Waibrahimu (i - nuovi - Abramo)
..."Esci dalla tua terra e va..."
foto: Nduye . Gli emigranti con il capo villaggio (ultimo a destra)
..."Esci dalla tua terra e va..."
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Silvano Ruaro
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giovedì, maggio 15, 2008
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Silvano Ruaro
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domenica, maggio 11, 2008
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venerdì, maggio 02, 2008
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Silvano Ruaro
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mercoledì, aprile 30, 2008
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E’ arrivato sotto una pioggia battente, su una moto Yamaha 100, sorpreso dal maltempo a una decina di kilometri da Epulu. Quel tratto di strada è totalmente disabitato: impossibile trovare rifugio da qualche parte. E’ lui, il nostro Vescovo Kataka Janvier, venuto da Wamba per dare il sacramento della Cresima ai nostri cristiani. Ci stiamo preparando da due mesi.
Tre, le comunità cristiane scelte per questa celebrazione: Epulu, Mandjombo e Mambasa. A Mandjombo, alla cerimonia delle cresime si è aggiunta quella della inaugurazione della cappella di San Francesco. Una bella chiesetta, a 6 km da Mambasa. P. Silvano ne ha seguito con passione e con la solita grinta i lavori di costruzione, che si sono protratti per diversi anni a causa della guerra, dei saccheggi, e di un programma molto fitto di costruzioni...Adesso è li’, davanti a noi, questa chiesetta di Mandjombo, bella, luminosa, vestita a festa dalle tinte ancora fresche. Per noi, preti di Mambasa, essa rimarrà come un invito eloquente, una sfida, a continuare il lavoro, assumendo con coraggio l’impegno di costruire non solo muri, ma costruire e consolidare la comunità cristiana locale, che è, sì, numerosa, ma, purtroppo, abbastanza anemica a causa soprattutto della mancanza di un buon catechista capace di svegliare le coscienze
A Mambasa, domenica scorsa, sotto le palme del nostro sito “Avakubi”, c’era la folla delle grandi occasioni: 2.500 - 3.000 cristiani? Con il Vescovo, eravamo in quattro preti a concelebrare: P. Silvano, P. Gian Paolo, P. Dino e P. Giovanni Pross, venuto da Kisangani a farci visita. Abbiamo aiutato il Vescovo anche a conferire il sacramento ai 280 cristiani che con la cresima hanno ricevuto l’ultimo sacramento di iniziazione.
Sono già dei cristiani adulti?
E’ una domanda molto imbarazzante, questa. Dico solo che, durante l’immediata preparazione al sacramento, con i catechisti, con i responsabili delle Comunità di base assieme ai cristiani, ci siamo domandati con insistenza come accompagnare questi giovani durante i primi anni dell’età “adulta”, in modo che non si perdano, che non dimentichino la loro fede, che si integrino nella comunità di base e nei gruppi giovanili della parrocchia. Vorremmo che il grano, che già cresce in essi, possa dare frutto abbondante.
Ieri mattina il Vescovo ha avuto un incontro con i membri del consiglio pastorale parrocchiale. Anche da parte sua, l’insistenza è stata sulla necessità di crescere e diventare adulti: il tempo di attendere tutto passivamente dal “papa” è ormai finito. Occorre una vera rivoluzione, che conduca alla presa di coscienza delle proprie possibilità e ad un impegno responsabile di tutti. Mentre il Vescovo parlava vedevo dei volti attenti e seri, molti cenni di consenso. Tutti d’accordo. Che bello!... Un minuto dopo: “Monsignore, nel nostro villaggio, il tetto della cappella è in cattivo stato...”. Come volevasi dimostrare!... La presa di coscienza e l’impegno adulto sono per molti ancora ben lontani . Ma è a questo punto che tanta nostra gente si trova. Ed è da questo punto che noi dobbiamo partire. L’aiuto nostro, anche finanziario, rimane in tanti casi opportuno e necessario, condizione indispensabile per una nuova partenza. La sfida che sta davanti a noi è quella di far nascere nella gente un giusto orgoglio personale e la voglia di diventare protagonisti del proprio sviluppo. Qualcuno già c’è accanto a noi, e questo mantiene vivo in noi il lumicino della speranza.
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Gianluigi
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martedì, aprile 29, 2008
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Parole-chiave: cresime, p. Dino, P. Giovanni Pross, Vescovo Kataka Janvier
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Silvano Ruaro
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domenica, aprile 27, 2008
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Sabato, 26 aprile 2008!
Mgr. Janvier Kataka celebra la prima Sante Messa nella Chiesa di san Francesco a Manjombo e conferisce il sacramento della Cresima a numerosi bambini del settore.
Ci sono ancora alcune lavori da completare:
- la vetrata della croce sullo sfondo
- il soffitto
- fissare sulle pareti i quadri della via Crucis (di Enrico Sandri di Monte Magré)
- un piccolo sagrato
A presto dunque, a lavori completati!
Questa è una anticipazione: che ve ne pare?!
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Silvano Ruaro
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domenica, aprile 27, 2008
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domenica, aprile 27, 2008
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lunedì, aprile 21, 2008
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sabato, aprile 19, 2008
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giovedì, aprile 10, 2008
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venerdì, aprile 04, 2008
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Parole-chiave: esami maturità, Istituto Bernardo Longo, Mandima

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Silvano Ruaro
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giovedì, aprile 03, 2008
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E’ così che ho vissuto questa domenica in Albis.
Stamattina, mentre viaggiavamo in macchina verso Nduye, la nostra sentinella Trentsìs (deformazione locale del francese Tarcisse – Tarcisio) mi diceva di un vago ricordo (a quel tempo non aveva che tre anni) di padre Bernardo, che dava loro, bambini, delle caramelle. Naturalmente padre Bernardo non si limitava a distribuire caramelle. A Nduye, durante 14 anni di lavoro infaticabile, ha costruito moltissimo: ha costruito case di abitazione per padri e suore, la chiesa, le scuole, i laboratori; ha costruito soprattutto uomini e cristiani. Di questi ne incontro moltissimi qui a Mambasa e anche quando esco per visitare i villaggi. Padre Bernardo è il grande punto di riferimento; è motivo di orgoglio per tanti che si considerano suoi figli spirituali.
Sono entrato nella chiesa di Nduye con una certa emozione: è padre Bernardo che l’ha costruita; è qui che egli celebrava la santa messa; è su questi banchi che iniziava alla fede schiere di catecumeni e di cristiani; è davanti a questo altare che passava ore in preghiera, soprattutto il mattino presto, prima di iniziare la sua giornata, intensissima di impegni e di fatiche; è di questa statua che padre Bernardo era affezionatissimo, la statua di Colei che egli amava chiamare Madre di Dio, “Mama wa Mungu”.
“Come il Padre ha mandato me, così io ho mandato voi”. Queste parole di Gesù, proclamate nel Vangelo di oggi, le ho messe spontaneamente in relazione col Padre Bernardo e la sua missione. Una missione vissuta con una grande coraggio e generosità; una missione esemplare, feconda, di cui stiamo ancora raccogliendo i frutti. E’ la stessa missione di Gesù: tramite Padre Bernardo, essa si trasmette a noi : “Questa missione – dicevo ai cristiani - è affidata anche voi, alla vostra comunità cristiana”. Una comunità, questa di Nduye, che attende di essere servita ed accompagnata un po’ meglio, per poter vivere in maniera più piena quanto il Vangelo ci propone. La comunità cristiana di Gerusalemme, stando alla lettura di oggi, poteva seguire assiduamente gli insegnamenti degli apostoli, partecipare ogni primo giorno della settimana alla Frazione del Pane...Non è così, qui a Nduye
Lo scorso anno il Vescovo di Wamba, dopo una interruzione di una ventina d’anni, ci riaffidava la cura pastorale della Parrocchia di Nduye, fondata da Padre Bernardo. Evidentemente, questa decisione esprime una missione, una attesa che chiede di essere corrisposta. Per ora la risposta della nostra comunità religiosa di Mambasa e della nostra Provincia Congolese è certamente solo parziale e non soddisfa né i cristiani, né noi e, credo, neppure il Padre Bernardo. Infatti la nostra presenza a Nduye è ancora irregolare, saltuaria.
Durante la messa ho invitato i cristiani a pregare per questa intenzione: che il Signore ci faccia capire quello che egli aspetta da noi e che ci dia l’intelligenza e la forza di realizzarlo. Padre Bernardo non può tirarsi indietro, perché è parte interessata: ci darà una mano con la sua intercessione.
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Gianluigi
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lunedì, marzo 31, 2008
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Silvano Ruaro
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giovedì, marzo 27, 2008
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Giovedì scorso, vi avevo detto che quel giorno si era svolta una piccola cerimonia di consegna della macchina da cucire alle 4 diplomate delle Scuola di Taglio e cucito che avevano finito la formazione di 4 anni, lo scorso luglio.
Oggi vi mostro la foto.
Evidentemente il vestito che portano se lo sono ideato e cucito da sole. Potete apprezzare il gusto, l'eleganza e anche una certa civetteria: un segno della serietà della scuola e anche di una presa di coscienza della propria dignità...
Con loro la suora Lisetta che è attualmente responsabile di questa sezione.
E' questa una tradizione che abbiamo iniziato circa 9 anni fa e che abbiamo sempre rispettato: alla fine del corso, le alunne fanno un anno di stage e al termine ricevono (in dono) la macchina da cucire, le forbici, il metro...
Speriamo di poterla continuare ancora a lungo.
Ai falegnami diamo invece un kit di attrezzi di falegnameria...
I meccanici...sono i meno fortunati anche perché gli arnesi e le chiavi costerebbero un patrimonio.
In compenso, alla fine del corso, dopo la V^ Meccanica-Auto, per un mese seguono i corsi teorici e pratici di guida, per cui lasciano la scuola muniti della patente...
Piccole cose ma che aiutano i nostri ragazzi e le nostre ragazze a inserirsi nella vita e a trovare un lavoro.
Domani ci aspetta una giornata campale...Arriverà una delegazione (20 persone!) del governo e della Banca Mondiale per l'inaugurazione ufficiale del tratto di strada Beni-Niania, completamente riabilitato dalla società cinese Sinohydro!
Anche questo è...un segno di speranza!
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Silvano Ruaro
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martedì, marzo 25, 2008
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Parole-chiave: Scuola di taglio, suora Lisetta
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Silvano Ruaro
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lunedì, marzo 24, 2008
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Carissimi Amici,
non sono ancora fuori tempo massimo per mandarvi gli auguri di Pasqua. Vi mando naturalmente anche un saluto molto cordiale, assieme ad un ricordo presso Lui, che ci è sempre vicino come amico. In questi giorni noi, padri di Mambasa, stiamo facendo un po’ gli straordinari per Lui.
I giorni scorsi eravamo tutti quanti requisiti dai nostri cristiani per le confessioni pasquali. Abbiamo passato molte ore ad ascoltare le miserie della nostra gente e offrire loro una parola di perdono e di speranza. Molti la cercavano con cuore sincero. Io e il padre Gauthier abbiamo visitato anche i malati e i vecchi nelle loro case. Molti ti davano una sensazione di pace, ed esprimevano tanta gioia e tanta riconoscenza per la visita. Per altri appariva molto chiaramente che più che la confessione, cercavano un’occasione per sollecitare un aiuto: un triciclo per per il figlio handicappato, il tetto della casa che...fa acqua, un vestito, o semplicemente del cibo. Al sentimento di compassione, spontanea e giusta, ben sovente si mescolava anche una reazione di stizza e quasi di rabbia. Si’ di rabbia, quando, uscendo dal tugurio della vecchietta, vedevi, nel cortile della casa accanto, dei giovanotti allungati sullo sdraio, occupati faticosamente a curiosare sui passanti ed ascoltare beatamente musica. Alle nove o alle dieci del mattino. “Questi sono peccati” dicevo alla mamma che mi accompagnava. Effettivamente il problema della miseria esiste fra la nostra gene, ma la soluzione si trova anzitutto “nelle loro mani” . Difficile fargliela capire; ma è une dei nostri lavori, e non il meno importante.
Fra due ore comincero’, nella nostra chiesa di Mambasa, la celebrazione del Giovedi’ Santo. Padre Gauthier é partito stamattina per Nduye e vi rimarrà fino a Pasqua. Silvano passa proprio ora davanti alla mia porta per prendere la macchina ed andare a
Un caro saluto e Buon Pasqua.
P. Dino.
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Gianluigi
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giovedì, marzo 20, 2008
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Parole-chiave: Giovedì Santo, p. Dino, Pasqua
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Silvano Ruaro
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giovedì, marzo 20, 2008
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