domenica 1 novembre 2009

Padre Silvano scrive agli amici di Curtarolo

Cari amici di Curtarolo,
la comunità di Mambasa composta dei padri Dino, Gauthier, Silvano e fratel Seraphin vuol essere presente al vostro incontro di questa sera e portarvi il suo saluto: un saluto che è segno di simpatia, di comunanza di sentimenti, e di ringraziamento.
Ci unisce il ricordo di padre Bernardo Longo di cui fra qualche giorno faremo memoria, ricordando la sua vita di sacerdote, di missionario, le se grandi qualità umane, il suo amore per Dio e la sua passione per la gente.

Anche per noi qui a Mambasa, soprattutto per i professori e gli alunni dell’Istituto Bernardo Longo, sarà un giorno speciale, caratterizzato dalla Messa solenne e da altre manifestazioni e, dal pranzo comunitario che la Scuola offre ai professori, alunni e amici! Oltre 750 persone!

Ma per voi, come per noi, il 3 novembre non è solo invito a guardare al passato. È soprattutto un invito forte a guardare al futuro, un richiamo a un obbligo di far continuare l’opera di padre Bernardo. E’ vero, la sua opera non è mai morta completamente. Ha conosciuto un momento di pausa dal 1964 al 1971. Poi è ripresa soprattutto nel suo aspetto di formazione dei giovani, attraverso le scuole professionali. Tutta la nostra regione è piena meccanici, muratori, falegnami formati nella Scuola iniziata dal Padre. Ma soprattutto il ricordo di padre Longo è vivissimo nella memoria di tutta la gente di Mambasa e di Nduye!

Come ben sapete, nel 1987, per varie ragioni la scuola professionale di Nduye si è trasferita a Mambasa ed è diventata l’Istituto Bernardo Longo che quest’anno avrà oltre 700 alunni. Nel frattempo l’albero si è sviluppato in maniera impressionante e dal suo tronco sono spuntati tanti rami: la scuola oggi ha la sezione Scientifica, Magistrale, Meccanica e forma anche, nelle sezioni professionali, dei meccanici, dei falegnami e dei sarti e nella sua succursale di Mayuano, anche degli agronomi. Da qualche giorno, per rispondere a varie e insistenti domande, abbiamo iniziato, nel pomeriggio e sempre nell’Istituto Bernardo Longo, una scuola artigianale (della durata di 2 anni) di taglio e cucito per ragazze-madri, handicappati, analfabeti. Ne parleremo presto sul blog di Mambasa: http://mambasa.blogspot.com.

Ma sappiamo che il vostro sguardo è rivolto a Nduye. Vi assicuriamo che anche noi abbiamo gli occhi puntati verso quella collina dove padre Bernardo ha vissuto, lavorato, pregato e ideato la sua grande opera E vogliamo che essa continui anche là dove è nata!
Certo non è facile in questo momento fare un programma. Anche noi, come ci ha insegnato padre Bernardo cerchiamo di capire i segni, di scrutare l’orizzonte per trovare la strada. Qualcosa è già stato fatto e continuiamo a fare.

Assicuriamo per quanto è possibile la Celebrazione eucaristica tutte le settimane, (domani sera, quando voi sarete riuniti a Curtarolo, padre Silvano sarà a Nduye). Visitiamo regolarmente le scuole e siamo vicini per trovare soluzioni ai vari problemi. Abbiamo fatto una pulizia radicale attorno alla missione; messo in valore il terreno seminando soja, mais, fagioli, anche per dare così del lavoro ai Pigmei. Adesso la missione è di nuovo viva, animata, pulita.
Nel frattempo, grazie al finanziamento del Credito Bergamasco e con la supervisione del Cesvi di Bergamo sono state ristrutturate, da una impresa di Bunia, le scuole elementari e quella che era la scuola Professionale che è diventata adesso una Scuola Agraria.
Abbiamo preso contatti con la Madre Generale delle Suore Servantes di Bunia che si detta d’accordo di inviare delle suore a Nduye nella casa che ha ospitato per anni le Suore Comboniane, appena saranno riunite due condizioni: la presenza di un sacerdote che assicuri l’assistenza religiosa delle Suore e la possibilità di poter viaggiare facilmente sulla strada che collega Nduye a Mambasa.
Abbiamo iniziato a fare i banchi nuovi per le varie scuole, e appena la strada sarà aperta li porteremo sul posto. Abbiamo sempre l’idea di ristrutturare la casa delle Suore, la casa dei padri e la Chiesa.
Ma finora abbiamo avuto due grossi ostacoli che ci hanno impedito di realizzare i nostri progetti: la strada e la mancanza di personale.
Proprio in questi giorni una Organizzazione non governativa (Handicap International) ha cominciato a riparare la strada. Speriamo di poter andare a Nduye, almeno a Natale, in macchina. Oggi si va solo in moto e se tutto va bene ci vogliono circa 4 ore per arrivarci e di solito ci aspetta al varco la pioggia.

Resterà il problema del personale. Ne parliamo continuamente con i nostri superiori. Noi abbiamo manifestato la nostra disponibilità a stabilirci a Nduye in maniera permanente, ma questo significherebbe sguarnire la missione di Mambasa o altre missioni già carenti in personale. Stiamo pensando di trovare anche provvisoriamente un sacerdote (anche diocesano o di un altro istituto) che accetti di vivere abitualmente sul posto e rendere così possibile alle Suore di andare a loro volta a stabilirsi a Nduye; e, da parte nostra, assicurare delle visite regolari e periodiche, della durata di qualche giorno, soprattutto per orientare le attività della scuola e della promozione umana dei Pigmei.

Non ci sentiamo di chiedere in forma decisa, senza una certa prudenza, degli aiuti, perché oggi non possiamo assicurarvi che, a lavori ultimati ci sarà una presenza stabile, garanzia di un lavoro serio e duraturo. Di comune accordo, qui in comunità, vorremmo però lanciare delle idee, per dare un orientamento e soprattutto una consistenza concreta ai vostri sforzi e al vostro desiderio di veder rinascere e rifiorire questa missione che vi è e ci è così cara.

Ecco quanto vi proponiamo:
-1 ) Dato che gli insegnanti non sono pagati, o lo sono in maniera insufficiente, e non possiamo praticamente chiedere nulla ai Pigmei e agli abitanti di Nduye, chiediamo un aiuto di circa 700 $ al mese.

-2) Proponiamo la costruzione di una cooperativa di allevamento di polli che sarà gestita dai ragazzi della Scuola Agraria appena cominciata. La costruzione costerà circa 4000 $. (Il dr. Giandomenico Drago presente al vostro incontro potrà parlarvi di questo progetto!, che potrebbe entrare nel grande Progetto Mambasa)

-3) Un aiuto per riabilitare la casa delle Suore, che è abbandonata da oltre 12 anni e che nel frattempo è stata “visitata” da soldati, bracconieri e gente che non ha risparmiato assolutamente nulla. E’ necessario rifare il tetto, riparare le stanze, e i locali in genere, riattivare con nuovi impianti l’adduzione e la distribuzione dell’acqua, rifare completamente i servizi sanitari e dotare la casa di un gruppo elettrogeno e della installazione elettrica. Prevediamo anche un alloggio per il sacerdote residente a Nduye . Pensiamo che il costo dei lavori e attrezzature si aggiri attorno ai 30,000 $.

Nonostante i dubbi, le perplessità, le incertezze del futuro, in comunità abbiamo pensato che questo terzo punto potrebbe essere una provocazione o un atto di fiducia cieca nella Provvidenza, una sfida che non può restare senza risposta da parte dell’ALTO! Nel caso che siate d’accordo potremmo iniziare i lavori in febbraio, quando senz’altro la strada sarà aperta e qui ci sarà la stagione secca.
E questo nostro gesto sarà in sintonia con lo spirito di Padre Longo che pensava prima di tutto agli altri, alle Suore e non avere nessun riguardo o pretesa per se stesso. In seguito potremmo pensare alla chiesa e alla casa dei Padri!
Cosa ne dite?

Ci scusiamo con voi di non poter essere più precisi, ma vi assicuriamo che non passa giorno senza che il tema Nduye-padre Longo non risuoni nelle nostre conversazioni. Vi assicuriamo che siamo in agguato per spiare e scoprire ogni possibilità di soluzione stabile, seria e duratura.

Ci resta una cosa; senz’altro la più importante: pregare il Signore di illuminarci e di darci i mezzi per realizzare la sua Opera. La Beata Teresa di Calcutta (Madre Teresa) diceva sempre: “Se Dio vuole un’opera, manderà anche le persone e gli aiuti necessari per realizzarla”!

Mambasa, 30.10.09

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