Note di vita quotidiana
E’
finito il mese di aprile, abbiamo cominciato il mese di maggio.
La vita
continua con i soliti cicli, meno
evidenti che in Europa, dato che l’unico cambiamento è caratterizzato dalla
pioggia. Questo periodo dovrebbe essere
quello delle piogge intense e frequenti. Quest’anno, però, piove molto poco.
Per fortuna, stanotte le precipitazioni sono state molto abbondanti e subito il
tappeto erboso davanti alla missione è diventato verde lucido.
| Ospedale Mama wa Yesu |
Il mese di maggio acquista un particolare significato per noi e ogni sera recitiamo il rosario davanti alla Madonnina del tronco. Un’occasione per ricordare amici, parenti e benefattori.
Purtroppo questo tronco, esposto al sole e alle intemperie mostra segni evidenti di vecchiaia. Forse è giunto il tempo di sostituirlo con qualcosa di più moderno e sofisticato. Certo, il risultato non sarà così simbolico e suggestivo, ma dobbiamo accettare le leggi della caducità.
Stiamo anche sistemando la facciata della chiesa parrocchiale che in seguito a delle infiltrazioni di acqua accusava diverse crepe soprattutto verso le colonne esterne.
Andrea Sala ha fatto un lavoro eccezionale. Ha costruito 4 tiranti e li abbiamo inseriti nel muro. I nostri muratori li hanno bene nascosti coprendoli con nuovi mattoni.
| padre Dino, Mgr. Janvier Kataka, padre Silvano |
Da ultimo vi segnalo una messe abbondante.
Domenica scorsa, 13 maggio, abbiamo avuto le Cresime qui a Mambasa: 241 ragazzi e adulti. Il nostro Vescovo, Mgr Janvier Kataka, ha chiesto a padre Dino e a me di aiutarlo nell’amministrazione di questo sacramento. Evidentemente abbiamo accettato con gioia, ma, come vedete, non abbiamo né mitra né pastorale.
Ma credo che lo Spirito Santo è sceso ugualmente sui ragazzi che abbiamo cresimato. E speriamo che un po’ di questo SPIRITO sia rimasto anche in noi!
| Chiesa parrocchiale di Mambasa |
Dopo sei mesi dalle elezioni, il Presidente ha formato proprio in questi giorni il governo. Il Ministro della Educazione è stato riconfermato. I Vescovi hanno fatto presente le difficoltà e il disagio degli insegnanti.
La risposta:”Non ci sono soldi”!
Ma continuiamo a sperare.
A presto!

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