giovedì 12 novembre 2009

Un uomo straordinario e coraggioso!

La scuola e gli insegnanti.


E’ un argomento a cui faccio spesso allusione soprattutto da quando il Vescovo, Mgr Janvier Kataka mi ha dato l’incarico di tutte le scuole del territorio di Mambasa.


Il territorio è vastissimo, oltre 25.000 km quadrati, ma poco popolato. Per cui al di fuori della cittadina di Mambasa e di qualche altro grosso centro (Epulu, Mayuano, Nduye), ci sono tanti piccoli villaggi con qualche centinaio di persone e altri che non oltrepassano o superano di poco il migliaio di persone.


Ma anche in questi villaggi ci sono tanti e tanti bambini che hanno diritto, garantito dalla Costituzione Congolese, all’insegnamento elementare gratuito.

Un miraggio!


Se fosse coerente al suo impegno lo Stato dovrebbe costruire le scuole e inviare e pagare gli insegnanti. Invece purtroppo tutto è lasciato alla buona volontà dei genitori.

Evidentemente tanti genitori, che non hanno avuto la fortuna di andare a scuola, non si sentono motivati a costruire le scuole e a pagare gli insegnanti. Del resto la maggior parte sono poveri! E quindi lo fanno solo se costretti e di mala voglia. E ancora: quale insegnante accetta di andare in un villaggio abbandonato, con pochi ragazzi e dove la scuola è fatta da quattro pali e un tetto di foglie molto permeabile e senza avere la garanzia di una minima retribuzione?

Purtroppo: quanti ragazzi non vanno a scuola!


Che pensare: - di questa situazione di abbandono dei ragazzi nei villaggi della foresta;

- di questa triste abitudine di chiedere ai genitori di pagare gli insegnanti;

- del ritardo dello stato nel riconoscere le scuole che, con fatica, costruiamo;

- della serietà e della credibilità dei risultati degli Esami di stato??



Queste e tante altre domande erano nella mia mente quando sono andato a Kinshasa. Fra i miei obiettivi c’era la visita al Coordinatore Nazionale delle Scuole cattoliche(Il responsabile nazionale di tutte le scuole cattoliche).

Non lo conoscevo.

E’ stata una bella e incoraggiante sorpresa. Ci sono stati anche dei momenti di emozione!

Un uomo calmo, coraggioso, che sa di combattere una battaglia difficile, che non nasconde la sua sofferenza e tristezza di essere lasciato solo e che si domanda se in quanto cristiani siamo dalla parte giusta. Si chiama Abbé (don) Georges Mutshipayi.


Mi sono trovato perfettamente in sintonia con lui. Non ha avuto bisogno di cercare le risposte alle mie domande. Aveva appena finito di scrivere una circolare destinata al Ministero dell’Educazione nazionale, ai Vescovi, agli ispettori (Coordinatori e Consiglieri) delle scuole cattoliche. Credo di di essere stato fra i primi lettori di questa lettera.


* * *

“Iniziato nel marasma delle rivendicazioni degli insegnanti che non ricevevano una risposta soddisfacente da parte del governo, l’anno scolastico 2008-22009 si è concluso, in qualche maniera, grazie al potere dissuasivo della paura ormai inoculato del sangue del Congolese”

Paura dei genitori di vedere i loro figli correre il rischio di un anno invalido!



Ma cosa strana e inverosimile – "paura anche di certi direttori di grandi scuole e di certi ispettori-vampiri (parole sue!) che il sistema della contribuzione dei genitori cessasse!


Mi spiego: per certi direttori e certi ispettori cattolici il sistema della contribuzione dei genitori è diventata una manna. Riempiono le classi di alunni (fino a 130 alunni per una classe!) e chiedono un retta mensile altissima e si spartiscono i soldi. E lo Stato evidentemente non interviene anzi è contento di trovare anche nel mondo cattolico ed ecclesistico, degli alleati!


E’ una cosa vergognosa, e il Coordinatore lo dice chiaro: "queste persone non solo vogliono che il sistema continui ma fanno la guerra a coloro che invece chiedono al governo di rispettare i suoi impegni!"

Critica poi le contraddizioni, le amnesie di certi ispettori cattolici. Cita per esempio, facendo pure il nome, il caso di un ispettore cattolico del Kivu che lo scorso anno, settembre 2008, emanava questo ordine ai direttori delle scuole cattoliche: “voi domanderete ai genitori di pagare i maestri fino al 31 dicembre 2008; a partire dal 1 gennaio 2009, i genitori non pagheranno più nulla”.


E invece lo stesso ispettore quest’anno, settembre 2009, faceva scrivere su un giornale locale: “anche quest’anno i genitori pagheranno il contributo! Ma a partire dal 1 gennaio 2010, i maestri saranno pagati dal governo provinciale”. E il Coordinatore aggiunge: "in maniera evidente i nostri amici del Kivu soffrono di amnesia."


I vescovi: "Nel luglio del 2004, in un memorandum firmato da tutti , i vescovi avevano condannato il sistema della contribuzione dei genitori.

Oggi, ottobre 2010, invece si limitano a dettare delle norme

(quindi accettano il sistema!)
E termina questa parte con queste parole: “Se qualcuno si consola del buon inizio dell’anno scolastico, mentre le rivendicazioni legittime degli insegnanti sono soffocate e messe da parte, noi invece dobbiamo riconoscere che abbiamo optato per la rassegnazione, illudendoci così di salvare il settore dell’insegnamento dal naufragio in seguito alla regolazione del pagamento dei maestri da parte dei genitori, sistema esecrabile, causa dell’abbandono della scuola da parte di tanti alunni e del decadimento della qualità dell’insegnamento!"

E aggiunge queste parole: “L’accettazione del sistema del pagamento dei maestri da parte dei genitori è un tradimento puro e semplice dell’opzione preferenziale per i poveri della nostra Chiesa, sull’esempio del suo fondatore Gesù Cristo …E che ciascuno di voi si interroghi sul ruolo che ha avuto nei dibattiti e sulle sue posizioni su questo soggetto".


Il Ministero dell'Educazione nazionale: "Le valutazioni degli Esami di stato (Esame al termine della scuola elementare e Esame di Maturità) sono tutte viziate dalla mancanza di serietà e di obiettività. Ma a causa dei dividendi che queste prove portano specialmente agli organizzatori, questi criteri di valutazione sono mantenuti, malgrado il discredito che essi portano sul nostro sistema educativo decadente…”

E conclude: “In una società così ingiusta come la nostra...non c’è posto nelle nostre file per i pretesi moderati, generalmente più preoccupati dell’ordine che della giustizia; preferendo una pace negativa frutto di assenza di tensioni, a una pace positiva frutto della vittoria della giustizia. E’ dunque immorale domandare a un insegnante che rinunci a lottare per raggiungere i suoi diritti costituzionale fondamentali…Un discorso che esclude il miglioramento della condizione salariale dell’insegnante e pretende di contribuire a una crescita del livello del nostro insegnamento è assurdo…”

Grazie abbé Georges…
Speriamo che il Ministro, i vescovi e tutti i responsabili delle scuole cattoliche, si mettano al tuo fianco!



foto:bambini che vanno...a scuola
con l'abbé Georges nel suo ufficio
la scuola di Badengaydo - in costruzione - (26 ottobre 2009) - in fondo a destra, la vecchia scuola!

2 commenti:

Gianluigi ha detto...

Grazie Silvano, ci voleva.

Anonimo ha detto...

Silvano, grazie pr aver pubblicato questo documento profetico. Come procedere perché diventi un punto di partenza per qualche cosa di nuovo? Penso che se si riuscisse a unire le forze dei coordinatori regionali e diocesani coinvolgendo le coordinazione protestsanti fosse si potrebbe ottenere qualche frutto. I vescovi dovrebbero consultarsi con i responsabili delle coordinazione delle altre confessioni. Sai che la concorrenza è feroce e i governi ne approffitanno. "divede et...."
Per l'IBL dovrai soffrire tanto..io sto pensando a come darti una mano...non vedo strade per il momento, ma P.Longo ce ne suggerirà.
Prof Willy resiste a Nduye?
Coraggio!!!!