giovedì 18 settembre 2008

E' giunta la foto di Valentina e Filippo



...a dire il vero ne sono giunte due, ma una è talmente compressa (poverina!: 9kB) che non riesco a farla crescere. Attendo istruzioni...

Nel frattempo, aspettando altre foto da Giando e Anna, godetevi il sorriso e l'entusiasmo di Valentina e Filippo, i due giovani veterinari di cui parla padre Dino nel suo messaggio.

E' proprio vero che "si sta bene a Mambasa" !

(Doriano, se ci sei, batti un colpo! un saluto a Isa e Edoardo!)

Riprendono le scuole...e ripartono le cooperative

La fila di gente che staziona davanti all’ufficio del mupe per sollecitare da lui le “grazie” più disparate, come si trattasse di un santuario, è finalmente esaurita. Non mi sembra vero di avere qualche minuto libero, per mettere per scritto qualche riga per voi, amici di Mambasa.
Da quando Padre Silvano, Giuseppe, Giorgio e Graziano, sono partiti per rientrare in l’Italia, il 29 agosto, il movimento di va e vieni a Mambasa è continuato, fino ad oggi.
Il primo viaggiatore a tagliare il traguardo è stato padre Gauthier: è rientrato a Mambasa il 30 agosto, dopo un periodo di riposo in famiglia. Segue a ruota, il 4 settembre, un gruppo di amici veterinari: Gian Domenico e Anna, già veterani di Mambasa e affezionatissimi della nostra missione, e Valentina e Filippo, che arrivano qui per la prima volta , ma che danno l’impressione di essere a loro agio come se fossero qui da anni. Veterani e nuovi arrivati si sono buttati a capofitto nel progetto delle cooperative, già lanciato da tempo e che ora vogliono consolidare ed ingrandire. Delle tre cooperative esitenti, una si è mostrata poco vivace e chiaramente deludente. Anna e Giando cercano di rianimarla con proposte nuove: ma non è affatto sicuro che riusciranno nel loro intento, anche perché certi membri sono troppo presi da interessi personali. Ciononostante i nostri amici non mollano: stanno lanciando altre due cooperative. Riunioni organizzative, sessioni di formazione, analisi di laboratorio, animazione, avvio delle strutture delle due nuove cooperative e via dicendo, riempiono le loro giornate: tra progetti, preoccupazioni, mezze sconfitte, ma anche qualche bella soddisfazione. Oggi Filippo e Valentina da una parte, e Giando e Anna dall’altra esprimevano il loro apprezzamento e contentezza per l’interesse e la voglia di conoscere manifestati da tanta gente.
Bravi, i nostri amici!
Io sono rientrato una settimana fa’ da un viaggio a Kisangani. Assieme a me, è arrivato anche il signor Kalhus, specialista in informatica: è venuto da Beni per ripristinare il nostro collegamento internet, grazie ad un nuovo modem che Padre Silvano aveva consegnato a Gian Domenico. Da alcuni giorni il nostro accesso a internet è soddisfacente. La lunga astinenza di notizie provenienti da Mambasa dovrebbe essere finita. Resta da vedere se, come dice il nostro fedelissimo (e punzecchiante) amico Gian Luigi Mazzufferi non abbiamo disimparato l’arte dello scrivere.
Anche per me, a volte, la penna diventa ...molto pesante.
Ultimo rientro a Mambasa, quello di padre Jean Paul facente funzione di direttore dell'Istituto Bernardo Longo. Purtroppo tale rientro è solo provvisorio ed è velato di tristezza. Al suo arrivo ci ha subito comunicato la sua prossima partenza dalla nostra comunità. Siamo all’inizio dell’anno scolastico: l’Istituo è popolato di studenti (già più di 600). L’avvio, qui da noi, è sempre un po’ difficoltoso, a causa del ritardo di alcuni allievi, delle difficoltà di procurare il materiale scolastico e soprattutto per la carenza di professori: trovare dei buoni insegnanti ben formati, disposti a venire ad abitare ed insegnare in un centro sperduto in mezzo alla foresta è sempre problematico. Quest’anno la partenza di padre Jean Paul non facilita le cose. La direzione provvisoria, costuita dal direttore degli studi, prof.Come Matofali e da suor Fideline, avrà il suo bel da fare. La sfida è quella di continuare, malgrado le difficoltà, ad avere il massimo dei risultati agli Esami di stato del prossimo anno, (quest'anno abbiamo avuto il 100 per cento di promossi) e soprattutto quella di assicurare la qualità dell’insegnamento e della formazione umana dei nostri giovani.
Saluti cordiali a tutti voi e un augurio di cuore: pace e bene.
p. Dino

martedì 16 settembre 2008

Marta ha tolto gli occhiali da sole


Mupe(*) (padre Silvano) chiama,
io rispondo.
Mi ha chiesto di scrivere qualcosa sull’esperienza appena conclusa, ed eccomi qui.

Innanzitutto una piccolissima premessa, necessaria però.
Sono Marta Bravi, lavoro (ci provo...) nel mondo meraviglioso, seppur complesso, della Cooperazione Internazionale da ormai 8 anni.
Ho iniziato in Africa, in Burkina Faso, dove ho scoperto che questo era il mio mestiere, oltre che una passione infinita.
Ho conosciuto Gianluca di Pasquale di ISF (Ingegneri Senza Frontiera), durante un viaggio di monitoraggio in Perù organizzato da una ONG (Fratelli dell’Uomo) partner di entrambi, lo scorso aprile.
Durante il viaggio abbiamo avuto occasione di scambiarci opinioni varie: lui mi ha raccontato del “Progetto Mambasa”, mi ha chiesto una mano. Non gli ci è voluto molto per convincermi; questo per spiegare brevemente come mai il 30 luglio,verso sera, sono arrivata a Mambasa.


Ho un ricordo un po’ confuso dell’arrivo alla Missione.
Era già buio, siamo scesi dal Land Cruiser e dopo un istante eravamo circondati da un mare di persone che ci aiutavano a scaricare l’auto, dove avevamo stivato davvero di tutto; tutto l’occorrente (o quasi)per lavorare durante la nostra permanenza.
Mi mancava tanto l’Africa.
Negli ultimi 3 anni,salvo sporadicissimi passaggi in questo Continente meraviglioso,mi sono dedicata di più al Centro America, in Honduras, Paese che amo, ma che non è mai riuscito a catturarmi del tutto.
L’Africa (è folle parlare di un continente sterminato come fosse una realtà unica, lo so, ma in quello che ti lascia dentro,e che porterai sempre con te, "AFRICA" per me è davvero una realtà unica) ti colpisce, ti stravolge e ti cambia la vita.
Il cielo, gli occhi dei bambini, i sorrisi delle persone, l’odore della terra, l’arte di arrangiarsi.
Quel famoso “mal d’Africa” di cui si parla spesso e che tutti ci siamo portati a casa, credo.

Ricordo nettamente le espressioni estasiate dei miei tre compagni di avventura: Nino, Gigi e Silvia, per i quali era la prima volta, ma sono certa non sia stata l’ultima!
Ricordo Nino che mi guardava felice e mi diceva: “I bambini! Ma quanti sono i bambini!”

I bambini...il FUTURO di un Paese.
Ricordo con una fitta allo stomaco le processioni di famiglie distrutte dal dolore che portavano a braccia, bare di 50 cm di lunghezza.
I bambini...troppi non arrivano all’età per andare a scuola; uccisi da malattie per cui nel 2008 è assurdo dover morire.
I bambini...piccoli uomini e piccole donne che imparano a sopravvivere ancor prima che a camminare; che imparano cosa sia la responsabilità, portando in braccio i loro fratelli più piccoli; che imparano l’indipendenza e che non piangono quasi mai.
I bambini...che costruiscono giocattoli meravigliosi con un pezzo di legno e un tappo; che quando vedono un pallone impazziscono di gioia, perché sono comunque bambini.
E sono davvero tantissimi, e sono splendidi, con i loro occhi pieni di curiosità, mentre guardano i muzungu (i bianchi) che fanno cose strane.
Quegli occhi pieni di speranza, per un futuro incerto.
I bambini...a costo di apparire retorica, o scontata, loro sono il valore aggiunto di questo mestiere.

Il Progetto di ISF si sviluppa trasversalmente su tematiche differenti, io ho dato una mano a sviluppare la parte “acqua”: perforazione e costruzione di 5 pozzi profondi dotati di pompa a mano; formazione dei “Comités de gestion des points d'eau" (Comitati di gestione dei pozzi) sia da un punto di vista “economico/gestionale” che da un punto di vista di educazione all’igiene personale, domestica ed ambientale.
Sono state settimane piuttosto convulse, tra mattinate in classe con i Comitati, pomeriggi a scegliere i punti per i pozzi, e poi a sperare che la trivella costruita funzionasse a dovere e senza intoppi, serate a preparare il materiale da distribuire alla lezione del giorno successivo.
Per poi ritrovarci tutti e cinque, dopo le 21 (quando “finalmente” si spegneva il generatore...) a scambiarci le opinioni della giornata, a ridere e scherzare su ciò che era accaduto e su eventuali(!)imprevisti incorsi.
Perché l’imprevisto africano è sempre dietro l’angolo, può travestirsi da moto che non parte, da una vite che si rompe, o più facilmente, a Mambasa, da una chiave che non si trova!
Destreggiarsi in tutto questo è forse la cosa più difficile, per chi come noi, è abituato alla frenesia.
Noi ce l’abbiamo messa tutta, e qualche risultato a casa lo abbiamo portato; soprattutto abbiamo messo in moto (spero)qualche cosa che ora andrà da sè.

Per me è stata un’esperienza incredibile per la forza delle emozioni che mi ha trasmesso.
Sono felice, felice di aver conosciuto Mupe, seppur le occasioni di confronto siano state poche, per mancanza di tempo oggettiva.
Ma guardandolo lavorare, infaticabile ed energico (non è una sviolinata,veramente) ho capito che Mambasa, assieme a lui, sta camminando nella direzione giusta.

Sono partita il 14 agosto con i lucciconi agli occhi, malamente camuffati dietro un paio di occhiali da sole.
Per me è sempre così, chi lavora con me lo sa e mi prende in giro da anni...
Mambasa però me la porto nel cuore, e spero davvero tanto di tornarci, un giorno o l’altro, magari con un nuovo piccolo Progetto, magari questa volta della mia Associazione.
Mambasa ti rimane attaccata addosso,come la terra rossa che non riuscirai più a lavare via dai vestiti, come gli occhi dei bambini, sempre loro, che ti fissano, e che non dimenticherò mai.

Ricordo che pochi minuti prima di partire mandai un messaggio a un amico e collega: "come sempre, non sono pronta per partire. E sono sempre più convinta di fare il lavoro più bello del mondo”.
Ecco, è così che la penso.
Ricordo anche che Mupe, quando mi vide piagnucolosa, abbracciandomi mi disse: “oh,guarda che noi non scappiamo, e qui la porta è sempre aperta”.
Grazie!

Grazie a tutti,indistintamente.
In particolare a chi con me è partito e ha condiviso tutto questo.
Ma anche a tutti gli attori, muzungu e no, di questo magnifico capitolo.

Marta


(*) Mupe: abbreviazione-deformazione di "Mon père" (padre): nome usato per chiamare il missionario

venerdì 5 settembre 2008

In alto, fra Congo e Italia...



Sono qui a Milano da alcuni giorni. La settimana prossima comincerò le visite di controllo. Sono fiducioso.
Sono arrivato lunedì mattina, ma sono corso subito a Schio per consegnare al dott. Giandomenico Drago e alla sua équipe (in tutto 4 veterinari!), in partenza per Mambasa, il router che sostituirà quello fulminato; così i contatti sono assicurati!

Ho saputo che Giandomenico, Anna e altri due giovani veterinari sono arrivati bene, anche se si sono rotte alcune uova (non simboliche, ma reali) che portavano a Mambasa per migliorare la razza delle galline.
Però mi hanno assicurato che se ne sono salvate abbastanza per tentare l'esperienza.
Nell'arca di Noé...sembra siano entrati solo in due: un gallo e una gallina. I nostri sono stati più fortunati.
Cercherò di tenermi con contatto con la mia gente di Mambasa e vi terrò informati di quanto avviene.
Ho scelto proprio questa foto per illustrare la mia posizione: in alto, come un satellite, per assicurare i contatti fra l'Italia e Mambasa, sperando che un altro fulmine non guasti tutto!
Purtroppo la foto è un po' rovinata dal fatto che il finestrino non era del tutto trasparente; ma non potevo uscire fuori per evitare questo inconveniente!

Ho subito una bellissima notizia:
quest'anno abbiamo presentato agli Esami di Stato (Maturità) 35 alunni:
18 dell'Istituto Magistrale Normale,
17 del Liceo Scientifico (Matematica e Fisica).
Oggi ho saputo che sono stati tutti promossi!

Auguri ai neo-promossi e grazie a tutti coloro che hanno collaborato (padri, suore, e professori)per il raggiungimento di questo risultato storico!

E grazie anche a tutti coloro che ci sostengono con loro aiuto materiale.
Anche quest'anno la scuola ha potuto funzionare solo grazie alla vostra generosità.

Che Dio vi benedica!

domenica 31 agosto 2008

I 4 dell'AVE


Siamo a Kampala e domani saremo in Italia.
I G3 e il mupe.
Dopo i vari lavori, tanti e fatti bene, i G3 hanno voluto dare un tocco anche alla Grotta: è rinnovata!
Valeva quindi la pena di fare una foto e una preghiera prima di partire!

Grazie.
Ci sentiremo presto.

E che la Madonnina di Mambasa vi protegga tutti!

venerdì 22 agosto 2008

I G3 a Epulu


Oggi pomeriggio, un momento di relax per i G3 (Graziano, Giuseppe e Giorgio).
Dovevo andare dalla signora Rosemarie che è la direttrice dello "zoo" di Epulu, dove sono tenuti in cattività 16 Okapi.
Ottima occasione per un rapido andata e ritorno. La strada è scorrevole, il clima ideale.
Una visita veloce allo zoo, una foto ricordo sul fiume Epulu e immediato ritorno a Mambasa, anche perché le nuvole si fanno oscure e comincia a cadere qualche gocciolone ( come vedete dalla foto i nostri eroi sono allergici all'acqua!).
Domani si riprende a ritmo accelerato: restano pochi giorni e i lavori sono ancora tanti: finire il portone del garage, sistemare le cucina, l'impianto di potabilizzazione dell'acqua, la cappella delle suore, mettere in funzione una macchina per spremere le mandorle delle noci di palma...
Vi assicuro che "chi si ferma è perduto"...e per fortuna sono solo 3!
Ci hanno contagiato!
Comunque: grazie!



Ingegneri senza frontiere



Non sono ancora riuscito a trovare il momento giusto per fare una sintesi degli avvenimenti di questo periodo di blackout (penso si scriva così!)...
Allora corro ai ripari con qualche foto.
Eccovi la foto dei 5 "Ingegneri senza frontiera" al momento della partenza da Mambasa.
C'è qualche estraneo facilmente riconoscibile: il muzungu (europeo) lo conoscete; l'africano è un nostro confratello congolese Jean Robert che ha collaborato con Nino e Luigi nel dominio dell'informatica.
Un dettaglio...Perché qualcuno o qualcuna porta gli occhiali da sole?!
Cosa deve nascondere...?
Se scrivete un commento potete chiederlo a Luigi, Marta, Nino, Gianluca e Silvia (da sinistra a destra!)
Probabilmente la risposta vi sorprenderà...
Da parte mia, solo: grazie!
E ai lettori posso assicurare che questi 5 non sono venuti per fare vacanza!
Quindi ancora : grazie e sinceramente! arrivederci!
E a voi "5": visto che sapete smanettare con il computer perché non fate una piccola relazione da pubblicare sul blog...?

mercoledì 20 agosto 2008

Riprendo...da dove?


Carissimi,

finalmente!
Lo dico anch'io con un sospiro di sollievo e con la speranza che questa tappa di riposo forzato non si riproduca più.
Sarà difficile dirvi tutto quello che è successo in questo periodo...Ci sono state anche "cose da non credere!"...
Ci proverò. Intanto grazie a tutti quelli che sono venuti: alcuni sono partiti, altri sono ancora qui:
Cornelia, Silvia, Marta, Nino, Luigi, Gianluca...

Giuseppe, Graziano, Giorgio (G3!)...

Ciao, per stasera.

A domani...con una foto di Cornelia e Silvia e un Okapi...

il mio indirizzo: ruarosilva@yahoo.fr

domenica 17 agosto 2008

Conto alla rovescia

Oggi è domenica 17 agosto. Resterebbero tre giorni alla ripresa dei contatti. Almeno lo speriamo un po' tutti; speriamo davvero che le notizie da Mambasa e da Nduye possano riprendere con una certa regolarità. Per ora sappiamo che il ritardo è dovuto al fatto che il router (che dovrebbe essere sostituito) non è ancora giunto. Addirittura sembra che anche il Vaticano, alla SIGNIS che cura la rete di connessione via satellite con le molte missioni sparse nel mondo, siano andati in ferie!
E' passato il Ferragosto e così tutte le attività dovrebbero riprendere. Però in Congo i nostri amici non sono restati con le mani in mano; anzi il lavoro è proseguito più fervido che mai grazie all'opera aggiuntiva di almeno tre amici italiani che da diverso tempo sono impegnati nella Missione.
Aspettiamo qualche breve racconto un po' da tutti loro ... e non solo dalla penna fluente di P. Silvano

domenica 27 luglio 2008

Mambasa tace: perche?


Da venti giorni, come avrete visto, questo blog non è più aggiornato.
Come mai? Cosa fanno i nostri missionari?
E' pur vero he Padre Silvano è stato diversi giorni fuori sede, ma è rientrato da giorni alla missione.
In questo periodo poi sono anche presenti gli amici italiani, impegnati con la collaborazione su diversi progetti. Il silenzio quindi sembra che sia dovuto al fatto che è "saltata" la connessione satellitare. Questa meravigliosa possibilità che consente appunto ai nostri amici africani di connetersi alla grande rete di Internet, cn tutto il mondo in tempo reale. Con questo mezzo appunto loro possono ricevere e trasmettere, appunto come facciamo noi da casa nostra collegandoci con la linea telefonica o quando siamo fuori con le varie reti Wi-Fi, sempre più diffuse ed efficienti.
Padre Silvano, interpellato oggi per telefono, ci ha prospettato che la riparazione possa avvenire entro pochi giorni. Infatti dovrebbe esser già arrivato, in una qualche località del Congo, il pezzo da sostituire, forse il router. Questi dovrebbe essersi guastato come conseguenza di un fulmine o comunque per una scarica elettrica. Raccontano alla missione che avrebbero rispettato sempre le buone regole prudenziali, cioè il distacco delle antenne e dei cavi all'approssimarsi dei temporali, ma accettiamo con un pizzico di diffidenza il racconto di chi avrebbe dovuto materialmente provvedere.
Magari i cavi sono stati scollegati si, ma un po' più tardi del momento critico.
Si sa che le scariche elettriche sono "veloci come un fulmine"!

martedì 8 luglio 2008

Balla con i Pigmei...e altro!

Balla con…i Pigmei!
Domenica, 6 luglio sono andato a Nduye con la Superiora generale delle Suore Servantes de Jésus, di Bunia, (sr. Angèle) e una sua Assitente, (suor Jacqueline). Ci hanno accompagnato anche due suore della comunità di Mambasa. Lo scopo della visita di suor Angèle era di conoscere Nduye, i Pigmei e le eventuali attività che una comunità di suore potrebbe svolgere in quella missione.
Quando le avevo parlato di questa eventualità, dicendole che Nduye è una missione isolata,piccola, povera, fra poveri. Suor Angela mi aveva detto: “è il tipo di apostolato che fa per noi”!


Non gliel’ho mai detto, ma in quel momento volevo abbracciarla.
A Nduye hanno partecipato alla Santa Messa, hanno visitato alcuni villaggi di Pigmei; hanno danzato con le loro donne. Poi una rapida visita alla casa dei Padri, delle suore, alla sorgente, alle varie scuole, ai campi degli Wahibraimu.
Dappertutto la gente ci accoglieva con grida di gioia, di speranza. Un capo villaggio ha detto: “vogliamo 100 suore”! Probabilmente non sa cosa significa cento”!
Era giunta a Mambasa venerdì, 4 luglio. Sabato, 5 aveva visitato Mambasa, le scuole, il villaggio, la chiesa di san Francesco, l’orto. Che bello vedere il suo entusiasmo e il suo stupore: sono contagiosi anche per noi settantenni!

Lei e suor Jacqueline sono ripartite lunedì.
Sono certo che avevano nel cuore tanti ricordi e tante immagini, che non potranno dimenticare!

Il futuro ?...
E’ nel disegno di Dio!
(nella foto in alto, al centro: sr. Angèle; nella foto in basso, a destra: sr. Jacqueline!)

Lunedì , 7 luglio.

Giorno “G”!

E’ così che l’Amministratore di Mambasa si è rivolto agli studenti che cominciavano oggi la seconda parte degli Esami di Stato:
“Oggi è arrivato per voi il giorno “G”…
Si rivolgeva agli alunni finalisti dell’: Istituto Bernardo Longo, dell’Istituto di Mambasa, dell’Istituto Okapi e dell’Istituto di Lolua e alcuni privatisti: totale 116 alunni!
I riti hanno qualcosa di solenne, di religioso: inno nazionale, discorsi ufficiali, apertura del baule che contiene le copie degli Esami e verifica che le buste non sono state manomesse: il tutto in un’atmosfera estremamente seria. Da notare che il baule viene depositato nella mia stanza, prima e dopo le prove, per paura che non ci siano fughe!
Gli esami finiranno giovedì, 10 luglio.
Auguri!
(foto: apertura e controllo del baule proveniente da Kinshasa!)


Martedì, 8 luglio!

Visita a Mabukulu….

In mattinata andato a Mabukulu con il sorvegliante dei lavori e il capo falegnami per decidere sul proseguimento dei lavori della scuola. Insieme abbiamo stabilito come ornare la facciata…
Nel ritorno, siamo andati a prenotare la capra, anzi il caprone, da sacrificare al momento della “zanzega” o della “frasca”… Si dice così?
Il capo-villaggio di Mabukulu ha voluto essere immortalato. Mi costa poco accontentarlo…e così voi vedete che abbiamo ripreso i lavori…(in alto a sinistra si vede un muratore al lavoro).


martedì, 8 luglio, ore 16,30!

aspettando Giorgio e compagni...

Il 20 luglio arriveranno a Kampala: Cornelia, Giorgio, Graziano e Giuseppe!
Li stiamo aspettando.
La prova? In previsione del loro arrivo e sapendo che Giorgio ama i nostri cavoli, ne ho piantati 463!
Sono sufficienti?
*** ***
Ciao…Scrivete!
Sapete perché ho saputo trovare il tempo di scrivervi anche oggi, nonostante gli esami e gli altri lavori?
Perché ho visto i commento di Gianluigi, della Vanda, di Giando e Anna, di Perangelo di Inzago e di Giuliana…
Grazie!
Correre in solitaria, in salita, è dura!
Quando c’è qualcuno sul ciglio della strada che ti stimola e magari ti da una spinta, beh, si sale meglio!

E state tranquilli: il corridore non è penalizzato!

venerdì 4 luglio 2008

Notizie brevi: 25 giugno - 4 luglio 2008


I giorni passano; la vita continua.
A Mambasa non ci si annoia.
Turisti, membri delle numerose ONG, giornalisti, fotografi, qualche missionario: abbiamo sempre qualcuno che ci fa compagnia.
Speriamo che qualche ente turistico o qualche catena di alberghi pensi a fare un piccolo hotel, altrimenti andiamo in tilt.
Per fortuna alcune visite sono desiderate e positive.

Il 25 giugno, giunge da Mungbere il padre dr. Gianmaria Corbetta, missionario-medico. L’ho invitato a vedere il nostro ospedale in costruzione. Lo scopo della sua visita era di correggere eventuali sbagli delle strutture, visto che è un esperto e dirige un bel ospedale, molto apprezzato a Mungbere.
I suoi consigli mi sono stati preziosi e stiamo abbattendo qualche muro ed allargando qualche porta. Purtroppo era di fretta e non ho pensato di fare una foto con lui sul cantiere. Ve la manderò fra poco.

26 giugno. Vado a Nduye, dove si trova Simona, una ragazza di Roma inviata dal Cesvi per fare una esperienza (forte!) fra i Pigmei in vista della stesura di un piano di azione in loro favore.
Non è certo facile passare da Roma a Nduye. Ma vedo, con sorpresa, che sopravvive e che è entusiasta. Brava Simona!
Torno a casa rinfrancato.


(foto: Simona Forconi a Nduye!)


2 luglio.

Proclamazione dei risultati scolastici dell’anno 2007-2008.

Di solito avveniva all’aperto, sotto le palme ed era molto simpatico e anche un po’ esotico.
Ma ormai gli alunni sono tanti e leggere il risultato di 630 ragazzi e fare qualche commento per ogni classe (26!) richiede una lunga ”seduta”, e obbligare alunni e genitori a stare in piedi per ore sarebbe una crudeltà. Per cui optiamo per la sala parrocchiale…Pochi fortunati possono sedersi, gli altri si accalcano sulla porta e per parecchi metri all’esterno…Ottenere il silenzio è impossibile. Per cui rinunciamo e chiediamo ai vari responsabili delle classi di alzare la voce… Questo baccano aumenta l'euforia di chi è stato promosso e anestetizza la delusione e lo sconforto di chi deve ripetere o lasciare la scuola.

Purtroppo dobbiamo constatare dei risultati poco brillanti!
I professori sono sempre meno motivati e sempre più delusi delusi dalle promesse non mantenute del governo. Il salario medio è di 65 $ al mese e solo 14 professori su 50 lo ricevono dallo Stato; gli altri lo ricevono da noi: ...come una elemosina!

Oggi a Mambasa un sacco di cemento di 50 Kg costa 22 $, un kg di riso costa 0,85 $, un litro di benzina 2 $..., un kg di carne 4 $, una birra: 2,5 $


4 luglio!

Posa delle capriate a Mabukulu.


Grazie agli amici dell’Onlus di Albino (Bg) stiamo costruendo una scuola per i Pigmei a Mabukulu, a 25 km da Mambasa, sulla strada di Bunia.
Avevamo avuto alcuni problemi: mancanza di mattoni, visto che ne avevamo forniti 40.000 per una scuola vicino a Beni e altri 10.000 per la scuola dei nostri amici protestanti. Inoltre, purtroppo!, avevamo bruciato anche il motore elettrico della sega circolare…Finalmente i mattoni sono pronti e abbiamo trovato un altro motore. Per cui questa mattina un folto gruppo di falegnami e di aiutanti sono partiti a Mabukulu per mettere le capriate…
Sono andato a vedere per incoraggiarli e controllare. Tutto bene: un clima di allegria, a scapito un po’ dell'efficenza, ma poco importa: le 9 capriate saranno sistemate, perché solo alla fine del lavoro potranno godersi un bel piatto di riso e fagioli. Ho promesso loro, però, che quando metteranno le lamiere ondulate, mangeremo una capra!
Vorremmo che la scuola di 4 classi sia pronta per i primi di settembre, inizio dell’anno scolastico.
Purtroppo qui facciamo tutto in casa…e quindi i tempi sono lenti. Speriamo almeno che il risultato sia bello: tutto per il momento lascia bene sperare.

Grazie Paolo e amici di Albino!

Ciao…Ci sentiamo presto.
Una domanda: leggete il blog? O lo scrivo per me…? Fatemelo sapere. Mi farebbe piacere

domenica 22 giugno 2008

15-22 giugno: una SETTIMANA ...da non dimenticare!



Non mi sarà facile dire in poche righe quanto è successo in questa settimana. Apparentemente, alla missione, tutto si è svolto secondo la norma, con qualche viavai un po’ strano.

Poi, apparentemente, tutto è ritornato come prima.
L’immagine che mi viene spontanea è quella del contadino che va nel campo, prepara la terra, semina e se ne va. Tutto sembra finito e invece tutto sta per cominciare.

Domenica 15 giugno.


A Nduye c’è più movimento del solito. Padre Giovanni Piumatti è venuto a rendersi conto dell’evoluzione della colonia degli Waibrahimu. Ricordate il messaggio del 15 maggio? Ebbene, dopo un mese il Buon Pastore è venuto a trovare le sue “pecore”. Un incontro emozionante e ricco di prospettive. Si è reso conto che i “suoi” non vogliono più tornare indietro, neppure per un piccolo periodo di vacanza. Stanno preparando i campi, a giorni semineranno fagioli, mais, patate dolci, manioca e riso.
Padre Giovanni è riuscito a far funzionare una radio che si trovava alla missione e così hanno stabilito un contatto con i loro familiari rimasti sulle montagne, a Muhanga.
Non tutti erano abituati a maneggiare il microfono, ma non era una emissione televisiva o radiofonica: si poteva sbagliare, ridere, parlare nello stesso tempo; alla fine tutti si capivano.
La privacy per una volta era lasciata da parte: parlavano con schiettezza alle loro mogli e ai loro figli. Il contenuto era lo stesso: "ci mancate, ma non torniamo, anzi aspettiamo voi. Venite presto. Stiamo costruendo la casa e preparando i campi. Vi aspettiamo per la fine di luglio."
Padre Giovanni sta vivendo un piccolo dramma: dove andrà?
“Se la gente si sposta in massa, verrò a Nduye”!…
Io lo spero.
Era venuto a Nduye con alcuni uomini e alcune mogli degli “emigranti”.
Mi aspettavo scene dolorose, lacrime, al momento della partenza.
Invece ho visto dignità, determinazione. “Andate a dire che stiamo qui e che vi aspettiamo; di qui non ci muoviamo”.
Sono certo che il messaggio è arrivato e che fra poco un altro gruppo scenderà dalle montagne e andrà a raggiungere gli Waibrahimu di Nduye.


(foto: padre Giovanni a Nduye con la sua gente!)


Lunedì 16 giugno.

Padre Giovanni deve tornare perché mercoledì avrà un matrimonio a Muhanga.
Io dovevo andare a Bunia per risolvere alcun i problemi dei lavoratori e della scuola.
Partiamo assieme, alle 6 del mattino.
Per un tratto facciamo la stessa strada. Attraversiamo il fiume Ituri con la macchina.

Dopo 15 mesi dal crollo del ponte (non si ancora fatto nulla per ripararlo)qualche barcaiolo intraprendente ha costruito delle grosse barche e così possono traghettare i piccoli veicoli, a rischio e pericolo del loro proprietario. Questo stratagemma ha già dimostrato una certa sicurezza, per cui anche noi ci fidiamo.
Le manovre sono sempre un po’ movimentate e turbolenti: si passa dalla discussione accesa sul prezzo del traghetto, al diritto di precedenza e per finire si entra nella barca affidandosi alla maestria e alla incoscienza dei tiratori della fune. Si vive tutto con una certa ansia, con buonumore e fatalismo.
Ci è andata bene.
A Bunia incontro i responsabili della scuola, l'Ispettore del lavoro, il Vescovo di Bunia e la Superiora generale delle Suore Servantes. Tutto in fretta perché domani devo già essere a Beni.

(foto il passaggio del fiume Ituri)

Martedì 17 giugno.

Dopo aver completato il giro delle visite previste nel programma, verso le 11 parto per Beni. Nel pomeriggio deve arrivare da Kisangani il padre Provinciale, p. Wilson e il suo consiglio.
Li abbiamo invitati a Mambasa perché abbiamo 3 problemi importanti da trattare e ci sembra utile la presenza di tutto il “governo”provinciale nella nostra comunità, affinché tutti possano esprimersi.
Il viaggio è un po’ una corsa a cronometro, con un pizzico di suspense: gli orari degli aerei in Congo sono sempre approssimativi. Grazie al telefono ci teniamo in contatto.
Questa volta l’aereo ha avuto solo due ore di ritardo, mentre di solito ne ha 4 o 5. Per cui, quando arrivo a Beni trovo i cinque padri (a dire il vero sono sei perché è sceso dalla montagna anche padre Nerio) seduti in un piccolo ristorante.
Ci salutiamo e ci organizziamo subito per la partenza per Mambasa.
E’ quasi notte, ma non ci sono altre alternative.
Giovedì devono già tornare a Beni per prendere l’aereo del venerdì mattino per Kisangani.
Partiamo alle 17 e arriviamo a Mambasa alle 21.
Dopo cena, “visto che non c’è tempo da perdere” cominciamo subito a trattare dei progetti che ci stanno a cuore. Una carrellata!
La notte porterà consiglio!