sabato 31 luglio 2010

INVITO AL CONVEGNO “LAICI IN MISSIONE”

Sabato 16 ottobre 2010 SCUOLA APOSTOLICA ALBINO BG

Programma:

ore 9.00: Saluto e preghiera di p. Tullio e relazione di p. FRANCESCO DUCI scj (docente emerito di Teologia Fondamentale a Bologna):“Laici in missione: sacerdoti dell’amore”
ore 10.00: Presentazione della “Sintesi delle risposte al questionario”e intervallo
ore 11.00: Relazione del dott. BRUNETTO SALVARANI (docente di missionologia e teologia del dialogo a Bologna):“Laici in missione: ponte tra due mondi, due società e due chiese”.
ore 12.30: Pranzo
ore 14.00: Lavori di gruppo
ore 15.00: Presentazione dei lavori di gruppo in assemblea con dibattito e conclusioni.
ore 16.30: Chiusura del convegno con l’Eucaristica della Giornata Missionaria Mondiale.


Alcuni interrogativi che guideranno il Convegno nello sforzo di trovare risposte condivise:

1. Il laico in missione è portatore di solidarietà, è uno che pensa agli altri e non lascia prevalere l’egoismo personale e collettivo sull’amore: è questa la prima e fondamentale missione?.
2. Il laico che in missione offre presenza solidale, manodopera specializzata, competenza professionale …, è con questo e per questo (anche) un missionario del Vangelo ?
3. L’impegno di promozione umana è l’unica e specifica missione del laico volontario in missione o ci sono altre forme di testimonianza e impegno missionario laicale?
4. Il laico in missione diventa un ponte di comunicazione tra due mondi, società e chiese … Quali reciproci influssi e benefici cambiamenti derivano da questa comunicazione?
5. La presenza del laico in missione può condizionare e modificare in positivo (o anche in negativo?) la missione?
6. Qual è il laico missionario ideale secondo i missionari? Qual è il missionario ideale secondo i laici?


Note logistiche
1. L’iscrizione al convegno: presso il SAM: tel 02.27088128 o cell. 333.6853825, entro il 10 ottobre 2010. E’ possibile arrivare il 15 sera per la cena (ore 19.30) e pernottamento. Ai partecipanti sarà chiesto un libero contributo spese.
2. La Scuola Apostolica di Albino (BG) si trova in Val Seriana ed è indicata da segnaletica stradale entrando in Albino. Per informazioni, tel. Scuola Apostolica: 035. 758711
3. Si raccomanda massima puntualità perché il lavoro è molto, i tempi sono stretti e il ritorno a casa è, per molti, lungo e impegnativo.

mercoledì 28 luglio 2010

Lettera ai laici volontari in missione



Carissimi,
a tutti voi volontari il nostro saluto cordiale e fraterno. Sentiamo il dovere di esprimere la nostra ammirazione, gratitudine e riconoscenza per la vostra presenza, servizio, solidarietà, amicizia e collaborazione con i nostri (e non solo nostri) missionari, in evidente controtendenza rispetto al Nord del mondo (in crisi !?) che continua a fare promesse a poi a voltar le spalle al Sud.

Voi conoscete e collaborate con alcuni dei 61 missionari dehoniani italiani che tutt'ora
operano in Africa, America Latina. Essi hanno ricevuto la loro formazione nella Provincia
Dehoniana dell'ltalia Settentrionale. Da qui sono partiti e da qui continuano ad essere seguiti, accompagnati ed aiutati attraverso il SAM (Segretariato Attività Missionaria) di Milano.

Come sapete, il SAM organizza ogni anno due incontri (l'Epimissio a gennaio e Pentecoste
Missionaria a maggio) cui partecipano i missionari presenti in Italia, i loro familiari-parenti-amici, i volontari, i benefattori e sostenitori delle missioni. Il SAM stampa anche una rivista, "Una Sola Famiglia", di collegamento, informazione e formazione missionaria.

Sia in questi incontri che nella rivista sono già stati segnaiati alcuni mutamenti significativi. Il più evidente e preoccupante, è il progressivo invecchiamento e la conseguente diminuzione, fino alla probabile scomparsa per mancanza di ricambi, dei missionari ad gentes. I1 piu sorprendente e consolante, invece, è l'aumento del numero dei laici Interessati e impegnati nelle missioni.

Da tempo vedirno e sentiamo la necessità di fare un incontro specifico dei LAICI che,
come voi, sono IMPEGNATI per-con-nelle MISSIONI. L'idea, lanciata ed accolta negli incontri
dell'Epifania e Pentecoste 2010, si concretizzerà in un convegno SABATO 16 OTTOBRE: ad
ALBINO (BG) al quale vi invitiamo esplicitmente. La vostra presenza al convegno essenziale.

I1 convegno, di cui sarete a pieno titolo il soggetto e l'oggetto insieme, prevede alcune
relazioni, seguite da un ampio spazio di dibattito e da conclusioni operative. Lo scopo è di guardare più da vicino, leggere più in profondità e capire meglio questo fenomeno positivo e in crescita dei laici in missione. Il vostro aiuto nella preparazione del convegno è indispensabile.

Abbiamo preparato un questionario con tre gruppi di domande che vi proponiamo qui di
seguito. Chiediamo le vostre risposte precise, chiare ed essenziali entro il 15 settembre 2010. Potete inviarle via posta a: Segretariato Missioni. via Andolfato 1 - 20l26 MILANO oppure, ancor meglio, via email a: sam@dehoniani.it.

Le vostre risposte verranno poi elaborate, sintetizzate e presentate al convegno in una
relazione che dovrebbe offrire un quadro abbastanza completo della stupenda realtà del
Volontariato Missionario di cui siete protagonisti.
Vi ringraziamo fin d'ora per la disponibilità, colIabrazione e partecipazione.

p. Tullio Benini (sup. Prov. IS) e p. Onorio Matti (segr. SAM)

Milano 29.06.2010:
Solennità dei Ss. Pietro e Paolo, primi missionari del Vangelo in Europa.

domenica 25 luglio 2010

Fa caldo...!

Nel nostri contatti con l’Italia, in questi giorni sentiamo spesso questa frase: "fa un caldo africano"!

Per associazione d’idee, vi pensiamo più spesso. Probabilmente succede la stessa cosa anche per voi!


Anche la nostra piccola Angèle sembra proteggersi dal sole cocente.

Ma a dire il vero qui in questi giorni non fa un caldo eccessivo, e non possiamo lamentarci.

La nostra vita continua tranquillamente, anche se le novità non mancano.

- Abbiamo avuto la visita di un consigliere generale, p. Claudio Weber. E’ stata la sua prima visita nella nostra parrocchia di Mambasa. Il segreto professionale gli ha impedito di anticipare le sue impressioni. Abbiamo però notato interesse e attenzione per la nostra opera e in particolare per la scuola. Probabilmente di ritorno a Roma potrà finalmente farci conoscere il suo pensiero e magari prodigarci consigli e indicazioni.



- Su domanda del Ministro del lavori pubblici della nostra Provincia ( la Provincia Orientale), martedì 20 luglio sono andato a Niania per vedere una scuola fatta con il contributo del governo della Provincia.


Il ministro mi aveva domandato se si poteva fare qualche cosa per renderla accettabile.

Purtroppo, quando ritornerà , - per il momento è a Bunia - gli dovrò dire che è un lavoro impossibile.

Non vorrei essere al posto dell’impresario che ha fatto quel “capolavoro” Aveva ricevuto i soldi per fare una scuola in mattoni e ha fatto una scuola con i pali e il fango e male!

Molto meglio rifare tutto da capo. La popolazione si è detta d’accordo di collaborare facendo i mattoni! Vedremo.


- Andando a Niania, sono passato da Badengayido. Anche se il tempo a disposizione era poco, la distanza molto grande (Niania dista da Mambasa 190 Km) e la strada in condizione precarie, non potevo non fermarmi. Il tempo di fare una foto e di programmare il seguito dei lavori: martedì 27 luglio, i muratori e i pittori ritorneranno sul cantiere, interrotto momentaneamente per i lavori sul tetto della chiesa e i nuovi bagni della comunità! (Ma sarà un altro blog)!

In questi giorni stringiamo i denti: siamo rimasti in due. Dino ed io e nonostante questo vorremmo arrivare a tutto!

Domani p.Dino parte sulla strada di Nduye. Domani sera, se Dio, vuole, arriverà a Mungbere (180 km in moto). Di lì, con calma, visiterà tutti i villaggi della parrocchia di Nduye: Dingbo, Malembi, Bongopanda,Nzaro, Biasa, Nduye.

Logicamente, resto solo!


Sarà di ritorno domenica sera, 1° agosto!

Sono certo che avrà tante cose da raccontare e delle belle foto della strada da mostrare.

Auguri, Dino e buon apostolato!


Un saluto anche a voi, sperando che il caldo diminuisca!

Foto: Angèle si ripara dal sole

p. Claudio Weber

Badengayido, il 20 luglio

Chiesa di Mambasa in controluce, con il tetto nuovo!

domenica 18 luglio 2010

A Pieve di Curtarolo la "Sagra del Carmine"


In una CALDA sera d'estate cosa c'è di meglio che trovarsi tutti alla sagra?
A Pieve di Curtarolo la tradizionale "Sagra del Carmine" ha ormai passato il traguardo del secolo!

Tornando indietro nel tempo, 90 anni fa, possiamo immaginare la piazza davanti alla Chiesa di S. Giuliana, con i giochi e le bancarelle, ed un bambino, gracile e sempre un pò malaticcio, ma con uno sguardo profondo. Tanti anni fa non erano così frequenti le occasioni per fare festa, ma la Sagra del Carmine era quella più importante, con la processione, i membri della confraternita tutti bardati con la tunica, che portavano in spalla la statua della Madonna.

Passate le fatiche del raccolto del grano, nei giorni della sagra era bello andare in piazza, la domenica pomeriggio, ad incontrare tutto il paese, vestiti con l'abito della domenica. Gli occhi di quel bambino, con lo sguardo profondo, erano rapiti dai dolci in vendita, dai giochi, dai colori della festa.

Oggi quella piazza porta il suo nome, Padre Bernardo Longo.

Vi invito tutti a Pieve di Curtarolo, alla Sagra del Carmine. Il gruppo missionario sarà li ad accogliervi, con una granatina, un pò di frutta fresca...

Avevamo pregato che fosse caldo (per vendere granatine è una mano santa!), e penso che il caldo quest'anno non mancherà... (e noi abbiamo una bella scorta di ghiaccio!!)
Emanuele

giovedì 15 luglio 2010

Foto simboliche.

"Bisogna prendere gli uccelli quando passano!".

Evidentemente non voglio offendere i Verdi e tutti coloro che sono contrari alla caccia.Questo proverbio mi serve per entrare in argomento. State tranquilli, non si tratta di uccelli, ma di stoffe. Da qualche anno, praticamente in ogni container ci sono dei preziosi rotoli di stoffe che servono da materia prima per le nostre ragazze della Scuola di Taglio e Cucito. Io ho lasciato passare gli uccelli. Avrei dovuto ringraziare subito. Ma per fortuna le stoffe non hanno le ali, e sono, in parte, ancora qui e sono veramente preziose.
Posso anche assicurarvi di aver aiutato altre scuole meno fortunate della nostra, in particolare due scuole di Taglio e cucito di Beni e Butembo, dirette dalle nostre suore, le Piccole Suore della Presentazione.
* * *
A titolo di cronaca, quest'anno abbiamo ripreso anche una "vecchia " istituzione dell'Istituto Bernardo Longo: nel pomeriggio accogliamo ragazze-madri, handicappati, perfino analfabeti e diamo loro una formazione pratica di Taglio e cucito. La chiamiamo: Scuola Artigianale. Oltre 50 alunni(e) l'hanno frequentata quest'anno, con ottimi risultati. Coloro che sono stati promossi frequenteranno un secondo anno, al termine del quale riceveranno un diploma e una macchina da cucire. Suor Lisetta, assieme alle nostre ex-alunne del Taglio e cucito, si occupa della formazione professionale. Alcuni maestri danno dei corsi alfabetizzazione, di francese, di calcolo e di religione!
Capite che di stoffa ne abbiamo bisogno e di tanta.
Grazie quindi a quanti, da Schio, da Senigallia, da Tradate, da Milano, da Cambiago ci hanno fornito la materia prima.
Le tre ragazze che vedete qui sono ex-alunne della nostra scuola e a loro volta insegnano alle altre. Tengono in mano dei campionari di stoffa giunta dall'Italia.
Che quanti ci hanno aiutato e quanti ci aiuteranno, ricevano il loro e il mio grazie!




Un'altra foto simbolica.

Il 30 giugno il Congo ha festeggiato il 50° anniversario della Indipendenza.

Anche la nostra piccola Angèle ha voluto festeggiare a modo suo questo avvenimento e ha voluto la sua piccola bandiera.
Come vedete,è pensierosa.
Immagine innocente di una sitazione complessa e piena di incognite.
A lei e a tutti i Congolesi, i nostri auguri di un avvenire più sereno!

lunedì 12 luglio 2010

Andare avanti...valorizzando il passato!

Da un po' di tempo non aprivo il blog. Sono stato sospreso rileggendo la mia lettera di...venti anni fa.
Mi servirà per fare una verifica e per riprendere coraggio. Grazie, Gianluigi: sei la memoria storica della missione di Nduye e Mambasa!




Dopo le ultime notizie ci sono stati diversi avvenimenti: la venuta del Vescovo e le Cresime, la celebrazione del 50° anniversario della Indipendenza, la proclamazione dei risultati scolastici nel nostro Istituto Bernardo Longo.


Giornate vissute intensamente sul piano spirituale e giornate di riflessione su una situazione economica-sociale e politica difficile da capire. In particolare, in occasione dell'incontro con i genitori che venivano a sentire i risultati dei loro figli, abbiamo constatato con amarezza che il Governo lascia in una situazione di miseria gli insegnanti e la scuola. Ci poniamo veramente la domanda se dobbiamo accettare con rassegnazione questo stato di cose o se dobbiamo reagire. Purtroppo gli insegnanti non sono uniti e questo facilita il perdurare di una situazione di ingiustizia.


Ma abbiamo continuato anche i lavori: sulla strada (vi farò vedere presto qualche immagine), nella ristrutturazione dei servizi e sul tetto della chiesa.

In occasione del 50° anniversario dlela fondazione della parrocchia avevamo preso la decisione di rinnovare il tetto della chiesa, la facciata e il soffitto: oggi siamo a buon punto.

Vi offro il risultato del magnifico lavoro dei nostri falegnami.


Penso che don Giacinto Toneatto e don Giuseppe Scarbolo...saranno contenti. Continuiamo il loro lavoro pastorale e cerchiamo di conservare anche il patrimonio (chiesa e casa) che hanno costruito con tanto amore, passione e competenza.

Spero che anche voi, soprattutto coloro che ci hanno aiutati, siate soddisfatti.

Ciao e a presto!

Tetto: sopra - adesso
sotto - prima

lunedì 5 luglio 2010

Per la storia della Missione: cosa scriveva P. Silvano il 15 gennaio 1990

Mambasa, 15 gennaio 1990

Cari amici,

il mezzo che ho scelto per mettermi in contatto con voi non è certamente il più indicato per un rapporto personale, per espri­mere cioè quello che vorrei ad ogni singola persona. Durante la mia ultima permanenza prolungata in Italia ho incontrato tante persone e con qualcuna ho avuto anche ripetute occasioni di dialogo, che non si sono limitate a dei semplici convenevoli. Penso in particolare a coloro che mi hanno parlato dei loro problemi umani, familiari, professionali, religiosi, a persone che sono state colpite duramente nei loro affetti più cari, a genitori angustiati e preoccupati per l'educazione e l'avvenire dei loro figli, a giovani e adulti, a gruppi giovanili, a gruppi missionari sinceramente e profondamente impegnati...ma anche a persone che con sinceri­tà mi hanno parlato della loro difficoltà a credere...Penso a tutti coloro che mi hanno generosamente aiutato e che con il loro aiuto volevano manife­stare la loro simpatia, il loro apprezzamento per l'opera missionaria e il loro desiderio di non restare estranei a quel movimento di solidarietà in favore dei più poveri, che è uno dei segni dell'opera di Dio nel cuore degli uomini...

Pensando a tutti costoro, e quindi anche a te che leggi, sento la mia povertà e l'inadeguatezza fra quello che vorrei dire a ciascuno e quello che effettivamente posso dire con una lettera collettiva. Vi assicuro che sento tutto ciò come una sofferenza e un limite; ma questo vi dice anche che non sono indifferente e che vorrei veramente poter dire a ognuno di voi una parola di ringraziamento e di simpatia. Spero di trovare il tempo di rispondere a tutti coloro che mi scriveranno. Questa mia prima lettera non potrà rispondere alle attese di ciascuno, ma porterà a ciascuno il mio saluto, il mio ringraziamento, il mio augurio e la certezza del mio ricordo e della mia preghiera...e anche la promessa che qui a Mambasa cercherò di vivere in mezzo ai miei fratelli africani quel programma di amore, di presenza, di aiuto...che spesso è stato il soggetto delle nostre conversazioni e il motivo principale della simpatia e generosità che così abbondantemente mi avete manifestato.

Arrivando nello Zaire dopo un anno di permanenza in Europa, sentivo di entrare in un periodo nuovo della mia vita: dopo esser stato superiore per diversi anni, e quindi - volente o nolente - in una posizione di prestigio, ritornavo alla vita semplice della foresta. .. . Meno male che mi ero preparato con un corso di esercizi spirituali...

Sono partito da Bruxelles il 14 ottobre e sono arrivato a Mambasa alla fine di ottobre...passando per Kinshasa e Kisangani. In quest'ultima città avevo vissuto gli ultimi 6 anni come provinciale e avevo intessuto dei legami di amicizia con tante persone...Rivederle dopo un anno di separazione e la prospettiva di ripartire lontano da loro è stato un momento di emozione profonda,...ma che importa? bisogna partire:"Cerca di fiorire e di portare frutto là dove sei destinato". Così, solo, ho preso la direzione nord-est:530 kilometri di pista sconnessa, da digerire adagio adagio, cercando di indovinare e scegliere i buchi e le pozzanghere meno profondi e sempre col fiato sospeso, sperando che la meccanica della Land Rover tenga fino in fondo, perché non c'è né telefono né AGI...Ma tutto è andato bene. a Mambasa mi aspettano i miei confratelli con i quali vivrò in questi anni: Renzo, trentino, parroco; Cesare, milanese, che si occupa della casa, dei lavori, dell'accoglienza; Louis, confratello zairese che, diventato prete il 7 gennaio di quest'anno, si occuperà soprattutto dell'apostolato dei giovani e nei villaggi della foresta. Il mio lavoro consisterà soprattutto nella direzione della Scuola Media e della Scuola Professionale . per meccanici... Non posso perdere tempo perché l'anno scolastico è già cominciato e i problemi sono tanti. Mi è sembrato di salire su un treno in corsa e di dover prenderne il commando e nello stesso tempo di dover sistemare bagagli, passeggeri, strutture...e, in più, senza conoscer le persone che dovevano viaggiare con me: alunni-professori.

Non vi nascondo che ci sono stati dei giorni duri, quasi di smarrimento, di dubbio...giorni in cui il confronto Europa-Africa, passato-presente riveniva continuamente...Ma è stato un periodo breve: di adattamento, di perdita di illusioni...e di pesi superflui; è stato come riprendere a camminare dopo una lunga degenza a letto; inoltre ho rifatto conoscenza con la malaria e i reumatismi: tutto questo mi ha aiutato su entrare nel peso e nello stato-forma...e adesso sono molto contento!

A più riprese sono già andato nei villaggi della foresta per visitare le comunità cristiane: dappertutto la stessa accoglienza simpatica, spontanea, la stessa facilità di contatti e la stessa semplicità e confiden­za nel confidare le loro aspirazioni, gioie e sofferenze. Ma questa frater­nità e simpatia non riesce a nascondere la dura realtà in cui vivono: l'isolamento (in certi villaggi si arriva solo a piedi o in moto...a rischio di brutte, inevitabili, cadute), la dura fatica del lavoro dei campi, alla mercé del tempo (piogge diluviali o siccità prolungate), vittime anche delle devastazioni delle scimmie...e esposti alle prepotenze dei capi, con l'unica prospettiva di sopravvivere, in condizioni sempre precarie e fragili, facilmente preda delle malattie.

Ho passato il Natale e la prima settimana del '90"nei villaggi della foresta, lontano da Mambasa; forse anche questo soggiorno fra la gente mi ha aiutato a dimenticare un po' me stesso a ridimensionare i miei problemi...sono ritornato "alla base" sereno, contento, riconciliato con me e con l'ambiente, riconoscente al Signore per quello che ho ricevuto senza alcun mio merito...e deciso a essere qui fra questa gente un segno di speranza, un amico. Ho rinnovato questo mio impegno anche pensando a voi, sentendomi un po’ come un vostro rappresentante, impegnandomi a fare quello che ciascuno di voi vorrebbe fare. Anche il contenuto della mia "predicazione" si è fatto più semplice, ma anche più convinto:"Dio è Padre, ci ama, e in Gesù Cristo ci ha accolti come figli suoi". Questa "purificazione" mi aiuta ad avere uno stile di presenza fraterno e amicale con tutti: con la gente dei villaggi, con gli insegnanti e gli alunni, con gli operai. Mi piace lavorare con loro: con i pigmei sono stato spesso in foresta a tagliare i pali per fare il recinto dell'orto e per prendere della terra nera; con loro sto facendo una piantagione di banane -che serviranno ai ragazzi delle scuole- e ci prepariamo a fare un vivaio di diverse migliaia di palme da olio...Posso dire che la "collaborazione" va molto bene e sono contento dei risultati; pensiamo anche all'allevamento di pecore, conigli, galline...e forse mucche e asini?!

Ma penso e mi preoccupo soprattutto per la scuola e per i ragazzi: prima di settembre dobbiamo costruire 3 aule scolastiche per la Scuola Media, un dormitorio, un refettorio e i servizi igienici per i ragazzi che vengono da lontano...rifornire la scuola di libri e di materiale didattico e di garage (lime, morse, chiavi...).

A volte mi sembra un'impresa superiore alle mie forze, nonostante la buona volontà e l'entusiasmo. So che posso contare su di voi e questo mi incoraggia e mi commuove. Però aspetto ancora un po' prima di fare delle richieste concrete. Con i superiori, il Vescovo e i miei confratelli penso di fare una programmazione, sia per le costruzioni che per il materia­le necessario per la scuola e il lavoro dei campi...Una volta approvata questa programmazione ve la comunicherò...E poi ci "butteremo in acqua" con tanta fiducia, un pizzico di incoscienza, ma sapendo di non essere soli. La nostra Provincia ci tiene molto a quest'opera che è secondo 10 spirito della nostra Congregazione: forma dei bravi meccanici ed è l'eredità di un padre italiano (padre Bernardo Longo) ucciso proprio qui a Mambasa il 3 novembre 64, Da parte mia ce la metterò tutta perché i ragazzi ricevano una formazione completa: umana, professionale, cristiana. Questo suppone da parte nostra e mia in particolare, interessamento per i loro problemi, presenza al loro fianco, comprensione e...aiuto nelle loro difficoltà. Quasi tutti sono ragazzi poveri che vengono anche da oltre 800 kilometri, alloggiati in qualche modo da qualche famiglia di Mambasa; chi ha più fortuna mangia una volta al giorno (riso e fagioli); gli altri si sbrogliano...Vorrei alloggiarli tutti (almeno quelli che vengono da lontano), dare loro 2 pasti al giorno, ma che siano il frutto del loro e del mio lavoro dei campi.. .Sogni? Spero proprio di no! Per 11 momento sono ancora pieno di speranza, di entusiasmo...che voi stessi mi avete comunicato...e che non vorrei deludere.

Cari amici, so che ognuno di voi vorrebbe sentire in questa lettera una parola tutta per lui, una risposta alle sue domande. Vi assicuro che nel mio pensiero e nel mio affetto ognuno di voi ha un posto ben preciso, un volto dai lineamenti caratteristici...Penso ad ognuno di voi e vi porto nella mia preghiera e nel mio affetto.

Il Signore, Padre buono, che prego per voi, vi benedica e vi protegga; che si mostri benevolo e si chini su di voi e vi conceda la pace ! A tutti: grazie, grazie, grazie!

Un bacio o un abbraccio…a scelta!

P. Silvano

mercoledì 30 giugno 2010

Padre Franko sul nostro blog

30/06/2010 = 42 anni di Servizio sacerdotale,

32 trascorsi nella Rep. Dem. CONGO, di cui 20 anni tra i PIGMEI.

Mi ritrovo a Bvilla (CT), grazie a Dio non ancora “rottamato”! Grazie agli espedienti “moderni” ho potuto trovare qualche soluzione, anche se con la premessa: “precauzione!”, non più spavalderie. Forse è la situazione più evangelica che ci voleva, per rendersi più “disponibili” ed essere capaci di “far lavorare di più gli altri” senza troppo protagonismo ! L’ortopedico mi diceva che ha trovato la cartilagine del ginocchio un po’ “usata”, ed io ho commentato: “certo, dopo otto mesi di trascuratezza dall’incidente!” (non grave!); e lui ad aggiungere: “e gli altri 68 anni di usura dove li mette ?!” Questa è la realtà, ma non si poteva accettare l’idea di “faccia amicizia con la sua schiena” e rinunziare a “ripartire” per la Missione in Africa! Ringrazio i medici per i loro interventi (tre ne ho subiti in due mesi: schiena, cataratta e ginocchio); ringrazio il Signore perché “non sono come altri” (che ho potuto incontrare in sofferenze ben più serie negli ospedali !) e perché tutto è andato bene.

Spero di poter prestare ancora il mio servizio in Congo, specialmente tra i Pigmei, per portare a una maggiore presa di coscienza e sviluppo, questi fratelli più emarginati e dare loro la chiave di volta per il loro avanzamento duraturo e pieno: Cristo Gesù! In questa stessa data, il Congo festeggia il Giubileo (50 anni) di Indipendenza (dalla Colonia belga!). I vescovi ammoniscono i capi di Stato e tutta la popolazione ad impegnarsi per costruire un “Congo più bello di prima” nella giustizia, solidarietà, pace e rispetto etnico, e denunciano le ingerenze “predative” esterne (il neocolonialismo globale odierno!). Sollecitano l’impegno fondamentale dello Stato per la SCUOLA, per permettere la “crescita” dei giovani congolesi che rappresentano le speranze di un Avvenire migliore. Molte sono ancora le difficoltà in questo paese straricco, ma ridotto alla “sopravvivenza” a livello di popolazione, senza “fari” che possano indicare il cammino da seguire o leaders capaci di ricercare il Bene Comune del popolo tutto. In più, certe zone restano ancora sotto minaccia di “guerra” incontrollabile ! Speriamo di poter svolgere il nostro compito, affidatoci da Gesù, di essere “sale”, che darà sapore a questa realtà a volte senza senso.

I miei PROGRAMMI ? - Riposarmi e Recuperare /Riabilitare - non voglio ritornare in Congo “stanco” come dopo ogni vacanza! Questa volta il mio passaggio in Italia “non è stata una vacanza!” Se lo potrò, andrò a trovare qualcuno di voi, senza forzare in viaggi che non posso per ora sostenere: grazie della vostra comprensione.

La previsione è che - per il 20/08 lascio Bvilla per Verona, e il 25/08 dovrei partire da VENEZIA-Amsterdam-KAMPALA, e il 27/28 con un piccolo aereo arrivare a MUNGBERE (in Congo).Chi può e vuole contattarmi prima, avete qui il mio telefono: tel. n° - 0039 - 338 8072781 (oppure 0039- 095984426 ) e il mio e-mail: frankolaudani@yahoo.fr

Grazie di ogni contatto.

Certo, dal Congo le nostre comunicazioni si diraderanno un po’: abbiate pazienza, ma state sicuri che vi ricorderò al Signore e vi ringrazio fin d’ora di ogni vostro aiuto per il mio apostolato tra i Pigmei. La mia attività tra di loro continuerà, anche se si prevedono riprogrammazioni per gennaio/11; per noi questo impegno è prioritario. Vogliate scusarmi se durante questo tempo avrò dimenticato di rispondere a qualcuno a causa delle mie “distrazioni” obbligate e i miei movimenti su e giù per l’Italia. Grazie di tutti gli aiuti ricevuti. A tutti auguro buone e serene vacanze, per rinforzare i vincoli familiari e di amicizia e riprendere quelle forze che devono sostenere il nostro impegno cristiano, personale e sociale, ovunque e in ogni tempo.Siate lieti nel Signore!

Un caro saluto, vs p. Francesco Laudani, comboniano.

Per offerte: (deducibili) – CCP 28394377 - Oppure con Bonifico: Banca Etica: IT 68 V 05018 12101 000000512250

P. Franko LAUDANI Comboniano, intestato a: Missionari Comboniani – Mondo Aperto ONLUS - Vicolo Pozzo 1 - 37129 VERONA

(Cod.fiscale 93138170233 se richiesto ) - Causale : PIGMEI MABOMA – sempre -

E-Mail: < frankolaudani@yahoo.fr > Tel- 00243- 997795360 (in RDCongo) – difficile - meglio con un e-mail – grazie –

blog : http://mabomamission.blogspot.com/

INDIPENDENZA

Oggi in Congo c'è grandissima festa per il cinquantesimo dell'indipendenza, ottenuta il 30/giugno/1960. So che ci saranno le grande sfilate (défilés) di tutte le forze vive della nazione e altre manifestazioni. Ma se se ci si riduce a questo l'indipendenza del Congo sarà solo giuridico-amministrativa. Ci vogliono coscienze rette, l'mpegno di tutti, il rispetto dei diritti di ogni uomo a cominciare dai più deboli, amore per il lavoro e cura del bene comune. Così l'indipendenza sarà effettiva e il popolo congolese sarà libero, unito e camminerà verso il vero progresso. Che Dio tolga dal cuore dei congolesi lo spitito individualista, tribalista e settario e vi immetta solidarietà, unità e amore vero. Viva il Congo Indipendente!!!

domenica 27 giugno 2010

"La messe è abbondante.''


Sono certo che qualcuno a Milano aspetta con ansia questo messaggio, per cui, anche se la notte è profonda mi metto al computer.

Chiedo ai critici letterari di sorvolare su eventuali lacune di stile.

La giornata è cominciata presto. Tanti bambini e bambine ronzavano attorno alla missione: vestiti a nuovo, a volte anche un po' goffi in abiti non proprio su misura. Anche p. Dino e le suore erano indaffarati. La Messa all'aperto porta sempre un po' di movimento. Bisogna trasportare i banchi dalla Chiesa parrocchiale e anche quelli della Cappella Anwarite, ad Avakubi: lo spazio recintato accanto alla casa e protetto dal fitto fogliame delle palme, preparare l'altare, sistemare e provare i microfoni (manca sempre qualche cosa!).Intanto la gente arrivava, preoccupata di trovare un posto a sedere.

La Messa è cominciata alle 8,30. Il cielo era minaccioso e lo è rimasto fino alla fine. Ma ormai siamo abituati a guardare spesso in sù in queste occasioni e per diverse ragioni: timore, preghiera, ringraziamento alla fine perché la temuta pioggia non ha rovinato la festa.


Oggi in parrocchia hanno ricevuto il battesimo 181 nuovi figli di Dio: due neonati e 179 ragazzi e ragazze che hanno seguito per due anni il catecumenato. Questi 179 neofiti si sono aggiunti ad altri 95 che, ricevuto a suo tempo, il battesimo, facevano oggi la Prima comunione.

Quindi : 181 Battesimi e 274 Prime Comunioni.

Per questo, padre Dino, il parroco mi aveva chiesto di restare in parrocchia ad aiutarlo.
P. Gauthier è andato in un villaggio qui vicino.

Calcolare il numero delle persone presenti è difficile. Molte non avevano trovato posto neppure all'interno dello steccato, altre addirittura si erano sistemate sul prato di fronte alla nostra casa. Restare in piedi quasi quattro ore è una piccola impresa anche qui.

Direi che tutto si è svolto come previsto, nel bene e nel meno bene.

Canti gioiosi, ( p. Dino però faceva notare che i registri della pianola non erano proprio adatti ad accompagnare canti religiosi), animazione e partecipazione da parte di tutta l'assemblea, e a mio parere anche un clima di preghiera e di consapevolezza del momento che stavamo vivendo.

Lacune: qualche "walindaamani" (guardiani dell'ordine") troppo zelante (Nerio, ricordi Amedei?, non cambierà più!) e soprattutto la "peste" dei fotografi. Restare calmo durante l'amministrazione del Battesimo e della Prima Comunione mi ha richiesto qualche sforzo: cenni, ammiccamenti, gesti convenzionali, spinte da parte dei fotografi più intraprendenti (o spudorati) che volevano quasi quasi prendere il mio posto e quello di padre Dino.

Ma nel complesso un caos accettabile e inevitabile. L'importante era nel profondo e non poteva essere guastato da questo ondeggiare superficiale di fotografi e walindaamani.

Dopodomani, la ciliegina sulla torta: viene il Vescovo per le Cresime. Non vi dico il numero dei Cresimandi. Lo domanderò a padre Dino e ve lo farò sapere. Godevi per ora queste cifre, le foto (immaginate il resto!) e la certezza che pensiamo a voi!
Dimenticavo: la Messa è finita alle 12,15!



A presto!






Foto: 1 e 2
alcuni neo-battezzati con la candela accesa (c'era un discreto vento)
uno squarcio di folla

venerdì 25 giugno 2010

24,25 giugno - P. Dino & P. Silvano - 38 - 45!

Sarà senz’altro difficile per voi interpretare queste cifre e associarle ai due nomi.

Semplice.

P. Dino è stato ordinato prete a Ca’ Trenta il 24 giugno 1972 da Monsignor Onisto.

P. Silvano è stato ordinato a Bologna il 25 giugno 1965 dal Cardinal Giacomo Lercaro.

Quindi Dino è prete da 38 e Silvano da 45 anni!

Tutto chiaro.

Non pensate a festini o a brindisi. Anche ieri e oggi sono stati giorni ordinari: di lavoro e di impegno pastorale.
Ieri padre Dino ha presieduto una Liturgia “penitenziale”, richiesta dai Vescovi per domandare perdono per i peccati e le omissioni commessi nei 50 anni di Indipendenza del Congo. Iniziata alla grotta, questa cerimonia si è conclusa in chiesa.

Il 30 giugno 1960, il Congo otteneva l’Indipendenza. Mercoledì prossimo sarà giornata speciale in tutto il Paese. Forse si riuscirà per un giorno a dimenticare la situazione triste in cui ci troviamo.

Domenica io sono andato a Nduye. Festa solenne: Battesimi, Prime Comunioni e due Matrimoni. La presenza degli Wahibrahimu (i Wanande venuti da lontano ed emigrati a Nduye in cerca di terreno da coltivare) si fa sentire. A Nduye adesso ci sono fagioli, riso, manioca, patate dolci, mais, e la chiesa si riempie ogni domenica e risuona di canti e danze in kinande.

Questi emigranti mettono in pratica il comando di Dio ai nostri progenitori: “Crescete e moltiplicatevi! e dominate la terra”. Fra pochi anni Nduye ritornerà ad essere un grosso villaggio, pieno di bambini e di vita!

Una bella giornata. Anche i Pigmei erano invitati al pranzo e non si sono fatti pregare due volte. Ma ce n’era per tutti!

Oggi ho ricordato il mio 45° anniversario lavorando sulla strada (Nerio, aspetta e vedrai…: qui non si scherza!) e nel pomeriggio sono andato in un piccolo villaggio a 6 km (Planteco).Non ho invidiato la bella chiesa del Suffragio di Bologna dove sono stato ordinato. Avevo circa 60 fedeli. E’ stato bello e commovente. Abbiamo pregato assieme. Anche loro si sono uniti al mio ringraziamento. Ho ricordato tutti i miei compagni dispersi in sette Paesi del mondo: Italia, Svizzera, Germania, Portogallo, Argentina, Uruguay, Mozambico (Congo)...e 4 in cielo: Giuseppe, Pierfranco, Afro e Giovanni!.

Non so se ci sono classi che hanno così tanti ambasciatori.

E ho ricordato i formatori, i genitori, parenti tutti!

Anche padre Dino ha ricordato i suoi; e tutti e due lo abbiamo fatto con gioia e riconoscenza!

Buon segno!

A presto.!

Stasera chiuderemo la giornata con un bicchiere di birra assieme alle suore, poi ricominciamo.

Domenica ci aspettano Battesimi, Prime Comunioni e martedì, 29 giugno, centinaia di Cresime. Non ci possiamo fermare.

Altre notizie, a presto!

le foto recenti dei...giovani preti!

p. Dino, ieri, mentre presiede la Liturgia penitenziale.

p. Silvano, domenica 20 giugno a Nduye con gli sposi!

mercoledì 23 giugno 2010

“ANDATE A LAVORARE ANCHE VOI… NELLA MIA VIGNA”

Ieri mattina non ho avuto la presenza di spirito di uscire di casa con la macchinetta fotografica. Purtroppo. Quando sono arrivato sulla strada che scende verso il corso d’acqua Binase, e mentre andavo sempre più avanti, mi sono reso conto che lo spettacolo meritava di essere fissato e condiviso: penso che erano alcune centinaia i cristiani venuti con le loro macette, zappe e badili per tagliare erbacce, scavare i canali laterali di scorrimento, colmare buche ed erosioni che rendevano penosa (e vergognosa) la nostra strada. Era un impegno che ci eravamo presi come comunità cristiana e una promessa fatta all’Amministratore di Mambasa: in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Indipendenza del nostro paese, volevamo riparare, almeno in parte e secondo le nostre possibilità, la strada che attraversa il nostro quartiere Binase. Partecipazione massiccia dunque e molta buona volontà. I risultati? Abbastanza modesti…se vogliamo esser obbiettivi. Per lavori del genere sono necessari bull-dozers, scavatori, camion… I prossimi giorni tuttavia il nostro trattore trasporterà della limonite per dare un po’ più di consistenza a quello che i nostri cristiani hanno fatto (e continueranno a fare).

Abbiamo lavorato anche alla rotatoria prossima agli Uffici dell’Amministratore, per preparare il luogo dove dovrebbe essere eretta una stele in memoria del martirio di P. Benardo Longo. A lavori già iniziati e nonostante una lettera di domanda di autorizzazione e relativa risposta dell’Amministratore, stanno sorgendo delle difficoltà a causa di pannelli stradali che abbiamo divelto. Si vedrà.

Questi giorni sono veramente pieni.

Padre Silvano ne ha fatto l’esperienza in occasione della chiusura dell’anno scolastico, seguendo scrutini chilometrici e ascoltando rapporti e lamentele di professori .

P. Gauthier ha seguito folti gruppi di ragazzi che, finiti ormai gli impegni scolastici, fanno delle giornate di riflessione.

Stiamo terminando il catechismo, e facendo pomeriggi di riflessione per preparare i nostri i catecumeni, che domenica prossima riceveranno il battesimo (poco meno di duecento). Naturalmente ci saranno anche le Prime Comunioni, (con relative prime confessioni). Il martedì seguente (29 giugno) avremo le cresime.

Questa mattina ero a Tobola dove ho battezzato 16 catecumeni. Domenica scorsa P. Silvano ha battezzato a Nduye e io a Manjombo. Domani P. Gauthier andrà a Bandisolo e io a Some, sempre per battesimi e prime comunioni. E’ la fine dell’anno scolastico e anche le comunità cristiane raccolgono i frutti del lavoro svolto. Chi se la sente di fare una preghiera per questo scopo, farà un’opera buona per i nostri ragazzi e un gran favore a noi.

Questa sera ho fatto delle foto alla nostra chiesa, dove Famba e amici stanno continuando i lavori: ve ne mando una, perché possiate farvi un’idea di come sarà la nostra chiesa, una volta che avrà rivestito per intero l’abito nuovo.

La notizia più importante ve la do’ alla fine: Franco e Giuliano sono partiti quest’oggi, poco dopo le 12.30. Soddisfatti per l’ottimo lavoro compiuto e per la vita serena e amichevole condivisa in comunità; ma con una visibilissima punta di dispiacere a causa della partenza, arrivata troppo presto. Padre Silvano li ha accompagnati fino a Beni e a Kasindi. Non mancherà di parlarcene con la sua consueta freschezza e passione.

P. Dino

martedì 22 giugno 2010

AVOMì racconta la sagra del frumento


Nonostante le intemperie la Trattoria sull'Aia ha avuto un grande successo anche quest'anno: tantissimi cambiaghesi si sono presentati nel cascinotto gestito dall'AVomì a pranzo, a cena, ed a fare due salti a ritmo di musica, incuranti della pioggia!

Come se non bastasse sono arrivati anche degli ospiti d'onore: dal vicentino...con un pò di buon vino...si son presentati a sorpresa Gianni ed Anna!!! Hanno superato le trombe d'aria del Veneto per arrivare, ma loro giustamente han detto: "se siamo arrivati fino in Africa, ci mancherebbe non venire a Cambiago!!!
E sì, questi Ruaro son tutti un pò speciali!

Infine, siccome il programma della sagra del frumento è stato rimandato, alla fine della giornata ci hanno addirittura chiesto di fare il BIS settimana prossima!!! Non potevamo rifiutare!

E' proprio vero allora che agli Uomini di Buona Volontà basta la buona volontà per fare le cose!

Ilaria

venerdì 18 giugno 2010

Il sentiero del Buon Samaritano

Carissimo,
ti rispondo molto velocemente. Sono le undici e un quarto.

Sono appena tornato dal sentiero del... Buon Samaritano.

Questa sera alle sette e un quarto, qualcuno è venuto a chiamarmi, per una donna che non riusciva a partorire. Sono dovuto andare fino al km 15 sulla strada di Beni. Strada pessima a causa delle erosioni causate dalle piogge dei giorni scorsi. Ma la Feroza è una buona macchina, è piccola, ma grintosa e ci arrivo senza eccessive difficoltà. Mi fanno entrare in una capanna: il bambino è là su un povero guanciale; sembra dormire. Sembra...Che stretta al cuore quando mi dicono che il bimbo è nato morto.
Nella stanzetta accanto, la mamma geme :"Datemi il mio bambino": L'infermiere decide che la si trasporti a Mambasa. Viaggio penoso: per me, che cerco di usare la più grande delicatezza guidando la macchina fra erosioni, buche, salti, massi che sporgono...penoso soprattutto per la mamma, che geme ad ogni sobbalzo. Un'ora e mezza per rifare i 15 km fino a Mambasa. Al Centro di sanità della missione ci rispondono che tutti i letti sono occupati. Andare all'Ospedale Generale non si può perché là chiedono che si paghi in anticipo, e la parente che accompagna l'ammalata non ha un becco di quattrino. Allora ci inoltriamo nelle viuzze del quartiere Mirindi e arriviamo da Erik, medico privato, che, per prima cosa si premura di sapere chi pagherà.
La donna è esausta, ha una forte caduta di tensione, non si può aspettare, occorre intervenire subito: il Buon Samaritano di turno pagherà.
Prima di partire, il medico mi chiede di prestargli la mia pila, perché la sua diffonde una luce talmente languida che di notte deve certamente inciampare ad ogni più piccolo imprevisto che incontra. Come avrebbe fatto ad interervenire su quella povera creatura?

Caro Gianluigi ho voluto scriverti questo perché il sonno non è ancora troppo esigente e mi lascia ancora un pizzico di lucidità. Non badare agli errori del testo: sto scrivendo senza nessuna luce in stanza mia: la lampada a pannelli solari, non funziona (non mi è mai capitato) e la mia bella lampada sta guidando la mano del nostro dottor Erik: che faccia il bravo.

Ciao, Gianluigi. E Buona notte.

Dino

N.d.R. Questa è la mail che ho ricevuta stamattina da Mambasa. Prima di pubblicarla ho solo atteso un cenno di conferma da P. Dino che, poco fa, mi ha scritto così:"... l'ho scritta soprattutto con questo scopo; anche se non te l'ho detto espressamente. Mi aspettavo questa tua reazione. Naturalmente, pubblica... ".

giovedì 17 giugno 2010

Tanto per cambiare...ancora lavori


I giorni passano velocissimi per i nostri amici Franco e Giuliano, come capita quando non c'è tempo da perdere e bisogna spingere forte, se si vuole realizzare quanto ci si era proposto.


Nelle previsioni, l'impegno più impegnativo doveva essere quello dell'impianto idraulico dell'ospedale. Si aggiungeva, come impegno secondario, la realizzazione della parte idraulica di due bagni e una lavanderia, nel giardino dietro casa.

Nella realtà, abbiamo cominciato dall'ultima parte, quella dei due bagni, a cui si sono aggiunti dei corollari, ragionevoli ma imprevisti: impianto acqua calda nel bagno delle suore( che festa che hanno fatto!!!), rifacimento dell'impianto idraulico delle camere della prima casetta, aggiunta di sanitari nella "stanza del vescovo". E così, i nostri amici stanno facendo gli straordinari, lavorando fino alle sei di sera, perchè vogliono a tutti i costi consegnarci un lavoro con i fiocchi. E ci stanno riuscendo. Meritano i nostri ringraziamenti e la nostra ammirazione. Credo che l'unico tempo che perdono è quello di Franco consacra a svuotare le sue bombolette contro zanzare e insetti: quest'anno sono particolarmente numerosi e "pericolosi".

E l'ospedale? Questo sarà un capitolo a parte, che riprenderemo in considerazione più tardi, quando avremo voltato pagina.


Oggi, il signor Famba e i suoi falegnami-carpentieri sono saliti sul tetto della chiesa, dando inizio finalmente ad un lavoro, che il consiglio pastorale parrocchiale aveva proposto ancora lo scorso anno, prima della celebrazione del cinquantesimo della Parrocchia. Questa sera, alle 17.00, la metà della navata centrale era già pronta per la posa delle nuove lamiere. Il nostro capo-falegnami assicura che fra due settimane la chiesa sarà totalmente coperta.

E' dal mese di gennaio che stiamo sollecitando i nostri cristiani perchè prendano questi lavori come cosa loro: che se ne sentano responsabili, che diano il loro contributo. E bisogna dare atto a molti di loro: pur nella loro povertà, hanno dato la loro offerta, modesta ma generosa. In tutto, circa 1.500 $. Certamente agli occhi del Signore appariranno molti di più di quello che non sembrino a noi.


Padre Silvano, non è a Mambasa, ma è in viaggio (cosa strana !!!) . Questa sera si trova a Beni. Vi si è recato con tre camion per caricare il materiale inviato dall'Italia per il nostro centro di spiritualità di Monsignor Grison, a Kisangani. La nostra comunità si è impegnata a collaborare con i confratelli di Kisangani per affrettare la conclusione di questa importante opera. Abbiamo fiducia che l'angelo custode ne terrà conto e starà ben sveglio, per evitare rotture ed altre noie a questo "convoglio speciale".

p. Dino

martedì 15 giugno 2010

AVOMì: un invito per sabato 19

AVOMì partecipa alla SAGRA DEL FRUMENTO

c/o Cascina Orombella, Cambiago

nelle campagne paesane vi aspettiamo alla TRATTORIA sull’AIA

Sabato 19 giugno

dalle ore 20.30 bar e musica dal vivo con i ROCKWAY (cover rock)

Domenica 20 giugno

pranzo e cena con un menù dal gusto solidale su prenotazione

ed intrattenimento musicale in serata

TUTTO il ricavato delle vostre consumazioni andrà in beneficienza ai progetti in Congo, Kenya, Etiopia e Brasile che AVOMì sostiene.

per info: a_vo_mi@yahoo.it

(post di Ilaria Sala)

domenica 13 giugno 2010

Notizie fresche... da Mambasa...



Oggi a Mambasa è festa grande.

Celebriamo la Festa del Sacro Cuore. Come al solito, partecipa-zione numerosissima. Processione iniziale più lunga del solito, anche perché, oltre al celebrante, ai chierichetti, alle danzatrici, c’era uno stuolo di uomini e soprattutto donne, membri della “confraternita del Sacro Cuore”.

P. Nerio può stare tranquillo: la tradizione continua e per quanto riguarda canti, preghiere, incenso, danze siamo in continua crescita! Ci stiamo inculturando anche noi!!!

***

P. Gauthier a riassunto così la proceesssione di domenica scorsa

Corpus Domini à Mambasa


Secondo la tradizione la Messa si è conclusa con un processione animata da preghiere e canti. “Tumsifu Yezu Kristu katika Eukaristi; Ee Yezu wangu, nitaenda kwa nani?, Tumsifu Yezu Kristu, Mungu wetu, katika hostya hii takatifu.

Tutti cantavano, rispondevano alle invocazioni del celebrante e durante le varie soste si mettevano in ginocchio. L’atmosfera era di preghiera e di una certa fierezza di poter confessare apertamente questo mistero dell’amore di Cristo.

La processione è cominciata al dispensario. Una prima sosta davanti alla casa delle suore, una seconda davanti all’Istituto Bernardo Longo. Poi verso la chiesa per la benedizione finale!


Domenica scorsa.

P. Dino a Nduye con Franco e Giuliano.

Immancabile la foto sul fiume Nduye. Lungo la strada hanno potuto ammirare qualche bellezza…in occasione della cerimonia dell’iniziazione delle bambine. (Detto fra noi: Giuliano e Franco stanno facendo un lavoro meraviglioso: un tandem sincronizzato ed efficace!)


Nel frattempo p. Silvano era a Mayuano.


Dopo un contrattempo causato da una foratura e da una sosta forzata in una pozzanghera, (vi risparmio la foto che attirerebbe su di noi commenti tipo: incoscienti! senza testa!...) ha avuto la gioia (sudata) di amministrare il Battesimo, la prima comunione a diversi ragazzi.

Colpisce sempre a Mayuano il contrasto fra la cappella e la scuola Albino Martinelli. Qualcuno può pensare a una provocazione, ammirando quest’ultima che si trova a pochi passi dalla prima.


E se fosse invece uno stimolo o un sassolino nella scarpa?


Speriamo sempre. I cristiani hanno già raccolto le pietre per le fondamenta…e ci aspettano. Anche noi aspettiamo.


Ciao e a presto.

Ultima ora (per Giando e Anna): Dominique e Wakunga ( Lo Schumacher di Giando) sono già a Butembo per i pulcini. Li aspettiamo domani, sperando che arrivino presto. Documenteremo l'arrivo e la distribuzione!

***

foto: lungo la strada di Nduye - Giuliano e Franco sulla riva del fiume Nduye.

Uscita dei cristiani dalla cappella di Mayuano - La scuola Agroforestale "Albino Martinelli" a Mayuano

domenica 6 giugno 2010

CORPUS DOMINI

Sto aspettando che Mambasa pubblichi su questo giornalino la cronaca della processione del Corpus Domini che ci sarà sicuramente stata. Io ho un bellissimo ricordo di questa manifestazione vissuta per sedici anni a Mambasa. In particolare ricordo lo slancio dei "CROISES" in questa occasione: ballavano e cantavano con tanto entusiasmo, trasmettendo a tutti gioia e speranza.

Qui in Italia non ho partecipato alla processione organizzata dalla diocesi di Milano dalle parti del duomo. Si è svolta di sera, in mezzo a monumenti e palazzoni, con passo compassato: non mi pento di non esserci andato; sarei rimasto deluso ricordando quelle di Mambasa così vive, che si snodano tra capanne e casette povere, su una strada sterrata, con pozzanghere da schivare e, in genere, con tempo nuvoloso che minaccia pioggia , ma poi esce il sole: E' stata così anche quest'anno? Aspetto il vostro racconto (con foto, evidentemente). Penso che i volontari che sono in Italia e che vi hanno asistito anche una sola volta saranno anche loro contenti di leggere e guardare la processione ya MWILI NA DAMU ya YESU del 2010. Se fate presto a pubblicare faremo a tempo a mettere il "servizio stampa" sul bollettino "UNA SOLA FAMIGLIA. Ciao a tutti. Nerio

mercoledì 2 giugno 2010

QUI SAM

Qui SAM, Via Ezio Andolfato 1 Milano.
Abbiamo il piacere di informare la Mission Catholique di Mambasa che sappiamo che Nico e Francesco sono ben arrivati. Li crediamo già al lavoro al nuovo ospedale. Aspettiamo di vederli presto su qualche foto da voi pubblicata. Il "Temerario" starà affrontando le zanzare con armi avveniristiche e non potranno nuocergli. A proposito vi hanno dato, due idraulici, le due stecche di cioccolato svizzero? Buono, vero?
Qui da noi c'è P. Panteghini che vi saluta. Ritorna in Camerun tra due settimane.
Tutta la comunità vi saluta. Senzazionale: FR Amedeo ha superato i 60 kg di peso!

venerdì 28 maggio 2010

OGNI GIORNO, UN PASSO AVANTI ( s p e r i a m o ! )

Ho appena parlato con P. Silvano per telefono. Si trova a Kampala da mercoledi scorso. Sta terminando gli ultimi acquisti in vista dei lavori che abbiamo in programma per il prossimo mese di giugno. Sta andando tutto bene. In serata sarà all’aeroporto per accogliere gli amici Franco e Giuliano. Li aspettiamo a Mambasa per domani sera; mentre P. Silvano arriverà in macchina domenica sera.

A Mambasa, continuiamo la vita e il lavoro di tutti i giorni.

Nel giardino, dietro casa, i muratori stanno terminando i muri di una piccola costruzione (lavanderia e due bagni) che abbiamo deciso di costruire per migliorare l’accoglienza nella nostra casa.

Ieri ho fatto una ispezione nella nostra concessione. In basso, vicino al corso d’acqua Binase, il primo stagno, che abbiamo commissionato ad un nostro amico: è ormai pronto per dare inizio ad un allevamento di pesci (probabilmente i tilapia). Naturalmente altri stagni verranno scavati; a questo riguardo la nostra concessione ci offre larghe possibilità.

Vicino agli stagni, sulla collina, è previsto l’arrivo del canale che alimenterà una piccola turbina. Don Giovanni Piumati, nostro amico di Butembo ed esperto di questi tipi di turbina, ci assicura una resa di 4/4,5 kilowatt; in regime normale di acqua. Lo scavo del canale inizierà fra poco.

Sono andato a vedere anche la piccola piantagione di Jatrofa-kurkas. Volevo fare una foto per mandarla al nostro amico Giando, ma ho avuto vergogna. Che mare di erbe è cresciuto in questi due mesi di piogge! Ho potuto costatare comunque che le piante di kurkas sono rigogliose. Mando una foto di quelle che abbiamo nel nostro orto. “Troppo alte” – reclamerà Giando – “bisogna potarle”. Ed ha ragione. Ieri sera stesso, Ubeling, il nostro responsabile del gruppo di lavoratori pigmei, mandava i suoi uomini per provvedere a tagliare le erbe e zappare.

L’ultimo edificio dell’Istituto Padre Bernardo Longo prende sempre più forma: fra qualche giorno sarà coperto.

Ieri sera abbiamo fatto la riunione mensile del nostro Consiglio Pastorale Parrocchiale. All’ordine del giorno, il tema seguente: prepariamo la celebrazione del Cinquantesimo Anniversario dell’Indipendenza del nostro Paese. 30 giugno 1960 – 30 giugno 2010.

Si è pensato a manifestazioni sportive (calcio e corsa in bici), danze, una conferenza dibattito sul tema “Mambasa ieri e oggi”, film.

Come comunità cristiana vogliamo prepararci riflettendo, in seno alle Comunità di Base, sulla lettera scritta dai Vescovi del Congo in occasione del Cinquantesimo Anniversario dell’Indipendenza. In programma pure una celebrazione penitenziale sulle nostre inadempienze nei confronti del nostro paese.

Infine, come comunità cristiana, vorremmo assumerci l’impegno di riparare la strada dalla sede dell’amministrazione cittadina (rotonda) fino alla Missione. Circa un kilometro e mezzo di strada, attualmente in stato di degrado pietoso. Il frutto migliore di questo lavoro, a mio avviso, non sarà la strada rinnovata, ma la convinzione un po’ più assodata nei nostri cristiani che tutti dobbiamo volere il bene comune e constribuirvi in modo concreto.

Siamo fiduciosi che la risposta della nostra gente sarà positiva. Sarà un altro piccolo mattone nella costruzione di una società migliore.

E il camion e trattore partiti verso Babonde la settimna scorsa? Che fine hanno fatto? Sono arrivati, grazie a Dio. Sei giorni di pene per coprire i circa quattrocento km. Bravi Zaccaria e compagni! Dopo due giorni di riposo e di controlli ai veicoli, si sono spostati da Babonde a Ibambi: i confratelli di questa comunità ci hanno chiesto di dar loro una mano con il trattore, per spianare il loro campo da calcio.

Per oggi, ho finito. Le prossime notizie le sentiremo da P. Silvano, al suo ritorno da Kampala. Buon viaggio a lui e agli amici Giuliano e Franco.

Un saluto cordialissimo a tutti voi.

P. Dino


Foto: lavanderia e bagni in costruzione – il primo stagno – jatrofa.