sabato 3 marzo 2007

due parole sul Presidente Kabila




Rispondendo dopo l’inoltro di alcuni articoli che mi erano giunti dal Congo, dalla nostra cara Suor Giovanna, Padre Silvano mi ha spedito una mail. Ecco quanto scrive in conclusione:
Se giudichi opportuno, metti queste mie riflessioni sul blog, sperando di scrivere cose più belle fra poco.” Cosa faccio quindi? Pubblico il testo integrale dalla mail, esattamente come avrebbe fatto Padre Silvano se invece di “perdere tempo” scrivendo soltanto a me (grazie mille comunque!) avesse scritto a voi tutti, cari, pazienti e ignoti lettori di questo blog.


carissimo,
i due articoli che mi hai mandato non mi hanno sorpreso più di tanto. Non ho mai nascosto le mie preferenze per Kabila, ma questo non mi rende cieco. Quindi, ti ripeto, ho accolto serenamente e senza troppa meraviglia i due documenti riguardanti l'attuale Presidente della nostra Repubblica.
Perché?
Proprio in questi giorni, in diverse occasioni, ho fatto in pubblico e interiormente questa constatazione e questa domanda:" Dove è finito l'entusiasmo della gente per le elezioni dei deputati e del Presidente? Cosa c'è di diverso da prima delle elezioni?"
Sono passati oltre 3 mesi e non si vede proprio nulla...
All'inizio di febbraio è stata comunicata la formazione del governo, con a capo Antoine Gizenga. Ci siamo interessati per conoscere i nomi del ministri... E ci attendevamo subito un fervore, una specie di agitazione, quasi una partenza da Formula Uno o l'irrompere sulla pista erbosa di cavalli da corsa lanciati verso il traguardo...Dopo qualche giorno, silenzio assoluto.
E questo silenzio continua e continuano le cose di prima, esattamente come prima.
Neppure un po' di fantasia nell'inventare nuovi slogans...
Il nostro Capo dice nel suo discorso di investitura:"La ricreazione è finita"...E con questa frase - non può non saperlo - ripete quanto è già stato detto da Mobutu.
Quante volte l'ho risentita in questi giorni, a torto e a traverso...
Ci si riempie la bocca, ma le cose non cambiano.
Anzi la corruzione e il sopruso continuano e crescono.
Mi stupisce la rassegnazione e il fatalismo della gente: nessuno reagisce, nessuno si pone delle domande. Le elezioni sono finite e non se ne parla più.
Certo, c'è una scusante: il Congo è un ammalato cronico, pieno di piaghe da decubito, abulico e senza prospettive se non quella della sopravvivenza...Per anni si è vissuti così, forse per molti è impensabile un altro stile di vita
Io spero ancora...
Almeno qui a Mambasa non si sente più sparare; ma mi sembra un po' poco.
Delusione? Direi proprio di sì...Nutro ancora un po' di speranza : mi auguro che, nel segreto del Palazzo Presidenziale o nel Parlamento, si stia pensando e meditando per trovare una strada di uscita...in favore della gente. Speriamo che arrivino fino a Kinshasa gli echi dell'attesa, della speranza, delle aspettative che la gente aveva al momento delle elezioni e che facciano di tutto per non deluderle. Ho paura che qualcuno aspetti solo il momento buono per sfruttare il malcontento e la delusione.
Aspettiamo quindi ancora un po'...e da buoni credenti mettiamo questo nostro paese nelle Mani del Padre.
Ciao, Gianluigi. Mi dispiace di non essere troppo ottimista questa sera. Forse sono un po' stanco, ma questo non impedisce di distinguere la luce dalle tenebre...E mi sembra che l'atmosfera sia piuttosto sul buio.Ciao e grazie ancora di tutto, soprattutto delle tua presenza e della tua amicizia...

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