanti all'ospedale in costruzione
Lidia e i Pigmei
Lidia e...
Lidia davanti alla chiesa di Nduye dopo la Messa (giorno della Domenica in Albis)
Lidia in foresta verso Some
Lidia e l'Istituto Bernardo Longo

un Vescovo...un blog: prendete esempio.

Nella Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali
IL VESCOVO DI PISTOIA APRE UN BLOG: “ACCETTO CONSIGLI”
“So poco del web, ma sono curioso e vorrei utilizzarlo per stare vicino a chi lo abita”


Pistoia, 15 maggio 2010 – “Ehi, voi della rete: che consigli date a un vescovo troppo abituato alla carta dei libri?”. Lo scrive mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia, inaugurando – sul sito della diocesi: www.diocesipistoia.it - un blog personale. E lo scrive alla vigilia della Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, la 44ma della serie, che questa domenica 16 maggio 2010 chiama le parrocchie di tutto il mondo a riflettere su un messaggio di papa Ratzinger dedicato, nell’anno sacerdotale, al rapporto fra sacerdoti e web.

“Il sacerdoti e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media a servizio della Parola”, questo il titolo del messaggio di papa Benedetto XVI . Proprio sul rapporto Chiesa/web si è recentemente tenuto, a Roma con udienza finale proprio dal Santo Padre, un affollato convegno nazionale (“Testimoni Digitali”) organizzato dalla Commissione Cei per le Comunicazioni Sociali

Il vescovo di Pistoia fa parte di questa Commissione episcopale, con una importante funzione di guida (è segretario), e ha deciso di farsi un proprio blog (“Vescovo blog” è il titolo dell’iniziativa, coordinata dalle Comunicazioni Sociali diocesane).

Il primo messaggio postato dal vescovo di Pistoia, che è anche vicepresidente della Conferenza Episcopale Toscana (poche righe, nello stile essenziale di queste forme comunicative) parte con una sostanziale ammissione di “ignoranza” rispetto alle tecniche della rete. “Inutile che tenti di bluffare – scrive mons. Bianchi – perché sul web so davvero poco. Ma capisco – prosegue – che la rete offre interessanti possibilità di comunicazione e perciò mi piacerebbe utilizzarla per essere vicino alle persone che la abitano”. Da biblista, il vescovo di Pistoia lascia anche intuire quale sarà un possibile “taglio” dei prossimi suoi messaggi postati (“Vorrei raccontare qualcosa su storie oggi sconosciute ma fonte di sapienza, saggezza, speranza: le Sacre Scritture”).

Aggiunge, il vescovo Bianchi, di essere “curioso” e, dunque, “pronto ad accettare, specie dai più giovani, consigli per un uso utile del web” e termina con una domanda a cui sarà interessante capire se qualcuno vorrà rispondere: “Voi che siete sempre in rete, che consigli date a un vescovo troppo abituato alla carta dei libri?”. L’appello del vescovo è anche finito su Facebook. Attraverso i media – ha detto il papa ai convegnisti di “Testimoni Digitali” – ogni sacerdote “potrà far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo”.

E il biblista vescovo di Pistoia prova, direttamente, ad “abitare” la rete. “Non ho dubbi – scherza – che la rete funzioni: vediamo invece se sono io a funzionare sulla rete”.

comunicazionisociali@diocesipistoia.it


Con questo blog, noi delle missioni di Mambasa e di Nduye, siamo in rete da anni.
Visto però che non si supera la timidezza di molti, sperando negli effetti del buon esempio del Vescovo di Pistoia, lo riportiamo , copiandolo (e linkandolo anche qui).
Grazie per avercene dato l'occasione.
N.d.R
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venerdì 14 maggio 2010

lettera a Gino Dal Santo del Gruppo Missionario di Ca' Trenta

Carissimo Gino,

ti ringrazio della mail che mi hai mandato e delle notizie che condividi con me.

Non c’è dubbio che c’è una unione vera fra voi, amici del gruppo missionario di Ca’ Trenta e noi missionari. Noi, certamente non per meriti nostri ma per chiamata di Dio, siamo forse l’espressione più visibile della vocazione missionaria della nostra parrocchia; ma siamo missionari assieme a tutti voi e grazie a tutti voi, grazie al vostro aiuto, al vostro lavoro, alla vostra amicizia e alle vostre preghiere. Personalmente sono convinto che è una bellissima cosa che nella nostra parrocchia di Ca’ Trenta, ci siate voi, gruppo missionario: siete espressione e strumento della vocazione missionaria della nostra comunità cristiana. Siate fieri di voi stessi, fieri di essere gruppo missionario; fieri di lavorare insieme, ciascuno secondo le sue possibilità e i doni ricevuti al Buon Dio, per far crescere l’umanità nella solidarietà e nella fede nel Dio Amore.

Voi, Gruppo Missionario, siete un bene di tutta la parrocchia, di tutta la chiesa. Sarebbe un peccato se andasse perduto. Conservatelo questo bene, proteggetelo, sviluppatelo, rendetelo più efficace e animato da uno spirito sempre più simile allo spirito di Gesù.

Mi chiedi di “comunicarvi eventuali richieste di aiuto per sostenere il mio servizio sacerdotale soprattutto tra i più poveri”.

Lo sai: qui a Mambasa, di bisogni ce ne sono tanti e anche progetti da parte nostra.

Eccone uno: ogni anno, durante il mese di agosto, qui a Mambasa, facciamo un corso di formazione per i nostri catechisti delle parrocchie di Mambasa e di Nduye. Il numero dei partecipanti in genere va oltre i novanta. La durata prevista è di due settimane. Il programma è molto concreto, in modo da aiutare i catechisti nella conduzione della loro comunità cristiana: come guidare la preghiera della domenica, come collaborare con gli altri responsabili della comunità, come fare il catechismo, come aiutare la gente a una maggiore responsabilità e spirito di iniziativa in ordine al lavoro e allo sviluppo.

Questo corso di formazione è indispensabile per i nostri catechisti ed è una priorità nel nostro programma pastorale. Per la sua realizzazione, chiediamo un contributo (in soldi o in natura) da parte dei cristiani dei villaggi, perché si abituino a diventare responsabili della loro chiesa; ma l’entità di tale contributo si rivela molto modesto ed è largamente al di sotto del costo effettivo.

Se voi avete la buona volontà di darci una mano per realizzare meglio questo nostro programma, sia ringraziato il Signore, e ringraziati siate anche voi e benedetti dal Buon Dio.

Per quanto riguarda una testimonianza di fede e carità, che solleciti, per poi farne parte agli amici del nostro gruppo, ce n’è una, che mi viene subito in mente. Non solo in mente, ma anche nel cuore. Dico anche nel cuore perché è ammirevole e commovente l’impegno che lei, mamma Gylaine mostra nel servizio che ha accettato: quello di essere responsabile della caritas parrocchiale. (Non so se il nome francese di Gylaine si apparenti al nostro Giuliana). Nel suo programma dedica due mattinate alla settimana al servizio dei poveri. In realtà il tempo speso in questo suo servizio è molto di più: visita ai poveri, sensibilizzazione dei familiari, perché si occupino dei loro vecchi e ammalati, lavoro al campo comunitario in sostegno ai poveri, riunioni con i responsabili delle comunità di base...Insieme ci siamo prefissi l’obbiettivo di togliere progressivamente i poveri da una lunga casa costruita per loro alla missione ( e ormai in via di degrado) per riportarli all’interno delle loro famiglie. Prendere contatto con i poveri e soprattutto con le famiglie, sensibilizzare queste ultime sulle loro responsabilità, convincerle ad accogliere i loro parenti in casa e curarli...è il lavoro più difficile e ingrato. Essere aiutati dai padri è molto facile, e non impegna a nulla. Fare il discorso delle responsabilità delle personee degli impegni che ne derivano è cosa molto antipatica e per nulla gratificante. Gylaine fa questo lavoro con una pazienza e un rispetto ammirevoli, con carità ma anche con determinazione e forza. E sempre con il sorriso sulle labbra. A casa ha cinque bambini. Lavora nel suo campo. Ultimamente ha avuto il tempo e il coraggio di occuparsi di un signore, fuggito chissà da dove e chissà perché, accogliendolo in casa sua per una decina di giorni. E tutto questo nella più grande semplicità, senza battere la gran cassa, senza scrivere articoli sui giornali...

Gylaine mi riempie di ammirazione e mi commuove. Quando la vedo o quando penso a lei, mi viene da ringraziare il Signore: anche qui a Mambasa, c’è della gente che ha veramente la fede.

Ciao, Gino. Ciao a tutti gli amici del nostro Gruppo Missionario. A tutti, pace e bene.

P. Dino.

Mambasa: 13.05.2010


Questo post nasce da una mail appena ricevuta da P. Dino che mi scrive:"

Ho appena scritto una mail a Gino Dal Santo, presidente del gruppo missionario della mia parrocchia di Ca’Trenta. Gruppo ben conosciuto e frequentato anche da P. Silvano. Ho pensato che potrebbe interessare anche i lettori del nostro Blog. Purtroppo manco di foto appropriate. Il mio computer è stato danneggiato a inizio anno durante un temporale. Ora dispongo di un CD, ma le foto sono in sola lettura. E io non sono abbastanza smaliziato per utilizzarle lo stesso."

Lo pubblico immediatamente sperando che la "malattia sia contagiosa" e che altri seguano il suo esempio!

Grazie Dino.


lunedì 10 maggio 2010

Cosa succede?



Penso che i pochi e fedeli lettori del blog si sono posti spesso questa domande in queste ultime settimane!

Non oso quasi controllare la data del mio ultimo messaggio...So che sono passate almeno due settimane. Non c'è nessun segreto e nessun mistero. Dopo il viaggio a Badengayido sono entrato in un periodo di "turbolenze": malaria, febbre, tosse, mal di gola...e soprattutto tanta stanchezza. Avrei dovuto fermarmi ma era difficile: nel nostro Istituto c'era la prima parte delle prove degli Esami di Maturità, la corsa affannosa per riparare i tetti delle due scuole elementari, e da qualche giorno anche gli Esami (Jury) delle scuole professionali.



A volte basta un nulla per bloccare l'ingranaggio e portare una certa ansia. Ci mancava un cuscinetto (62308: l'ho imparato a memoria!) per rimettere in sesto la piallatrice. Dovevamo piallare i travetti, le tavole (planches de rive) prima di inchiodare le nuove lamiere ondulate. L'abbiamo cercato a Kisangani, a Beni, Butembo...In ultimo siamo ricorsi al nostro amico-benefattore: Ducarme! E' stato veramente la fine di un incubo la notizia che ce l'aveva e che ce lo poteva dare. C'era in tutti noi un certo nervosismo perché gli alunni e i maestri vivevano giorni di disagio a causa delle continue e abbondanti piogge
Adesso i falegnami sono all'opera. Hanno già riparato la scuola elementare Binase e domani termineranno anche la scuola Tuendelee.
Nel frattempo continuiamo i lavori a Badengayido...Vi farà piacere vedere i progressi anche se la foto non dice tutto.

Non mi dilungo... Non sono ancora uscito completamente dalla "nuvola" del vulcano islandese. Speriamo che non riprendano le eruzioni! Volevo solo darvi un segno di vita e da parte mia reagire per non rendere cronica questa situazione e...ricominciare. Lo dico spesso ai miei ragazzi "Age contra!: reagisci"! Devo dare l'esempio.

State tranquilli: mi sentirete ancora.


Foto: -alunni in attesa della prima parte degli Esami di Stato (201 alunni di Mambasa e intorni!)
- Inizio dei lavori di riparazione del tetto delle scuola elementare Tuendelee
- Badengayido (9 maggio!)