giovedì 20 marzo 2008

Giovedi Santo: scrive P. Dino

Carissimi Amici,

non sono ancora fuori tempo massimo per mandarvi gli auguri di Pasqua. Vi mando naturalmente anche un saluto molto cordiale, assieme ad un ricordo presso Lui, che ci è sempre vicino come amico. In questi giorni noi, padri di Mambasa, stiamo facendo un po’ gli straordinari per Lui.
I giorni scorsi eravamo tutti quanti requisiti dai nostri cristiani per le confessioni pasquali. Abbiamo passato molte ore ad ascoltare le miserie della nostra gente e offrire loro una parola di perdono e di speranza. Molti la cercavano con cuore sincero. Io e il padre Gauthier abbiamo visitato anche i malati e i vecchi nelle loro case. Molti ti davano una sensazione di pace, ed esprimevano tanta gioia e tanta riconoscenza per la visita. Per altri appariva molto chiaramente che più che la confessione, cercavano un’occasione per sollecitare un aiuto: un triciclo per per il figlio handicappato, il tetto della casa che...fa acqua, un vestito, o semplicemente del cibo. Al sentimento di compassione, spontanea e giusta, ben sovente si mescolava anche una reazione di stizza e quasi di rabbia. Si’ di rabbia, quando, uscendo dal tugurio della vecchietta, vedevi, nel cortile della casa accanto, dei giovanotti allungati sullo sdraio, occupati faticosamente a curiosare sui passanti ed ascoltare beatamente musica. Alle nove o alle dieci del mattino. “Questi sono peccati” dicevo alla mamma che mi accompagnava. Effettivamente il problema della miseria esiste fra la nostra gene, ma la soluzione si trova anzitutto “nelle loro mani” . Difficile fargliela capire; ma è une dei nostri lavori, e non il meno importante.

Fra due ore comincero’, nella nostra chiesa di Mambasa, la celebrazione del Giovedi’ Santo. Padre Gauthier é partito stamattina per Nduye e vi rimarrà fino a Pasqua. Silvano passa proprio ora davanti alla mia porta per prendere la macchina ed andare a 25 km. Anche Padre Gianpaolo sarà in una comunità cristiana per la celebrazione. Per noi cristiani è una festa importante: riceviamo dal Signore il dono dell’Eucarestia e del Sacerdozio: oggi è quindi la festa di noi, preti. Vi saremo grati se farete una piccola preghiera anche per noi e per la...nostra conversione.

Un caro saluto e Buon Pasqua.

P. Dino.

Giovedì Santo...


Quando penso che giovedì scorso ero a Milano non mi sembra vero. E' così lontano quel mondo anche se i ricordi sono vicini, dentro di me. Forse perché il tempo vola e in pochi istanti ci porta lontano.

Sono le 20,30...Sono appena tornato da un villaggio (Bandisolo) distante 25 km da Mambasa.

Ho celebrato la Messa del Giovedì Santo per un centinaio di persone.

Ho trovato una sorpresa: il catechista aveva preparato 12 uomini (i dodici apostoli) per la cerimonia della lavanda dei piedi in ricordo di quanto aveva fatto Gesù quella sera.

Quando li ho visti davanti a me non ho potuto impedirmi un sorriso: 5 erano Pigmei.

Seri, coscienti del loro ruolo. In cuor mio ho ringraziato il catechista!

Evidentemente non avevano né scarpe ne ciabatte...Posso dire di aver ben lavato quei piedi: cercavo di farlo come lo avrebbe fatto LUI, con delicatezza e con rispetto.

Ne valeva la pena. Alla fine della cerimonia l'acqua era...marrone!

Questa sera non faccio che pensare a loro.


Avevo già pronto un altro soggetto: la consegna delle macchine da cucire alle 4 ragazze finaliste della Scuola di Taglio e Cucito che nel luglio del 2007 avevano avuto il diploma. Oggi hanno fatto festa e hanno ricevuto una Singer (cinese!) che le aiuterà a iniziare il lavoro nella loro casa...

Ma ve ne parlerò un'altra volta...


Volevo invece condividere con voi la gioia che mi ha dato un caro amico mandandomi i suoi auguri: ho appena letto il suo mnessaggio e ve lo trasmetto...E' un invito a condividere le cose belle che ci unscono...

Ero alla ricerca di una immagine della lavanda dei piedi...

Credo che quella che vedete in alto ci aiuti tutti e che sia bene intonata alla festa di oggi. Gesù infatti ci ha detto, alla sera del Giovedì Santo:"Vi do un comandamento nuovo: amatevi come io vi ho amati. Non c'è amore più grande di quello di colui che da la vita per i suoi amici."

Grazie Daniele...

E Buona Pasqua

A presto

martedì 18 marzo 2008

Da Mambasa...

Sono qui a Mambasa da ieri sera.
Non ci sono stati tanti convenevoli. Un'accoglienza cordiale da parte di Dino, Jean Paul et Gauthier...e un po' più tardi, dopo cena, quella delle nostre 6 suore.
Stamattina, subito al lavoro.
Due ore di scuola per ricuperare il tempo perduto.
Nel pomeriggio in Chiesa per le Confessioni.
Stiamo elaborando insieme il programma per la visita ai villaggi in occasione del Triduo Pasquale.
Mi edifica il fervore e lo zelo dei miei confratelli: nessuno si tira indietro!
Si decide e si va...Fantastico! Da notare che andiamo fino a 130 km...da Mambasa!

Spero di trovare un po' di tempo per scrivere con più calma.
Intanto un saluto a tutti...e un augurio anticipato ai GIUSEPPE!, anche se la festa liturgica è già passata...
Buona notte!

domenica 16 marzo 2008

A Beni...

Sono a Beni presso le Suore Orantes...
Sono arrivato proprio poco prima dei Vespri...Un momento di pausa.
Viaggio tranquillo, a cui sono già abituato: circa 540 km di strada, di cui 460 asfaltati (quelli in territorio Ugandese).

Ma lungo tutta la strada, c'era qualcosa di nuovo oggi, bello e pieno di promesse: bambini,(tantissimi e ben vesiti), ragazzi, ragazze, uomini e donne che camminavano portando una palma. Non si vedevano le chiese, ma si potevano intuire dalla direezione della marcia dei "credenti".
Non posso nascondervi che il mio cuore era pieno di tenerezza e di speranza...
Domenica delle Palme... Comincia la Settimana Santa che si concluderà con la Pasqua di Risurrezione...
Risuonavano nelle mie orecchie le parole di Cristo risorto: "La pace sia con voi"...
C'era pace e gioia oggi sulle strade...! Che ci sia sempre!

Qusta sera è arrivato a Beni anche padre Nerio per prendere ciò chegli ho portato dall'Italia...
L'ho visto bello e abbronzato. Mi dice che la sua giornata oggi è fatta di preghiera e di lavoro nell'orto.
Ora et Labora...
Domani avremo modo di parlare più a lungo...e poi continuerò per Mambasa...

Anche a voi, pace e bene...

p. Silvano

sabato 15 marzo 2008

Sono a Kampala

carissimi,
qualcuno avra' pensato che sono scomparso...
Sono a Kampala da questa notte dopo un viaggo tranquillo...
Ma, durante il lungo volo in cui ho sorvolato le Alpi, il mare, il deserto e anche un po' di foresta, quanti pensieri per la testa e quanti nomi da ringraziare e altri a cui chiedere scusa...

Vi ho ricordati tutti, spero!

Vorrei scrivere a lungo, ma non lo faccio oggi perche' sto scrivendo con una tastiera inglese senza accenti...e invece dovrei proprio accentuare e sottolineare...
Domani arrivo in Congo (Beni) e lunedi' a Mambasa.
Grazie di cuore a tutti e di tutto.
MUNGU AKUBARIKI! Che Dio vi benedica.
A presto!

p. Silvano

venerdì 14 marzo 2008

Si chiama Paolino

Paolino Mumbere. Un ragazzotto di una ventina d’anni. Aveva bussato alla mia porta alcune settimane fa’. Chiedeva un tetto e da mangiare. I pochi stracci che aveva addosso era tutto quello che possedeva. Era scappato da Rutchuru, zona calda del Sud-Kivu, martoriata dalla guerra tra le truppe governative e i ribelli di Laurent Nkunda e altri gruppi di Mai-Mai.

La guerra gli aveva tolto ambedue i genitori, vittime dei combattimenti divenuti quotidiani. La sorella era stata strappata di casa da un gruppo di militari; da allora non aveva più avuto notizie di lei. E cosi’ Paolino si era messo in salvo, fuggendo il più lontano possibile da quel luogo diventato maledetto. Ed ora eccomelo li’, davanti; stracciato, stanco, con gli occhi senza luce.

Che fare? Andai dal signor Longo Giuseppe: “Papa’, che cosa possiamo fare per questo povero ragazzo?” Giuseppe pensa un momento. Poi: “Lo prendo in casa mia”, dice con l’aria più naturale di questo mondo. Gli do’ dieci dollari, perché gli dia da mangiare per qualche giorno, in attesa – pensavo - di trovare una sistemazione definitiva.

Incontro papa Giuseppe dopo una settimana: “Allora, come va il nostro Paolino”. “Bene, padre. Lo porto con me al campo ogni giorno e lui si é adattato bene alla nostra casa”. “Bisognera’ pero’ pensare dove sistemarlo in modo stabile”. “Padre, abbiamo deciso di tenerlo con noi. Solo, se mi puoi dare un letto, perché non ne abbiamo abbastanza”.

Da allora Paolino vive con papa’ Giuseppe Longo. Sono venuti tutti e due a trovarmi alcuni giorni fa’: tutti e due contenti e sereni.

E’ vero. Al mondo non ci sono solo ingiustizie e violenze. Fioriscono anche fratellanza e tenerezza.

P. Dino.

Una foto appropriata l'avevo nella mia digitale, rimasta danneggiata sotto la moto, sulla strada Wamba - Niania. Grazie e ciao.

lunedì 10 marzo 2008

E' vicina...la PASQUA

Carissimi,
chiedervi scusa è il minimo che posso fare...Ho trascurato il blog e non solo quello. Sono pronto a fare la penitenza.
Ma credo veramente di avere delle scusanti: non so se in queste settimane le mie giornate potevano essere più piene.
Inoltre, nei giorni passati a Schio, non mi era facile l'accesso a Internet...
Ora sono di nuovo basato a Milano e lo sarò fino alla partenza per il Congo.
Partenza che doveva avvenire oggi, ma in seguito agli avvenimenti del Kenya, con la conseguente diminuzione di passeggeri per Nairobi, il volo del lunedì è stato annullato.
Partirò da Malpensa il 14 marzo, alle 6,30.
Approfitto di questa occasione per ringraziare!
Lo faccio con tutto il cuore.
Saluto e ringrazio i miei familiari ai quali avrei voluto dare più attenzione, più tempo e più affetto. Spero avranno capito e scusato i miei limiti, le mie dimenticanze e anche le mie preoccupazioni. Ma vorrei dire loro, senza la minima esitazione, che li amo tanto, che sono orgoglioso di loro e che anche questa volta il distacco da loro è stato doloroso.
Continuerò a portarli tutti nel mio cuore e nelle mie preghiere.
Saluto gli amici di Schio (e dintorni), di Senigallia, di Padova, di Milano, di Cremona... Ringrazio Giandomenico, Giuseppe...e tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita della riunione del
1 marzo!
Ringrazio il Gruppo Missionario di Ca'Trenta e tutti quelli che operano per dare speranza ai nostri amici di Mambasa: ho visto che siete in tanti e questo mi ha commosso e stimolato.
Vengo da una bellissima esperienza a Cambiago:
Sabato sera, 8 marzo: condivisione sulle realtà di Mambasa e di una missione in Etiopia dove lavora una suora di Cambiago.
Domenica, 9 marzo. Momenti intensi di preghiera nella celebrazione della santa Messa alla quale ha partecipato moltissima gente. Grazie per questo clima, per i canti, per la cura e la bellezza della Liturgia.
Grazie don Gianni!, grazie a voi tutti amici di A.VO.MI...e grazie anche ai tanti ragazzi e ragazze che conservano nel cuore un' antica amicizia nata nel 1965!
Grazie anche a tutti quelli che hanno voluto aiutarci, con il loro dono, nel nostro lavoro di evangelizzazione e di promozione umana...
Ho i vostri nomi nella mia memoria e il vostro volto davanti ai miei occhi. Vi dico ancora:"grazie e che Dio vi benedica".
Conserverò a lungo questo bellissimo ricordo...
A presto!

giovedì 6 marzo 2008

Padre Dino: gli ultimi 15 giorni

Carissimi Amici,

Già da troppe settimane la corrispondenza da Mambasa languisce; e questo senza dubbio per mancanza di iniziativa (o di coraggio) da parte mia. Per fortuna il nostro bravo Gianluigi é intervenuto da Senigallia ed ha rotto un silenzio stampa fin troppo prolungato.

Mi ha cosi’ anticipato, dandovi alcune brevi notizie riguardanti il nostro viaggio (di P. Gauthier, di Suor Gianna e mio) fatto a Wamba per partecipare all’Assemblea Diocesana. Sei giorni, zeppi di conferenze e discussioni, con alcuni orientamenti finali sul modo di lavorare nelle nostre parrocchie e di collaborare in seno alla diocesi e ai decanati. (Parola difficile, “ecclesiastica”, che non sto a spiegarvi). Il succo di tutti questi giorni di lavoro é che ci siamo impegnati a lavorare per accrescere nelle nostre comunità cristiane lo spirito di famiglia e il senso di responsabilità personale. Spirito di famiglia, o spirito di accoglienza, lo abbiamo sperimentato durante il nostro viaggio di andata quando, alle ore 18.15 abbiamo dovuto fermare le nostre moto al km 47, tra Niania e Wamba, per non essere inghiottiti dalla notte in un tratto di strada che l’indomani troveremo orribile. La mia moto non aveva fari. Eravamo in cinque persone. Al villaggio non conoscevamo nessuno. Ci indicano la casa del catechista. Siamo accolti da re: acqua da bere e per lavarci per tutti, un buon piatto di riso con un po’ di selvaggina; perfino un buon caffé ha dato sapore alla nostra cena. E poi, tutte le attenzioni e le premure suggerite da un cuore buono e da uno spirito di fede. Da ultimo, un buon letto, matrimoniale per giunta, che gli sposi hanno messo a mia disposizione, andando, loro, a dormire chissà in quale buco. Quella sera mi sono addormentato benedicendo il Signore per la squisita accoglienza, che mi ha fatto dimenticare le buche, il fango e le scivolate che avevano “condito” il nostro arrancare verso Wamba. Era il 18 febbraio.

Facciamo ora un salto di quasi venti giorni ed arriviamo al 6 marzo. Questa sera ho terminato una serie di quattro incontri formativi, il cui scopo era quello di rilanciare un po’ le nostre Comunità di Base. Sono venuti in più di 160, membri dei nuclei animatori delle 23 comunità di base, nelle quali é divisa la nostra parrocchia. Queste comunità raggruppano insieme i cristiani di un settore della città, o di una via, o di un nucleo abitato. Insieme organizzano un incontro settimanale di tutta la comunità (dai quindici ai trentacinque-quaranta adulti), una vita di preghiera comunitaria (condivisione del vangelo e di preghiera) e i diversi servizi utili per il funzionamento della comunità stessa (servizio dei poveri, pastorale delle famiglie, pastorale dei giovani, impegno per la giustizia e la pace...). Lo scopo é quello di favorire dei rapporti di conoscenza reciproca, di costituire un luogo di riflessione e di scambio, un’occasione ed uno stimolo per maggiore impegno personale per il bene della comunità, della parrocchia e anche del quartiere. Bisogna dire che per fare riunioni e per parlare, in genere la nostra gente non ha bisogno di essere spinta molto. Ma quando si tratta di impegnarsi in una azione concreta, beh, questo non é di tutti. Alcuni sono ammirevoli per impegno, altri sembrano avere i piombi ai piedi (o alle mani). Ecco due conclusioni (non le uniche) alle quali siamo giunti alla fine di questi giorni: formazione (religiosa e umana) offerta al più gran numero possibile; coerenza e continuità nelle decisioni che la comunità prende. Adesso cercheremo di passare dal dire al fare.

Avrei voluto mandarvi una foto di questo incontro; purtroppo la mia macchinetta digitale é rimasta coinvolta in una delle numerose scivolate/cadute che mi é capitato di fare durante il nostro viaggio di Wamba: in quell’occasione, le gambe mi si sono scorticate ben bene, e la macchinetta, poverina, ci ha lasciato le penne. Cerco di mandarvene un’altra, di foto, che risale all’occasione in cui il Vescovo mi presento’ alla comunità cristiana di Mambasa.

Vi saluto tutti, con simpatia e con gratitudine.
P. Dino.

domenica 2 marzo 2008

Ascolta la voce di Padre Silvano


Ieri sera siamo stati con padre Silvano. Eravamo a Schio, sua terra natale, e ci siamo trovati per fargli festa con un bel gruppo d'amici.
Accoglienza di prim'ordine da Giando, che ha bissato - in versione invernale -l'incontro della scorsa estate di cui abbiamo scritto qui sul blog.
A P. Silvano abbiamo chiesto di mandare un messaggio via blog, di dire qualche parola a tutti gli amici che non potevano esserci, in particolare ai molti che lo seguono via Internet.

Di seguito potete ascoltare (è la prima volta che facciamo l'esperimento!) la registrazione della sua voce. Per sentire basta clikkare su questo link avendo il computer con la scheda audio e le casse (o la cuffietta).
Come sempre sono molto graditi tutti i commenti. Fatevi sotto!

venerdì 29 febbraio 2008

Padre Dino ci scrive

Quanto si legge qui sotto è la mail di Padre Dino. L''ho ricevuta ieri sera in risposta ad una mia che chiedeva notizie, notizie non solo per me, ma per tutti gli amici che frequentano il blog.
Visto che qui, sulle pagine che volano nella grande rete di Internet, è il nostro luogo d'aggregazione, il nostro momento d'incontro ho pensato di condividerle con tutti. Affinché tutti sappiano com'è la vita in Congo e quali sono gli impegni di P.Dino.
Padre Silvano è ancora per pochi giorni è qui in Italia per motivi di salute - auguri! - e molti amici mi auguro che avranno avuto notizie in diretta. Altri, io stesso lo vedrò domani sera. Chi è in giro per il mondo apra qui e s'aggiorni.
Grazie a tutti e grazie Padre Dino. GL

L'idea di scriverti ce l'avevo avuta, e avevo anche pensato che una interruzione troppo lunga toglie l'interesse dell'iniziativa. Abbastanza problematica e' stata la disponibilità di tempo. Vengo da un viaggio a Wamba, durato una una decina di giorni, per partecipare all'Assemblea Diocesana. Un viaggio un po' avventuroso per via del tratto Niania Bayenga. Ritornato a Mambasa, sono stato preso d'assalto dalla folla di gente che mi aspettava per le cose e i bisogni piu' disparati. Oggi ho avuto quattro ore di scuola e subito dopo pranzo sono andato fino ad Epulu. Penserei di dire qualche cosa del viaggio di Wamba.

Ma lasciami prima fare un articolo urgente, che Silvano mi ha chiesto, da pubblicare per i nostri confratelli della Provincia Italiana. Grazie dell'osservazione che mi hai fatto...so che viene da motivi disinteressati.

Ciao. Dino.

le due foto che vedete , la semina e gli alveari, sono state fatte da padre Dino, 18 anni fa, era il 1990, allo Scolasticato di Kisangani.
Recuperate ora, per la bisogna un po' fortunosamente.

mercoledì 20 febbraio 2008

a due passi da noi

Mentre Padre Silvano sta facendo "il tagliando" abbiamo pensato di dare un'occhiata alle esperienze di chi, come noi, usa questo strumento per comunicare .

A due passi di distanza dalla nostra missione, anche se qui in Africa le distanze non si possono valutare con il metro che abitualmente impieghiamo, c'è un giovane missionario, P. Renzo Busana, che nemmeno conosciamo. Però di lui possiamo leggere dal blog le sue testimonianze e vedere anche le immagini della gente e della missione.
Questo è il link per raggiungerlo e quindi per leggere quanto pubblica.


Attraverso i link di questo blog abbiamo aperto una pagina che riguarda le esperienze missionarie di altri confratelli dehoniani.
E' questo il link per chi fosse interessato ad approfondire.

Mi permetto una considerazione del tutto ovvia per chi frequenta la rete, ma che speriamo, prima o poi, sia condivisibile dai più. Con tanti esempi pratici cominciate a credere che le tecnologie informatiche ed Internet stanno diventando essenziali anche per le esperienze missionarie?!

sabato 16 febbraio 2008

un passo indietro: Domenica 27 gennaio...Consegna DIPLOMI

Domenica, 27 gennaio, si è concluso a Mambasa il mese di formazione dei membri delle 3 cooperative di allevamento: due cooperative di polli e una di conigli.

Evidentemente il momento più atteso era quello del pranzo.

Ma i formatori, dott. Giandomenico Drago e dott. Anna Gabriella Di Pasquale hanno voluto anche consegnare un attestato di partecipazione e di riuscita a coloro che avevano superato un piccolo esame.

Consegnando questo attestato, il dottor Giandomenico, anche a nome della dottoressa Anna ha detto: “

Vorremmo richiamare la vostra attenzione e fare assieme a voi alcune considerazioni:

1 – Cooperative. Cosa significa cooperativa?

Cooperativa, significa prima di tutto lavorare assieme per sé e per gli altri, con lealtà, impegno, costanza.

Se saprete mettere in pratica questo principio, andrete lontano, contribuirete ad elevare moralmente, socialmente ed economicamente voi stessi, le vostre famiglie, le vostre comunità.

Se invece lavorerete con il solo scopo di ricavarne un profitto, correrete il rischio di fermarvi alla prima difficoltà e di buttare in aria il lavoro non solo vostro, ma anche quello di tutti gli altri.

2 – Formazione.

Ora avete imparato come lavorare nell’allevamento dei polli e dei conigli, la preparazione del mangime, l’economia della gestione e tante altre conoscenze techniche.

D’ora in poi dovrete imparare da soli a lavorare assieme, a progettare assieme ed essere solidali fra di voi, a discutere i problemi assieme e a fare festa, come oggi, assieme.

Uniti si fa la forza e di forza ne abbiamo bisogno soprattutto quando incontriamo delle difficoltà.

Ripartiamo per l’Italia contenti di quanto abbiamo fatto assieme; abbiamo già dei progetti interessanti per il futuro.

Sta a voi ora dimostrare quanto vi impegnate e quanto valete. Quando ritorneremo, in agosto, faremo la verifica definitiva per valutare se il progetto deve continuare o se è stata una bella storia...finita.

Ora è tutto nelle vostre mani.

Non deludeteci!

Commento di padre Silvano: Grazie, Giando e Anna! Avete fatto una cosa molto bella...Anch’io ce la metterò tutta, al mio ritorno, perché questo progetto vada avanti!

ULTIME NOTIZIE...

carissimi,
mi sento in colpa per questo lungo silenzio. Qualcuno potrebbe anche porsi delle domande inquietanti.
State tranquilli. Sono vivo e sto...bene.
Sono a Milano. Dicono che a 70 anni, la garanzia scade e quindi bisogna fare di tanto in tanto qualche controllo. Li sto facendo e ne devo fare altri...Per il momento. tutto bene. Certo è inutile illudersi: l'anagrafe, qualche malaria, qualche parassita hanno lasciato delle tracce; ma niente di catastrofico.
Prevedo il ritorno in Congo il 10 marzo. Purtroppo non potrò vedere e ringraziare tutti...
Vi terrò informati e cercherò di non perdere i contatti.
Qui in Italia ho un telefono: 3387789442...
Un saluto e a presto.
p. Silvano

sabato 2 febbraio 2008

Come aiutare l'Africa ... al supermercato!

Un paio di giorni fa ero al supermercato. Mi sono avvicinato ai banchi della frutta per comperare delle mele e delle pere. Un grande cartello, un po' strano, spiccava tra gli altri. Vedete qui la foto.


Africa! cosa c'entra l'Africa? In basso a destra la firma dell'iniziativa: toh! non poteva essere che il CEFA. Si questa organizzazione che per me, per i miei ricordi della fine degli anni '60 equivale a Padre Angelo Cavagna. Il prete dehoniano di Bologna, il GLM di allora, l'occasione che di fatto mi ha poi portato, come volontario, a Nduye nel lontano 1971.

In cosa consiste l'iniziativa? Se acquistate una cassetta, diciamo circa tre chili di pere IGP Emilia e Romagna "30 centesimi verranno destinati al progetto CEFA Il Seme della Solidarieta". Un progetto di www.cefaonlus.it per insegnare a coltivare la terra, lavorarla, seminare e raccogliere frutti nel Sudan.

Ancora una volta quindi, dopo il mio precedente post scritto per la Pasqua del 2007, lancio un appello ai pochi o molti lettori di questo blog, a tutti gli amici e confratelli di Padre Silvano.
Diamoci da fare per trovare un oggetto, una ditta, una occasione di vita quotidiana a cui agganciare almeno uno dei tanti e buoni progetti di Mambasa e di Nduye. Quante possibilità ci passano tutti i giorni sott'occhio e magari non sappiamo coglierle!
Aiutate questa idea a crescer con una segnalazione, uno spunto, un contatto.
Da parte sua Padre Silvano ed altri dello staff cercheranno, molto presto, di mettere a posto dal punto di vista burocratico ed amministrativo le realtà missionarie che da Padre Longo ad oggi si sono sviluppate in moltissime concrete realizzazioni. Sappiamo che occorre purtroppo adempiere ad alcune formalità per costituire una ONLUS e/o una ONG. Mi sento di dire, confermi padre Silvano?, che quanto prima possibile anche questo passo sarà fatto.

mercoledì 30 gennaio 2008

Gioia e Festa a Mambasa, (p. Gauthier)



Dal giorno della mia ordinazione sacerdotale, domenica 30 dicembre 2007, a Kinshasa, per l' imposizione delle mani di Monsignor Mbulamatari, non smetto di ringraziare il Signore per questo magnifico dono.
Ringraziamento e riconoscenza sono le parole che meglio esprimono i miei sentimenti in questi giorni.

Questo sentimento di ringraziamento era ancora più forte la domenica 20 gennaio, quando ho celebrato la mia prima Messa qui a Mambasa, il luogo dove ho vissuto l’ultimo periodo della mia formazione e della mia preparazione al sacerdozio.

Ciò che più mi ha colpito durante questa santa Messa è stata la gioia e l’accoglienza che mi hanno riservato i fedeli e gli abitanti di Mambasa.
La partecipazione era spontanea e impressionante.
La commentatrice della Messa ha riassunto in questa frase il sentimento e la gioia che si leggevano sul volto dei fedeli: “ tufurahi juu ya mtoto yetu = Rallegriamoci a causa del nostro figlio”. Questa “adozione” mi ha molto colpito: sentirsi accolto e desiderato in una comunità è un grande motivo di incoraggiamento.
E’ la conferma della promessa di Cristo: “ Chi avrà lasciato casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli, campi, a causa mia e del vangelo, riceverà il centuplo già fin d’ora...”

Questa gioia è stata sorgente di gratitudine e di stupore dato che sono a Mambasa da soli due mesi . La gioia e la partecipazione della gente erano di molto superiori alle mie aspettative.
Questa gioia è la conseguenza del ruolo che la missione svolge per loro. La missione e la Chiesa sono per loro:speranza, presenza che stimola, che rassicura, che sostiene.

L’ordinazione di un nuovo sacerdote è segno di continuità: continuerà l’opera di Dio e continueranno le opere dell’educazione della gioventù, le iniziative di sviluppo e di promozione umana, incominciate dai padri che hanno lavorato qui a Mambasa.

P. Silvano ha ricordato che un villaggio senza figli è un villaggio senza futuro. Un futuro migliore per tutto il nostro paese è il profondo desiderio degli abitanti di Mambasa e del Congo intero. Essi sperano che un giorno i loro figli possano studiare con dignità, che la gioventù abbia un avvenire sicuro, che ci sia cibo per tutti, che gli ammalati trovino un ospedale dove saranno trattati con rispetto e amore, che possano avere una casa decente...
La comunità cristiana di Mambasa intravede questa speranza nell’azione dei padri che qui lavorano...Infatti se in altri paesi è lo Stato che dona speranza, che rassicura e che garantisce la dignità della persona, questo purtroppo non è il nostro caso. Lo Stato ha talmente deluso la gente che più nessuno si rivolge a lui per cambiare la situazione, per alleviare la miseria, per costruire una scuola o per scavar un pozzo. La gente guarda verso la Chiesa.

E’ questo il mio programma: far nascere e crescere la speranza nel popolo di Dio.

Io credo che la missione del Signore era quella di ridare speranza. Quando pensiamo al numero di ammalati e di marginalizzati a cui ha ridato la speranza e la gioia di vivere, allora capiamo le sue parole: “ Io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

Alla fine della Messa ho domandato ai cristiani e ai miei confratelli di sostenermi con le loro preghiere e con i loro consigli affinché con il mio ministero possa essere artefice di gioia e di speranza, gioia e speranza che i cristini di Mambasa hanno abbondantemente manifestato oggi.

domenica 27 gennaio 2008

Il TG 2 delle 20.30

Stasera sul Tg 2 delle 20.30 abbiamo visto un servizio sul lavoro del missionario dehoniano Padre Aldo Marchesini, medico, che lavora in Mozambico.

Chi volesse rivedere il servizio di Enzo Romeo può collegarsi a questo link:
http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/list_content_tg.srv?id=1986#

venerdì 25 gennaio 2008

Prima Messa di Padre Gauthier


Domenica 20 gennaio la nostra parrocchia di Mambasa ha avuto la gioia di partecipare alla prima Messa di padre Gauthier. Per i lettori del blog non è uno sconosciuto...e spero lo sarà sempre meno. Mi ha promesso che scriverà anche lui qualche impressione di quella giornata.

Per parte mia...ho un po' di amaro in bocca. Domenica mattina, verso le 8, quando ci preparavamo alla concelebrazione di questa Prima Messa, ho ricevuto una telefonata dal Provveditore degli studi di Bunia che mi invitava ad essere in quella città nel pomeriggio perchè il Ministro della Pubblica Istruzione voleva vedermi il lunedì mattina.

Vi assicuro che durante la santa Messa ero abbastanza distratto e mi domandavo se veramente dovevo andare a quell'incontro, visto che persiste in me uno stato di stanchezza e sapendo che questa partenza improvvisa avrebbe un po' guastato la festa...

La Messa è stata molto partecipata: almeno 1500 cristiani hanno pregato e cantato con noi...Era uno spettacolo grandioso, solenne...e pieno di speranza.

Padre Gauthier ha presentato il suo programma: annunciare il Cristo. Lo ha fatto in maniera semplice, con tanto buon umore e senza complessi anche se non possiede ancora bene la lingua swahili.

Per me è stata una festa...a metà. Avevamo pensato a un pranzo un po' speciale con le suore ed alcuni collaboratori...Invece , assieme a padre Dino, che si era proposto di accompagnarmi almeno fino al ponte(crollato) sull'Ituri abbiamo mangiato qualche cosa in fretta e poi siamo partiti...

Comunque l'essenziale è questo ed è meraviglioso: abbiamo fra noi un giovane sacerdote, dinamico, serio, pieno di entusiasmo (contenuto! -buon segno) per l'apostolato fra i giovani e nella scuola...

Lo affido anche alle vostre preghiere...

Dell'incontro con il Ministro vi parlerò un'altra volta...spero presto.

Ciao...


martedì 15 gennaio 2008

Dehoniani in Camerun




















Qui sopra vedete riprodotta la prima pagina del sito
http://www.children-care.org/

C'è poco da dire e molto da fare.

Visitatelo e, se possibile aiutateci a rendere il nostro blog bello ed utile come le pagine web di Padre Antonio Panteghini.

Le iniziative in rete si moltiplicano anche per quanto riguarda il mondo missionario.
Restare indietro significa purtroppo "perdere il treno".

domenica 13 gennaio 2008

Una tradizione

Ci siamo lasciati la settimana scorsa con la notizia della ripresa delle scuole. Per illustrare questo avvenimento avevo scelto una foto di Giovanni Diffidenti. Semplice, umana,vera.

Senza zainetti pesanti sulle spalle...ma molta simpatia, gioia, solidarietà. Un sacchettino con dentro un quaderno e una biro,...e soprattutto il pallone. Alcuni senza nulla...Cosa impareranno?

Dopo questa immagine volevo mandarvi quella dei nostri ragazzi che vengono, ogni mattina all'Istituto Bernardo Longo... Ma probabilmente sarebbe un doppione che avete già visto...

Vi voglio parlare invece di un altro avvenimento della settimana. Come è tradizione ormai (ma potrà durare a lungo?) questa settimana ho consegnato ai finalisti falegnami dell'anno scolastico 2006-2007 un kit di arnesi che li potrà aiutare a cominciare un piccolo laboratorio a casa loro. Hanno terminato i 4 anni di scuola il mese di luglio 2007. Poi hanno fatto 6 mesi di stage in una falegnameria di Beni... Adesso sono pronti a volare con le loro ali. Hanno ricevuto gli strumenti indispensabili: pialla, sega, trapano, punte, vite per fare il banco di lavoro, raspe, lime, cacciaviti, martello, tenaglie, scalpelli, metro... Vi posso assicurare che hanno mostrato tanta riconoscenza e tanta gioia... Anche questo è...un seme.

Questi ragazzi (7...ma al momento della consegna 2 erano a casa ammalati), grazie alla scuola hanno un mestiere che li aiuterà a guadagnare onestamente e dignitosamente la propria vita e ad essere utili alla comunità, là dove si troveranno... Alcuni arnesi li avevo ricevuti da ...amici, altri li ho dovuti comperare...

Ci sono altri gesti di questo genere che si stiamo preparando...ma ve ne parlerò un'altra volta. Questa sera mi fermo qui: spero di riprendere in maniera più regolare il dialogo... Come sapete sto uscendo da una brutta malaria...e questa lascia il segno, soprattutto a una certa età.

Un saluto a tutti...soprattutto a coloro che si fanno vivi con un commento o con un gesto di generosità. A tutti, grazie!

martedì 8 gennaio 2008

7 gennaio ...si riprende la scuola



Carissimi,

i romani dicevano: "age contra"..reagisci.

E' quello che dobbiamo fare. Stanchezza, fiacchezza, troppi impegni: age contra

Siamo rimasti in due: p. Jean Paul deve subire dei controlli medici e p. Gauthier è a Kinshasa per la sua prima messa...

Ieri abbiamo ripreso le scuole.
Il 30 gennaio cominciano gli esami del primo semestre: non c'è tempo da perdere

Qui a Mambasa, ripresa regolare anche se dobbiamo lamentare qualche assenza...Non ci sono i treni o le corriere...Ci si affida ai camions occasionali e non sempre c'è posto.

Ma cosa sarà nelle varie scuole della foresta? Un pensiero che mi assilla.

Ci consoliamo con la poeticità di questa foto sempre di Giovanni Diffidenti...
A presto

martedì 1 gennaio 2008

AUGURI!


carissimo e carissima!


Siamo alla sera del 1 gennaio 2008. Non so come tu abbia varcato la linea di demarcazione fra il 2007 et il 2008!

Qui a Mambasa è stato tutto molto semplice.

Alle 16 del 31 dicembre 2007, santa Messa per ringraziare il Signore... "Perdonaci il male che abbiamo commesso, nel 2007; se qualche bene abbiamo compiuto, accettalo..."

19,30 Cena con le suore e con due ospiti: i dottori Giandomenico Drago e Anna di Pasquale, veterinari di Schio che vengono a vedere l'evoluzione di 3 cooperative di allevamento: due di polli e una di conigli!

Una cena semplice, ma autentica e schietta. Alla fine anche un pezzettino di Pandoro e un goccio di spumante Ferrari, portato dai visitatori.
Dopo cena avremmo potuto guidare tranquillamente: a tavola eravamo in 12!

Dopo cena, libera uscita: Chi si è unito ai carismatici nella preghiera notturna, chi è uscito a contemplare fino a ora tarda il cielo stellato e chi, più banalmente, come il sottoscritto, dopo un passaggio in cappella...è andato in cerca di un po' di riposo a letto.

Riposo interrotto a mezzanotte dalle grida provenienti da tutti i quartieri di Mambasa: "Bonne Année" e dal suono della campana...Meno male che non hanno ancora scoperto i botti i fuochi...


Stamattina...tantissima gente in chiesa. Abbiam0 riascoltato quelle belle parole del Signore che faccio mie per augurarti un Buon Anno:
"Il Signore si rivolse a Mosè dicendo:"Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro:Voi benedirete così gli Israeliti; direte loro:

"Ti benedica il Signore e ti protegga!

Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio.

Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda la pace"!


Che queste parole ti accompagnino durante tutto il 2008!

Questo messaggio ti arriva attraverso un angioletto...di Mambasa (foto di Giovanni Diffidenti)

Un abbraccio e un augurio a te e ai tuoi cari!

Forse ti accorgi che non sono ancora in forma...non spaventarti: sto ricuperando!

p. Silvano

Buona notizia


carissimi,

sono un po' in ritardo con...la redazione. Purtroppo non siamo in molti nell'ufficio stampa. E quando qualcuno - in questo caso, il sottgoscritto - non è in forma a causa della persistenza della malaria...Il giornale non esce.


Cerco di ricuperare. Notizia bella e...grande.

Domenica, 30 dicembre, a Kinshasa è stato ordinato sacerdote p. Gauthier Buyidi che fa

parte della nostra comunità dal mese di ottobre.

Ha fatto gli studi di Teologia in Sudafrica per cui conosce bene l'inglese e ci è di grande aiuto nella scuola...

Rendiamo grazie a Dio...e accompagnamolo con la preghiera e la fiducia.

Auguri p. Gauthier!

Meilleurs voeux p. Gauthier! Sache que tu as notre prière, notre confiance et notre soutien!


la comunità di Mambasa

lunedì 31 dicembre 2007

Un'idea per l'anno nuovo

Il post che segue doveva essere pubblicato venti giorni fa.

Senza spiegare il perché del ritardo scrivo questo appunto per sottolineare quanto mi sembra essenziale. La lettera sottostante è quella che ho inviato ad alcuni amici e che il giornale della Diocesi ha pubblicato, con l'intento di raggiungere ancor più persone.

La finalità dello scritto spero sia abbastanza chiara, almeno lo era nei miei intendimenti. Far si che per un anniversario (o in altre occasioni significative) gli amici più distratti abbiano a concentarsi un attimo su questa opportunità: dare un segno concreto di solidarietà, con un gesto di amicizia, verso la missione di Mambasa e di Nduye.

Perché non provate anche voi, amici tutti di Padre Silvano?

Agli amici di Don Enzo Formiconi,

specie in questo periodo, ricordando il prossimo anniversario della sua dipartita, mi sembra opportuno che uno di noi scriva materialmente qualche riga. Lo faccio come magari altri hanno già pensato di fare.

Tra i tanti ricordi che ci fanno sentire Don Enzo vicino anche ora, forse uno in particolare resta sempre di costante attualità. Per una lunga ed intensa esperienza vissuta assieme, cari amici tutti, mi sembra opportuno fare cenno a quella missione che ben conoscete, anche se si trova lontano, nel cuore dell’Africa. Quanti incontri, quante esperienze di vita, quante lettere e quante fotografie! Don Enzo ha vissuto pienamente l’esperienza per diversi anni, offrendo sempre un impegno generoso e motivato, tanto che non solo i suoi allievi, ma anche solo chi ha frequentato quei luoghi, ancor oggi lo ricordano. In Africa, un po’ come ha sempre saputo fare in tutte le esperienze di vita, si è impegnato ed ha offerto, generosamente, il massimo di se stesso.

Quindi oggi non faccio un grande sforzo d’immaginazione se penso che le notizie, ed anche le immagini, che oramai fluiscono con una certa regolarità, dalla foresta dell’Ituri che si trova all’equatore, qui da noi grazie ad Internet, l’avrebbero spinto, ancora con maggior entusiasmo, a ricordarci la testimonianza costante dei nostri missionari. In particolare quella di Padre Silvano Ruaro che da allora, dall’inizio degli anni ’70, continua a tutt’oggi oggi l’opera di Padre Longo, sempre con rinnovate energie.

Un ricordo particolare: quasi quarant’anni fa quando giovani e carichi d’entusiasmo eravamo appena giunti in Africa, alla missione di Nduye, la posta ci veniva recapitata se non c’erano intoppi una volta ogni 15 giorni. Quindi solo ogni due settimane la potevamo anche spedire. Adesso grazie al satellite e ad Internet sentiamo e vediamo il nostro “grande” Padre Silvano (“grande” anche perché ha compiuto da poco settant’anni, di cui oltre la metà trascorsi in Africa!) tutti i giorni. Lo possiamo vedere all’opera assieme a centinaia di ragazzi delle scuole, ai meccanici, agli agricoltori, ai catechisti ed ai suoi confratelli, sempre impegnati ed attivi come in quei tempi lontani.

Ai nostri tempi basta un clik sul computer www.mambasa.blogspot.com per varcare una barriera di oltre seimila chilometri. Così possiamo constatare come tutti i giorni le sue preoccupazioni siano molto più concrete delle nostre e come il difficile lavoro e la costante testimonianza cristiana diano quei frutti che spesso, qui nei nostri ambienti, nemmeno siamo in grado d’immaginare.

Da poco sappiamo che i padri dehoniani, e lui padre Silvano in prima persona, sono stati di nuovo chiamati dal Vescovo ad operare nella storica missione di Nduye, dopo venti anni esatti del tentativo di gestione da parte del clero indigeno. Nduye è la missione forse più nota; fondata da Padre Bernardo Longo, che fu uomo semplice, ma di grande fede ed ingegno e che venne trucidato dai ribelli, nel 1964.

Mi chiedo e vi chiedo, a voi tutti cari amici di Don Enzo ed ai lettori di Voce Misena, noi che si fa?

Si resta inerti oppure, come avveniva quando c’era don Enzo, possiamo impegnarci un poco?

Di recente Padre Silvano alla fine di un resoconto su una vicenda difficile, apparso sul blog, ha scritto: ” Mi fermo qui: andare più avanti aumenterebbe il mio disagio.” Poi, citando una frase di Kahlil Gibran, il famoso poeta libanese, ha terminato dicendo: “E’ bene dare quando ci chiedono, ma meglio è comprendere e dare quando niente ci viene chiesto”. Più chiaro di cosi…

Collegatevi ad Internet, al blog della missione, non solo per prendere nota su come fare un piccolo versamento di aiuto, su come donare una borsa di studio o qualche sacco di riso per la semina. Collegatevi di frequente per aggiornarvi sulla vita della missione e magari anche per scrivere due righe di commento. Bastano poche parole, un cenno di saluto per dare la carica a Padre Silvano ed ai suoi. Quindi avvicinatevi a questo benedetto computer, magari a quello di vostro figlio, di un amico (o della parrocchia per chi non lo avesse in casa) e visitate questo blog, appunto come si dice clikkando su: www.mambasa.blogspot.com

Grazie a tutti.

Gianluigi


Nota sul filmato

Per la prima volta su questo blog inseriamo un brevissimo filmato. Presto ne seguiranno altri.

Queste immagini risalgono al 1990. Vedrete, appena all'inizio e poi alla fine, Don Enzo Formiconi. Le riprese iniziano a Mambasa e poi ci si sposta a Nduye. Un caso?! Come avviene in questo tempo, quando i nostri missionari, di nuovo chiamati dal Vescovo, sono ritornati a Nduye.


martedì 25 dicembre 2007

da Padre Dino, il giorno di Natale

Carissimi amici,

pace e bene a voi e a tutti i vostri cari.

Rischiavo di non trovare il tempo per mandarvi un pensiero amico e un saluto fraterno in occasione di questa bellissima festa del Santo Natale. Purtroppo, per troppa gente, nel Natale, di « Santo » rimane ben poco: in esso c'é posto per tutto tranne che per il Signore e la sua discreta e sconvolgente offerta di comunione. In questi giorni mi sono trovato spesso a meditare e a stupirmi del fatto che questo Bambino che adoro nel presepio di Natale é il segno di un Dio che mi cerca , che mi desidera, che vuole trovarmi, che ci tiene a stare con me, ad essere in mia compagnia, ad avere la mia amicizia. Ma che cosa c'é in me che suscita tanto interesse da parte di Dio ?

In questi giorni di preparazione al Natale ho passato tante ore a sentire le confessioni dei nostri cristiani : file di gente che non finivano mai. Probabilmente anche perché non avevano da fare la fila al supermercato... Gente quasi sempre semplice, povera, ignorante ; sconosciuta, senza pretese. Accanto ad essa sentivo il fascino segreto della semplicità e della povertà. Una sorta di compassione e di tenerezza quasi spontanee, che mi faceva pensare a quello che una mamma sente per il suo bambino debole e bisognoso di tutto ; e soprattutto a quello che il nostro Dio sente per tutti i poveri del mondo, per ognuno di noi.

Ma capita tutti i giorni di essere a contatto anche con gente piuttosto rustica, fannullona, piena di spirito di inganno e di profitto, pretenziosa , incapace di un gesto di gratuità. Gente di fronte alla quale viene spontaneo dire : « Un aiuto non se lo merita . Lasciamo che vada per la sua strada». Ma poi mi dico : e se Dio avesse lasciato me andare per la mia strada ; accecato dal mio orgoglio e sviato dal mio egoismo ?... Mi pare che questo Dio del Natale, che viene a salvare un mondo cattivo, perduto, disperato, ci inviti a lavorare per gli altri anche quando forse « non se lo meritano » e a cercare di fare del bene anche « a fondo perduto ». A volte mi si chiede perché rimango qui, a lavorare con cosi' pochi risultati. La risposta è da cercare nel senso profondo del Santo Natale. Ve lo auguro Buono e Ricco della Presenza del Dio con noi.

Un caro saluto a tutti e una preghiera, di cuore.

P. Dino

domenica 23 dicembre 2007

Auguri: che sia Natale!


Carissimo,

siamo alla vigilia di Natale e, se aspetto ancora, rischio di mandarti gli auguri per Pasqua.
Se mi segui sai che in questi giorni sono stato attaccato dalla malaria; ma non me ne faccio una “malattia”?!. Piuttosto una ragione di più per essere breve e semplice. Scusa se sono povero e vuoto. Ma mi consolo: anche se incredibile la storia del Natale è estremamente semplice e fragile: un niente la deturpa e la sfigura.

E’ successo questo:

Dio stanco di essere frainteso, giudicato male, scambiato per un tiranno, viene di persona sulla terra. Si fa uomo. Ma non scherza: non un uomo privilegiato, ma un bambino che nasce nel seno di una bambina, in una stalla... perchè nessuno lo vuole!
Stupore, perplessità, dubbio, rifiuto.
Maria: “come è possibile?”
L’angelo a Giuseppe. “non temere...”
Giovanni: “Sei tu colui che deve venire...O ne dobbiamo aspettare un altro?”
I sacerdoti del tempio neppure si muovono.

Erode lo cerca, ma per ucciderlo.

I poveri, i pastori...lo accolgono.

Dio è :

Dio è un neonato con gli occhi socchiusi che Maria stringe per scaldarlo e per allattarlo.
Dio è un piccolo e un debole che ha bisogno di tutto.
Dio è un mite che non uccide i malvagi, ma cede alla loro prepotenza...

Se Dio è così:

Se questo bambino è Dio,
significa che Dio ci ama davvero: “per noi uomini e per la nostra salvezza, discese dal cielo!”
che è mite, paziente,
che non è un giustiziere
che ha bisogno di noi, come ha avuto bisogno di Maria e di Giuseppe,
che abita dove c’è fragilità, esclusione, povertà, che non ha paura delle stalle (materiali...e morali)

Proposta da...portare avanti:

In questi giorni penso: se fossi Papa cambierei la data del Natale del Signore.
Il 25 dicembre ormai è pieno di virus...
Il mondo sarebbero spiazzato, smarrito, scandalizzato.
Ma non voleva forse questo, Gesù, il bambino di Bethlemme?

Auguri

Auguri a tutti: nominarvi è impossibile: lascio scorrere i vstri volti davanti a me.
Un augurio, un sorriso, un grazie, una preghiera per te che leggi.

Dio ti ama”...allora di che aver paura? Per questo Natale è sorgente di pace e di gioia!

Ricordati anche tu di me.
Un abbraccio
p. Silvano

mercoledì 19 dicembre 2007

Nel ricordo – riconoscente - di don Enzo


Per gli amici del blog di Mambasa don Enzo Formiconi non è uno sconosciuto.
Ne parlo nel breve racconto "Padre Longo e la sua opera" e anche in "Chi siamo".

Il suo ricordo e la sua opera sono intimamente legati alla persona del dott. Gianluigi Mazzufferi, il cui contributo ci è veramente prezioso.

Domani ricorre il secondo anniversario della sua “partenza”... verso la casa del Padre. Ricordo solo alcune date importanti della sua vita. Lui stesso diceva spesso che l’esperienza africana era stata fondamentale nella sua vita.
Finché ha potuto si è sempre tenuto in contatto epistolare con noi, ripetendo ogni volta il suo apprezzamento per l’opera di formazione della scuola, sostenendola in vari modi e coinvolgendo anche i suoi amici.

- Settembre 1971 – Luglio 1974 : a Nduye come professore nell’Istituto Professionale e nel Liceo Mavuno (che significa Mietitura/Raccolto).

- Dicembre 1991 – 1993: Professore all’Istituto Bernardo Longo a Mambasa.

Chi era?
Per i familiari, un riferimento
per molti, una guida
per tanti, un amico
per tutti, un fratello
per noi, una presenza fedele e operante!

Piccolo messaggio
- ai suoi cari (tramite il nipote Paolo): lo ricorderò e vi ricorderò domani, celebrando la santa Messa per lui e per voi;
- ai suoi amici: sono in comunione con voi, vi ricordo, vi ringrazio e soprattutto vi auguro di non dimenticare il suo esempio, le sue parole e il suo messaggio.

Grazie, don Enzo per quello che sei stato e per quello che ci hai donato!

lunedì 17 dicembre 2007

Istruzioni pratiche: come aiutarci

Questa notte abbiamo effettuato alcuni aggiornamenti circa le modalità per i versamenti di aiuti e contribuzioni alle missioni di Mambasa e di Nduye, usando il conto corrente bancario dei Sacerdoti del Sacro Cuore, a Milano.
Resta invariato il numero del conto corrente postale.
Sulla schermata del blog, in alto a sinistra, tutto è spiegato alla voce."Come aiutarci".
Per praticità d'uso riportiamo le indicazioni nel post sottostante.

1) CREDITO BERGAMASCO – Agenzia n. 81 Viale Monza, 343 20126 MILANO

Indirizzo SWIFT: CREBIT21081

b) Codice IBAN:

b.1 Per bonifici in € (Euro):

IT 26 D 03336 01601 000000005011

b.2 Per bonifici in USD (dollari USA):

IT 37 H 03336 01601 USD508143007

c) Intestazione del conto bancario:

Provincia Italiana Settentrionale dei Sacerdoti del S. Cuore



2) Conto Corrente Postale: N° 15103203
Intestato: Sacerdoti del Sacro Cuore – Via Andolfato 1 – Milano



L'importante è indicare sempre e chiaramente la causale. Ad esempio potrebbe essere "Per P. Silvano-Mambasa e Nduye". Inoltre specificare sempre chiaramente nome e recapiti dell'offerente. Ciò per consentire poi almeno un cenno di ricevuta.

Ovviamente è sempre utile comunicare quanto fatto "in tempo reale" a padre Silvano, scrivendo alla seguente mail: ruarosilva@yahoo.fr

sabato 15 dicembre 2007

novena di Natale

Carissimi,
...decisamente questo sarà un Natale diverso. Dopo la mia nomina a Ispettore delle scuole del territorio di Mambasa ...non è più come prima.
Lo diceva anche il nostro ex-presidente: "Plus rien ne sera comme avant" (niente sarà più come prima).
Le emozioni, le preoccupazioni...i progetti si accavallano; ma su tutto domina un senso di tristezza, di impotenza...
Nel mio peregrinare ho incontrato delle situazioni strane, inimmaginabili, come questa scuola.
Non è un montaggio o una foto "preparata"...giudicate voi.

Anche sul piano del personale, cose da non credere: scuole cattoliche con un Testimone di Jeova come direttore, un'altra con un direttore Kimbanguista...
Che fare? Non lo so proprio...

Ma ci sono anche cose belle: due giorni fa sono andato a Mayuano e come vedete la scuola Albino M. (un istituto agroforestale) sta facendo gli ultimi ritocchi. Lunedì, dopo il lavoro dei muratori e dei falegnami, sarà il turno dei pittori...A Natale sarà pronta ad accogliere...Gesù.
Un'altra bella notizia fresca fresca (di oggi!). Da Kinshasa mi hanno comunicato che i nostri 10 alunni finalisti che hanno fatto gli esami di Stato: 5 in Pedagogia Normale (che corrisponde alle nostre Magistrali) e 5 in Matematica-Fisica (che corrisponde al nostro liceo scientifico) sono stati tutti promossi. Cosa eccezionale se tenete presente che sul piano nazionale solo il 30% è stato promosso...

Quindi...lo dico a voi e soprattutto a me: coraggio, se ce la mettiamo tutta...possiamo uscire da quelle catapecchie e fare un...mondo più bello.
Buon cammino verso il Natale.

lunedì 10 dicembre 2007

I 15 lustri di padre Angelo



11.12.1932 - 11.12.2007!
Non ho voluto tenere per me questa notizia: padre Angelo domani, 11.12, ricorda il giorno della sua nascita. Il calcolo in anni è presto fatto. Ma preferisco farlo in lustri: il 15 che ne risulta profuma di giovinezza, di entusiasmo, di vitalità, di generosità.
E' così che lo penso sempre. E per chi non lo sa, Mambasa ha un posto speciale nel suo spirito e penso anche nelle sue preghiere, da quando è venuto qui nel gennaio del 2002. A dire il vero, non so se per coincidenza o causalità, durante il suo soggiorno in Congo e dopo sono successe cosa dell'altro mondo: è stato coinvolto in un naufragio fra Kisangani e Basoko sul fiume Congo; subito dopo la sua partenza il vulcano Nyragongo è entrato in eruzione e ha in parte sommerso Goma, e qualche mese più tardi è iniziato il finimondo: guerra, esodo, migliaia di rifugiati...
Che sia un presagio? "dopo di me..."
Comunque,domani, assieme a una preghiera speciale per lui, davanti alla Madonnina, anche un augurio sincero: che i lustri siano ancora tanti...e sempre smaglianti.
Auguri, padre Angelo ...e grazie!
...la comunità di Mambasa

domenica 9 dicembre 2007

la parola a padre Dino

Carissimi amici,
é passato ormai un mese da quando Monsignor Kataka Janvier, Vescovo di Wamba, é venuto qui a Mambasa. La visita aveva un duplice scopo : aprire ufficialmente l’ispettorato delle scuole cattoliche di Mambasa, con p. Silvano come ispettore responsabile e, in secondo luogo, presentare il sottoscritto ai nostri cristianidi Mambasa come loro parroco. Padre Silvano vi ha già parlato della sua nomina e anche delle preoccupazioni e grattacapi che questa gli procura. E’ una nuova responsabilità e una nuova sfida, che egli affronta con la consueta forza e passione e, cosa inevitabile quando c’é amore e passione, anche con sofferenza.
La presentazione del nuovo parroco é avvenuta domenica, 11 novembre, ad Avakubi, una vasta e simpatica spianata, ombreggiata da numerose palme, con al centro un altare, coperto da una tettoia di ondulati trasparenti. C’erano almeno duemila cristiani. Prima dell’offertorio, il Vescovo mi ha messo fra le mani una grossa chiave : essa mi ha fatto pensare a Colui che é si definito la « porta dell’ovile » e che era al tempo stesso pastore delle pecore. Io sono chiamato a rappresentarlo, qui a Mambasa. E poi mi ha messo sulle spalle la stola, simbolo del servizio pastorale del parroco. Stola come « grembiule » : il servizio appunto. Spontaneamente mi sono sentito prendere da una certa paura e ansia. Ma subito ho pensato che questo servizio che il Signore mi affida é soprattutto un dono suo : poter servire Dio nei fratelli é proprio un dono, occasione e mezzo di crescita per me e per gli altri.
La settimana seguente, dal 14 al 16 abbiamo fatto qui a Mambasa una riunione di tutti i catechisti della nostra parrocchia e anche della parrocchia di Nduye. Un’ottantina di catechisti e catechiste sono venuti da vicino e da lontano (i villaggi più distanti sono ad oltre cento km da Mambasa). Lo scopo era quello di aprire l’anno di catecumenato con un momento forte che potesse motivarli di più in questo servizio ecclesiale che é stato loro affidato ; e poi contribuire anche alla loro formazione. Il servizio del catechista é particolarmente importante per i nostri cristiani, soprattutto nei villaggi sperduti in mezzo alla foresta , dove egli é chiamato non solo a fare il catechismo ai catecumeni, bambini e adulti, ma anche ad animare tutta la vita cristiana della comunità. Ma dobbiamo dire che tre giorni di formazione sono insufficienti, soprattutto quando tocchiamo con mano il loro grado di preparazione : veramente troppo approssimativa e troppo lacunosa. E’ non c’é da meravigliarsi, perché la maggioranza di loro non ha seguito che pochi giorni di preparazione prima di cominciare il loro servizio di catechista. A conclusione di questi tre giorni ci siamo riproposti di lavorare di più in questo settore, organizzando degli incontri più regolari e più prolungati. Molti catechisti li desiderano e loro per primi ne sentono il bisogno.
In questi giorni abbiamo poi proceduto a rinnovare i vari servizi ecclesiali esistenti nelle comunità di base del centro e abbiamo eletto il nuovo consiglio pastorale parrocchiale. Devo dire che c’é nei nostri cristiani molta disponibilità ad assumere dei servizi nella parrocchia. E’ raro che uno dica di no. Ad essere sinceri, alle volte non é assente un certo orgoglio o desiderio di apparire, al quale manca poi una adeguata volontà di impegno fattivo. Ma in altri si nota un vero amore di chiesa e un desiderio sincero di impegnarsi per gli altri. Prendiamo i nostri cristiani cosi’ come sono (del resto anche loro, e soprattutto il Buon Dio, devono accettare noi preti cosi’ come siamo, con le nostre debolezze e le nostre miserie) : insieme cercheremo di costruire la chiesa di Dio, con il desiderio e la volontà che sia e diventi sempre più una comunità di fratelli e di sorelle e un segno di speranza offerto a tutti.
P. Dino

giovedì 6 dicembre 2007

BADENGAIDO 1: "segno di speranza"


Forse qualcuno, fra poco smetterà di aprire il blog. O forse io...smetterò di scrivere.
Purtroppo, tristi o gioiosi, non so nascondere i sentimenti... e, in questo momento, sono abbastanza di tinta scura.
Vi dicevo che il Vescovo, il 9 novembre, giorno del mio compleanno mi aveva fatto un regalo impegnativo; avrei dovuto mettere “pesante” o addirittura “angosciante”.
Sto visitando le scuole...Prima le osservavo dalla strada, di corsa, scuotendo la testa... Oggi ci devo entrare e trovo dappertutto problemi.
Ieri sono stato a BADENGAIDO: 270 km fra andata e ritorno, con diverse soste in piccoli villaggi. Sono tornato cotto, alle 19; mi sono messo subito sul letto, vestito...mi ha svegliato padre Angelo alle 22,30...
A Badengaido ci sono due realtà: un segno di speranza. In questo messaggio vi parlo di questo. La gente, aiutata da una parrocchia di Marina Franca, ha costruito un edificio con 3 aule: mancano ancora le porte, le fineste, gli intonaci, i pavimenti...ma la struttura c’è...La gente ha fatto i mattoni e si è presa carico dei muratori che hanno costruito la scuola...
E’ un segno di speranza, ma incompleto.
So che sto martellando...ma non quanto la pubblicità del Natale...
Ogni volta che apro Internet (Yahoo francese) ho uno scatto di stizza...
Sul display appare a intermittenza questa frase: NOEL FURIEUSEMENT (Natale furiosamente)....e giù pubblicità, flora e fauna: alberi, renne, babbi-natale ... che reclamizzano ogni sorte di prodotto.
Gesù, i poveri... Il messaggio di amore e di pace per tutti...Cosa? Mai sentiti!
...meglio non pensarci!
E se facessimo veramente un Natale furioso,
a controcorrente?

BADENGAIDO 2. " Mti ya mbali"


Ma a Badengaido c’è ancora tanto da fare.
A fianco della scuola precedente, non ancora finita del resto, ci sono questi altri ruderi che hanno la pretesa di chiamarsi “scuole”...
Sono entrato in una di queste, solo, mi sono seduto su un pezzo di legno, che serve da banco...Ho sentito una profonda tristezza, la mia impotenza, un sentimento che confinava con lo scoraggiamento.
Fuori la gente, mi aspettava. Un momento di silenzio imbarazzante.
Il capo ha preso la parola: “Padre, non so se stanotte dormirò...Sono talmente riempito di gioia vedendo lei fra noi. Quando veniamo a Mambasa per le riunioni siano accolti alla missione e ammiriamo le scuole. Faccia qualcosa anche per noi. Noi diciamo : Mti ya mbali hawezi kuiua nyoka (un bastone che è lontano da te non può uccidere il serpente)...Voleva dire: prima eri lontano e non potevi aiutarci, adesso sei vicino e ci puoi aiutare ...”
Avrei voluto dire: vi aiuterò...Ma avevo paura di ingannarli.
Mi sembrava più giusto dire: “con l’aiuto di Dio farò tutto quello che potrò”.
E ho detto questo.

BADENGAIDO 3: Emmanuel



Emmanuel...
Se ieri sono tornato a casa stanco e sconvolto da Badengaido non era solo a causa delle scuole.
Da cinque anni ormai aiutiamo Emmanuel, un uomo che è arrivato qui durante la guerra del 2002. Aveva un grosso buco in testa, parlava a stento, cercando con difficoltà le parole, si trascinava sorretto da un bastone, le braccia anchilosate. Ero riuscito a capire che era stato picchiato selvaggiamente dai soldati che avevano ucciso sua moglie davanti a lui perché rifiutava le loro avances...
Vive qui vicino a noi nella casa dei poveri...
Spesso mi diceva che aveva lasciato a Badengaido due figli e che voleva andare a prenderli.
Pensavo farneticasse...e lo consolavo dicedongli che saremmo andati assieme a vederli, quando le strade ce lo avrebbero permesso.
Ieri dopo aver concluso la visita alle scuole...ho chiesto se avevano conosciuto Emmanuel
Tutti lo conoscevano: era molto stimato perché aveva studiato molto e faceva da segretario a tutti coloro che avevano bisogno di scrivere una lettera...
Già un prima forte emozione...Oggi non potrebbe neppure tenere in mano una penna.
Sapendo di essere sulla pista buona, ho chiesto dei figli.
Poco dopo è arrivato il suocero , il cognato e il piccolo Charles. Mi hanno detto che la bambina, Anjakomeli era per il momento assente...
Un momento di commozione vedendo il bambino che non ha conosciuto il papà perchè quando sono successi i fatti era appena nato e che non può assolutamente immaginare come è ridotto.
Ma anche un momento di stupore, di stizza, quando il suocero et il cognato mi hanno detto che Emmanuel deve finire di pagare la dote...
Non credevo alle mie orecchie: meno male che Emmanuel non era presente!
Ho fatto una foto che ho già mostrato a lui.
Due lacrimoni senza parole...poi è riuscito a farmi capire che vuole qui i suoi bambini.
Incoscienza da parte mia?
Ho detto che andremo assieme a prenderli.

Per Emmanuel sarà senz’altro un vero Natale!

domenica 2 dicembre 2007

e tu..che ne dici

Carissimi,
sono appena tornato da Nduye e, aprendo la posta, ho trovato una mail..strana: provocazione, scherzo, proposta ind...?! Mi si chiede di cambiare il nome e di assumere quello più biblico-ecclesiale di Pietro, Pierre, Peter, Piet...
Visto che ormai è di moda la consultazione della base, con referendum,primarie, gazebo, convention, pongo a voi la questione...
Da parte mia, ho già scelto! Del resto, cosa direbbero mia mamma e i bambini che ho incontrato oggi e ieri sulla strada di Nduye. Per loro sono e sarò sempre...
Ciao e buon inizio di Avvento...verso un Natale vero, diverso : nascita di Gesù.
Mi consolo: anche il suo nome non è più molto alla moda!
Un grazie sincero al gruppo missionario della parrocchia di Cristo Redentore di Sassari e a don Mario!

sabato 1 dicembre 2007

un REGALO...impegnativo

carissimi,
senz'altro qualche lettore, dopo ripetute sbirciate al blog, si è posto la domanda: "dov'è andato, sta poco bene?"
Sono andato...sono stato anche poco bene, ma adesso tutto è rientrato nella norma.
Ho accompagnato a Kampala il fotografo Giovanni Diffidenti e proprio a Kampala sono stato "aggredito" dalla malaria, regalo di qualche zanzara incontrata sulle strade fangose di Nduye.
Ma non è questo il menu di oggi...
Voglio condividere con voi: sorprese, preoccupazioni...sogni.
Il 9 novembre, giorno del mio compleanno, ho avuto un regalo speciale dal mio vescovo, Mgr. Janvier Kataka. Ed è venuto lui stesso a portarmelo.
Se ne parlava da tempo e si cercava una soluzione.
Mambasa è a 310 km da Wamba, sede della nostra diocesi.
Le scuole cattoliche del nostro territorio, una ventina, dipendevano dalla Direzione scolastica diocesana. La distanza e la condizione delle strade erano ostacoli seri per il controllo, la gestione...e lo sviluppo delle nostre scuole.
Il Vescovo ha chiesto al Ministro dell'Educazione Nazionale il decreto di creazione di un nuovo "Ispettorato delle scuole cattoliche" a Mambasa.
Ottenuto il decreto dal governo, il Vescovo mi ha chiesto di assumere...anche questo incarico. Inutile dirvi la mia reazione. Ma è stato inutile...A giorni arriverà la conferma del Ministro!
Di ritorno da Kampala, ho cominciato le visite. Dappertutto dei grossi problemi: strutture inesistenti o assolutamente inadatte, personale insufficiente, non qualificato e soprattutto non motivato perché non pagato dal governo. Un numero impressionante di bambini non scolarizzati...
Sto osservando. Molti si aspettano soluzioni rapide e miracolose: non le ho e lo dico ogni giorno. Vedo tanta tristezza e delusione sul volto dei direttori, dei genitori... Ma purtroppo per il momento sono costretto ad assistere impotente.
Qui a Mambasa la situazione delle scuole è di privilegio: grazie anche a voi abbiamo due belle scuole elementari (Tuendelee e Binase) e una bella scuola media-superiore: l'Istituto Bernardo Longo. A Mayuano stiamo terminando una bellissima scuola "Istituto Albino Martinelli"...Mancano ormai solo le tinte... Ma altrove?
In alto vedete la scuola media superiore - cattolica!- di Epulu (a 70 km da Mambasa) che ho visitato mercoledì scorso assieme ad alcuni Ispettori di Bunia.Il titolo è solenne e scorrevole: Istituto Tecnico Agrario (ITA). Non ho avuto il coraggio di fotografare l'interno...
Qualcuno potrebbe pensare a uno scherzo: per questo metto le due foto: una scattata da me e una dal mio segretario (anche se poco professionale).
Guardandola, mi...vergogno di apparire sorridente: non mi sembra proprio il caso.
A volte mi pongo la domanda, banale, volgare forse: "ma chi te lo fa fare"?
Ormai è troppo tardi...
Lunedì, 3 dicembre, avrò una riunione con i direttori per fare il censimento di tutte le scuole e "prendere visione" della situazione. Spero di non cedere alla tentazione di scrivere una lettera di dimissioni...
Ma già fin d'ora risuona in me, insistente, una voce: "ero analfabeta e mi hai istruito...quello che hai fatto a uno di questi piccoli, l'hai fatto a Me".
E voi...non sentite nulla?!