domenica 27 luglio 2008
martedì 8 luglio 2008
Balla con i Pigmei...e altro!

Quando le avevo parlato di questa eventualità, dicendole che Nduye è una missione isolata,piccola, povera, fra poveri. Suor Angela mi aveva detto: “è il tipo di apostolato che fa per noi”!

Sono certo che avevano nel cuore tanti ricordi e tante immagini, che non potranno dimenticare!
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Silvano Ruaro
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martedì, luglio 08, 2008
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Si rivolgeva agli alunni finalisti dell’: Istituto Bernardo Longo, dell’Istituto di Mambasa, dell’Istituto Okapi e dell’Istituto di Lolua e alcuni privatisti: totale 116 alunni!
I riti hanno qualcosa di solenne, di religioso: inno nazionale, discorsi ufficiali, apertura del baule che contiene le copie degli Esami e verifica che le buste non sono state manomesse: il tutto in un’atmosfera estremamente seria. Da notare che il baule viene depositato nella mia stanza, prima e dopo le prove, per paura che non ci siano fughe!
Gli esami finiranno giovedì, 10 luglio.
Auguri!
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Silvano Ruaro
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martedì, luglio 08, 2008
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Martedì, 8 luglio!
Visita a Mabukulu….
Il capo-villaggio di Mabukulu ha voluto essere immortalato. Mi costa poco accontentarlo…e così voi vedete che abbiamo ripreso i lavori…(in alto a sinistra si vede un muratore al lavoro).
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Silvano Ruaro
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martedì, luglio 08, 2008
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Il 20 luglio arriveranno a Kampala: Cornelia, Giorgio, Graziano e Giuseppe!
Li stiamo aspettando.
La prova? In previsione del loro arrivo e sapendo che Giorgio ama i nostri cavoli, ne ho piantati 463!
Sapete perché ho saputo trovare il tempo di scrivervi anche oggi, nonostante gli esami e gli altri lavori?
Perché ho visto i commento di Gianluigi, della Vanda, di Giando e Anna, di Perangelo di Inzago e di Giuliana…
Quando c’è qualcuno sul ciglio della strada che ti stimola e magari ti da una spinta, beh, si sale meglio!
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Silvano Ruaro
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martedì, luglio 08, 2008
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venerdì 4 luglio 2008
Notizie brevi: 25 giugno - 4 luglio 2008
A Mambasa non ci si annoia.
Turisti, membri delle numerose ONG, giornalisti, fotografi, qualche missionario: abbiamo sempre qualcuno che ci fa compagnia.
Speriamo che qualche ente turistico o qualche catena di alberghi pensi a fare un piccolo hotel, altrimenti andiamo in tilt.
Per fortuna alcune visite sono desiderate e positive.
Il 25 giugno, giunge da Mungbere il padre dr. Gianmaria Corbetta, missionario-medico. L’ho invitato a vedere il nostro ospedale in costruzione. Lo scopo della sua visita era di correggere eventuali sbagli delle strutture, visto che è un esperto e dirige un bel ospedale, molto apprezzato a Mungbere.
I suoi consigli mi sono stati preziosi e stiamo abbattendo qualche muro ed allargando qualche porta. Purtroppo era di fretta e non ho pensato di fare una foto con lui sul cantiere. Ve la manderò fra poco.
26 giugno. Vado a Nduye, dove si trova Simona, una ragazza di Roma inviata dal Cesvi per fare una esperienza (forte!) fra i Pigmei in vista della stesura di un piano di azione in loro favore.
Non è certo facile passare da Roma a Nduye. Ma vedo, con sorpresa, che sopravvive e che è entusiasta. Brava Simona!
Torno a casa rinfrancato.
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Silvano Ruaro
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venerdì, luglio 04, 2008
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Di solito avveniva all’aperto, sotto le palme ed era molto simpatico e anche un po’ esotico.
Ma ormai gli alunni sono tanti e leggere il risultato di 630 ragazzi e fare qualche commento per ogni classe (26!) richiede una lunga ”seduta”, e obbligare alunni e genitori a stare in piedi per ore sarebbe una crudeltà. Per cui optiamo per la sala parrocchiale…Pochi fortunati possono sedersi, gli altri si accalcano sulla porta e per parecchi metri all’esterno…Ottenere il silenzio è impossibile. Per cui rinunciamo e chiediamo ai vari responsabili delle classi di alzare la voce… Questo baccano aumenta l'euforia di chi è stato promosso e anestetizza la delusione e lo sconforto di chi deve ripetere o lasciare la scuola.
Purtroppo dobbiamo constatare dei risultati poco brillanti!
I professori sono sempre meno motivati e sempre più delusi delusi dalle promesse non mantenute del governo. Il salario medio è di 65 $ al mese e solo 14 professori su 50 lo ricevono dallo Stato; gli altri lo ricevono da noi: ...come una elemosina!
Oggi a Mambasa un sacco di cemento di 50 Kg costa 22 $, un kg di riso costa 0,85 $, un litro di benzina 2 $..., un kg di carne 4 $, una birra: 2,5 $
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Silvano Ruaro
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venerdì, luglio 04, 2008
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Avevamo avuto alcuni problemi: mancanza di mattoni, visto che ne avevamo forniti 40.000 per una scuola vicino a Beni e altri 10.000 per la scuola dei nostri amici protestanti. Inoltre, purtroppo!, avevamo bruciato anche il motore elettrico della sega circolare…Finalmente i mattoni sono pronti e abbiamo trovato un altro motore. Per cui questa mattina un folto gruppo di falegnami e di aiutanti sono partiti a Mabukulu per mettere le capriate…
Sono andato a vedere per incoraggiarli e controllare. Tutto bene: un clima di allegria, a scapito un po’ dell'efficenza, ma poco importa: le 9 capriate saranno sistemate, perché solo alla fine del lavoro potranno godersi un bel piatto di riso e fagioli. Ho promesso loro, però, che quando metteranno le lamiere ondulate, mangeremo una capra!
Vorremmo che la scuola di 4 classi sia pronta per i primi di settembre, inizio dell’anno scolastico.
Purtroppo qui facciamo tutto in casa…e quindi i tempi sono lenti. Speriamo almeno che il risultato sia bello: tutto per il momento lascia bene sperare.
Ciao…Ci sentiamo presto.
Una domanda: leggete il blog? O lo scrivo per me…? Fatemelo sapere. Mi farebbe piacere
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venerdì, luglio 04, 2008
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domenica 22 giugno 2008
15-22 giugno: una SETTIMANA ...da non dimenticare!
L’immagine che mi viene spontanea è quella del contadino che va nel campo, prepara la terra, semina e se ne va. Tutto sembra finito e invece tutto sta per cominciare.
Padre Giovanni è riuscito a far funzionare una radio che si trovava alla missione e così hanno stabilito un contatto con i loro familiari rimasti sulle montagne, a Muhanga.
Non tutti erano abituati a maneggiare il microfono, ma non era una emissione televisiva o radiofonica: si poteva sbagliare, ridere, parlare nello stesso tempo; alla fine tutti si capivano.
La privacy per una volta era lasciata da parte: parlavano con schiettezza alle loro mogli e ai loro figli. Il contenuto era lo stesso: "ci mancate, ma non torniamo, anzi aspettiamo voi. Venite presto. Stiamo costruendo la casa e preparando i campi. Vi aspettiamo per la fine di luglio."
“Se la gente si sposta in massa, verrò a Nduye”!…
Io lo spero.
Era venuto a Nduye con alcuni uomini e alcune mogli degli “emigranti”.
Mi aspettavo scene dolorose, lacrime, al momento della partenza.
Invece ho visto dignità, determinazione. “Andate a dire che stiamo qui e che vi aspettiamo; di qui non ci muoviamo”.
Sono certo che il messaggio è arrivato e che fra poco un altro gruppo scenderà dalle montagne e andrà a raggiungere gli Waibrahimu di Nduye.
(foto: padre Giovanni a Nduye con la sua gente!)
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domenica, giugno 22, 2008
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Padre Giovanni deve tornare perché mercoledì avrà un matrimonio a Muhanga.
Io dovevo andare a Bunia per risolvere alcun i problemi dei lavoratori e della scuola.
Partiamo assieme, alle 6 del mattino.
Per un tratto facciamo la stessa strada. Attraversiamo il fiume Ituri con la macchina.
Le manovre sono sempre un po’ movimentate e turbolenti: si passa dalla discussione accesa sul prezzo del traghetto, al diritto di precedenza e per finire si entra nella barca affidandosi alla maestria e alla incoscienza dei tiratori della fune. Si vive tutto con una certa ansia, con buonumore e fatalismo.
Ci è andata bene.
A Bunia incontro i responsabili della scuola, l'Ispettore del lavoro, il Vescovo di Bunia e la Superiora generale delle Suore Servantes. Tutto in fretta perché domani devo già essere a Beni.
(foto il passaggio del fiume Ituri)
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domenica, giugno 22, 2008
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Martedì 17 giugno.
Dopo aver completato il giro delle visite previste nel programma, verso le 11 parto per Beni. Nel pomeriggio deve arrivare da Kisangani il padre Provinciale, p. Wilson e il suo consiglio.
Li abbiamo invitati a Mambasa perché abbiamo 3 problemi importanti da trattare e ci sembra utile la presenza di tutto il “governo”provinciale nella nostra comunità, affinché tutti possano esprimersi.
Il viaggio è un po’ una corsa a cronometro, con un pizzico di suspense: gli orari degli aerei in Congo sono sempre approssimativi. Grazie al telefono ci teniamo in contatto.
Questa volta l’aereo ha avuto solo due ore di ritardo, mentre di solito ne ha 4 o 5. Per cui, quando arrivo a Beni trovo i cinque padri (a dire il vero sono sei perché è sceso dalla montagna anche padre Nerio) seduti in un piccolo ristorante.
Ci salutiamo e ci organizziamo subito per la partenza per Mambasa.
E’ quasi notte, ma non ci sono altre alternative.
Giovedì devono già tornare a Beni per prendere l’aereo del venerdì mattino per Kisangani.
Partiamo alle 17 e arriviamo a Mambasa alle 21.
Dopo cena, “visto che non c’è tempo da perdere” cominciamo subito a trattare dei progetti che ci stanno a cuore. Una carrellata!
La notte porterà consiglio!
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domenica, giugno 22, 2008
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Alle ore 9 la comunità (Dino, Gauthier, Jean Paul e Silvano) si incontra con il padre Provinciale e il suo consiglio (Wilson, Matteus, Albert, Pontien e François).
Visto che questa piantagione non è molto lontana i membri della delegazione vanno a fare un sopraluogo rapido.
Il dialogo è stato aperto, franco. Sono emerse anche le difficoltà: economiche e soprattutto di personale.
Ma tutti eravamo animati da tanta speranza e ottimismo.
Alcuni membri del Consiglio non avevano mai visto la missione di Nduye.
E allora, di nuovo in macchina per una visita lampo, ma molto significativa per noi, per la gente e soprattutto per il capo-villaggio. Il Consiglio Provinciale dei Preti del Sacro Cuore si sposta da Kisangani a Nduye: il capo non credeva ai suoi occhi e alle sue orecchie. Il suo appello era di una semplicità estrema, quasi ingenua: "ritornate qui, fate qualche cosa per questa gente e soprattutto per i Pigmei."
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domenica, giugno 22, 2008
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Giovedì, 19 giugno
In mattinata, il padre Provinciale, p. Wilson, si incontra con i membri del suo Consiglio.
Il nostro compito è finito. Abbiamo parlato, espresso il nostro parere. A loro di decidere. Ci faranno conoscere le decisioni dopo il loro rientro a Kisangani.
Alle 14 ripartono per Beni. Noi li ringraziamo per questa loro visita breve, ma fruttuosa e significativa. Ci auguriamo che questi comunitari e collegiali si ripetano nel futuro, soprattutto quando la strada per Kisangani sarà di nuovo aperta.
Subito dopo la loro partenza arrivano due volontari del Cesvi (Cooperazione e Sviluppo) una ONG italiana di Bergamo, che vuole collaborare con noi per la riabilitazione delle scuole e degli atelier di Nduye.
Si tratta di Vincent Annoni e di Simona Forconi.
Simona vuole restare un mese a Nduye e osservare i Pigmei per cercare di capire quale sia il metodo migliore per un aiuto e soprattutto per una scolarizzazione che non sia imposizione e che tenga conto della loro cultura e delle loro tradizioni.
Per cui…(segue)
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domenica, giugno 22, 2008
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Altro viaggio a Nduye con Simona e Vincent : 3 in 6 giorni (senza contare il viaggio: Mambasa-Bunia-Beni-Mambasa = circa 600 km!).
Di nuovo visita alla missione, alle scuole, incontro con le autorità. Meglio prevenire che guarire.
E ancora una volta, giunti sulla spianata davanti alla casa del padre Longo, sento queste parole dalla bocca di Simona: fantastico!
Ma c’è tanto da fare: non vorrei che qualcuno si scoraggiasse.
Mi consolano le parole che aveva scritto Vincent in occasione di una sua visita precedente:
"Ciao a tutti! come direbbero qui in Congo, rispondo al nome di Vincent Annoni. Lavoro a Bunia per il CESVI ed eccomi in visita con Padre Silvano alla missione di Nduye, passando per quella di Mambasa. Forse lo sapete già, ma assieme, grazie all’aiuto del Credito Bergamasco, stiamo immaginando un nuovo avvio per le scuole di Nduye e per aiutare le popolazioni pigmee della zona. L’immaginazione e l’entusiasmo ci porteranno, lo spero e ne sono convinto, ad un nuovo capitolo di questo luogo affascinante, cosi come il lavoro e la collaborazione ci condurranno a traguardi importanti. Un caro saluto a tutti."
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Silvano Ruaro
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domenica, giugno 22, 2008
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(un pensiero e una preghiera per i tanti Luigi, Pierluigi, Gianluigi, Luigino, Luigina!: auguri!”)
Anche oggi giornata piena.
Vincent torna a Bunia. Simona resta e si prepara per ritornare a Nduye lunedì o martedì prossimo. Evidentemente l’accompagnerò.
Appena l’ho vista mi è balenato in testa un sostantivo: matumaini! = speranza!
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Silvano Ruaro
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domenica, giugno 22, 2008
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Domenica 22 giugno
I miei confratelli hanno avuto pietàdi me. Loro sono partiti nei vari villaggi (Nduye compresa: avrei dovuto andarci ancora una volta per la Santa Messa) e io sono rimasto qui.
Ma come vedete non sono rimasto in ozio. Inoltre non mi è dispiaciuto celebrare qui in parrocchia perché non lo facevo da parecchio tempo e soprattutto perché il Vangelo di oggi ci invitava a non aver paura: “Non temete…Non abbiate paura…non abbiate dunque timore!”
Ci poteva essere una conclusione migliore per questa settimana…non come le altre?
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Silvano Ruaro
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domenica, giugno 22, 2008
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mercoledì 11 giugno 2008
Qualcosa di nuovo sta nascendo...non l'avete ancora notato?
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mercoledì, giugno 11, 2008
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venerdì 6 giugno 2008
“Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli”
Sabato scorso mi sono recato a Butiaba-due, un villaggio a cinque chilometri da Mambasa. Vi ho amministrato quattro battesimi di adulti e benedetto quattro coppie di sposi. I matrimoni sono abbastanza rari anche qui. Averne quattro in un solo giorno, in un villaggetto di meno di mille abitanti, è veramente una cosa straordinaria.
Mi ha fato tenerezza la coppia più anziana. Si chiamano Benedetto e Musa. Tempo fa’ qualcuno mi aveva chiamato per andare a trovare un vecchio ammalato, che aveva chiesto di essere battezzato. Quando sono arrivato dove abitava (non la chiamo casa, perché proprio non lo era) ho dovuto mettermi di sbieco per potere attraversare l’apertura che serviva da porta. All’interno ho trovato due giacigli: delle vecchie coperte, buttate per terra, ammuffite e disgustose. Sopra, vi erano stesi un vecchio e una vecchia: magrissimi, con la pelle raggrinzita, ricoperta di polvere, di caliggine, di sudore e non so di quale altra sporcizia. Da quanti mesi non si lavavano? Ho battezzato il vecchio subito, perché mi sembrava proprio prossimo alla morte La moglie, pagana, mi guardava con occhi assenti, senza fiatare. Il locale poteva essere di due metri e mezzo per uno e ottanta, forse. Le pareti, di pali e fango, erano in buona parte cadute e al loro posto qualcuno aveva intrecciato delle foglie. Come potevano sti due poveri vecchi passare le notti in una miseria del genere durante questo periodo fresco e umido? Me ne sono andato, tutto triste, pensando alla povertà di quei due vecchietti, ma sconcertato anche dalla povertà umana delle persone che abitavano accanto e che li lasciavano morire in simile abbandono. Ho cercato di sensibilizzare alcune persone: i due vecchietti hanno avuto una casetta, delle coperte e dei vestiti. Ieri mattina sono passato davanti a casa loro e li ho messi in macchina per andare alla cappella dove hanno fatto il loro bel matrimonio. Sembravano rinati, increduli che qualcuno potesse ancora curarsi di loro. Le loro promesse, soprattutto quelle della mamma, erano piene di strafalcioni, ma sono sicuro che il Signore ha capito tutto e si è commosso davanti a questi due poveretti ed ha provato una grande gioia: “Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli”.
Padre Dino Ruaro.
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Gianluigi
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venerdì, giugno 06, 2008
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Parole-chiave: battesimi, Butiaba-due, matrimonio
domenica 1 giugno 2008
"Io ti battezzo nel nome del Padre..“
Queste parole le ho ripetute 121volte, versando l’acqua battesmale su quelle teste more, che sfilano una dopo l’altra davanti a me.
E’ domenica, 25 maggio.
La fine della cerimonia del battesimo è salutata da uno scroscio di applausi e da grida gioiose: la comunità cristiana accoglie così i suoi nuovi figli che ha generato nella fede.
Ma oggi non è solo la giornata dei nuovi battezzati: assieme a loro abbiamo anche 82 prime comunioni. Sono rimasti buon buoni durante tutta la celebrazione, ma al momento della comunione, è a loro che spetta la prima fila al banchetto. Loro e, dopo di loro i neobattezzati, hanno diritto alla comunione sotto le due specie del pane e del vino. Cosa che protrae a lungo la cerimonia. Ma non c’è dubbio che, in quei momenti, il più impaziente, sono io. Per i neofiti, e per tuttigi altri cristiani, tutto normale: nessun sbotto di impazienza, nessun segno di stanchezza. La casa non brucia e... “il tempo non è denaro”. E’ per questo che dopo la messa, che già è durata quattro ore, si inizia una breve processione con il Santissimo Sacramento: dal sito Avakubi alla Chiesa parrocchiale, distante meno di duecento metri. La processione è “breve” solo quanto al tragitto, perché l’avvio lentissimo e il procedere “maestoso” della stessa ha richiedono quasi tre quarti d’ora. Tutto bene: la gente è contenta e alla fine se ne ritorna tranquillamente a casa, dove la mamma comincerà a cercare le pignatte per preparare il pasto per tutta la famiglia. I neofiti tuttavia, assieme ai loro amici della prima comunione, prima di andare a casa loro, sono invitati ad un piccolo cocktail organizzato per loro dalla parrocchia. Non pensiamo a cose eccezionali: un pacchetto di biscotti e qualche frittella saranno sufficienti per mettere tutti in allegria.
Si concludono così i due anni di preparazione al battesimo e alla prima comunione. Ma la vita vera e le responsabilità cominciano ora. Ci vuole per loro una benedizione veramente speciale.
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Silvano Ruaro
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domenica, giugno 01, 2008
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giovedì 15 maggio 2008
Waibrahimu (i - nuovi - Abramo)
..."Esci dalla tua terra e va..."
foto: Nduye . Gli emigranti con il capo villaggio (ultimo a destra)
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Silvano Ruaro
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giovedì, maggio 15, 2008
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