lunedì 18 maggio 2009

UNA TESSERA NEL MOSAICO DI MAMBASA

E’ venerdi, 15 maggio. Ore 16.00. La grande sala dell’Istituto Bernardo Longo è affollata di una settantina di persone, che stanno frequentando il Corso di Formazione Cristiana. Il tema di oggi è il racconto del Libro della Genesi sul « peccato delle origini ».


Il corso è cominciato all’inizio del mese di ottobre 2008 e prevede un incontro settimanale di un’ora e mezza. Il programma è un po’ ambizioso : vorremmo offrire ai nostri cristiani una specie di teologia per laici, che offra un quadro delle realtà più importanti della nostra fede cristiana.. Parleremo della Bibbia, del Vecchio e Nuovo Testamento, di Gesù, dello Spirito Santo, della Chiesa, della Liturgia, dei Sacramenti, della Storia della Chiesa, della Morale Cristiana.


Oh! non facciamo discorsi molto difficili ; cerchiamo di sminuzzare quello che ci sembra più importante del nostro credo e della nostra vita cristiana. Del resto il nostro kiswahili (mio e del padre Gauthier), ancora vistosamente claudicante (siamo a Mambasa da nemmeno due anni), non ci permette riflessioni troppo astruse e complicate. E poi, il livello di cultura generale dei nostri ascoltatori ci obbliga ad essere il più semplici possibili. L’uditorio è quasi totalmente di adulti.

Con questo corso vorremmo dare una possibilità di approfondimento della fede cristiana a quanti lo desiderano, in modo particolare a coloro che hanno un servizio all’interno della parrocchia, delle comunità di base o dei gruppi. La risposta dein cristani è stata molto buona : un centinaio di iscritti.

Della perseveranza, possiamo dirci abbastanza soddisfatti: dalle sessanta alle settanta presenz , ogni seduta. In molti c’é veramente interesse di imparare qualcosa di nuovo e trovare anche delle risposte a domande che si pongono loro stessi o che emergono nei contatti che hanno quotidianamente con altre persone, di diverse confessioni religiose. Ci hanno “cortesemene” forzato a redigere per loro delle note, per potere rileggerle a loro agio, in modo che tutto non vada perduto. Per me è una vera sfida, soprattutto a causa del mio kiswahili miserello. Ma, vista la loro insistenza e la loro buona volontà, non ho potuto dire di no. E lo faccio volentieri. Anche perché non hanno nessu altro sussidio, che li possa aiutare. Solo pochissimi fortunati hanno una Bibbia in kiswahili. Sarebbe bello, alla fine di questo anno (metà giugno) o all’inizio per prossimo anno (ai primi di ottobre) poter dare una Bibbia a tutti coloro che hanno avuto una frequenza costante durante tutto quest’anno.

Chissà che la Provvidenza non ci aiuti.


In questi giorni, mi trovo solo a Mambasa, assieme a fratel Roberto. Padre Silvano e Padre Gauthier sono a Kinshasa da circa una settimana. Stanno avendo una serie di incontri con personalità politiche, e del mondo della scuola, per cercare di suscitare un impegno concreto da parte dello stato in favore dell’insegnamento e in modo particolare delle nostre scuole di Mambasa. Padre Silvano lascierà Kinshasa martedi’ prossimo e raggiungerà direttamente Kampala, per accogliere un gruppo di amici che verranno a darci una mano per certi lavori della nostra missione. Lo aspettiamo di ritorno a Mambasa fra una decina di giorni : avrà senz’altro molte novità da raccontarci. Speriamo tanto che questo viaggio sarà fruttuoso per la nostra missione e le nostre scuole. Auguri a Padre Silvano e Padre Gauthier e coraggio. Vi accompagniamo con la preghiera.

P. Dino

mercoledì 6 maggio 2009

Anna, finalmente!,parla ...dal campo!

Ed eccoci al tanto atteso resoconto di questa missione!
Sono qui a Mambasa ormai da due mesi e il tempo sembra non bastare mai per tutte le attività che devono essere fatte.
Ma prima, un aggiornamento della situazione.


Situazione.Attualmente ci sono 4 cooperative-pilota funzionanti ( 3 di polli e una di conigli) ed è in corso d’opera una quinta , ubicata a 11km da Mambasa, la prima un po’ fuori dalla città.
Stiamo conquistando il territorio!
A queste vanno aggiunte ben altre 8 cooperative che hanno richiesto di essere integrate nel Progetto e che stanno seguendo un ciclo di formazione all’interno degli allevamenti, dove i formatori sono le stesse donne delle cooperative-pilota. Chiaramente tutti i membri di queste associazioni sono solo donne!

E’ stata una missione difficile, in primis perché ero senza l’appoggio del mio braccio destro Giando e secondariamente perchè abbiamo lavorato molto sull’aspetto sociale ed economico del Progetto. Ci siamo prefisso un obbiettivo: fra un anno e mezzo o due e queste donne dovranno camminare con le loro gambe, sotto ogni punto di vista: collaborativo, economico e gestionale.
Per fare ciò io, insieme al fedele Dominique e all’instancabile Ester, abbiamo apportato delle modifiche al sistema gestionale degli allevamenti, modifiche che i mebri delle cooperative hanno compreso e attuato egregiamente, dopo le normali difficoltà iniziali.
Prospettive: Abbiamo adesso i numeri di produzione per pensare ad un' auto-sostenibilità del Progetto, e stiamo lavorando per la creazione di un punto vendita di tutti i prodotti degli allevamenti. La richiesta di uova, polli e conigli da parte della popolazione è alta e un punto vendita dei prodotti delle cooperative darà al Progetto stesso una svolta decisiva.
Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, grazie alla preziosa collaborazione dei veterinari del Territorio, di Dominique e alla continua formazione veterinaria, la salute dei nostri animali è sotto controllo.Ma la cosa più importante è che comincia a delinearsi nella mente della popolazkone una metodologia di controllo, di diagnosi e trattamenti delle malattie, un passo veramente prezioso che assicura un monitoraggio sanitario anche dopo la mia partenza.


L’ultimo importante aspetto è il settore agronomico. Ci sono attualmente 8 Associazioni di agricoltori che hanno stipulato un accordo con noi e che ricevono dal Progetto formazione sulle tecniche agronomiche, semi di mais e soia. Questo assicura una continuità di produzione di materie prime indispensabili per i nostri animali e ci aiuta ad abbassare il costo di produzione e quindi di vendita, per permettere a tutti gli abitanti il consumo dei nostri prodotti. Tutto ciò in collaborazione con un Agronomo locale, esperto del territorio e delle sue problematiche.

Il Progetto Mambasa sta avendo grande riscontro su tutto il territorio, fino alle alte dirigenze del Distretto dell’Ituri. Infatti il Commissario di Distretto ( il numero uno dell’Ituri) ci ha dedicato una mattinata di visita negli allevamenti e nel nostro attrezzato laboratorio, con elogi a seguito!
Bisognerà nel futuro formalizzare questo entusiasmo con un accordo di collaborazione; stiamo già lavorando per il raggiungimento di questo obiettivo.


Insomma, come potete vedere abbiamo preso il volo e spero che questo aereo possa portare queste donne in uno spazio dove la vita ha altri colori e profumi.

Tra pochi giorni lascerò Mambasa….






Grazie, Dino!, Grazie, Silvano per tutto il vostro appoggio, per avermi supportato e sopportato nei momenti difficili; grazie per la vostra pazienza…

Il mio cuore resterà qui, in questi territori pieni di magia, di situazioni surreali e di contraddizioni se si pensa che viviamo nell’anno 2009...






Resterò nello sguardo e nei sorrisi dei bambini….


I bambini..
sono loro che mi hanno fatto arrivare nel cuore dell’Africa nera,
sono stati loro il motore di ogni mia scelta,
sono sempre loro che mi danno la forza di andare avanti,
sono sempre loro che mi ricordano perché sono qui,
sono sempre loro…
loro che con uno sguardo sanno calmare il mio spirito..
loro che con un abbraccio sanno scaldare il mio cuore e farmi dimenticare tutto,
loro che ridono di fronte al una donna bianca che bacia uno di loro,
loro che sanno prendermi per mano….
loro che con la loro innata energia infondono energia dentro me,

loro che non hanno chiesto di essere qui e vivono “ quest’oggi africano” con leggerezza,
loro che mi ricordano il significato di purezza,
loro che mi fanno respirare profondamente,
loro che delicatamente accarezzano la mia anima,
loro che sono il vero dono di Dio.



Ciao, Mambasa!
Anna Di Pasquale
foto. Anna in un campo di soja
Mujuju et Patrik in una cooperativa
donne al lavoro in una cooperativa di conigli
interno di una cooperativa di polli
bambini...di Mambasa

venerdì 1 maggio 2009

Si ritorna a scuola!

1)Si ritorna s scuola!

Sembra una notizia banale e invece è una notizia che riassume momenti di tensioni, lunghe trattavive e dolorosi compromessi.
Prima di iniziare le vacanze di Pasqua, gli insegnanti delle nostre scuole elementari avevano indirizzato una lettera al sottoscritto, responsabile delle scuole cattoliche di tutto il territorio di Mambasa, dicendo che dopo le vacanze non avrebbero ripreso le lezioni se non c'era un cambiamento nella loro situazione salariale.
Era impossibile riunire le varie parti in causa durante le vacanze: il sottoscritto, occupato nelle visite ai villaggi, i genitori difficilmente raggiungibili dato che i loro figli non andavano più a scuola...
Qual'era il nocciolo della questione?
Lo Stato trascina a lungo la questione salariale degli insegnanti. In moltissime scuole nessun insegnante è pagato dallo Stato. In altre, alcuni sono pagati e altri no. Nell'Istituto Bernardo Longo, su un personale di 56 professori e agenti amministrativi, solo 16 sono pagati...Questa situazi0ne vale anche per le nostre due scuole elementari cattoliche di Mambasa: Tuendelee e Binasse. Su un totale di 45 maestri, solo 18 sono pagati. Agli altri ci devono pensare i genitori.

Scelta come base il salario dello stato...i genitori, all'inizio dell'anno si erano impegnati a pagare per ogni figlio a scuola 550 Franchi congolesi...Cosi' tutti gli insegnanti ricevevano uno "stipendio" di 31.200 FC. Siamo così arrivati al mese di aprile, ma nel frattempo il Franco congolese aveva subito una svalutazione lenta , ma inesorabile.
In settembre 1 dollaro valeva 550 FC, per cui i 31.200 FC equivalevano a 56,7 $; in aprile 1 dollaro equivaleva a 850 FC...per cui i 31.200 FC diventavano solo 36,7$...E la prospettiva non prevede rallentamenti nella discesa...
Dal 19 al 26 aprile le scuole sono rimaste vuote...Che desolazione alla missione!
Abbiamo quindi riunito i direttori, i rappresentanti dei maestri e i rappresentanti dei genitori, la domenica 26 aprile!
La riunione è stata lunga e laboriosa, con momenti di tensione.
Ho fatto subito presente ai maestri che non sono né genitori e neppure...il padre ispettore, i veri responsabili del loro disagio. Forse dovrebbero avere più coraggio e inviare all' indirizzo giusto le loro rivendicazioni.
Comunque abbiamo raggiunto un compromesso, coscienti che per arrivare ad un accordo tutti dobbiamo fare dei sacrifici. Siamo arrivati a queste conclusioni:
Per i tre mesi che restano, fino alla fine dell'anno( aprile, maggio, giugno):
- I maestri riceveranno 50 $ (rinunciano à 6,7 $)
- i genitori pagheranno l'equivalente di un dollaro al mese per ogni figlio a scuola (attualmente
850 Franchi congolesi...che diventeranno fra poco 900....e probabilmente 1000 prima della fine dell'anno scolatisco). Da notare che i prezzi seguono l'andamento del dollaro!
- Qualora il contributo dei genitori non bastasse, la Provvidenza ( la comunità dei padri),
completerà...
Raggiunto l'accordo...i bambini sono tornati a scuola e la missione è di nuovo un alveare.
Siamo stati temerari? Non penso!
Comunque, a mio parere, ne valeva la pena! Abbiamo salvato l'anno scolastico a circa due mesi dalla fine!




2)Solita cornice, personaggio
diverso.
E' ormai una tradizione: ogni personaggio di una certa importanza di passaggio a Mambasa, vuole venire all'Isituto Bernardo Longo e parlare agli alunni.
E' successo mercoledì 29 aprile.
Questa volta il personaggio è il Commissario di Distretto dell'Ituri. Non so a cosa equivalga nella gerarchia politco-amministrativa italiana...ma di fatto è il personaggio più importante dell'Ituri.
Dopo i soliti elogi per quanto ha visto, ha raccomandato agli alunni di studiare (cosa risaputa, anche se poco messa in pratica) e di prepararsi per essere utili al paese. Mi auguro che i nostri ragazzi facciano tesoro di queste raccomandazioni, senza lasciarsi sviare dagli esempi delle autorità attuali. Speriamo in bene.
Non vorrei essere ingenuo. Questo Commissario, sig. Remy Biruru mi è sembrato convinto di quanto diceva.
Se sono rose...

3)Meno male che ci sono loro...
Questa mattina, 1 maggio, alle ore 7,30 c'è stata la Messa in onore di San Giuseppe Operaio.
Qui c'è una tradizione: i cristiani vengono in chiesa con i loro arnesi di lavoro: gli scolari con i quaderni e le biro, i professori con i libri, le mamme con qualche pignatta, ferro da stiro e tanti, uomini e donne, con le machette, le zappe...
Alla fine un'abbondante aspersione di acqua santa...E tutti sono contenti.
Qualche alunno pensa che dopo questa benedizione, la sua biro scriverà le risposte esatte, a condizione di lasciarla scrivere da sola!
Però non conosco ancora un caso reale di questo fenomeno.
A Messa c'era anche Angèle, l'ultima arrivata nella...casa del Padre!
Una triste storia...a lieto fine!
Come vedete, anche lei molto concentrata sul suo lavoro: scartocciare un bonbon.

Non volevo tenere per me solo la gioia di questo momento: eccola!




Foto in alto: alcuni alunni della scuola elementare Binase (questa scuola ha 950 alunni) il giorno della ripresa delle lezioni, il 27 aprile!

Agricoltura per l'Africa. Il 13 maggio a Piacenza


Per dirla in breve cerco di usare questa "bacheca", anche per abituare un po' tutti a farlo più di frequente.
Un amico, il prof. Vincenzo Tabaglio, dell'Istituto di Agronomia dell'Università Cattolica, comunica che si terrà un seminario scientifico-tecnico, aperto non solo agli studenti, ma anche alla cittadinanza.
Il professore scrive così:" Come Consulta per le Relazioni con i Paesi in Via di Sviluppo speriamo molto in una buona partecipazione e in qualche vocazione di volontariato, anche se il nostro assistente spirituale (D. Celso Dosi) ci dice che la sensibilità dei nostri studenti si è molto rarefatta negli ultimi anni! Eppure, senza qualche braccio operativo noi ricercatori agronomi riusciremo a fare ben poco delle cose che ci vengono richieste, perché non possiamo stare in Africa per medio-lunghi periodi. Comunque sia, proviamo! Per adesso seminiamo con questo incontro e speriamo in qualche risultato. "
Chi può vada e comunque chi è interessato prenda contatto.

Con una serata...lo stipendio di un anno


Un paio di giorni fa avevo dato notizia sull'iniziativa dei ragazzi e degli insegnanti del Liceo Scientifico di Senigallia.
Il ricavato di una serata, lo spettacolo teatrale che è consuetudine di ogni anno, sarebbe andato a favore delle attività della Missione di Mambasa.
Ora mi è gradito far sapere (così magari altri sono spinti ad imitare) che sul conto destinato a Padre Silvano è stato versato un piccolo importo.
Piccolo per i parametri di misura dei nostri paesi, ma da quanto sappiamo capace di coprire la spesa dello stipendio annuale di un docente della scuola.
Stipendio che non viene dato dallo Stato, ma - come sapete - paga sempre la Missione, cioè ....

giovedì 30 aprile 2009

il 5 per mille al Gruppo Missionario di Ca' Trenta


Buona sera,
con la presente chiedo a GianLuigi se può divulgare nel Blog di Padre Silvano questo allegato con il quale noi del Gruppo Missionario di Cà Trenta cerchiamo di dare un contributo per i progetti dei nostri Missionari. Alle altre persone in indirizzo, per conoscenza,se possono devolvere il 5 per mille alla nostra ONLUS.
Grazie a tutti,
Giuliana Ruaro (sorella di P.Silvano)

(ricevo e pubblico tal quale la mail di Giuliana. Spero che anche altri facciano un passo avanti per farsi conoscere e per informarci. Quando possibile cercate di essere maggiormente esaustivi, aggiungete ben in evidenza tutti i dati. Allegate immagini e fotografie di buona qualità. Come sempre per ingrandire l'immagine, in questo caso per leggere bene il testo, cliccare sopra ! )

mercoledì 29 aprile 2009

Oggi a Senigallia, per " i bambini di Mambasa"


Non posso immaginare chi, tra i lettori di questo blog, verrà stasera allo spettacolo dei ragazzi del Liceo Scientifico di Senigallia.
Quello che importa però, a mio giudizio, è dare comunque la notizia dell'iniziativa.
Leggete con attenzione in fondo alla locandina:
" Il ricavato sarà devoluto a favore dei bambini di Mambasa".
Una goccia nel mare delle necessità, ma questo dimostra che grazie alla sensibilità di alcune persone (non le nomino, ma dico grazie!) come tutti i giorni potremmo essere fattivi per i progetti del nostro padre Silvano.
Pensateci bene. E' solo un esempio, ma un esempio buono per tutti.

domenica 26 aprile 2009

Scendiamo in Africa... dal cielo

Non v'impressionate fuori misura (dati i tempi della liturgia).
In questo caso si tratta solo di una applicazione pratica, tratta dal noto sito Google Earth



Grazie alla solita collaborazione con Marco Scaloni, mio genero, abbiamo ora a disposizione degli amici e dei visitatori del blog questa possibilità di indubbio fascino.
Quindi buona discesa sulla terra, nel cuore dell'Africa, nella foresta dell'Ituri, fino a Nduye e Mambasa.
Non distraetevi troppò però; ricordatevi poi chi ci aspetta laggiù ed anche ...cosa c'è da fare!

martedì 21 aprile 2009

La Pasqua nel racconto di Padre Dino


Carissimi Amici,


Pace e bene a voi e a tutti i vostri cari. Che il Signore sia presente nelle vostre vite e nelle vostre famiglie e renda bello il vostro vivere insieme. La Solennità di Pasqua che abbiamo celebrato e la Festa di Pentecoste che aspettiamo, ci invitano a lasciarci abitare da Gesù Risorto e dal suo Spirito: la loro presenza in noi, se accolta con disponibilità e fede, trasformerà la nostra vita.

Oggi vorrei raccontarvi qualche cosa della nostra vita di missionari qui a Mambasa: qualcosa di molto semplice. Ieri, domenica, sono andato a celebrare la Santa Messa a Mayuano, un villaggio a 36 km da Mambasa. Vittorio, il catechista, mi aspettava. Mentre io confesso i cristiani (durante quasi due ore), lui prepara la cappella per la celebrazione eucaristica. Circa duecento cristiani e bambini sono stipati in una cappellina, costruita con pali e fango e ricoperta in lamiere. Costruita una ventina di anni fa’ ha ormai fatto il suo tempo ed è divenuta troppo piccola.
I cristiani partecipano con passione: processione d’entrata, danze, canti…L’omelia è un po’ lunghetta (20/25 min.), ma i cristiani la sorbiscono bene a causa dei frequenti dialoghi. E poi, il prete arriva da loro al massimo una volta al mese, dunque…! Alla fine della Messa, mi aspettano i catecumeni (una cinquantina) e i battezzati dello scorso anno, che si apprestano a ricevere la Cresima fra poco: un incoraggiamento per quelli che seguono bene il catecumenato e uno svegliarino per altri che stanno perdendo terreno. Prima di passare all pranzo, vado con Vittorio a rendere visita e portare la comunione a Donato. Un ragazzino, magrissimo e timito, che in seguito ad uno scontro durante il gioco ha perso quasi completamente l’uso del braccio destro. La paralisi sta avanzando. La mamma non sa più che santi invocare : ha portato Donato al dispensario più vicino, ma senza risultati. Le propongo di portare il figlio a Mambasa : di là lo manderemo a Mungbere (190 km), dove c’è un buon medico italiano, padre Gianmaria, comboniano. La mamma accetta contenta. Durante il pasto, il catechista Vittorio mi parla del loro progetto di costruire una chiesa nuova : più grande e più bella ; che faccia la sua brava figura accanto all’Istituto Martinelli, costruito in questi ultimi anni da Padre Silvano. Ci mettiamo d’accordo che fra qualche giorno manderemo il trattore per trasporare le pietre, che hanno già tirato fuori dal fiume, per fare le fondamenta. Oltre alle pietre, hanno già dato circa 4.000$. Una evidente buona volontà, che merita di essere sostenuta. Prima di partire, la moglie del catechista mi riempie il cofanetto della moto di banane. Rientrando, mi fermo dai catechisti di ogni villaggio (sono sette su questa strada, ma sono una novantina per tutta la missione di Mambasa) per dare loro un « incoraggiamento » in occasione della festa di Pasqua (5$). Al km 28 mi fermo al Dispensario San Lorenzo, per salutare e incoraggiare l’infermiere responsabile, arrivato da poco, e visitare i malati. Rientro a casa dopo le 16.


Trovo padre Gauthier e fratel Roberto tutti presi dalla conclusione dei « giochi dell’amicizia », che stanno conducendo da quattro giorni. Sono giunti alla finale di calcio, cui seguirà la premiazione dei « campioni ». Senza dubbio ci sono dei potenziali campioni, fra questi ragazzi : i 100 metri piani sono stati corsi in 12,65 secondi, su una pista e con scarpe di fortuna, senza nessuna preparazione atletica previa.


Padre Silvano rientra verso le 21 da Beni, dove si è recato per visitare amici e soprattutto per salutare un volontario di Mondo Giusto, che rientra in Italia. Piuttosto invecchiato e acciaccato, era emozionato al pensiero di partire (probabilmente per sempre) dopo tanti anni di servizio alla sua gente. Lo accompagnamo con il nostro pensiero, nostra simpatia, la nostra preghiera, pensando che un giorno arriverà pure il nostro…« congedo ».
Ed è il momento di prendere il congedo anche da voi, carissimi amici, e chiudere questo questo messaggio.
Vi saluto con amicizia e riconoscenza , e vi affido a Lui, Gesù, l’Amico fedele.

P. Dino.

lunedì 20 aprile 2009

Ripartire...



So che, - per fortuna! - c'è ancora qualche curioso del nostro blog.
Anche in Grecia, i figli di un caro amico di Bunia, lo aprono sempre.

Mi dispiace di averli delusi in questi giorni. Ma c'è un perché...Venerdì sera, 17 aprile, ho constatato che la memory card della mia macchina fotografica aveva preso un virus per cui non potevo scaricare le foto...Avevo già preparato una specie di scaletta ed ero pronto per scegliere le foto...Niente da fare! E vi assicuro che c'era qualche cosa di interessante. Pazienza!

Ripartire...

Rimedio stasera...
Bisogna pure decidersi a ricom inciare.
Non sarà eccezionale quanto vi mostro. Ma è sempre un piccolo avvio...

In questi giorni abbiamo vissuto dei momenti importanti:
la settimana Santa,
la Pasqua,
l'inizio degli Esami di Stato,
i Giochi dell'Amicizia...
Una parola sugli Esami di Stato. (Esami di Maturità).
Qui si svolgono in due tempi, (in tre per gli autodidatti!).

Gli autodidatti fanno una selezione in febbraio; e poi, assieme agli studengti regolari, cominciano la prima parte dell'Esame vero e proprio in aprile: Tema, Francese orale, e esame della materia di opzione (Pedagogia per le magistrali, Matematica per lo Scientifico...) ; e, a Luglio tutti gli altri esami. e tutti scritti!
Abbiamo la fortuna di avere un centro di Esami qui all'Istituto Bernardo Longo.
Fino a qualche anno fa gli alunni finalisti dovevano andare a Bunia ( a 180 km).

Tutto si sta svolgendo nell'ordine...



Nel frattempo abbiamo ripreso una vecchia tradizione di Nduye: I giochi dell'amicizia, un'idea del carissimo padre Samnuele Testa. Gare di atletica, di Sport fra varie scuole...Purtroppo di questi giochi, per le ragioni di cui sopra, non posso darvi alcuna documentazione...Ma cercherò di trovare una soluzione...

Ecco, un comunicato stampa molto scarso, ma che ha il vantaggio di non lasciarvi nel buio...
E, per concludere una nota...amara.
Gli insegnanti delle nostre scuole elementari (qui a Mambasa) sono in sciopero da stamattina.
Ve ne riparlerò.
Spero che il Buon Dio mi aiuti a trovare una soluzione...Lui ne ha trovate altre per problemi molto più difficili...e ne è uscito vincitore!



Ancora...e a più forte ragione: Buona Pasqua!


foto:
in alto: padre Dino durante la via Crucis per le strade di Mambasa;
in mezzo; i nostri "bambini" in occasione del pranzo di Pasqua (manca Silvie).
in basso: gli alunni (146, di varie scuole) durante la prova di Francese
scritto. (Il tema).

sabato 18 aprile 2009

Qualche idea pratica...

Il mio primo contatto con i dehoniani in Italia, in quel di Bologna, fu con Padre Angelo Cavagna.
Da quel momento i primi passi che mi portarono poi in Congo, per due anni, e quindi all'incontro con il giovane Padre Silvano, appena giunto in Africa. Fu inviato da padre Luigi Noacco, missionario storico, che, sempre con calma olimpica, presidiava Nduye, la missione creata e gestita da Padre Longo fino al giornio del suo martirio.

Ora mi capita di dare qualche volta un'occhiata a quello che fa ancora, come sempre entusiasta e vulcanico, il solito padre Cavagna. Qualche giorno fa ho acquistato al supermercato una confezione di patate, quelle buone con il selenio (che si dice dovrebbe aiutare ad invecchiare meglio!).
C'era questa etichetta, che riproduco di seguito.

A me sembra che dica tutto, davvero tutto su come si può fare del bene, nella vita ordinaria. Fare del bene concretamente e quasi senza accorgesene. Non c'è nessuno dei nostri lettori che possa mettere in campo una iniziativa similare per Mambasa o per Nduye?


Ed ancora un'altra immagine che, in tempo di pagamemto di tasse, ci ricorda che si può devolvere quel famoso 5 per mille a favore di chi ci sta più a cuore.
Da tempo si dice che occorrerebbe una ONLUS per aiutare meglio i nostri amici di Nduye e di Mambasa.
Però niente di fatto. Tutti d'accordo o tutti contro?

lunedì 13 aprile 2009

Felice Pasqua


Solo per dirvi che siamo ritornati tutti a casa, contenti, felici e...stanchi.
P. Guthier era a Lolwa (70 km verso Bunia).
p. Silvano a Epulu (70 km verso Kisangani).
L'abbé Alexandre (un prete- studente che viene ad aiutarci a Natale e Pasqua) è andato fino a Ndingbo (130 km verso Mungbere, sulla strada di Nduye).
p. Dino ha portato il peso delle cerimonie in parrocchia e il giorno di Pasqua è andato a Mambau (8 km sulla strada di Bunia)

Il giorno di Pasqua abbiamo riunito i "nostri bambini" con le loro mamme: Rita, Mosé, Shabani, Silvie, Bienvenu, Silvano junior, Angèle: hanno mangiato assieme, molto e bene...senza complessi!
Vi mostro Angèle in braccio alla "mamma"!
Giudicate voi!
E pensare che due mesi fa nessuno avrebbe scommesso sulla sua sopravvivenza.
Domani riprendiamo il ritmo ordinario.

Spero ritornare su quanto abbiamo vissuto in questi giorni,

Oggi, un pensiero speciale agli ANGELO, ANGELA, ANGELINA... e a tutti i devoti degli Angeli!

venerdì 10 aprile 2009

Giorno del dolore...


Ci uniamo anche noi, con il pensiero e la preghiera, al dolore degli abitanti di L'Aquila, in questa giornata dell'Uomo dei dolori!

"Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l'iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per colpa del mio popolo fu percosso a morte..." (Isaia,53)




"Davvero quest'uomo era Figlio di Dio" (Marco, 15,39).




"Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" (Giovanni, 19,37)


Taci e contempla se non hai parole più forti del silenzio...


p. Dino, p. Gauthier, p. Silvano, Jean Robert

Il quadro che vedete è la XIIa stazione della Via Crucis dipinta da Enrico Sandri, di Monte Magrè, per la chiesa di san Francesco a Manjombo.
Grazie Enrico!
La gente ha molto apprezzato il tuo lavoro!




mercoledì 8 aprile 2009

La giornata dei poveri


Padre Dino scrive:

Carissimi Amici,
Pace e bene a tutti voi. Con l’augurio e la preghiera che la Pasqua, che celebriamo in questi giorni, porti a ciacuno pace e speranza. Ne abbiamo tutti cosi’ bisogno.
La seconda domenica di quaresima era, per la nostra parrocchia, la giornata del povero. La celebrazione è stata preparata con una grande buona volontà da un gruppo di mamme, responsabili, in ognuna delle 23 Comunità di Base, dell’aiuto ai poveri della comunità stessa.
Per due lunedì successivi, la riunione delle Comunità di Base aveva avuto come tema di riflessione e di scambio la presa in carico dei nostri poveri. Durante due giorni se n’era parlato anche alla radio locale. La parola d’ordine era «Smettiamo di chiedere l’elemosina, mettiamoci al lavoro» . Naturalmente queste parole non erano rivolte ai poveri stessi, ma piuttosto alle famiglie dei poveri, che troppo spesso scaricano le loro responsabilità familiari sulla parrocchia (e quindi sui padri).
Mamma Ghilène, responsabile della caritas parrocchiale, ha fatto e sta facendo un lavoro ammirevole di sensibilizzazione, per convincere le famiglie a prendersi carico dei loro vecchi e dei loro malati. I padri continueranno ad aiutare solo i poveri che sono veramente tali e cioè quelli che non hanno famiglia e che sono incapaci di badare a se stessi. Un lavoro delicato e spesso veramente ingrato : difficile convincere tanti familiari, che si erano fatti della situazione dei loro vecchi un diritto per avere gratuitamente cibo, cure mediche e aiuti vari e che ora si vedono defraudati di un aiuto cosi’ comodo.
Come funziona qui in parrocchia il servizio dei poveri?
Ogni domenica due Comunità di Base si impegnano a portare alla Messa domenicale delle offerte in natura (riso, manioca, banane, sale, legna…) che saranno poi distribuite ai poveri (una trentina) il lunedi successivo. Spesso queste offerte sono molto consistenti.
Una seconda distribuzione è fatta ogni venerdi; essa è assicurata soprattutto dalla comunità dei padri. Ma stiamo cercando di stimolare i cristiani a rendersi più responsabili, in modo da prendersi in carica l’intero servizio dei poveri, senza dover dipendere troppo dall’aiuto dei padri. Per questo si è cominciato un campo di un ettaro e mezzo, il cui scopo è quello di fornire cibo ai nostri poveri. Ma qui le cose non sono facili : la buona Ghilène perde la voce a forza di incoraggiare e motivare i cristiani per assumere le loro responsabilità: l’indolenza e la pigrizia sono un vizio capitale, comune a tantissimi cristiani. E’ più facile pregare, cantare, danzare, fare riunioni, che non zappare e faticare per dare da mangiare ai propri poveri, e ai propri familiari anziani. Ma si sa: il lavoro di sensibilizzazione e di formazione è lento e richiede grande motivazione, grande pazienza e molta fiducia.
Devo comunque dire che qui in parrocchia abbiamo delle persone veramente ammirevoli. Mamma Ghilène dà gratuitamente due giorni alla settimana per il servizio dei nostri poveri. A casa ha sette figli; e devo dire che non soffrono la fame. Altre mamme, membre della caritas parrocchiale, vengono a turno un giorno per settimana per distribuire il cibo ai poveri
Tre mamme ( Maria, Albertina e Maria) lavorano qui da noi, per i vari servizi della casa : tutte e tre hanno accolto in casa loro dei bambini orfani e abbandonati e li curano con affetto, come figli loro. I padri danno 30$ al mese per ogni bambino, a tutto il resto ci pensano loro. ( L'ultima arrivata è Angèle...di cui racconteremo presto la storia!).

Sono cose belle, che mettono gioia, riconoscenza e speranza. Noi ci sforziamo di portare la parola di Gesù alla nostra gentge ; lo Spirito Santo lavora nei cuori ; e il Regno di Dio ( regno dell’amore, della misericordia, della faternità) cresce, poco a poco, senza fare troppo rumore e tante volte senza neanche che ce ne accorgiamo. Ma cresce.
A tutti, auguri di Buona Pasqua!
P. Dino.
Mambasa : 08.04.2009.
foto: in alto: alcuni poveri a carico della missione.
sotto: Angèle in braccio a Maria.

Notizie immediate. Come?

Trascrivo qui sul blog, quindi metto a disposizione di tutti, la conversazione avuta via chat poco fa (notate l'ora!) con Padre Silvano.
Così come lui ha informato me sarete informati anche voi. Magari domani arriverà anche un altro post, ma vorrei far sapere a tutti gli amici che anche noi, con piccoli fremmenti di vita quotidiana, possiamo tenere vivo il rapporto.
Ancora una considerazione: non può e non deve fare tutto lui, sempre oberato da mille impegni.


[20.51.30] ruaro silvano scrive:Come stai caro fratello? Ti ho un po' trascurato in questi giorni...dovevo correre a cercare le pecorelle smarrite qui a Mambasa, Nduye, Beni, Bunia...Adesso sono di ritorno...
[20.54.13] ruaro silvano scrive:Spero di poter fare un post domani mattina...altrimenti scivolo a dopo Pasqua...A Beni ho incontrato il vice ambasciatore del Belgio a Kinshasa e...non ero molto ottimista sulla situazione del Congo... il che è tutto dire.
[20.56.17] ruaro silvano scrive:Per il resto qui a Mambasa sembriamo un po’ fuori dal mondo. C'è un clima di serenità, di serietà anche e di lavoro...Siamo in vacanza dalle scuole...ma i lavori continuano e certi reparti sono in effervescenza. Ci stiamo facendo un nome come falegnameria...Abbiamo un ordine di oltre 300 banchi di scuola per un organismo norvegese che si occupa di profughi...penso che appena consegnati questi avremo altri ordini...
[20.57.04] gianluigi.mazzufferi scrive:eccomi.
[20.57.05] ruaro silvano scrive:La meccanica invece va a rilento...Passano pochissime macchine e camion sulla strada...Speriamo che questo cambi quando ci sarà il ponte sull'Ituri vicino a Komanda.
[20.57.20] ruaro silvano scrive:Leggi e nel frattempo rispondo a un amico
[20.58.11] gianluigi.mazzufferi scrive:amen
[20.59.02] ruaro silvano scrive: Come stai? Quali sono le tue preoccupazioni in questo periodo: spirituali, agricole, familiari, politiche?
[21.00.58] ruaro silvano scrive:Fra poco, finalmente dovremmo finire la parte muraria del secondo edificio dell'ospedale e poi cominceremo subito un edificio di 4 aule per l'Istituto Bernardo Longo...aule di cui abbiamo veramente bisogno...
[21.05.21] gianluigi.mazzufferi scrive: praticamente se copio quanto hai scritto ho fatto un POST per il blog

mercoledì 1 aprile 2009

Gianluca racconta Mambasa in TV

Oggi possiamo ascoltare e vedere il nostro amico Gianluca (Ingegneri senza Frontiere) che racconta progetti ed esperienze legate a Mambasa, iniziate nel 2005. Nel corso dei filmati presentati durante la trasmissione vedrete anche Anna impegnata nelle attività legate all'allevamento.

Per accedere basta aprire il link che segue
http://www.international.rai.it/focus1230gmt/mostra.php?id=9327

Ci scusiamo se questa segnalazione arriva molto in ritardo, ben tre mesi dopo che la trasmissione è andata in onda. Purtroppo siamo stati informati solo da qualche giorno.
Per questo motivo chiediamo di far circolare tutte le notizie, con la massima tempestività.

lunedì 30 marzo 2009

Se cercate una pista per motocross...

E' già pronta e con tutti gli ingredienti per renderla interessante, competitiva, rischiosa e stimolante.

Con un po' di umore vi racconto l'utimo viaggio a Nduye.
Siamo partiti con due moto sabato pomeriggio. Il sottoscritto con tre falegnami che avevano il compito di misurare porte e finestre della scuola dei Pigmei che stiamo riabilitando a Nduye.
Partenza alle 14,30.
Dopo una mezz'ora, giunti al km 15...Sosta forzata. Un temporale un vista. Il colore delle nuvole, fumo di Londra, lasciava presagire poco di buono. E di fatto, riparati alla meglio sotto una tettoia di frasche...abbiamo assistito alla ripetizione di un piccolo diluvio.


Piovigginava ancora e ci siamo messi in strada. Ma solo per 5 km...Altra fermata e replica del temporale.
Finalmente in strada di nuovo. Strada o pista insaponata? Piuttosto la seconda.
Bene o male arriviamo al 45 km da Mambasa, ad Aluta. Sono le 17...Speriamo di essere a Nduye per le 18. In fondo restano 15 km. Illusione: arriviamo alle 19.
Buchi pieni d'acqua, fango che arriva alle ginocchia, pozze d'acqua che esigerebbero tenute da sub. Mi illudevo di arrivare a Nduye con i piedi asciutti, visto che avevo degli stivali che mi arrivavano alle ginocchia. Povero me. Due volte me li sono tolti per svuotarli.
I miei amici, coraggiosi e stoici, mi hanno domandato a un certo punto se Nduye si era spostata verso il Nord, dato che non arrivevamo più! Io ero passeggero e non so se ho fatto più kilometri sulla sella posteriore della moto o a piedi...Mi sembrava disumano restare in sella in certi punti dove l'autista faceva fatica a tenere la moto; più volte si è fermato a causa delle ruote bloccate. Era buio e la luce dei fari rendeva ancora più macabro lo spettacolo di acqua, di fango, di erosioni, di vaste pozzanghere. Finalmente siamo arrivati. La missione era immersa nel buio. Ho chiesto al catechista di accendere il gruppo elettrogeno: la luce rasserena e sdrammatizza!
Nduye è sempre Nduye...Il silenzio quasi magico, rotto solo dal suono dei tamburi e dai canti dei Pigmei che sembrano aprirsi un varco nel buio e in questo silenzio, lo sguardo che sovrasta la foresta e si stende lontano...il ricordo delle persone che hanno reso vivo questo villaggio ci fanno dimenticare gli strapazzi della strada. La notte è veramente un sollievo.
E il suono della campana alle sette del mattino, sembra provenire da un altro mondo.
E il villaggio come per incanto si anima...e la gente si dirige verso la chiesetta.
Io li aspetto e mi metto dove si metteva, in ginocchio, ogni mattina, padre Longo, ma non alla stessa ora: lui, ogni giorno alle 5,30 era accanto al tabernacolo e alla statua della Madonna.
Oggi gli affido le tante intenzioni che porto con me: penso e prego per gli amici di Ca'Trenta che partecipano al pranzo missionario, prego per la famiglia del nipote di padre Longo, Lieto, che ha parso la moglie Adriana, prego per Paolo, Maria Luisa, Giovanni, per Lucia, Piera, i suoi familiari, per gli amici di Albino impegnati nella campagna per le scuole dei Pigmei, gli amici di Cambiago, di Senigallia..per tante persone che preferiscono l'anonimato. E' sempre un momento importante, carico di ricordi e che annulla le distanze. Mi sento tanto povero,di fronte alle aspettative dei tanti che mi domandano un ricordo accanto alla tomba di padre Longo, ma anche un po' privilegiato. E di questo ringrazio il Signore.


La Messa è molto animata. Cominciata alle 8,30, ieri è terminata alle...11! Ma non per colpa della mia predica. Gli avvisi, letti e commentati dal catechista Léon hanno richiesto 25 minuti e poi c'è stato, eccezionalmente un...comizio del capo villaggio Christophe che ha chiesto ai Pigmei di rinunciare a certe tradizioni e a chiesto ai Walesse e ai Pigmei di sposarsi fra di loro. Risate e commenti dagli uni e dagli altri.
Il tempo passa veloce: incontro con i catechisti, con gli inseegnanti, visita a un malato, controllo del cantire della scuola dei Pigmei...


Si riparte alle 15. L'incubo comincia subito: piove o non piove? Andiamo avanti sperando di arrivare ad Aluta, a 15 km, prima della pioggia. Quando manca un kilometro e pensiamo di essere salvi, uno scroscio improvviso. Siamo in una specie di palude. Le moto si impiantano...Io scendo e prendo una foglia di banana come impermeabile e avanzo a piedi.La moto mi raggìunge e sotto un diluvio arriviamo alla cappella di Aluta. Spettacolo triste: una decina di persone, fra cui una bambina di 2-3 anni si sono rifugiate nella cappella e si preparano per la notte. Hanno steso le stuoie. E' facile capire chi sono: gli autisti e i passeggeri di due camion, con destinazione Isiro, fermi davanti a un buco profondo due metri e mezzo e pieno d'acqua.Avevano appena finito di svuotarlo e la pioggia lo ha riempito di nuovo.


Parliamo un po' assieme. La mamma della bimba mi chiede un rosario. Ma l'unico che avevo, a parte il mio, lo avevo appena dato alla moglie del catechista che è morto un mese fa.


Quando la pioggia diminuisce...partiamo. Lasciamo con un certa tristezza questi nostri compagni di sventura augurando buona fortuna.



Abbiamo ancora 45 km di pista e continua a piovigginare. Per fortuna c'è buon umore anche quando uscendo da una buca il motore si spegne e ritorniamo in fondo, rovesciandoci nel fango..che attutisce la caduta.



Arriviamo al km 10, sul punte del fiume Epulu...Mi sembra di vedere l'arcobaleno dopo il diluvio.


Un sentimento di pace, di calma e serenità dopo l'acqua, il fango, le buche e i vestiti inzuppati.


Non resisto. Chiedo al mio "pilota" di fermarsi per una foto.


Vi confesso: di questo viaggio ricordo sopratutto quel tramonto.

Penso che le foto non hanno bisogno di didascalie!

venerdì 27 marzo 2009

Cercando sulla rete

Come ripetiamo da tempo, per la verità senza grande ascolto, questo strumento di comunicazione offre infinite possibilità. Le occasioni sono così tante che solo la nostra fantasia e voglia di fare pone dei limiti.
Qui sotto è possibile accedere ad un bel filmato realizzato dai nostri amici che sono impegnati a dare una mano alla missione di Mambasa.
L'avevo già visto ed apprezzato; anzi mi ero permesso di offrire anche un suggerimento affinché tutto fosse perfettamente in regola, anche se questo mondo di Internet è spesso una giungla selvaggia.
Un paio di giorni fa mio figlio Marco l'ho trovato per caso su You Tube e me lo ha segnalato. Ecco quindi che rompo gli indugi e vi propongo di vederlo. Come? Cliccando sull'immagine sottostante.


mercoledì 25 marzo 2009

...il Dio dell'impossibile!

Ieri, 24 marzo ho ricevuto questa lettera del padre Onorio Matti, segretario delle missioni della Provincia Italiana. Era venuto a Mambasa-Nduye circa un mese fa.

Il mio commento lo farò a parte, come tutti. Qui riporto il testo senza aggiunte o correzioni (copia-incolla!)



Ho ritenuto questa bella espressione:
il Dio dell'impossibile

Oggi, festa dell'Annunciazione abbiamo riascoltato queste parole dette dall'Angelo a Maria:"Niente è impossibile a Dio". E se fosse vero?!

Grazie, padre Onorio!



Carissimo Silvano,

ti penso e spero bene nel "paradiso" di Mambasa insieme a Dino e Gauthier ecc.... Ho letto quanto hai scritto e pubblicato sul blog che si rivela un ottimo strumento di informazione e di comunicazione. Ti ringrazio per lo spazio che hai riservato alla mia visita, mentre io non mi sono ancora fatto vivo...
Forse, e a ragione, ti-mi chiederai ragione di tanto silenzio. Me lo chiedo anch'io e riconosco che non è perchè non abbia nulla da dire, ma perchè non riesco a far ordine nelle troppe cose che sento e penso (dopo aver visto e vissuto tanto e intensamente, persone, luoghi, situazioni, missioni, storie, genti... ) e che vorrei, ma non riesco, ad esprimere in ordine e sintesi.
Su Mambasa, mi è abbastanza semplice e facile dire che è stato ed è tutto una meraviglia. In questa meraviglia entrano diversi fattori: la bellezza del luogo; le strutture della missione armonicamente distribuite in uno spazio sempre verde; l'efficiente organizzazione dei servizi (scolastico, sanitario, produttivo..) nel rispetto dell'ordine e nella pulizia .
In questa meraviglia è contenuta una duplice grande sorpresa:
la prima riguarda i missionari: con ammirazione e invidia ho visto che tutti voi conoscete e parlate (almeno) una lingua locale ed avete quindi con la gente un rapporto dialogico immediato, diretto ed efficace.
La seconda è quasi consequenziale e riguarda l'area della missione: è uno spazio aperto (in tutti i sensi e soprattutto non difeso da muri o recinzioni e veti), accessibile alla gente, ai giovani, ai bambini; col risultato inaudito e incredibile di una convivenza serena e rispettosa.
Ma non posso tacere anche una preoccupazione che è aumentata dopo la bellissima visita a Nduye: come farai (o farete) a impegnarvi a Nduye mentre c'è ancora tanto da fare a Mambasa (finire l'ospedale, cominciare la costruzione delle altre aule della scuola e del salone polivalente ?...); e poi, come farete a gestire il tutto; e ancor più, tra 10-15 anni, chi e come erediterà la responsabilità di tutto questo ?...
Il problema della trasmissione di responsabilità e della possibilità e capacità di dar continuità alle opere..., è reale, incombente e inquietante (anche nelle altre nostre province africane...).
Questo problema non può e deve paralizzarci, ma, purtroppo è e rimane all'odg fino alla doverosa risposta che non può essere affidata al Dio dell'impossibile. Mambasa mi ha pr
ofondamente rallegrato ma anche lasciato il segno di questa preoccupazione.
Del resto, devo solo ringraziarti-vi per l'accoglienza, ospitalità, per il privilegio della tua stanza, per la vostra capacità lavorativa e organizzativa, per l'esempio di impegno, lavoro e dedizione.....
Scherzando ho detto in giro che non mi vedo missionario in Congo, ma in realtà, confesso che a Nduye ci ho fatto un pensierino fino a cominciare a "prendere alcune misure"... Ma sono tornato presto alla realtà dei miei anni, capacità e possibilità, e soprattutto alla mia appartenenza alla provincia mozambicana.
Non mi resta che augurarvi buon lavoro e salutarti-vi con un grande abbraccio pieno di riconoscenza, ammirazione e stima.
ciao
Onorio
foto. p. Onorio davanti alla Madonna del tronco
p. Onorio con p. Gauthier
p. Onorio sul ponte del fiume Nduye a Nduye

martedì 24 marzo 2009

Fate agli altri ciò che vorreste fosse fatto a voi stessi

Non mi sono sbagliato.
Ho scritto esattamente"fate" e non ho dimenticato il "non"!
E'così in quanto vorrei tanto che in altri lidi fosse fatto quanto ora faccio qui su questo blog.

Intendo dire che "altri", per quanto allergici o non abituati ad Internet, dovrebbero di tanto in tanto indicare sulle loro pubblicazioni a stampa, come "L'Amico delle Missioni" oppure come "Una sola famiglia" (di cui pubblico la copertina dell'ultimo numero, appena giunto) almeno citare che esiste un blog dedicato a queste missioni. Lo strumento serve per comunicare, direttamente, in tempo reale e senza filtri, con le missioni di Mambasa e di Nduye, con padre Silvano Ruaro e con i suoi confratelli che lavorano nella foresta del Congo.

Il bollettino "Una sola famiglia" viene pubblicato dai Sacerdoti del Sacro Cuore, via Andolfato, 1 a Milano. Oltre il telefono, il fax indicano, miracolo!, anche una mail: sam@dehoniani.it
Però non danno nessun indirizzo di siti web. Per me è incredibile, ma così è.
Ad essere pignoli un indirizzo ci sarebbe, nel risguardo di prima pagina, ma è quello della tipografia di Macherio che provvede alla stampa www.verga-artigrafiche.it
Quindi non ci serve, mi pare.

Aspettiamo che nei prossimi numeri di questa e di analoghe pubblicazioni cartacee venga dato appunto il riferimento del blog di padre Silvano Ruaro.
Vorremmo tanto che altri fornissero questo indirizzo essenziale come noi, in questo caso, cerchiamo di far sapere che altri, in altre vesti, in altri luoghi e con altri mezzi, ci sono, lavorano e pubblicano.
Magari provate a ricordare l'argoemnto di questo appello la prossima volta che vi incontrerete alla Scuola Apostolica di Albino, il 17 maggio, quando sarete assieme per la Pentecoste Missionaria, come leggo appunto su questo n° 108 del bollettino.

sabato 21 marzo 2009

Sperare contro ogni speranza...

Monsignore Antonio Barone il prof. Gramolelli Porthos-Giovanni sono ripartiti.
Li ho accompagnati a Kisangani mercoledì 18 marzo.

L'ultima volta che avevo percorso questa strada, nel senso Kisangani-Mambasa, era nell'agosto del 1994. Già allora era un'avventura. A bordo di un camioncino 4X4 (Robur) avevo impiegato 4 giorni per arrivare a Niania, a 340 km da Kisangani.
Dopo, la strada era diventata impraticabile e quindi imposibile.

Lo scorso anno erano cominciati i lavori di riabilitazione. Due società, una libanese e una cinese si erano divisi il compito arduo di renderla di nuovo percorribile.
Oggi è una signora strada.

Eravamo arrivati a Kisangani verso le 16, 30, dopo circa 10 ore di viaggio, interrotto da qualche sosta.
Il 19 marzo, al mattino, abbiamo visitato alcune nostre opere di Kisangani: lo scolasticato, la propedeutica...e abbiamo fatto una breve visita alla cascata-centrale della Tshopo, che fornisce la corrente alla città.
Nel primo pomeriggio i nostri due ospiti sono partiti per Kinshasa. La sera stessa Porthos prendeva l'aereo per Bruxelles-Milano.

E' sempre un momento emozionante salutarsi dopo un incontro in Africa, soprattutto se si sono vissute esperienze forti e concentrate in un breve periodo. I nostri due amici hanno potuto vedere il brutto e il bello: strade dissestate, bambini malnutriti, la povertà della gente e specie dei Pigmei; ma anche cose belle: la missione, un'oasi nella foresta, i bambini felici e chiassosi, la schiera ordinata di alunni impegnati e fieri dell'Istituto Bernardo Longo, garanzia di un avvenire migliore, l'impegno delle donne nelle cooperative...
Porthos ha voluto lasciare le sue impressioni. (Le ho lette dopo il mio arrivo a Mambasa, per cui non potevo chiedergli di modificarle). Eccole:
Il padre Silvano e i suoi bambini.
Ormai avanti negli anni, ha provato la gioia di osservare come si può costruire con intelligenza accompagnata dalla fede, l'avvenire di tante creature che meritano affetto e tenerezza,
a Mambasa,
un paradiso in terra per tanti, felici di stare insieme,
cantare nella loro lingua lodi a un Signore che sa comprendere, aiutare e perdonare,
lavorare e studiare per un futuro diverso.
Una felice esperienza la mia, una misura di come coniugare la mia laicità a un mondo di fede, ragione e sentimento.
Con tanto affetto a quella parte di umanità conosciuta per la prima volta."
Porthos.

Avrei voluto fermarmi almeno un giorno a Kisangani, ma qui a Mambasa ci sono diversi impegni soprattutto alla fine della settimana e nella vicinanza di Pasqua.
Quindi venerdì 20 marzo,di nuovo in strada.
Non era più una sopresa. Sapevo che la strada era buona anche se lunga e polverosa.
Ma due particolari mi avevano colpito nell'andata: la miseria dei villaggi e l'assenza di traffico.
Nel ritorno ho fatto attenzione ai questi due aspetti...e l'impressione è stata di profonda tristezza. In questi anni il livello di vita della gente, lungo questa strada che è una delle principali del Congo si è abbassto in maniera impressionante. Le capanne sono in pessimo stato e coperte solo da foglie. Non si vedono né banane nè altri prodotti davanti alle capanne.
La gente girovaga senza convinzione e senza meta.
Mentre attraversavamo villaggi squallidi e una foresta meravigliosa e solenne, pensavo alle numerose guerre di questi anni e all'isolamento in cui è vissuta questa gente, probabilmente costretta a fuggire, abbandonando tutto: case e campi.

Partendo da Kisangani ci eravamo impegnati a contare i camion che avremmo incontrati su questo lungo tragitto di 530 Km!. Stupore e incredulità: solo 6!


Per lunghi tratti la strada era veramente deserta: inutilmente la scrutavo nella speranza di veder spuntare all'orizzonte un veicolo o anche semplicemente qualche persona.
Segno evidente di una crisi economica, di una povertà senza precedenti.
Vi assicuro che negli anni '70 questa strada era percorsa ogni giorno da centinaia di camion che provenienti da Bunia, Beni, Butembo, Goma, Isiro trasportavano a Kisangani caffé, cotone, legumi, pesce, bestiame....
Oggi, una strada vuota!
Quanta angoscia, quanti pensieri, quante domande.
Ma la risposta era sempre la stessa: continuare a seminare a sperare.
Sono passato a Bafwasende dove nel 1964 sono stati uccisi e gettati nel fiume Lindi 7 missionari.
A Niania ho pregato sulla tomba di don Giacinto Toneatto, fondatore della missione di Mambasa.
Il giorno prima avevo telefonato, per gli auguri, a don Giuseppe Scarbolo, compagno di don Giacinto a Mambasa e a Niania e che ora vive un un a casa di riposo a Udine: ha 94 anni!
Mi dicevo:" non possono essere stati inutili il sacrificio e la morte di questi uomini..."

Continuiamo. Forse ci vorranno altri sacrifici, ma un giorno il seme nascerà...

La sosta a Badengayido aveva questo significato: seminare e porre gesti di speranza.
Alcuni operai della missione di Mambasa, con il concorso dei giovani di quel villaggio hanno cominciato proprio il 20 marzo la fabbricazione di 30.000 mattoni per la costruzione della scuola elementare finanziata dalla ONLUS: gli Amici della Scuola Apostolica (di Albino - Bergamo).
Grazie Paolo, Giuseppe e amici!!! Non vi deluderemo!

Ho ripreso il viaggio con più serenità.
Non potevo consolarmi pensando alle belle parole di Porthos, perché non avevo ancora aperto la lettera.
Arrivato a casa le ho lette con curiosità, diventata presto emozione e allora ho capito il senso di una delle sue ultime frasi, a Kisangani: Silvano, continua, sei sulla buona strada!

Speriamo di continuare, con l'aiuto del Signore e vostro.

Anche perché cambiare alla mia età, sarebbe difficile!
Vi ricordo...Ricordatemi!

foto dall'alto in basso: Porthos, mons. Barone e Katembo...alla cascata della Tsopo.
l'alzabandiera all'Istituto B:Longo (foto di Mons. Barone).
la strada dell'Ituri.
preparazione dei mattoni: non lasciatevi ingannare dalle apparenze: saranno perfetti!

lunedì 16 marzo 2009

Mai dire "basta!"




E' proprio il caso di dire così!

Mons. Antonio Barone, un grande amico e benefattore di Mambasa, mi aveva detto, in autunno, che qui, vista la sua età e lo stato delle strade, non sarebbe più venuto. E potevo anche capirlo.
E' della classe 19..9!


Sapevo che in questi giorni era a Kinshasa assieme al prof. Gramolelli Porthos Giovanni, ex-preside di una scuola industriale di Cusano Milanino (Mi) e ci tenevamo in contatto telefonicamente...
A un certo momento mi ha chiesto quali erano le possibilità di venire a Mambasa. Alla fine gli ho suggerito di andare a Kisangani e di lì prendere il volo per Beni. Lo avrei aspettato in quella città. Sentivo una certa esitazione,paura, ma nello stesso tempo una mal celata voglia di...ritentare l'esperienza, probabilmente spinto e incoraggiato dal prof. Portos.

Lo spaventava la strada fra Beni e Mambasa e fra Mambasa e Kisangani.
Si fidava poco delle mie assicurazioni, anche perché i nostri criteri di valutazione sono diversi.

Finalmente ha rotto gli indugi e si è lanciato. Il lancio è riuscito!
Sono qui da venerdì sera. Ha trovato che la strada fra Beni e Mambasa è nettamente migliorata rspetto alle altre volte e ha già gustato un tratto della strada fra Mambasa e Kisangani e l'ha trovata bella!
Ho guadagnato qualche punto nella sua fiducia: la mia credibilità è aumentata.

Dovevano stare qui solo due giorni. Hanno invece scomodato l'agenzia in Italia per poter prolungare la loro permanenza di altri due giorni .
Buon segno!

Mons. Antonio e Porthos sono curiosi, interessati ai vari problemi...Chiese, scuole, cooperative e soprattutto i bambini di cui sono entuasiati...

Avrò tempo e modo di scrivere ancora sulla loro visita, dopo la loro partenza. Intanto godetevi queste due istantanee, scelte quasi a caso fra le tante...

I due amici davanti alla scuola di Mabukulu con un gruppo di alunni pigmei della prima elementare;

e davanti alla chiesa di san Francesco...


...Spero che anche loro vi diranno le loro impressioni!

mercoledì 11 marzo 2009

Mambasa, centro del mondo?


Non pretendiamo tanto, però ci fa piacere accogliere degli ospiti venuti da lontano e che hanno messo nel loro programma una visita alla nostra missione.

E' successo anche la settimana scorsa.

Il nostro padre Provinciale, p. Wilson Hobold, ha accompagnato fin qui un confratello tedesco, P. Edwin Rombach, segretario delle missioni della Provincia tedesca.

Evidentemente il dialogo non è stato molto facile, ma grazie all'aiuto di padre Wilson, che conosce il tedesco, siamo riusciti a farci capire.

In particolare gli abbiamo manifestato la nostra riconoscenza per l'aiuto ricevuto nel 1998 dai nostri confratelli della Germania, aiuto che ci ha permesso di costruire le scuole elementari Binase, 6 edifici che accolgono attualmente 1016 alunni.

Ha potuto verificare con i suoi occhi che abbiamo speso bene i teutonici e solidi marchi e ci è sembrato che sia bene intenzionato a trasformarli presto in euro.

Lo ringraziamo di cuore e attraverso di lui ringraziamo i nostri amici tedeschi...

Mi fermo, perché ci sono in arrivo altre sorprese...(continua)

foto: p. Edwin Rombach con il direttore dells scuole, signor Melchiorre Ngona

venerdì 6 marzo 2009

Ancora personaggi famosi!

Per quanto riguarda la visita di personaggi famosi, siamo in un periodo di vacche grasse...L'immagine non è molto poetica, ma serve a rendere l'idea.


Giusta l'osservazione e la...smorzatura di Gianluigi, ma anche le speranze e l'augurio di Claudia (Cattaneo, penso!).

Se sono rose fioriranno...

...ti auguro un vivaio intero in piena fioritura!




1 - il 26 febbraio, a Beni ho incontrato il responsabile nazionale della DGM (Direction générale de Migration: servizio di sicurezza e di controllo della popolazione), Mr. François Beya.


E' lui che rilascia i vari Visti: di soggiorno, di viaggio, permanente.


Abbiamo avuto una conversazione molto interessante e cordiale, facilitata anche dal fatto che avevamo delle conoscenze comuni, fra l'altro quella del sig. Kimbembe Mazunga con cui poi abbiamo parlato per telefono.


Anche il sig. Beya mi ha chiesto di andarlo a trovare nel suo ufficio a Kinshasa e mi ha assicurato che in quella occasione mi darà un visto permanente per cui non avrò più bisogno di chiedere un visto di uscita e di entrata ( e pagarlo!) ogni volta che lascio il Congo.


Nella foto sono con lui e con una coppia belga, i signori Robert e Ginette Ducarme, amici di Beni e che mi hanno aiutato tanto in tempi difficili, fra l'altro per facilitare il rientro dei rifugiati nel 2003. Sono gentili e cordiali, sempre disposti a rendere dei servizi ed ad accogliere i nostri visitatori...









2 - martedì 3 marzo. Passaggio del Presidente Joseph Kabila a Mambasa...




Il Presidente che aveva incontrato il segretario generale dell'ONU, Ban-Ki-Moon a Kisangani, ha voluto percorrere in macchina la strada fra Kisangani e Beni (700 km), strada appena riaperta al traffico. Evidentemente: incertezza, confusione, notizie contraddittorie sulla sua venuta e soprattutto sul programma e sull'ora di passaggio. Per non fare brutta figura e non sembrare patrioti tiepidi siamo andati in centro alle 10 e ci siamo goduti 5 ore di sole e di polvere per poi vedere per un attimo il Presidente passare un fretta davanti a noi.. E' sceso dalla macchina, ha percorso un tratto di strada a piedi e poi è risalito in maccina per sparire fra un nuvolo di polvere scortato fino all'inverosimile da soldati, polizia e preceduto e seguito da decine di macchine...




Moltissima gente sulla strada...Penso sia rimasta un po' delusa: tanta attesa, fatica, stanchezza, sotto un sole cocente e avvolta dalla polvere onnipresente...




E delusione fra le autorità che avevano preparato un programma minuzioso e dettagliato.

Potrà forse servire per la prossima volta...In fondo cambiano le persone, i presidenti, ma non lo stile e la messa in scena...





Foto. in alto: Robert Ducarme, François Beya, p. Silvano, Ginette Ducarme
in mezzo: Il Presidente Joseph Kabila a Epulu (dove ci sono gli Okapi)
in basso: la folla a Mambasa, subito dopo il passaggio del Presidente

lunedì 2 marzo 2009

Seguito della notizia precedente- senza commenti

Carissimi,
avevo scritto al Sig. Kimbembe ( vedi post precedente).

Ecco la sua risposta:

Merci infiniment pour votre note, mon cher Père. J'en ai tellement apprécié le contenu (et la forme utilisée) que je me suis accordé la liberté de la transmettre à SEM le Président de la République.Pour ma part, je ne connais pas encore le jour de mon retour à Kinshasa. En effet, après Mambasa, nous sommes allés à Bunia, Beni et Goma puis Bukavu où je me trouve en ce moment mais demain matin, je prends le bateau pour Goma et de là, l'avion pour Beni pour attendre l'arrivée du Grand Chef.Je vous tiendrai informé de mon retour à Kin et me reserve l'honneur de vous rencontrer à Kin dans le courant du mois de mars.Salutations à tous vos collègues et nos amis de Mambasa.
Ciao e ciao .
Kimbembe Mazunga

Traduzione:
Grazie infinite, caro padre, per il suo messaggio. Ne ho talmente apprezzato il contentuto ( e la forma usata) che mi sono preso la libertà di trasmetterlo a Sua Eccellenza il Signor Presidente della Repubblica.
Per quanto mi riguarda, non conosco ancora il giorno del mio ritorno a Kinshasa. Infatti, dopo Mambasa, noi siamo andati a Bunia, Beni, Goma e infine a Bukavu dove mi trovo in questo momento, ma domani mattina prendo il battello per Goma e di lì, con l'aereo vado a Beni per aspettare l'arrivo del Grande Capo.
La terrò informata del mio ritorno a Kinshasa e mi riservo l'onore di incontrarla durante il mese di marzo. Saluti ai suoi colleghi e ai nostri amici di Mambasa. Ciao e Ciao
Kimbembe Mazunga