
Domenica, 5 agosto sono andato a Nduye in moto. Nostalgia di una giovinezza ormai lontana e...senza ritorno? Assolutamente no! Necessità.
Il 29 luglio, la domenica precedente, avevamo tentato di andare in macchina Toyota Land Cruiser, 6 cilindri. Al km 18 abbiamo dovuto far dietro front. Due camion impantanati in un buco profondo due metri...Nessuna possibilità di passare a fianco.
La moto ci sembrava l'unica alternativa; a meno di non andare a piedi; ma 60 km sono tanti...
Partenza alle 6, a bordo dell'Aprilia 250, accompagnato da un ragazzo della scuola.
Fango, buche, camion immobili come cadaveri nelle pozzanghere...e tante gente, mamme e bambini che avevano passato la notte piovosa Dio sa come...e che ci guardavano con occhi tristi e rassegnati. Arrivo a Nduye alle 9, sotto la pioggia.
Santa Messa, evidentemente con poca gente visto che gli ombrelli non sono di moda e servirebbero poco, data la violenza dell'acqua.
Un momento di pace e di festa: canti, danze, partecipazione viva e... ragazze ben vestite e ben pettinate.
Finita la Santa Messa, incontro con la gente, con i responsabili della parrocchia e dei lavori
(sto cercando di strappare gli edifici della missione alle erbacce e agli arbusti che sono spuntati un po' dappertutto, anche nel cortile di fronte all'officina meccanica).
Mi rimetto in sella alle 12.
Al 14 km - Aluta - la prima grossa difficoltà: il buco è pieno d'acqua. Passare a fianco è impossibile. Un malcapitato commerciante, con moglie e figlio e bagagli si è evventurato nel fango. In 4 siamo riusciti a togliere la sua moto e trasportarla di peso fuori dalla melma. Il mio ragazzo passa in mezzo al buco (foto sopra)
Bene o male arriviamo al famoso km 18 (da Mambasa). Nel frattempo la pioggia è diventata torrienziale...Ma neppure ce ne accorgiamo. Due camion dentro il "baratro": un Fiat e un Mercedes (non roba da poco). Io mi rassegno a restare chissà fino a quando e mi accovaccio come posso sotto il Mercedes...Il ragazzo tenta una manovra impossibile: passare nella melma a fianco del Fiat. Si sprofonda almeno 40 cm... (foto sopra)
Nessuno dei camion si muove. Forse sono più saggi di noi...In due cerchiamo di togliere con le mani il fango davanti e di fianco alla moto. Inutile: sembra inchiodata.
Per fortuna arrivano 4 giovani in bicicletta: in 6, a malapena riusciamo a liberare la moto. Un mio stivale resta nel fango...
Arrivo a casa...e cosa strana, sono contento.
Dimenticavo: ho incontrato anche una bella vipera cornuta: un passante l'ha uccisa ed era contento perché aveva assicurato un po’ di carne per la cena (foto nel post successivo)
Durante il viaggio, chissà perché, pensavo a Giovanni Pascoli:"
"la nube del giorno più nera
è quelle che vedo più rosa
nell'ultima sera"
(non so se ho citato bene...)
Ciao, P. Silvano
A domenica prossima?!