sabato 7 aprile 2012

Ex voto!

La Settimana Santa nel più completo silenzio.
Cosa succede a Mambasa?
Avevamo fatto un programma "feroce" per poter visitare tutti gli ammalati di Mambasa e celebrare il Triduo Pasquale in diversi villaggi. Ma...

Lunedì mattina, 2 aprile,  padre Dino, in sella alla sua bici, scende dalla collina che degrada verso il torrente Binase, tutto concentrato nell'evitare le buche. Non si accorge di una moto che sale in direzione opposta e all'improvviso gli taglia la strada. Scontro e caduta. Stoicamente si rialza e viene alla missione. Il danno è evidente, non solo sui pantaloni, sulle gambe  e  sulle braccia...Ha una clavicola rotta!
Nel frattempo p. Richard è partito a Wamba per la Messa crismale.
Siamo senza macchina.  Ne troviamo una in città e padre Dino parte a Beni.
Ritorna il giorno dopo, martedì, dopo con una abbondante ingessatura. Pensa al programma che lui stesso ha elaborato e non vuole lasciarmi  solo.  Ma la notte fra martedì e mercoledì è una notte insonne.
Il mercoledì mattina si fa togliere il gesso...e si riparte per Beni, ma con destinazione Kampala.
Tempo fa, avevo  conosciuto un dottore italiano che ha aperto un ospedale di Ortopedia a Kampala. Riesco a contattarlo.
Giovedì pomeriggio p. Dino è a Kampala, ospite dei padri Comboniani, nella casa di Mbuya  e sotto la cura  del dr. Fulvio Franceschi.
Mi sento più sereno. Il dr. Fulvio mi rassicura: guarirà presto e bene.
Evidentemente padre Dino freme al pensiero che a Mambasa è rimasto un solo prete. Cerco di tranquillizzarlo: farò tutto il possibile per assicurare almeno l'essenziale: visita agli ammalati e celebrazioni  del Triduo!
P. Richard è a Nduye e resterà fino a domani, domenica di Pasqua.
Padre Dino sta  già pensando al ritorno. Spero segua il consiglio del medico.
Intanto tutto si è svolto bene a Mambasa. Tanta gente alle confessioni e tanta nelle varie celebrazioni e...credo, abbiamo visitato tutti gli ammalati che volevano vederci!
I cristiani sapevano dell'incidente di padre Dino. Si è creato quindi  attorno alla missione un clima di solidarietà e e di comprensione per cui abbiamo potuto far fronte ai diversi impegni senza agitazione e senza  angoscia. E' il primo frutto della Pasqua!
Al resto ci ha pensato LUI!
Buona Pasqua a tutti!



foto. Padre Dino, prima della partenza per Kampala con sr. Véronique e fr. Jean che l'hanno accompagnato fino alla frontiera.




5 commenti:

Gianluigi ha detto...

Di cuore gli auguri a p. Dino ed a voi tutti.
Mantieni l'ex-voto per l'assoluto silenzio...forse stavolta gli amici commenteranno!

Nerio Broccardo ha detto...

Veramente sono commosso per come la PROVVIDENZA ha condotto le cose. In modo particolare mi ha rassicurato l'aver potuto contattare un ortopedico italiano che p. Silvano aveva incontrato un giorno. Non possiamo dire per caso! Mi viene in mente quanto è capitato a me durante la guerra, nel 2003, che ho potuto far operare a Bunia una ragazza gravississima che si è salvata grazie al mio incontro con AVIONS SANS FRONTIERES. Sono sempre stato convinto che non li avevo incontrati per caso quei volontari! L'associazione era belga ma il pilota era Fabio un ragazzo siciliano giovanissimo. Per noi cristiani sono segni della Pasqua.

Anonimo ha detto...

Buon Pasqua a tutti i visitatori del blog di Mambasa!
Un augurio particolare a Padre Dino, ed al suo Angelo Custode (più volte evocato nelle scorse settimane) che, voglio credere, gli ha evitato guai più seri.
A Padre Silvano, che oggi sarà la guida della comunità di Mambasa, in continuo passaggio attraverso gli innumerevoli "Mar Rosso" della sua Storia.
Emanuele

Silvano Ruaro ha detto...

Il mio ex-voto, significava, come lascia indovinare Emanuele, che "poteva andare molto peggio".
Quando faremo un...Santuario a Mambasa appenderemo la bici di padre Dino e forse anche la mia moto (o almeno le foto) e scriveremo: "Per Grazia ricevuta!"
Se tutto va bene, p.Dino arriva a Mambasa stasera, 9 aprile, verso le 18!

Stefano Ruaro ha detto...

Innanzitutto un grande augurio di pronta guarigione a Padre Dino e un abbraccio a P.Silavano al quale, pur sapendo che non potrà essergli tanto di aiuto, dico che la banda di Via Vaiselle gli è tanto vicina, soprattutto in questo momento in cui è costretto a turni di lavoro ancora più massacranti...
Vorrei poterti aiutare! Stefano