lunedì 27 luglio 2009

Chi parte e ...chi arriva!

Venerdì, 17 luglio!



Parte per l'Italia padre Nerio Broccardo.
E' arrivato ieri sera da Kiragho dove per due anni è stato confessore e economo e...giardiniere.
Lo vedremo ancora a Mambasa? Lo sa solo il PADRE!





Questo interrogativo ci lascia tristi. Un'ultima foto con i suoi fedeli (?) collaboratori davanti alla Madonna del Tronco.






Un saluto e un messaggio:"Silvano io parto, ma tu tieni duro!".
Non dimnenticarci!






Grazie Nerio per i 16 anni passati assieme a Mambasa!








Domenica, 19 luglio.


Arrivano a Kampala:
Mario Galbusera,
l'avv. Enrico Peretti,
e Cornelia Mangiagalli: per condivisione della nostra vita e per lavori vari. Sono i benvenuti ed aprono la strada di tanti altri che verranno quuest'anno.


Una sosta all'Equatore.
La sera, arrivo dalle Suore Orantes a Beni.






Il 21, arrivo a Mambasa.

E subito una telefonata alle loro famiglia:"Siamo arrivati...ed è più bello di quanto ci avevano descritto". Stupore per il bellissimo cielo stellato che fa esclamare a ..."Se ci fosse qui mia moglie, diventerebbe matta".









Giovedì, 23 luglio.


Viaggio a Badengayido con sosta a Epulu e visita agli Okapi.



Arrivo a Badengayido e controllo dello stato di avanzamento dei lavori. Le fondamenta sono quasi finite. In questi giorni cuoceranno anche i mattoni, per cui ai primi di agosto cominceremo il lavoro di costruzione vero e proprio. Speriamo di finire per la fine del mese di settembre e così fare dimenticare le vecchie scuole (?) di pali, esposte al vento e alla pioggia!



Fra due giorni tenteremo l'avventura di Nduye, sperando di arrivarci, visto che ieri c'è stato un temporale storico. Speriamo di non aver brutte sorprese.






Un po' di piripiri (peperoncino!) nella vita non fa male...Ma è da consumare con moderazione!






Un saluto a tutti e un ricordo... davanti alla Madonna del Tronco! Ciao


Foto: padre Nerio davanti alla Madonnina
Enrico, Cornelia,...Mario all'Equatore
Cornelia, Mario, Enrico al ...guado dell'Ituri
A Badengayido...le fondamenta della scuola finanziata dagli "Amici di Albino"

Brutture (scuole!?) da dimenticare

giovedì 16 luglio 2009

Marta Bravi su "L'amico delle missioni"

Il racconto di Marta Bravi noi l'abbiamo già letto su questo blog il 16 settembre dello scorso anno.

Ora lo pubblicano gli amici della Casa del Missionario di Genova (bollettino n. 4 del 2009), però senza nemmno un link con questo blog.








Almeno a chi scrive sfugge il motivo; poi non è la prima volta che si insiste sulla grande opportunità di tessere una rete utile a chi opera per le missioni.
Solo informandoci a vicenda e mettendo sempre le indicazioni per "navigare" questo diviene possibile.

Speriamo bene per la prossima occasione.

Nonostante la pioggia...si parte



Carissimi,


mi rivolgo soprattutto a Paolo e agli amici di Albino.


Stamattina pioveva a dirotto. Per fortuna il trattore era già carico da ieri sera.


Dalla mia stanza guardavo il cielo...solo per scaramanzia. Il rumore sulle lamiere del tetto era molto eloquente.


Bussano alla porta. La "squadra" di Badengayido è al completo: 5 muratori, 3 aiutanti, 2 cuoche, 3 addetti ai mattoni, un responsabile del cantiere e l'autista del trattore, che ha il compito di trasportare sabbia, pietre, acqua, legna per cuocere i mattoni.


Hanno una buona scorta di riso, fagioli, olio di palma e pesce secco. Sul posto la gente contribuirà con banane, mais e, speriamo!, con un po' di selvaggina: antilope o scimmia!


Ognuno ha un materasso e una coperta: sono come dei ragazzi in partenza per la colonia!


Un'avvenura: un cantiere a 130 km!


"Mupe, partiamo"!


Non credo alle mie orecchie:"Ma piove!?"


"Hapana maneno" (Non importa!)


Prendo la macchina fotografica. Voglio immortalare questo momento.


Il trattore si mette in moto. Passa davanti alla grotta.


Oggi è la festa della Madonna del Carmelo: buon auspicio.


Domani stesso cominceranno a scavare le fondamenta della scuola!


Coraggio ragazzi! Buon lavoro...e grazie!



Vi confesso che avevo un certo nodo alla gola quando il trattore è scomparso dietro l'Istituto Bernardo Longo...e continuava a piovere!

mercoledì 15 luglio 2009

Cronaca spicciola...

Carissimi,


ho ricevuto una tiratina d'orecchi dall'Italia: sei ancora vivo? Penso che la gente di Mambasa non si ponga questo problema, vedendomi correre in su e in giù.


Due viaggi a Beni, un viaggio a Niania, un viaggio a Mayuano con la Santa Messa domenicale, senza contare i giri intra muros!



Un viaggio a Beni per condurre 9 studenti di Meccanica che hanno chiesto di fare uno stage in una grossa impresa di Beni.





Un viaggio a Niania per andare a prendere gli scouts di quella parrocchia e soprattutto per una visita a Badengayido e avvertire le autorità che il 16 luglio (domani!) cominciamo la costruzione della scuola elementare finanziata dagli Amici di Albino.





Un altro viaggio a Beni per accompagnare il sig. Marino Meri che è venuto in visita a Mambasa per aiutare a stendere un progetto a favore dell'ospedale, in particolare per avere un finanziamento per le attrezzature per il laboratorio analisi e per la sala parto e la sala operatoria.





Quindici giorni riassunti molto in breve e quasi in maniera banale. Ma vi assicuro che la vita continua ad un ritmo sostenuto...e credo di usare un eufemismo.





Nel frattempo sembra si preparino giorni migliori...





Nel mio ultimo viaggio a Beni (il 13 e 14 luglio) ho visto con i miei occhi che sono cominciati i lavori per asfaltare la strada Beni- Kisangani. La foto che vedete mostra lo strato di ghiaia (almeno 30 cm) che serve da fondo...Per mettere il bitume, la compagnia cinese che esegue i lavori, aspetta la venuta del Presidente, che, esigenze della propaganda, verrà a tagliare il nastro!





Altra buona notizia. Domani verrà a Mambasa il responsabile di una ONG (Organismo non Governativo) per parlare della strada di Nduye. Sembra che ci sia un fondo della Comunità Europea per la riparazione.





Un'altra parola su Marino Meri. E' stato mandato da Mons. Barone per stendere una domanda di finanziamento per l'acquisto delle attrezzature per l'ospedale e per altri progetti riguardanti la scuola e la formazione della gente, soprattutto sul piano agricolo.





E' rimasto qui 4 giorni...molto pieni. Fra il resto ha avuto l'occasione di curare il nostro Emanuel, una vittima della guerra del 2002. Ha quasi perso l'uso della parola. Cammina con la stampella e ha perso anche l'uso del braccio destro. E' stato picchiato selvaggiamente in testa. Porta ancora i segni di questa barbarie; un buco profondo che non si rimarginerà più.





Quasi quasi dimenticavo. abbiamo avuto anche la visita del medico provinciale, Dr. Lonema che ha ammirato e molto apprezzato gli edifici dell'ospedale

Scusate la laconicità...Ma vi assicuro che presto ci saranno altre notizie e altre sorprese.


Grazie di seguirci e di ricordarci.
A presto


foto: Marino Meri che cura Emanuel;
Il dr. Lonema (maglia gialla) in visita all'ospedale;
le autorità di Badengayido di fronte ai mattoni (il capo è il secondo da destra)
preparativi per l'asfaltatura della strada Beni-Mambasa-Niania-Kisangani (750 km)

mercoledì 1 luglio 2009

Ivi è perfetta letizia: cronaca di un week-end

Ho pensato spesso a queste parole di san Francesco nel mio ritorno da Nduye domenica e lunedì.

Un viaggio da non dimenticare.


Normalmente era il turno di padre Gauthier. Poi all’ultimo momento ha desistito per un impegno qui in parrocchia. Mi sono offerto di sostituirlo. Il viaggio di andata non ha avuto problemi particolari. Un viaggio di routine: 3 ore e mezza di moto per i 60 km. Le buche erano quasi asciutte, quindi si vedevano bene e si poteva entrarci senza troppi patemi d’animo. Arrivo a Nduye alle 18,20. Appena in tempo per immaginare quello che doveva essere stato un tramonto stupendo.



Domenica mattina, il cielo è coperto. I cristiani reagiscono male al buio, all’umidità: molti arrivano in ritardo. Ma poi la Messa si anima.

“Non temere! Soltanto abbi fede! Talita kum…”


I cristiani seguono attenti e nessuno guarda l’orologio.

La Messa finisce alle 10,45.

Una visita ai lavori di refezione delle scuole. Si vedono i risultati, positivi.


Poi l’ascolto di qualche lamentela, di qualche sofferenza e lutto, di qualche richiesta (i più chiedono sementi: riso, fagioli, soja). Purtroppo posso fare poco soprattutto per il riso. Le nostre scorte sono finite.


Il cuoco prepara un po' di riso in fretta. Tutti noi guardiamo il cielo. Il catechista mi dice:


“ Mupe, la pioggia ha un debole per te”!


Mi auguro che questa volta si sbagli.


Partiamo alle 12,30. Passiamo il punto strategico situato a 15 km, Aluta dove c’è una buca di almeno 3 metri.

Comincia un diluvio. Alle prime capanne ci fermiamo, ma siamo giù inzuppati. Aspettiamo un’ora. La pioggia diminuisce, ma non cessa del tutto. Sono le 14,30. Riprendiamo il viaggio, sperando che la pioggia sia “locale”. Facciamo circa 500 metri. La strada è completamente allagata. Il ragazzo-pilota entra a caso – non poteva fare diversamente – nella pozzanghera. Sento l’acqua fino alla vita. La moto è scomparsa sotto acqua. Si spegne. Emerge solo il manubrio. Ci resta solo di continuare fino ad uscire dalla pozzanghera, spingendo la moto e di andare nel prossimo villaggio. Ci mettiamo sotto una tettoia. La gente ci compatisce, ma non può esserci di nessun aiuto. Il ragazzo smonta, rimonta, pulisce, lima. Il carburatore fa i capricci. Credo che il ragazzo l'abbia smontato e rimontato una trentina di volte.La pioggia ha ripreso. Nonostante questo, la gente deve eseguire le sue danze tradizionali perché oggi espongono al pubblico una ragazza che è rimasta chiusa in casa, immobile per 6 mesi. (Cerimonia della Elima). Mi fanno pena quelle bambine obbligate a danzare, mezze nude, sotto una pioggia battente. Per fortuna il buon senso esiste ancora e dopo un poi tutti si ritirano.

Alle 8 di sera, la moto riparte. Ci mettiamo in strada. Ma dopo cento metri dico al ragazzo di rientrare: la strada è troppo scivolosa, i fari deboli e già si profilano davanti a noi delle buche piene d’acqua di cui è difficile calcolare la profondità. Sono ancora un po'...traumatizzato dalla esperienza precedente.


Gli uomini escono dalle capanne e vengono ad accoglierci. Non oso chiedere nulla. Mi accontenterei di un po’ di fuoco e di una sedia. Ma un uomo insiste e mi cede la sua casa (sic!) dicendomi però che è piena di topi.


C’è un materasso e una specie di lenzuolo. Mi dice che non ha nessuna coperta. Mi stendo sul letto come sono, bagnato fradicio, sperando che la notte sia…breve. Il papà aveva ragione. Comincia la danza dei topi: è stata una sofferenza e un’angoscia tutta la notte. Per fortuna avevo una pila ben carica e ad ogni rumore l’accendevo. Per un po’, i miei compagni di camera se se andavano. Verso le 21 la pioggia è cessata e allora i danzatori si sono vendicati. Fino a mezzanotte un crepitare di tamburi e canti. Il ritmo era fantastico e a volte il suono secco e mordente dei tamburi mi faceva pensare ai fuochi di artificio. In fondo non mi disturbavano perché proprio non sarei riuscito a dormire, anzi mi auguravo che quelle danze non finissero più fino all’alba. Invece a mezza notte è calato un silenzio totale. Solo in lontananza grida o gemiti attutiti di qualche animale notturno. Il frusciare dei topi sulle foglie del tetto e la processione dentro la stanza però non sono mai cessati.

Al mattino, alle 6, partiamo. Mi metto proprio nelle mani Sue e della Madonna. I vicini di casa (?) vengono a salutarci e si scusano di non aver niente da darci da mangiare. Sinceramente non ci avevo pensato che l’ultimo pasto, un po’ di riso, l’avevamo a mangiato a Nduye,il giorno prima, a mezzogiorno.


Avanziamo lentamente, sempre con la paura di impiantarci in un'altra “fossa delle Marianne!”


Un brivido: passando a cavallo di due buche, la moto scivola e ci troviamo noi due e la moto, distesi dentro una di esse piena d’acqua. Prendiamo anche questo con filosofia e nonostante il fango e la fatica riusciamo a mettere in equilibrio la moto, che riparte.


Mancava la ciliegina sulla torta. A 20 km da Mambasa un insetto nero, grosso il doppio di un calabrone (lisungu) mi punge sul labbro superiore. Non riesco a trattenere un grido di dolore; sento la guancia sinistra gonfiarsi. Meno male che non mi ha colpito sull’occhio!

Arrivo a Mambasa con la faccia sfigurata. Ma siamo a casa.

C’è poco tempo da perdere. Dato che domani, 30 giugno, è l'Anniversario dell’Indipendenza bisogna pagare gli operai, i professori, i giornalieri. Forse questo aiuta a dimenticare. Mi consola il pensare che questa avventura è toccata a me solo e non quando ero con Michele, con padre Onorio, con don Giovanni, e tanto meno con Franco Cazzola!

Oggi sono andato, per la Messa, a 15 km sulla strada di Kisangani. Un piacere viaggiare a 60 all’ora con la Feroza; e più facile conservare la mente concentrata sul Mistero e sulla Parola di Dio, quando non c’è l’incubo del ritorno

Nel pomeriggio, pranzo di fine d’anno con i professori. Un bel clima cordiale che permette di scambiare opinioni, di fare serenamente delle osservazioni e di guardare avanti con determinazione.





Verso sera vado a Manjombo, dove un pittore africano ha fatto un affresco su san Francesco. A parte lo zoccolo…il resto mi sembra riuscito. Il ricordo di san Francesco mi richiama alla mente le sue parole: “ivi è perfetta letizia”.



In fondo, anche questa avventura, è perfetta letizia!

A proposito: in Italia il medico e qualche amico mi hanno detto: "non dimenticare che hai 70 anni! Spesso non ci penso!

foto: tramonto a Nduye del 27.06.2009

Scuola dei Pigmei, ricavata dal dormitorio delle ragazze (anni 73!)

Buca...Pallido esemplare di quella in cui siamo caduti...

Affresco nella chiesa di san Francesco a Manjombo


mercoledì 24 giugno 2009

Il vento cessò e vi fu grande bonaccia: storia quasi incredibile di un viaggio in AFRICA



Ecco quanto Francesco Cazzola di Agnadello, uno dei membri dell'ultima spedizione a Mambasa, mi ha inviato oggi affinché sia pubblicato sul blog! Grazie Francesco!
(Francesco è proprio quello in mezzo, protetto alla spalle dalla Vergine, ai fianchi da Michele e Giuliano e davanti da Ilvo e Renato: più protetto di così!)
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Il lontano 1981, fu un anno di cambiamento nel mio sistema di vita. Ringrazio ancora oggi Padre Samuele Testa,di cui sento la mancanza, che mi ha dato la possibilità di incontrare e conoscere i missionari del Sacro Cuore.
Dopo sette viaggi in Africa: Camerun, Congo per rendermi utile
nel lavoro di idraulico nel limite delle mie capacità, sono tornato anche quest’anno nella missione di Mambasa (da me preferita!) in compagnia di nuovi amici che ringrazio per la loro pazienza nei miei confronti perché essendo un fifone e iperteso, rompo un po’ le scatole a tutti, anche se sono armato fino all’inverosimile con le ultime scoperte scientifiche contro tutti i tipi di insetti.
Ho conosciuto Padre Silvano a Kinshasa nel lontano 1981, l’ho rincontrato nel 1986 e nel 2005. Mi ha sempre dato una grande fiducia e amicizia, lo ringrazio di cuore.
Durante il mio recente soggiorno africano, mi sono trovato di fronte a qualche problema fisico, subito risolto, mentre quando li ho avuti qui in Italia avevo pensato al finimondo.


Le mie impressioni sugli Africani? Il loro stile di vita, la loro semplicità, disponibilità, il loro sorriso pronto e schietto,
la gioia dei bambini che giocano spensierati sui prati della missione, le suore che con la loro dolce pazienza, ti danno coraggio e forza, che pensavi non esistessero più nel nostro modo di vivere…Tutto questo ti colpisce in maniera forte e per sempre.
Ho imparato tante cose in Africa: il rispetto reciproco, l’amicizia, il sentirsi realizzati e alla sera prima di dormire, la voglia e il bisogno della preghiera, il coraggio di andare nella foresta, sempre però armati di spray contro gli insetti,il non preoccuparsi più di tanto quando devi attraversare fiumi su barconi traballanti trainati con corde…
Quando alla sera guardi il cielo stellato e vedi la luna piena sopra di te e sulla destra,la croce del sud e al nord il carro maggiore, quando all’improvviso le lucciole si accendono ed entrano nella tua camera, stupito dici: "questa è l’Africa…"

Era tanto tempo che volevo scrivere le mie impressioni sulle missioni in Africa.

Solo oggi domenica 21 giugno 2009 dopo aver partecipato alla Messa al tempio dell’Incoronata a Lodi ho trovato il coraggio di farlo. Il vangelo parlava degli Apostoli impauriti sulla barca, in preda alla onde del lago (e della vita) in tempesta, e di Gesù che sembrava dormisse!


“Si sveglia”, li tranquillizza e li conduce sani e salvi sull’altra sponda.


Mi è sembrato rivivere la mia esperienza africana…



Un grazie a Padre Dino che ci ha riaccompagnati verso casa.
Un forte abbraccio a tutti
Francesco

lunedì 22 giugno 2009

22 giugno. Inizio degli Esami di Stato (Maturità)

Questa mattina, in forma solenne ha avuto inizio la sessione ordinaria degli Esami di Stato, qui a Mambasa. L'Istituto Bernardo Longo è, da qualche anno, centro di esami per tutto il territorio. Per il momento convergono gli alunni di 5 scuole medie superiori, con circa 140 alunni.
Credo che qualcuno di voi, assistendo alla cerimonia, non riu-scirebbe a nascondere un sorriso.Un certo alone di mistero, e soprattutto un cerimoniale solenne e barocco. Basterebbe uno spillo per sgonfiare tutto.


In breve.



Sabato sera, 20 giugno, verso le 21 sento bussare alla mia porta. Il Commissario statale, accompagnato da due persone viene a consegnarmi il baule di ferro contenente i fogli degli esami di Stato. Una delle due persone è un membro della sicurezza di Mambasa.

Vi assicuro che la presenza di questo oggetto misterioso non turba il mio sonno.







Stamattina ,22 giugno, verso le 8, il commissario accompagnato da due poliziotti e da due alunni della scuola, viene a ritirare il baule.





Lo si espone davanti a tutti gli esaminandi. Si intona l’inno nazionale. Presentazioni delle autorità. I titoli e i complimenti si sprecano. E anche le raccomandazioni agli alunni.




A nome di tutti gli studenti, i due prescelti, una ragazzo e una ragazza, controllano che le regge siano a posto, che i lucchetti non siano manomessi (del resto io non avevo le chiavi dei lucchetti). Il tutto in maniera seria, solenne, cerimoniosa. Evidentemente, sul tavolo era bene in mostra la tenaglia e le forbici. Un ragazzo della Scuola meccanica ha il compito di spezzare le regge. Anche questa azione si svolge in clima quasi liturgico.

Interviene l’agente della sicurezza, che in maniera solenne mostra una bustina ben sigillata. Tutti devono vedere che non è stata toccata. Si apre la bustina e ne escono le chiavi dei due lucchetti. Nuova esposizione al pubblico .






Finalmente si apre il baule. Quattro pacchetti comprendenti diverse buste grandi: 4 il numero dei giorni di esami: diverse buste, per i diversi esami delle varie sezioni…






Aperto il pacchetto del 22 giugno, gli alunni si dirigono in silenzio e bene ordinati verso l’aula.


Il nostro Istituto presenta quest'anno 7 finalisti del Liceo Scientifico e 15 del Liceo Magistrale.

La…battaglia può cominciare


Auguri!

foto: Inizio cerimonia - Inno nazionale
Baule contenente i fogli degli esami
In fila verso l'aula
nell'...arena!

giovedì 18 giugno 2009

A Schio: torneo di calcetto per aiutare Mambasa

Tanto per far vedere come gira il mondo, via Internet, tra l'Africa e l'Italia pubblico tal quale la mail di P. Silvano.
Eccola:" Carissimo, spero di non essere (noi due) gli ultimi dei Mohikani...Ma non mollo. Sprattutto adesso che comincio Mancuso...Una mezz'oretta tutte le sere, salvo proprio impedimenti...Spero di sopravvivere.
Non potresti mettere sul blog questo Torneo...anche se il Calcetto non entra nelle tue preferenze?
Ciao e a presto. Mupe
"

P. Silvano sa che non sono un appassionato del calcio, come anche non apprezzo il gioco delle carte! Per il resto di vizi e passioni ne ho tante, anzi tantissime.
Cosa faranno gli amici di Schio? Per saperlo la cosa più semplice sarebbe quella di mettere un link, questo, e di clikkarci sopra.
Però copio dal sito Progetto Mambasa, quanto riportato.
Sarebbe belllo, utile e pratico che di link reciproci, almeno tra noi del medesimmo giro, non si facesse economia. Grazie quindi agli amici se vorranno segnalare magari qualche nostro post.


7 + 28 GIUGNO 2009: I° TORNEO DI CALCIO A 5
PRESSO LO STADIO DE RIGO DI MAGRÉ DI SCHIO


Programma:

* Sabato 27 giugno 2009:
Inizio partite alle ore 13.00
e apertura stand gastronomici.
Dalle ore 22.00 intrattenimento.


* Domenica 28 giugno 2009:
Inizio partite alle ore 09.00
e apertura stand gastronomici.
Premiazioni: ore 20.30
con ospite d’eccezione.


* Le Squadre devono essere
composte da 10 giocatori senza
limitazioni sul numero di
tesserati.


* Iscrizione euro 150,00 entro Venerdì 19 giugno o al raggiungimento
di 56 squadre.

* È possibile iscrivere le squadre on-line con una donazione al
Progetto Mambasa di euro 150,00 attraverso la pagina contribuisci,
specificando:
Causale: Iscrizione Torneo ... (Nome Squadra)
Provenienza ... (Città)

* Le iscrizioni vengono inoltre raccolte presso:
• Banca Alto Vicentino:
Filiale Schio Centro • Galleria Petange (Michele)
• El Niño: Via Schio 22 • Pievebelvicino
• Bar Giavenale: via Giavenale di Sopra • Giavenale
• Bar Alge’i: via Don Michelazzo • Marano
• Calciolandia: Via Romana Rompato 11 • Schio

* Estrazioni partite: Mercoledì 24 giugno.

* Ampio parcheggio in via Mantova.



TUTTO IL RICAVATO DEL TORNEO SARÀ DEVOLUTO AL

PROGETTO MAMBASA

mercoledì 17 giugno 2009

Grazie! alunni di VB- Mosé Bianchi - MONZA

Gli alunni della VB dell' IISS Mosé Bianchi di Monza (nella foto in basso, i 19 alunni con la loro professoressa Cornelia Mangiagalli) hanno realizzato una lotteria missionaria.
Lo slogan era: Diamo una mano a Mambasa.

Nel consegnare la somma raccolta a padre Onorio, segretario delle nostre missioni, - vedi foto in alto -hanno lasciato anche questo scritto.

"Al giorno d’oggi si parla spesso di dare una mano al prossimo, di aiutare chi ha bisogno, di abbandonare l’egoismo di questa società consumistica a favore di una più generosa attività solidale, che aiuta a farci sentire più appagati.



Certo, queste sono parole ormai, oserei dire quasi luoghi comuni, parole prese spesso alla leggera ed alle quali purtroppo non si fa nemmeno più caso.



Ma come ci si sente a condividere quello che hai con gli altri?



Ha provato a spiegarcelo in modo concreto la nostra insegnante d’inglese, prof.ssa Cornelia Mangiagalli, la quale ha avuto un’esperienza di questo tipo la scorsa estate: un viaggio missionario a Mambasa nella Repubblica Democratica del Congo.



All’inizio dell’anno scolastico, con la determinazione che la contraddistingue, ci ha mostrato la realtà e la povertà locale, che è una normalità da quelle parti, facendoci vedere molte fotografie, commentandole e arricchendole con il racconto della sua esperienza personale.



Quindi, per trovare un modo concreto con cui far partecipare anche noi studenti nell’aiuto ai ragazzi meno fortunati, ha organizzato a fine anno una “lotteria missionaria”, e noi abbiamo accolto con entusiasmo l’idea e ci siamo impegnati a vendere i biglietti.



Chi più, chi meno, ma la maggior parte della classe ha contribuito a questa iniziativa, ed abbiamo raggiunto una ragionevole somma di Euro 1.000,00, che invieremo a padre Silvano per aiutare gli studenti meritevoli dell’Istituto Bernardo Longo di Mambasa.



Sapere che il denaro raccolto potrà dare una mano a chi ha bisogno, ci fa sentire veramente bene!



Spesso non ce ne accorgiamo, ma bastano poche rinunce e piccoli sacrifici per destinare una parte delle nostre risorse a chi soffre e a chi non conosce i “lussi” che caratterizzano le nostre vite.



Per concludere, quella della lotteria è stata un’iniziativa riuscita, che ci ha spronati ad agire in prima persona. La nostra insegnante è riuscita nel suo intento, ovvero quello di renderci più sensibili e attenti alle problematiche relative al sottosviluppo e di richiamare l’importanza di valori umani quali: giustizia, fratellanza, solidarietà, di cui tutti, più o meno coscienti, ne sentiamo il bisogno"



Gionata & Jenny (classe VB – Mosè Bianchi)
Grazie di cuore da parte mia e degli alunni del Bernardo Longo! Il vostro gesto mi incoraggia a continuare e mi dice che non sono solo. Il vostro sorriso mi affascina...
Non perdetelo!
(Spero che qualcuno, stavolta...si svegli: "se non scrivi di che scriver suoli?- direbbe Dante!)
GRAZIE...et aksanti!
mupe

martedì 16 giugno 2009

Perché non condividiamo di più...?

Camillo Lonati, un amico di Bareggio (Mi) e cognato di Mgr. Elio Greselin, vescovo in Mozambico mi ha scritto su Skype questo messaggio. Ottenuta la sua approvazione, lo pubblico. Ripeto: perché non condividiamo di più, non solo le notizie della missione, ma anche le vostre, di tutti gli amici: nascite, matrimoni, feste, partenze e..addii!?Proviamo. Ho delle altre notizie, ma sarà per domani 17. Stasera e domani sono solo; devo risparmiarmi. Ciao

"Carissimo P.Silvano, so che ieri sera eri in attesa della mia chiusura per parlare con mons. Elio (mio compagno di scuola e Vescovo in Mozambico: di tanto in tanto dialoghiamo su Skype - nota di Silvano) chissà quante cose vi siete dette! Oggi leggendo il vostro blog ho gustato la descrizione della vostra processione del Corpus Domini; anche da noi si è svolta partendo dalla mia parrocchia e passando per le vie del paese è arrivata all'altra parrocchia della Madonna Pellegrina con migliaia di persone che partecipavano cantando e con i bambini della prima comunione vestiti di bianco. In chiesa era ad aspettarci il vicario episcopale che ha annunciato che il mio parroco ,dopo 20 anni, viene trasferito in un altra parrocchia a Milano diventando prevosto. Noi diventeremo una unità pastorale con un parroco nuovo. Ho appreso del bei lavori dei volontari che sono venuti ed ora ritornano pieni di gioia e di entusiasmo.Nei prossimi giorni andrò a Schio con il padre Carlos , provinciale mozambicano, cercherò di incontrare il p.Dino ; passeremo anche da Bolognano a trovare i vecchi missionari. Ti ricordiamo sempre e grazie per le belle notizie che ci trasmetti.

ciao, Camillo

domenica 14 giugno 2009

14 giugno - Corpus Domini

Perché temete, uomini di poca fede...?


Coincidenza o altro?


Stamattina, il primo pensiero, alzandomi, è stato quello di scostare la tendina - anche se non ce n'era bisogno perché è quasi trasparente - per scrutare il cielo. Completamente coperto!


Alle 8 dovevamo cominciare la Santa Messa all'aperto e l'abbiamo fatto. Le palme che di solito servono a ripararci dai raggi di sole...oggi erano solo di ornamento.
Tantissima gente per questa celebrazione. Corale, chierichetti, gruppo delle joyeuses (le bambine vestite di bianco, che danzano durante i canti), lettori...ognuno adempie il suo ruolo con dignità, devozione, impegno. Le suore - 4, mi aiutano - per distribuire la comunione.


Arriva il momento della processione...


Dimenticavo: il cielo si mantiene coperto: solo di tanto in tanto un raggio di sole ci da una nota di incoraggiamento.


Dopo una lunga spiegazione sulla disposizione dei vari gruppi e quartieri, la processione si snoda lentamente da Avakubi (la cattedrale...all'aperto) verso la chiesa parrocchiale.


Si segue un tratto della strada Mambasa-Beni, si passa davanti all'Istituto Bernardo Longo.


Qui c'è una prima sosta. Il Santissimo viene posto su un piccolo altare bene addobbato con rami di palma. Si prega: si affidano a Lui, tutti gli abitanti di Mambasa: anziani, ammalati, genitori, giovani, bambini. Una buona occasione per ribadire il tema svolto durante la predica: "In mezzo a noi, nel nostro villaggio c'è Qualcuno che non conosciamo, che dimentichiamo".
Una prima benedizione nelle 4 direzioni: nessuno, a Mambasa, potrà dire stasera che Lui non lo ha visto.


Si riprende il cammino, lento, accompagnato da canti eucaristici che...sembrano più veri.


Ho avuto netta questa impressione; in chiesa questi canti hanno sapore di cantilene che si ripetono distrattamente. Cantati sulla strada...sono una testimonianza di fede, un invito per i tantissimi curiosi che forse hanno un segreto desiderio di unirsi a noi. Ho sorriso quando ho scorto uno "Zaccheo" su un albero che somigliava al sicomoro. Dopo un po' non c'era più: probabilmente era sceso e si era messo a seguire Gesù.



Dopo questa prima sosta, i responsabili della processione mi chiedono se dobbiamo andare subito in chiesa. Non capisco il perché e chiedo di continuare secondo il programma.


Seconda sosta a un incrocio importante, proprio nel cuore del villaggio: preghiera, intenzioni varie, benedizione a 360 gradi...Riprendiamo. Passiamo a fianco del campo sportivo. Adesso capisco il perché della domanda dei "fabbriceri": accorciare la processione. Le nuvole si fanno più oscure. Qualche goccia comincia a cadere...Se ne accorge solo il celebrante che chiude la processione. Gli altri sono già tutti in chiesa, gremitissima.
Tutti cantano...
E' veramente bello.
Dopo la solenne benedizione, vorremmo uscire: sono le 11,45!
Ma non si può: fuori piove a dirotto!
Ma siamo contenti.
I bambini cominciano a giocare...Chi oserebbe impedirglielo, in presenza Sua?

foto:
- sosta e benedizione
- folla
- nella chiesa parrocchiale, alla fine della processione!

venerdì 12 giugno 2009

Sulla strada del ritorno...











Venerdì, 12 giugno. Ore 12,45!



La Toyota Land Cruiser, guidata da padre Dino, si mette in moto. C'è tanta gente a salutare i nostri amici: Ilvo, Renato, Francesco, Giuliano, Michele.

Stasera arrivano a Beni.

Domani sera saranno a Kampala e martedì mattino in Italia.



Ripartono dopo 3 settimane di permanenza a Mambasa. Giorni operosi, sfuggiti veloci e senza intoppi. Quante cose, grandi o piccole hanno fatto! Tutto con tanto amore, competenza, allegria, senza protagonismi. Lo hanno notato anche le nostre Suore che ieri sera, hanno voluto esprimere la loro riconoscenza per quanto questi 5 giovani (di spirito!) hanno fatto: "...la vostra donazione, la vostra maniera di lavorare, il vostro amore -nonostante le difficoltà della lingua siete riusciti a comunicare - il vostro coraggio, la vostra donazione ci hanno edificate!"

Gioia espressa anche da due volontari: uno ci ha lasciato questo biglietto: "Ringraziamo il Signore perché abbiamo avuto la possibilità di fare questa bella, se pur breve esperienza in terra d'Africa. Sono stati giorni di intensa gioia e comunione con i missionari, le suore, i cristiani congolesi. E' stato bello lavorare con loro...Partiamo con tanti ricordi nel cuore e vi promettiamodi ricordarvi nelle nostre preghiere.








Un altro, al momento della partenza ci ha confidato che aveva nascosto in un cappello di paglia un messaggio "postumo". Eccolo: " Padre Silvano! La ringrazio di cuore per quello che mi ha dato: affetto, amicizia e voglia di vivere. Un abbraccio"








A questo punto mi sembra quasi superfluo fare la cronaca o dire quello che hanno fatto. Ma in breve:

Ilvo, falegname e cuoco ha costruito un bel altare per la chiesa di san Francesco a Mandjombo e ci ha preparato tante sorprese culinarie, di solito ben riuscite.

Francesco, Giuliano Michele, hanno riparato lavabo, docce, WC, fatto l'installazione elettrica e idraulica della casetta per gli ospiti, messo le grondaie e terminata la tettoia nella casa delle suore, studiato il sistema di impianti idraulici del nuovo ospedale...



Renato ha curato le api, pulito le arnie e...ci ha fatto gustare un assaggio del loro miele. Ci ha assicurato che le ha bene ammaestrate; quindi la produzione aumenterà considerevolmente in futuro. Amatori, prenotatevi!




Evidentemente ci sono stati dei momenti di svago-esperienza:

Le domeniche erano riservate alle celebrazioni eucaristiche (una, a causa dei battesimi e prime comunioni è durata 5 ore!) in parrochhia o nei villaggi.


Siamo andati a vedere gli Okapi a Epulu.

Con Michele sono andato a Nduye per vedere i lavori di riabilitazione delle scuole. Giustamente, gli altri hanno gentilmente declinato l'invito dopo aver sentito, su tutti i toni e da diverse fonti di informazione, in che stato si trovca la strada. Michele, al ritorno, toccandosi ripetutamente certe parti anatomiche...lo ha confermato:

Ieri c'è stato anche un buon pranzo con gli operai: momento tanto atteso dai nostri operai che possono, almeno una volta sfamarsi...gratis: riso fagioli, carne, vino di palma...a volontà. E momento importante per tutti: per liberarsi da qualche piccola nuvola e riportare il sereno, per rinsaldare legami di amicizia, per...prevedere il futuro.

Ieri abbiamo anche portato l'altare a Mandiombo, fatto la foto di fronte alla casetta degli ospiti,

la foto davanti al forno di cottura dei mattoni e un'ultima foto dell'ospedale. Anche il secondo edificio doveva essere coperto in maggio...ma la decisione di fare due stanzette ha provocato un leggero rinvio. Sarà adesso il primo impegno dei nostri falegnami.





Oggi,( era mia impressione o realtà?) i nostri amici mi sembravano un po' agitati e smarriti, spaesati.
Un'ultima foto, poco prima della partenza, davanti alla Madonnina, li ha rassicurati!

Buon viaggio e che il Signore vi assista. E...soprattutto: Grazie!

E a p. Dino: buone vacanze e buon riposo. Ciao

Foto: Ilvo e l'altare di san Francesco (vi è scolpita la scritta: Usifiwe, ee Bwana Wangu: laudato sii, o mio Signore....ma si vedrà quando ci metteremo un po' ...d'oro)
I 5 a Epulu
Michele, in un buco, sulla strada di Nduye
Davanti alla. fornace
davanti all'ospedale
la casetta per gli ospiti
un'arnia dopo le cure di Renato
ultimo ricordo...

giovedì 4 giugno 2009

Viaggio a Kinshasa e... ritorno, in buona compagnia!!!

Partendo a Kinshasa avevo una preoccupazione: arrivare a Beni il 19 maggio (visto l’orario degli aerei), ripartire il 20 mattina, in macchina per essere all’aeroporto di Entebbe, Kampala la sera del 20 per accogliere i 5 visitatori. Avevo paura di non arrivare a tempo e soprattutto di fare una pazzia; ma
non vedevo altre soluzioni.
Un amico mi ha consigliato una…via di uscita. Partire da Kinshasa il 19 e raggiungere Kampala lo stesso giorno, alla sera, transitando da Nairobi (Kenya). Evidentemente in aereo!
Soluzione adottata. Questa mi ha permesso di organizzare, il 20 il loro arrivo e trovare una sistemazione nella casa di un amico sacerdote, padre John Scalabrini.
Puntuali: Ilvo Trevisan di Schio,Giuliano Nico e suo figlio Michele da Monte Magré, Francesco Cazzola da Agnadello (Cremona) e Renato Bini da Assago sono arrivati a bordo della KLM.
Tutto bene, salvo la lingua. Per fortuna ho potuto far entrare nel salone di arrivo la figlia di un amico ugandese, che li ha accolti e aiutati per le formalità.
Dopo la notte passata da padre John, il 21 abbiamo fatto un giro in città, per vedere del materiale idraulico e fare delle compere per il viaggio e il loro soggiorno a Mambasa.
Il mattino dopo, partenza alle 4…e arrivo alla linea dell’Equatore verso le 11. Qualcuno ne ha approfittato per telefonare a casa, in equilibrio fra emisfero Nord e emisfero Sud!
La sera eravamo a Beni, ospiti delle Suore Orantes e il giorno dopo, 23 maggio, con una piccola emozione nel traghettare il fiume Ituri, giungevamo a Mambasa, - dopo una sosta per ammirare la scuola di Mabukulu, pitturata di fresco, - dove eravamo accolti da padre Dino, cognato di Giuliano ed evidentemente zio di Michele.
Per fare altri acquisti e per il comune desiderio di vedere il padre Nerio Broccardo, ex parroco di Mambasa, il martedì 26 maggio, la carovana si metteva di nuovo in viaggio per Butembo, Kiragho, nella nostra casa del noviziato dove padre Nerio svolge ora il suo ministero.
Erano di ritorno il 28 e cominciavano subito il lavoro: Ilvo a costruire l’altare per la chiesa di san Franesco, Francesco, Giuliano e Michele, per preparare l’impianto idraulico delle nuove stanze e altri lavori pratichi (grondaie e tettoia nella casa delle suore) e Renato Bini andava subito a trovare le sue api…Due giorni dopo avevamo un miele squisito a tavola.
Tutto procede bene. La compagnia è simpatica, multicolore e non ci sono doppioni per cui ognuno trova la sua collocazione e il suo…spartito. Non mancano ottimi cuochi che rendono più vario il nostro cibo, arricchito anche da quanto i nostri amici hanno generosamente portato.
Oggi Michele, il giovane, ha posto la prima pietra di un edificio scolastico di 4 aule. Dovremmo portarlo a termine per la fine di agosto…Speriamo!
Interpreto il loro pensiero porgendo un saluto a tutti i loro cari e vi assicuro che stanno bene!
Foto: i 5 all'Equatore ( da sinistra a destra; Giuliano, Michele, Ilvo, Francesco, Renato).
- prima del passaggio dell'Ituri
- scuola dei Pigmei a Mabukulu
- Michele posa la prima pietra...

mercoledì 3 giugno 2009

viaggio a Kinshasa: 12-19 maggio 2009

Stamattina, 3 giugno 2009,abbiamo cominciato gli esami di fine anno. Siamo un po’ in anticipo perché quest’anno gli Esami di maturità cominceranno il 23 giugno invece che nella prima settimana di luglio, come avveniva in passato:
Ho un momento libero e ne approfitto per dirvi del mio viaggio di Kinshasa.
Era in programma da un bel po’, ma lo tramandavo a causa di imprevisti o di avvenimenti importanti. L’ultimo, in ordine di tempo, era stata la visita del Vescovo e il conferimento del Sacramento della Cresima a oltre 250 ragazzi e adulti, il 7 maggio.
Il giorno stesso ero partito a Bunia per assistere a una riunione di Ispettori Scolastici: questa riunione aveva lo scopo di programmare l’apertura di altre scuole o di altre classi. Anche noi abbiamo chiesto di aumentare il numero delle classi nel nostro Istituto e di aprire qualche scuola elementare nei villaggi dove ancora non esistono. Inoltre abbiamo chiesto l’apertura di una scuola Magistrale (ciclo breve) a Nduye per preparare dei maestri Pigmei e una scuola agraria (sempre per aiutare i ragazzi Pigmei).
Credo che quanto abbiamo chiesto ci sarà accordato. Resterà poi il problema delle costruzioni e delle attrezzature
Tornato il sabato 9 da Bunia, ripartivo per Beni, Kinshasa il giorno seguente.
Pensavo di trovare la nostra Capitale con un volto nuovo, più umano. Il mio ultimo passaggio risaliva al mese di aprile del 2003. Allora mi ero recato a Kinshasa per incontrare i rappresentanti dell’Onu e alcuni ambasciatori. Avevo avuto pochi contatti con la realtà della gente. Questa volta mi sono spostato anche nei quartieri popolari e nelle strade di periferia.


IMPRESSIONI?
Mi domando come possano vivere questi 10 milioni di abitanti. Non c'è lavoro; i mezzi di trasporto sono pochi e in pessimo stato, le strade piene di immondizie e di pozze d’acqua…
Un sentimento di tristezza e di angoscia mi prendeva ogni volta che uscivo per i vari appuntamenti. Di notte, all’improvviso si alzavano canti e preghiere nelle numerosissime chiese (sette) “del Risveglio”, dai nomi più strani.
Dovevo incontrare diverse persone: Il Consigliere principale del Presidente, Kimbembe Mazunga, il Vice Primo Ministro, Emile Bongeli, il responsabile del personale dell’Insegnamento, l’Ispettore Principale, il Ministro stesso…
Dappertutto un’accoglienza calorosa, senza anticamera e senza formalità.
Ho esposto la situazione delle scuole nel territorio di Mambasa, le difficoltà degli agricoltori che mancano di sementi, la stanchezza e la frustrazione degli insegnanti, i sopprusi delle autorità locali, dei soldati, della polizia, il degrado incredibile della strada di Nduye. Ho documentato il tutto con foto che ho lasciato a loro…da meditare.
Risultati? La coscienza di aver fatto tutto quello che potevo, esponendomi in prima persona, e la convinzione che il messaggio è stato chiaro, senza ipocrisie o false diplomazie.
Tutti questi personaggi hanno promesso di venire a vedere. So di certo che adesso posso rivolgermi a loro direttamente, via internet o per telefono, senza filtri e senza la mediazione di terze persone. Sono arrivato a due passi dall'ufficio del Presidente - cosa eccezionale! - ma non ci sono entrato...perché era assente
Ma ho anche la netta impressione che dobbiamo contare sulle risorse in loco e non aspettare miracoli dallo Stato. Sentivo nelle parole di queste autorità un senso di impotenza, ma anche di impreparazione e di rassegnazione; un sentimento di provvisorietà.
I governi si succedono ai governi senza continuità, senza un progetto politico.

Si sbandiera dappertutto lo slogan dei “5 Cantieri”, limitandosi alla realizzazione di qualche opera sensazionale, ma la situazione sociale e della sicurezza delle persone resta sempre molto precaria…
Ho capito che dobbiamo sensibilizzare le persone che ci stanno accanto e con loro cercare di fare il meglio possibile qui a Mambasa…
KINSHASA…è molto lontana!
E Mambasa è molto lontana da Kinshasa! " (Carneade, chi è costui? )
Partendo dalla Capitale non volevo esprimere apertamente la mia delusione ed essere troppo schietto nei miei giudizi.
Per cui, al signor Kimbembe, che congedandomi mi chiedeva con quali sentimenti lasciavo Kinshasa, rispondevo con una frase di Tagore (un po’ modificata):”Parto a mani vuote, ma conservo un po’ di speranza in cuore”.

Anche perché noi dobbiamo confidare soprattutto “nel Nome del Signore”…


*****
foto: con il Consigliere Principale
del Presidente
con il Vice Primo Ministro
mausoleo di Laurent Kabila
stadio dei Martiri
monumento a Lumumba...




vi mostro solo le cose belle!!!


(continua...fra poco!)

domenica 31 maggio 2009

Ultime notizie: per Anna! MUDJUDJU!

Dmenticavo!

Oggi tornando da Mayuano mi sono fermato al km 11 e ho fatto la foto della cooperativa di Mudjudju! La presenza di Ilvo e di Renato (2 dei 5 visitatori-amici-volontari attualmente presenti a Mambasa) garantiscono della autenticità della foto (un po' infelice a dire il vero).

Altre notizie per ANNA : Ester è di ritorno...e la schiusa delle uova italiane è stata ottima: 39 pulcini su 41 uova!
Così...chiudo la parentesi aperta il 7 maggio...
Il contenuto verrà un po' alla volta!
foto: Cooperativa (di polli) Mudjudju a 11 Km da Mambasa, sulla strada di Beni.

Quanto tempo è passato,,,!

Così diceva una vecchia canzone: Vecchio scarpone, quanto tempo è passato...!

Spero non succeda più.


31 maggio 2009!


E' impossibile in una sola volta, raccontarvi tutto quanto è successo in questo mese. Dovrei stare sveglio tutta la notte, con grossi problemi domani (un domani molto vicino, dato che sono già le 23,30).

Stasera riprendo...dal 7 maggio. Presenza del Vescovo e 240 Cresime.
Qui in Africa diamo una mano anche noi, semplici preti, sempre con l'autorizzazione del Vescovo.
Anche oggi, 31 maggio, a Mayuano ho conferito il sacramento della Cresima a 45 ragazzi.
Padre Dino invece ha battezzato e ha dato la Prima Comunione qui a Mambasa...Ma ne riparleremo.

L'importante era ricominciare e avere un punto di ...ripartenza.
Spero così di ridestare la vostra attenzione e mi auguro di non deluderla.
A presto.


giovedì 21 maggio 2009

E’ QUI CHE VERRETE ACCOLTI


Sono due camerette, di 4m per 4m, dotate di acqua calda (lavandino e doccia). Sono vicinissime al vecchio edificio, dove so trovano anche camere e ufficio di P. Silvano e P. Dino, oltre ad altre due camere destinate all’accoglienza.

Abbiamo cominciato a costruirle una decina di giorni fa’ e contiamo di finirle certamente prima dell’arrivo dei nostri amici, i prossimi mesi di luglio-agosto.

Ne avevamo bisogno veramente di queste due camere. Quasi certamente ne aggiungeremo delle altre in seguito.

L’accoglienza è una delle caratteristiche più significative e più belle della comunità di autorità scolasticheMambasa. Preti, suore, laici impegnati, rappresentanti di ONG ; autorità civili, autorità scolastiche, … sono in molti a contare sull’ospitalità cordiale della nostra comunità. A tutti questi vi aggiungete voi, carissimi amici di Mambasa. Fra di voi diversi sono già venuti qui da noi, per un periodo più o meno lungo, e sempre per dare un contributo di lavoro, e offrire la ricchezza di una presenza amica e all’insegna della gratuità. Ed è proprio la gratuità che ci arricchisce di più, noi per primi e poi gli altri. In molti siete già venuti ; ma saremo contenti di poter accogliere anche molti altri che ancora non hanno gustato la gioia di vivere, di lavorare, e di condividere qualche cosa con noi e la nostra gente.

I primi saranno cinque amici che arriveranno qui sabato prossimo. Arrivano questa sera a Kampala e P. Silvano si trova là per accoglierli. Poi altri verranno nei prossimi mesi di vacanze. A tutti auguriamo buon viaggio e diamo già fin d’ora il benvenuto.

Padre Dino

mercoledì 20 maggio 2009

Notizie in diretta: la mail di padre Silvano

Caro Gianluigi,
questa volta penso proprio di avere...una giustificazione. Da quando sono partito da Mambasa, il 10 maggio, solo oggi, 20, ho acceso a Internet...e con una tastiera che non conosco e quindi...vado alla ricerca delle lettere e soprattutto dei punti di...interpunzione...Non so se si dice cosi'...
Sono stato a Kinshasa e da ieri sera sono a Kampala...Notizie sul blog appena torno.
Al consigliere del Presidente che mi ha chiesto con quali sentimenti lasciavo Kinshasa ho risposto: parto a mani vuote, ma con un po' di speranza...Tagore adattato...
Puoi fare sapere agli amici, sul blog, queste notizie.
Stasera arrivano a Kampala: Giuliano, Michele, Renato,Franco,Ilvo...
Arrivo previsto a Mambasa, sabato...e allora spero di scrivere anche a Olinda...
Ciao e grazie di tutto.
Mupe