14 giugno - Corpus Domini
Perché temete, uomini di poca fede...?
Coincidenza o altro?
Stamattina, il primo pensiero, alzandomi, è stato quello di scostare la tendina - anche se non ce n'era bisogno perché è quasi trasparente - per scrutare il cielo. Completamente coperto!
Alle 8 dovevamo cominciare la Santa Messa all'aperto e l'abbiamo fatto. Le palme che di solito servono a ripararci dai raggi di sole...oggi erano solo di ornamento.
Tantissima gente per questa celebrazione. Corale, chierichetti, gruppo delle joyeuses (le bambine vestite di bianco, che danzano durante i canti), lettori...ognuno adempie il suo ruolo con dignità, devozione, impegno. Le suore - 4, mi aiutano - per distribuire la comunione.
Arriva il momento della processione...
Dimenticavo: il cielo si mantiene coperto: solo di tanto in tanto un raggio di sole ci da una nota di incoraggiamento.
Dopo una lunga spiegazione sulla disposizione dei vari gruppi e quartieri, la processione si snoda lentamente da Avakubi (la cattedrale...all'aperto) verso la chiesa parrocchiale.
Si segue un tratto della strada Mambasa-Beni, si passa davanti all'Istituto Bernardo Longo.
Qui c'è una prima sosta. Il Santissimo viene posto su un piccolo altare bene addobbato con rami di palma. Si prega: si affidano a Lui, tutti gli abitanti di Mambasa: anziani, ammalati, genitori, giovani, bambini. Una buona occasione per ribadire il tema svolto durante la predica: "In mezzo a noi, nel nostro villaggio c'è Qualcuno che non conosciamo, che dimentichiamo".
Una prima benedizione nelle 4 direzioni: nessuno, a Mambasa, potrà dire stasera che Lui non lo ha visto.
Si riprende il cammino, lento, accompagnato da canti eucaristici che...sembrano più veri.
Ho avuto netta questa impressione; in chiesa questi canti hanno sapore di cantilene che si ripetono distrattamente. Cantati sulla strada...sono una testimonianza di fede, un invito per i tantissimi curiosi che forse hanno un segreto desiderio di unirsi a noi. Ho sorriso quando ho scorto uno "Zaccheo" su un albero che somigliava al sicomoro. Dopo un po' non c'era più: probabilmente era sceso e si era messo a seguire Gesù.
Dopo questa prima sosta, i responsabili della processione mi chiedono se dobbiamo andare subito in chiesa. Non capisco il perché e chiedo di continuare secondo il programma.
Seconda sosta a un incrocio importante, proprio nel cuore del villaggio: preghiera, intenzioni varie, benedizione a 360 gradi...Riprendiamo. Passiamo a fianco del campo sportivo. Adesso capisco il perché della domanda dei "fabbriceri": accorciare la processione. Le nuvole si fanno più oscure. Qualche goccia comincia a cadere...Se ne accorge solo il celebrante che chiude la processione. Gli altri sono già tutti in chiesa, gremitissima.
Tutti cantano...
E' veramente bello.
Dopo la solenne benedizione, vorremmo uscire: sono le 11,45!
Ma non si può: fuori piove a dirotto!
Ma siamo contenti.
I bambini cominciano a giocare...Chi oserebbe impedirglielo, in presenza Sua?
foto:
- sosta e benedizione
- folla
- nella chiesa parrocchiale, alla fine della processione!



































So che, - per fortuna! - c'è ancora qualche curioso del nostro blog. 



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