buona notizia..e buon umore!
Ma la loro gioia e il loro entusiasmo mi hanno rimesso a mio agio e presto ho dimenticato la polvere sui vestiti e soprattutto quella sui capelli, sul viso e sulle mani...

foto. Badengayido, ieri 29 settembre
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Silvano Ruaro
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mercoledì, settembre 30, 2009
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Parole-chiave: Badengayido, uva
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Silvano Ruaro
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lunedì, settembre 28, 2009
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Quest’anno il desiderio mio e di Raffaella, mia moglie, era quello di dedicare il nostro periodo di ferie per fare qualcosa di utile.
Padre Onorio, padre dehoniano di Milano, ci suggerì che se riuscivamo a trovare un ecografo portatile sarebbe stato di grande utilità per i pazienti cardiopatici di Mambasa dove opera ormai da tanti anni il bravo padre Silvano.
Ci siamo messi all’opera alla ricerca di un ecografo portatile da portare nella foresta di Mambasa. Siemens Elettromedicali Italia si è resa subito disponibile e ci ha messo a disposizione gratuitamente per il mese di agosto, l’ecografo Siemens Acuson P10: potevamo allora partire per il Congo!
Siamo arrivati all’aeroporto di Entebbe, in Uganda, il giorno 2 di agosto. All’aeroporto ci aspettava padre Silvano che, dopo una sosta notturna a Kampala, ci ha accompagnato per due giorni, attraverso le strade impervie e disastrate del Congo, fino alla sua missione di Mambasa.
Mercoledì 5 agosto padre Silvano ci ha presentati al Direttore dell’Ospedale Civile di Mambasa che ci ha mostrato l’Ospedale di Mambasa; Il giorno dopo abbiamo cominciato l’ambulatorio di cardiologia. Grazie alla diffusione tramite la radio locale e durante le messe celebrate da padre Silvano e da padre Gauthier, si è sparsa la voce che un Cardiologo era arrivato a Mambasa ed era disponibile per i pazienti della città.
L’ambulatorio iniziava alle ore 8,30 del mattino e si proseguiva senza interruzioni fino alle 16, visitando 20 pazienti al giorno per un totale di circa 180 pazienti nel periodo di residenza a Mambasa. La attività di ambulatorio è stata resa possibile dalla collaborazione di tre interpreti eccezionali per la lingua francese, che si alternavano in ambulatorio: Elena, Ilaria, Alessia e della collaborazione come infermiera di Raffaella, che ormai è destinata a sacrificare le sue vacanze per seguirmi in questi periodi di lavoro negli ospedali all’estero. Il dottor Patrick dell’Ospedale di Mambasa mi ha aiutato nella attività clinica quotidiana ed alla traduzione dello swahili con i pazienti che non parlavano la lingua francese.
La nostra attività si è concentrata prevalentemente sui pazienti affetti da problemi di cuore quali le cardiopatie ipertensive, dilatative, le valvulopatie e tutto quelle patologie che insieme al bravo dottor Patrick dovevamo affrontare quotidianamente. Noi tutti, che abbiamo lavorato in quelle giornate di agosto all’ospedale di Mambasa, abbiamo potuto apprezzare la serenità, la pazienza, la accettazione coraggiosa della malattia dei pazienti che abbiamo avuto modo di incontrare in quei giorni.
Raffaella ed io vorremmo ringraziare di “cuore” l’ospitalità in missione di padre Silvano, la collaborazione strepitosa delle nostre interpreti di francese, il dottor Patrick, i nostri amici Chiara, Federica, Diego, Pierpaolo che hanno ridipinto e messo a nuovo il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Mambasa, la brava Cornelia che ci aiutava nelle nostre richieste di assistenza quotidiana. Infine un grazie enorme alla Siemens Italia che senza la Sua generosa disponibilità non ci avrebbe consentito di affrontare una esperienza così importante.
Dott. Francesco Gentile
Direttore U.O. Cardiologia E.O. Bassini, ICP Milano
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Gianluigi
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martedì, settembre 15, 2009
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Parole-chiave: dottor Patrick, Francesco Gentile, ospedale, padre Onorio, Raffaella Gentile
Sono passati quasi tre mesi da quando accompagnai un gruppo di amici (Franco, Renato, Ilvo, Giuliano e Michele) che rientravano in Italia dopo quattro settimane di lavoro e di convivenza amichevole nella nostra comunità di Mambasa.
Questo soggiorno in Italia è passato molto in fretta, allietato dall’intimità con i familiari, la cordialità di tanti amici, la visita ai confratelli di diverse nostre comunità, l’incontro con qualche gruppo missionario o di giovani e l’interesse e il sostegno di tante persone che testimoniano grande attaccamento e spesso una vera passione per la nostra missione di Mambasa e Nduye. Qualche giorno prima del mio rientro, una bella serata in casa di Beppe Prosdocimi, assieme a Cornelia, Mario e Enrico. Tutti e tre reduci entusiasti di un indimenticabile bagno nella realtà, dura e bella, della nostra missione. E’ bella questa comunione e rinfranca veramente il cuore. Desidero esprimere un grazie grande a tutti quelli con i quali mi sono incontrato e dai quali ho ricevuto così tanto.
Il viaggio di ritorno è andato bene: Kampala, Kasindi, Beni; tutto senza intoppi. Lasciando la città di Beni osservavo con soddisfazione i lavori in corso per l’asfaltatura della strada Beni-Kisangani (
Arriviamo al ponte sull’Ituri, a
Alle ore19, eccoci alla missione, eccomi nella mia comunità: P. Silvano, P. Gauthier, le suore, e alcuni altri cristiani sono là ad aspettarmi. La cena la facciamo insieme, padri e suore, come ogni domenica sera, condividendo il cibo e la gioia di essere di nuovo tutti insieme.
Prima di andare a letto, ci ritroviamo Silvano ed io, nella nostra minuscola cappella, resa ancora più bella e più intima dalle cure amorose di Cornelia (Grazie, Cornelia). Diciamo insieme la preghiera di Compieta e poi passiamo un po’ di tempo davanti a Lui, a parlare della nostra comunità, dei nostri amici, del nostro lavoro, dei nostri programmi: mettiamo tutto nelle sue mani e questo ci mette il cuore in pace. Ho desiderato come non mai questo ritorno alla missione: domando al Signore di aiutarmi a fare un po’ di bene a questa nostra gente.
L’indomani, lunedì, P. Silvano si mette in strada per Beni: il container è arrivato ed è importante che il padre sia presente al momento in cui lo si svuota per mettere al sicuro il materiale che servirà per i lavori dell’ospedale. Buon viaggio e buon lavoro a P. Silvano.
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Gianluigi
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mercoledì, settembre 09, 2009
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" Leggendo il documento "Padre Bernardo Longo e la sua opera" di padre Silvano Ruaro, seguendo le notizie pubblicate sul blog mambasa.blogspot.com e traendo spunto dalle comunicazioni intercorse con i missionari di Mambasa e Nduye è stato preparato un fascicolo utile a spiegare alle persone "di buona volontà" quali siano le necessità che in questo momento hanno Padre Dino e Padre Silvano, all'opera a Mambasa-Nduye, e "mettere in moto la provvidenza"
tra le innumerevoli necessità, quelle principali o più urgenti sono:
1) stipendio degli insegnanti (circa 5.000 $ ogni mese);
2) carburante ( circa 5.000 $ ogni mese)
3) sistemazione della strada che porta da Mambasa a Nduye
4) riattivazione delle scuole e delle officine per la preparazione professionale
5) ripristino della funzionalità della comunità pastorale di Nduye (casa per le suore e casa per i padri)
per avviare il quarto punto padre Silvano Ruaro ha recentemente deciso di iniziare dalla fabbricazione dei banchi per la scuola di Nduye, che verranno realizzati dalla falegnameria della missione di Mambasa
Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza, ha avuto modo di esaminare la documentazione riguardante Padre Bernardo Longo, Institut Professionnel Bernard Longo di Mambasa e la missione di Nduye ed ha condiviso l'iniziativa, decidendo di finanziare l'acquisto dei 300 banchi della scuola di Nduye
martedì 01/09/2009 a Vicenza, presso la sede della Banca Popolare di Vicenza, il presidente Gianni Zonin, l'amministore delegato Divo Gronchi, il Direttore Generale Samuele Sorato in una breve ma solenne cerimonia hanno consegnato l'assegno di 7.500 € a padre Dino, in partenza per tornare in missione in Congo. "
E.A.
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Gianluigi
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martedì, settembre 08, 2009
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Parole-chiave: Banca Popolare di Vicenza, Curtarolo, Gianni Zonin, p. Dino
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Silvano Ruaro
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mercoledì, settembre 02, 2009
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