martedì 7 febbraio 2012
venerdì 3 febbraio 2012
Da Cambiago: Ilaria Sala
Una missione nella missione, per portare un sorriso e un po’ di speranza a 6000 chilometri di distanza dalla Martesana. E’ l’ impegno forte e concreto dei volontari dell’associazione cambiaghese A.Vo.Mi, per aiutare padre Silvano Ruaro a rendere operativo un ospedale a Mambasa, piccolo villaggio della Repubblica Democratica del Congo.
Il padre missionario vive lì 1971 e con tanto lavoro e fatica ha portato avanti il progetto per dare una mano agli abitanti del villaggio. Grazie al suo contributo sono state realizzate diverse scuole e pozzi per purificare l’acqua e, ad agosto dello scorso anno è stato costruito un ospedale nuovo di zecca, una vera e propria esigenza per la comunità locale. Perché il nosocomio entri in funzione occorrono però altri 55 mila euro, denaro che verrà impiegato per realizzare le sale di pediatria e maternità e per acquistare le attrezzature necessarie. I volontari cambiaghesi, si sono dunque mobilitati per raccogliere più fondi possibili con una serie di iniziative messe in campo a Cambiago. “Siamo stati nella missione di padre Silvano nel 2009 – spiega Paolo Simonetta, alla guida dell’associazione che supporta iniziative e progetti legati allo sviluppo nel sud del mondo – il nuovo ospedale è una necessità perché il nosocomio civile non è sufficiente a curare tutti i bisognosi. C’è solo una sala operatoria e spesso mancano le attrezzature necessarie. Quello realizzato da padre Silvano, una volta operativo, rappresenterà per gli africani di Mambasa un modello di efficienza e un punto di riferimento importante”.
Nel mese di dicembre padre Silvano, tornato in Italia, ha fatto tappa anche a Cambiago, per un incontro con la comunità e con don Gianni Casiraghi e ha spiegato: “oggi a Mambasa è come se ci fosse un bellissimo ultimo modello di macchina, ma senza benzina”.
Da molto tempo A.vo.Mi. ha dunque messo in campo una serie di attività per la raccolta fondi: da un lato, con l’immancabile presenza a tutte le iniziative e manifestazioni cambiaghesi e con l’attività di sensibilizzazione e informazione; dall’altro con il punto A.Vo.Mi. che i volontari gestiscono in via Roma, luogo di incontro e di raccolta delle offerte.
Qui mostrano ai cambiaghesi un video, realizzato da un volontario, che racconta la realtà di Mambasa e dell’ospedale e hanno realizzato un modellino dell’ospedale: chi fa un offerta può “acquistare un mattoncino”, un gesto simbolico perché entro giugno l’ospedale possa finalmente partire.
Daniele Orlandi
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Gianluigi
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venerdì, febbraio 03, 2012
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Parole-chiave: A.VO.MI, Cambiago, Daniele Orlandi, Ilaria Sala
martedì 31 gennaio 2012
I PIGMEI DELL’ITURI RISPONDONO AGLI SCOLARI DI SCHILPARIO
Mercoledì 25 gennaio gli alunni della scuola primaria di Schilpario (Bergamo) hanno ricevuto un grazie dai Pigmei delle scuole di Malembi e di Dingbo dell’Ituri in Congo per il loro impegno nel progetto ”Dare dignità ai Pigmei”.
“ WATOTO WA SCHILPARIO, AKSANTI SANA KWA NINYI WOTE, KWA SABABU MNATUKUMBUKA SISI KATIKA UKOSEFU WETU. AKSANTI”
(Bambini di Schilpario, vi ringraziamo tantissimo, perché avete voluto ricordarvi di noi,
nella nostra povertà. Grazie.
Una classe della scuola di Malembi con la loro Maestra
Gli Amici della Scuola Apostolica Onlus hanno voluto ringraziare gli scolari,le loro mamme e le Maestre della Scuola primaria consegnando l’ Attestato di Merito di “Cavaliere della Solidarietà”.
Gli alunni hanno risposto: “Anche quest’anno ci siamo impegnati a realizzare lavoretti per poter aiutare i Pigmei che, purtroppo a differenza di noi, non hanno neppure il necessario sia per poter frequentare la scuola sia per i bisogni primari”.
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Gianluigi
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martedì, gennaio 31, 2012
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Parole-chiave: Pigmei, Schilpario, Scuola Apostolica Onlus
giovedì 19 gennaio 2012
ANCORA GLI ALUNNI DI PIEVE DI CURTAROLO E GLI ALUNNI PIGMEI DI NDUYE
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Nerio Broccardo
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giovedì, gennaio 19, 2012
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Parole-chiave: Carla Bisarello, Pieve di Curtarolo
lunedì 16 gennaio 2012
Open Mission: prima puntata, anno 2012.
Come ormai accade da quando non c’è più don Enzo, anche nel sesto anniversario della sua morte gli amici si sono ritrovati per ricordarlo e mettere assieme quel piccolo contributo per la scuola di Mambasa.
Così è stato anche quest’anno e si è riusciti a mettere assieme i 1.200 euro utili per poter inviare a padre Silvano i soldi per una borsa di studio destinata ad uno studente della scuola professionale di Mambasa.
Il contributo (per 500 euro di provenienza dei ricavi del libro a lui dedicato e per 700 euro dai contributi raccolti dagli amici per l’occasione) è stato come al solito bonificato nei giorni scorsi ai padri Dehoniani di Milano che provvedono poi ad inviarli alla Missione di Mambasa.
Sarebbe bello, come al solito, poter conoscere il nome dello studente destinatario di questa borsa di studio gestita direttamente da padre Silvano.
Un saluto.
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Gianluigi
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lunedì, gennaio 16, 2012
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Parole-chiave: borsa di studio, don Enzo, Open Mission
domenica 8 gennaio 2012
TANTA GIOIA ALL'EPIMISSIO 2012

Questo ha favorito lo svolgersi di una gioiosa e vivace Epimissio 2012. Il tema era "MISSIONE AL FEMMINILE". Due volontarie missionarie, Silvia missionaria in Finlandia e Ester missionaria in Mozambico ci hanno narrato quello che lo Spirito Santo ha fatto e intende fare perché la salvezza del Signore consoli il cuore dei poveri. Evidentemente due povertà completamente diverse quella del popolo finlandese e quella del popolo Mozambicano. Ma, dopo la testimonianza dell'una e dell'altra i presenti hanno capito che tutti e due questi popoli hanno bisogno della salvezza che viene dall'alto, per trovare gioia e speranza nel vivere, forza nelle prove, orizzonti degni dell'uomo assetato di vertità, giustizia, pace e infinito.
Al momento dell'Eucarestia abbiamo sentito presente il Signore, pane di vita, l unico"che ha parole di vita eterna" e quindi l'urgenza che sia testimoniato ovunque.
Una decina di volontari e volontarie dehoniani di Milano hanno preparato un pranzo raffinatamente semplice ma degno di un cenone natalizio o di capodanno. I novanta minuti passati a tavola hanno rallegrato i novanta partecipanti all'incontro. Partecipanti provenienti dall'Emilia Romagna, Trentino, Veneto e Lombardia.

Alla ripresa dei lavori, abbiamo seguito con commozione il ricordo del volontario missionari Dottor Luigi Bosco, detto dal suo amico e compagno di missione Dottor Pierluigi Piantoni. Uomo di illuminata e viva fede cristiana, chirurgo di prima eccellenza quando è arrivato al momento della pensione ha dedicato la sua vita per aiutare con la sua competenza persone ammalate neii paesi dove le cure mediche sono quasi inesistenti. Ho svolto questa attività con passione, efficienza e carità cristiana. Ora è salito in Paradiso e da lassù ci sprona, con il suo piglio severo, a non lasciar cadere quello che lui ci ha indicato: seminare speranza sempre e ovunque.
Abbiamo poi ascoltato la testimoniamza di cinque missioanri dehoniani provenienti da Africa e America Latina. Si è percepito dai loro racconti che la collaborazione con il volontari laici è sempre più intensa e necessaria. L'intesa è calorosa. Si tratta ora di programmare con più chiarezza la collaborazioine. Questo lo vedremo certamente nelle future Epimissio e Pentecoste Missionarie.
Ci siamo lasciati alle 17,00. Nel volto di tutti si leggeva soddisfazione e gioia profonda. Il Cuore di Gesù, le preghiere dei nostri missionari defunti ci hanno regalato una giornata davvero bella!
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Nerio Broccardo
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domenica, gennaio 08, 2012
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Parole-chiave: Epimissio 2012, Ester, Silvia
venerdì 6 gennaio 2012
Curtarolo saluta Padre Silvano

La notte di Natale Padre Silvano ha spiegato che Dio si è voluto unire all'uomo presentandosi come la più indifesa delle creature: un neonato. Con l'atteggiamento del grande che non vuole spaventare il piccolo e si inginocchia, si abbassa per comunicare alla stessa altezza. Condividendo, per il tramite di Suo Figlio gli stessi problemi, le stesse fatiche dell'uomo. Dio si è fatto uomo perchè l'Uomo possa diventare Dio.
Ci ha detto che il bambino Gesù è nostro fratello, è fratello di tutti noi: di tutti.
Prima che ritorni in Congo vogliamo incontrare ancora una volta Padre Silvano e lo faremo domenica 15 gennaio.
Il Centro Italiano Femminile di S.Maria di Non (frazione di Curtarolo), l'anno scorso ha organizzato un pranzo speciale, alla ricerca dei sapori di una volta, devolvendo il ricavato per la gente di un comune colpito dall'alluvione.
Quest'anno, volendo ripetere l'esperienza, hanno proposto di rifare il pranzo, destinando il ricavato alla Missione di Mambasa e Nduye e per realizzare il progetto di sostegno di quella missione. Il Comune di Curtarolo patrocina l'evento, la Parrocchia di Pieve di Curtarolo ospiterà l'incontro nella sala polifunzionale "S.Francesco" di Curtarolo. Abbiamo "strappato" a Padre Silvano la promessa di vivere assieme a noi questa iniziativa.
Il pranzo, con menu di risotto, bollito misto, dolci caserecci e buon vino, è aperto a tutti gli amici di Padre Silvano, Padre Dino e della missione di Mambasa (ed ai sostenitori dell'Opera di Padre Bernardo Longo).
Chiunque voglia partecipare può chiamare, possibilmente entro giovedi 12 gennaio ai numeri indicati nel volantino:
Michela Callegaro al nr. 349-4917098 o Emanuele Agugiaro 338-6205665
Emanuele
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Gianluigi
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venerdì, gennaio 06, 2012
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Parole-chiave: Curtarolo, Emanuele Agugiaro
giovedì 5 gennaio 2012
Per la scuola dei Pigmei
Cari Amici,
oggi sul nostro sito www.amici.scuolaapostolica.it abbiamo pubblicato la notizia:
7 – 8 Dicembre – “Adotta uno scolaro Pigmeo”
L’iniziativa ci porterà a ricevere una offerta di 700-800 euro che ritireremo in un prossimo incontro con gli scolari.
P. Dino, per questo incontro sarebbe utile avere la foto della scolaresca di Pigmei che ti ho chiesto con una didascalia in lingua locale che si collega alla iniziativa degli amici scolari di Schilpario che ritengono di aver adottato uno scolaro Pigmeo per fornirgli il materiale didattico personale utile per le attività scolastiche.
P. Giuseppe, per l’incontro ci servirà anche l’ Attestato di Cavalieri della Solidarietà per la scuola elementare di cui ti farò avere i dati.
Vi allego anche le foto pubblicate, per un eventuale vostra pubblicazione sul blog Missione Mambasa.
Sabato spero di incontrare p. Silvano per definire il progetto 2012 a supporto del funzionamento prioritario di alcune scuole per Pigmei.
Un abbraccio a tutti voi,
Paolo e Giorgio
PS- ringrazio Giorgio per la sua pronta risposta con il sito.
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Gianluigi
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giovedì, gennaio 05, 2012
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Parole-chiave: Pigmei, scuola apostolica
domenica 25 dicembre 2011
E' nata la ONLUS per l'opera di padre Bernardo Longo
Dopo una lunga gestazione, ma fedeli ad un impegno preso non appena tornati da Mambasa, oggi 22 dicembre 2011, a Pieve di Curtarolo, nascerà la ONLUS - ASSOCIAZIONE SOSTENITORI DELL'OPERA DI PADRE BERNARDO LONGO.
I fondatori sono stati scelti con l’intenzione di rappresentare idealmente l’intera comunità di Curtarolo:
Don Emanuele Gasparini, arciprete di S. Giuliana, la parrocchia dove è stato battezzato ed ha ricevuto i primi sacramenti cristiani il Venerabile Padre Bernardo Longo.
Il prof. Marcello Costa, sindaco di Curtarolo e rappresentante dell’amministrazione comunale che ha condiviso il progetto di dare nuova vita alla missione di Nduye.
Padre Silvano Ruaro, già missionario a Nduye ed ora missionario a Mambasa, direttore dell’Institut Bernard Longo, che poche settimane fa è riuscito nell’impresa, memorabile, di far tornare a Nduye una comunità di suore, per riprendere con vigore l’attività pastorale e di promozione umana.
Andrea Faggian, Vice-presidente del consiglio pastorale di S. Giuliana, Paolo Longo, del gruppo missionario della stessa parrocchia, Giovanna Pistorello fervente sostenitrice del progetto “Nduye”.
Ed infine, ma determinanti, Renato, Lieto e Lidia Longo, nipoti del Venerabile Padre Bernardo, in rappresentanza dei tanti parenti e parrocchiani che hanno avuto la fortuna di conoscere il missionario e che ancora oggi vivono intensamente il suo ricordo.
Questo è scritto nell’atto costitutivo: "L’Associazione si ispira all’operato del Venerabile Padre Bernardo Longo, missionario Dehoniano originario di Curtarolo, che dal 1938 fino al suo martirio nel novembre 1964, ha speso tutte le sue capacità ed energie nella attività di evangelizzazione, di formazione e di promozione umana delle popolazioni della regione dell’Ituri, nel nord-est dell’attuale Repubblica Democratica del Congo. Padre Bernardo Longo ha creato nella foresta equatoriale, costruendola con le sue mani, la missione cattolica di Nduye, dotandola di scuole, edifici residenziali, di un dispensario, di officine di meccanica e di falegnameria. Dopo la sua morte, l’istituto professionale e di istruzione superiore, denominata in suo onore Institut Bernard Longo (I.B.L.) è stata trasferito a Mambasa ed è tuttora funzionante, con profitto. Nell’approssimarsi del 50° anniversario del martirio del Venerabile Padre Bernardo Longo la comunità di Curtarolo, sia laica che religiosa, in comunione di intenti con i missionari a cui attualmente è affidata la parrocchia di Mambasa e Nduye e con i molti sostenitori dell’opera avviata da Padre Bernardo Longo, intendono costituirsi in associazione per garantire la prosecuzione di quanto da Egli creato e condotto e per sostenere la missione di Nduye e l’Institut Bernard Longo di Mambasa. "
L’associazione, dunque, ha come principale finalità quella di sostenere la missione di Mambasa e Nduye, organizzando iniziative destinate a diffondere notizie sull’attività di Padre Bernardo Longo, sulle opere da lui realizzate o avviate. Ma anche sulla prosecuzione delle sue attività da parte dei missionari Dehoniani dapprima a Nduye ed oggi a Mambasa, informando sulle necessità contingenti, sui progetti, sulle opere realizzate.
I soci fondatori, sottoscrivendo l’atto costitutivo, hanno preso un impegno, semplice e preciso: tutti i fondi raccolti saranno trasferiti ai missionari, secondo le intenzioni dei benefattori.
Ci aspettiamo di raccogliere molte adesioni, sia da parte di parenti e parrocchiani di Padre Bernardo, sia da parte degli amici e sostenitori della missione di Mambasa-Nduye.
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Gianluigi
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domenica, dicembre 25, 2011
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Parole-chiave: don Emanuele Gasparini, ONLUS, P.Silvano, Padre Bernardo Longo
venerdì 23 dicembre 2011
Natale: mi scrive p. Dino
Tutti e due ci ricordano la stessa cosa: se il Figlio di Dio si è fatto figlio
dell'uomo e se continua a far nascere dei bambini, vuol dire che non si è ancora stancato di questo nostro mondaccio; anzi è innamorato pazzo di noi, poveri diavoli.Vacci a capire qualcosa con questo nostro Dio.
Tanti e tanti auguri. Senza troppi pacchi-regalo.
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Gianluigi
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venerdì, dicembre 23, 2011
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domenica 18 dicembre 2011
“PREPARATE LA PREPARATE LA VIA...APPIANATE LA STRADA” dice il profeta Isaia
Ce n’è veramente bisogno.
Senz’altro occorre appianare la strada del nostro cuore per accogliere il Signore che viene a noi nel mistero di Betlemme; ma anche le nostre strade di Mambasa hanno urgente bisogno di manutenzione.
foto a sinistra : strada verso Nduye – Km 18
I giorni scorsi abbiamo cercato di fare qualcosa.
Mercoledì, 7 e 14 dicembre, una cinquantina di cristiani sono andati, con camion e trattore fino al km 18 sulla strada di Nduye, per cercare recuperare quel tratto di strada, diventato ormai impraticabile. Hanno fatto quello che hanno potuto, aiutati anche da un altro gruppo di persone condotte là dal capo di Nduye, il nostro amico Cristoforo. Hanno lavorato fino a sera, come hanno potuto, con zappe, badili, picconi e…secchi. Purtroppo la meteorologia aveva perso il calendario e non si ricordava più che verso la metà di dicembre normalmente comincia la stagione secca. E così, tutte e due le volte, la sera, prima di chiudere i lavori con un buon piatto di riso e fagioli, i nostri “prodi” hanno visto il loro lavoro innaffiato da un abbondante acquazzone. Non è stata la chiusura ideale di una giornata di lavoro, soprattutto sapendo che sulla strada c’erano già degli enormi camion, carichi di legname, pronti a passare su quel tratto rammollito dalla pioggia e riaprire le enormi buche appena colmate.
Una seconda strada alla quale la nostra gente è quella che conduce all’ospedale “Maria Mama wa Mungu”. Anche qui, per due lunedì successivi, sono intervenuti i nostri cristiani, per raddrizzare ed allargare un sentiero che già esisteva. Sono intervenuti anche i bambini della scuola elementare ed altri saranno impegnati nei giorni successivi. Quello che non riusciranno a fare i cristiani sarà completato dai nostri pigmei (li vedete nella foto): un gruppetto di una quindicina di “valorosi”, occupati nei lavori più disparati di pulizia e manutenzione della nostra proprietà
Nei due casi, purtroppo io ero assente, perché nel momento dei lavori ero impegnato nelle visite ai cristiani dei villaggi e quindi la documentazione fotografica lascia a desiderare.
Un saluto cordialissimo a tutti, in modo tutto particolare a Silvano, che so impegnato ad “aprire altre strade”.
Che questo Natale porti a tutti la benedizione di Dio e tanta pace, nel cuore e nelle famiglie.
p. Dino
nella foto a fianco: pigmei al lavoro su strada Ospedale
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Gianluigi
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domenica, dicembre 18, 2011
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mercoledì 14 dicembre 2011
Un incontro speciale!

Anche domenica prossima il 18 dicembre, a Cambiago, ci sarà il momento liturgico-spirituale, gastronomico-conviviale, culturale ed economico-solidale. So già che tutto sarà a livelli alti. Quindi un grazie anticipato!
Ma oggi vorrei dire un grazie speciale a un amico che hoincontrato a Mezzocorona (TN) il 10 dicembre.
Il 5 novembre festeggiava il “primo!” cinquantesimo anniversario del suo matrimonio. Mi aveva chiesto se
potevo essere presente.
Evidentemente la risposta era negativa. In quei giorni, inizi novembre, ero impegnato con i lavori a Nduye per preparare l’arrivo delle suore,e il 3 novembre c’era la festa dell’Istituto Bernardo Longo. Ma l’avevo assicurato che avremmo festeggiato, in maniera più intima, al mio arrivo in Italia.
Così, sabato 10 dicembre, sono andato a trovare Luigi e Maria. Un incontro fatto di ricordi, di
nostalgia e di emozioni. Luigi è un volontario – falegname – venuto più volte a
Mambasa, Kisangani e ogni sua permanenza fra noi è stata molto positiva. Ha
lavorato e ha insegnato a lavorare. Mi sembrava un dovere essergli vicino in un
momento così importante della sua vita e con questo mio gesto intendevo
ringraziare tutti i volontari che sempre più numerosi vengono ad aiutarci.
Vorrei ricordare che anche in questa circostanze, Luigi aveva il suo cuore…in Africa. Ecco quanto ha scritto ai suoi amici: “Nel mio primo cinquantesimo anniversario di matrimonio,
ho pensato assieme alla mia dolce metà, di rinunciare ai regali degli invitati, dirottando gli stessi regali a un pensiero verso il missionari che operano in terre lontane. Tanti hanno accettato e ringrazio per la loro sensibilità… I destinatari della vostra generosità sono p. Franco Bertò (Uganda) e p. Silvano Ruaro”…
Grazie, Luigi e Maria! e AUGURI!!
persone mi hanno detto che per Natale inviteranno parenti e nipoti a rinunciare
ai regali per aiutare bambini che non possono andare a scuola o che non hanno nessuno.
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Silvano Ruaro
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mercoledì, dicembre 14, 2011
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Parole-chiave: Luigi Nardon, Maria Agostini, Mezzocorona
martedì 13 dicembre 2011
L’Associazione A.Vo.Mì di Cambiago c'è!
Martedì 29 Novembre Padre Silvano ci avverte, che Venerdì 30 Novembre sarebbe giunto a Cambiago per farci una visita durante la sua permanenza in Italia.
Immediatamente l’A.Vo.Mì si mobilita per far correre la voce tra tutti i suoi associati, e tutte le persone che hanno avuto modo di conoscere personalmente Padre Silvano.
Nonostante lo scarso preavviso Venerdì 2 Dicembre alle ore 21.00 in una sala dell’oratorio San Tarcisio di Cambiago, un gruppo di quaranta persone sono radunate intorno alla figura del carismatico Padre che da più di quarant’anni vive in Congo, per la precisione a Mambasa, dove, insieme ad altri Missionari, sta portando avanti il progetto intrapreso negli anni quaranta da Padre Bernardo Longo.
Padre Bernardo Longo quando giunse in Africa cominciò la sua opera dedicandosi “agli ultimi fra gli ultimi”, fondando una comunità ad Nduye, località nel cuore della foresta dell’Ituri, dove a tutt’oggi la popolazione è costituita prevalentemente da pigmei.
La sua vita era intessuta da due realtà “SALA NA KASI” Preghiera e lavoro…un “ritornello” che insegnava a tutti i suoi ragazzi, nella teoria, ma soprattutto nella pratica.
Padre Silvano giunse a Mambasa nel 1971, con un unico obiettivo, portare avanti il progetto intrapreso da Padre Bernardo Longo, ucciso nel 1964.
Mupe Silvano, uomo risoluto e caparbio, non solo ha portato avanti l’opera intrapresa dal suo predecessore, ha fatto molto di più!
Nella missione di Mambasa oggi esistono, oltre alle scuole primarie e secondarie, diverse scuole di formazione meccanica, sartoriale ed una falegnameria.
Padre Silvano in collaborazione con Ingegneri senza Frontiere ha realizzato diversi pozzi per purificare l’acqua ed è stato promotore del progetto Mambasa, che ha visto la nascita di diverse cooperative d’allevamento polli.
Ad agosto 2011 ha terminato la realizzazione di un’ulteriore progetto, ossia la costruzione di un OSPEDALE.
Ennesimo importante obiettivo raggiunto dal Padre e da tutte le persone che collaborano fisicamente e moralmente con lui.
Un’impresa significativa ed importante per diversi motivi, primo fra tutti perché nasce da un’esplicita richiesta e da una reale (indispensabile e disperata) esigenza della comunità locale.
Padre Silvano durante la serata di Venerdì 2 Dicembre, ci racconta dell’ospedale tramite la proiezione di un video della durata di un’ora circa, realizzato da un volontario.
Le immagini ci mostrano Mambasa, ci raccontano della vita quotidiana degli africani e di cosa la Missione significhi per loro; delle scuole di formazione, di come oggi gli insegnamenti ricevuti abbiano cambiato significativamente la vita di molte persone; della costruzione dell’ospedale, dei volontari che hanno contribuito alla sua realizzazione e di come nel farlo abbiano lasciato alla comunità locale oltre che alle mura di una costruzione anche degli importanti insegnamenti tecnico teorici.
Vedendo scorrere le immagini non ci si può non chiedere “Come mai è successo tutto questo?Chi ha custodito questo seme nei periodi difficili? (e ce ne sono stati!) Chi lo ha fatto germogliare e crescere in mezzo a tante difficoltà?”
Padre Silvano sa di aver raggiunto un traguardo IMPORTANTE…ma non basta.
Al termine della proiezione del video, usando un’esplicita metafora ci dice che è vero, ciò che è stato fatto è MOLTO, MA NON E’ ABBASTANZA…oggi a Mambasa è come se ci fosse una bellissimo ultimo modello di macchina, ma SENZA BENZINA!
L’Associazione A.Vo.Mì da sempre contribuisce alla realizzazione e alle iniziative della Missione di Mambasa; se volete ulteriori informazioni potete trovare uno dei nostri preziosi volontari tutti i giorni per il mese di dicembre al “PUNTO A.VO.Mì” in via Roma a Cambiago, aperto dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 18.30.
In ultimo, domenica 18 DICEMBRE Padre Silvano (il MUPE) sarà presente nella comunità di Cambiago per una giornata Missionaria. Chiunque fosse interessato ad avere maggiori dettagli sulla sua opera in Africa, o semplicemente per curiosità è caldamente invitato a partecipare…NE VALE LA PENA.
Chiara
N.D. R. CON UNA SEGRETA SPERANZA NEL CUORE (chissà quale!) PUBBLICO ANCHE LA MAIL DI CHIARA CHE HA PENSATO, SCRITTO E SPEDITO ARTICOLO E FOTO PER QUESTO BLOG (gl)
Ciao Gianluigi,
sono Chiara…una avomina di Cambiago!
Faccio parte delle tante persone che sporadicamente ha scritto sul blog, ma che molto spesso apre le pagine per sapere come vanno le cose in Africa, come sta Padre Silvano e le diverse imprese che sta portando avanti.
In passato so che spesso chiedevi alle persone di scrivere e di partecipare in maniera attiva al blog…
Siccome ho scritto un articolo in merito ad una serata che abbiamo fatto in cambiago circa due settimane fa, ho pensato di mandartelo con due immagini.
Nell’articolo pubblicizziamo un altro incontro con il Mue che ci sarà il 18 Dicembre.
Se hai tempo butta un occhio all’articolo, e se lo ritieni opportuno pubblicalo sul blog.
Un modo per farci sentire vicini J
Un abbraccio
Chiara
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Gianluigi
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martedì, dicembre 13, 2011
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Parole-chiave: A.VO.MI, Cambiago. Chiara, ospedale
domenica 27 novembre 2011
Al Kiwanis per don Enzo e per Mambasa
Venerdì 25 novembre scorso, organizzata dal Kiwanis Club di Senigallia, si è svolta una serata dedicata alla presentazione del libro dedicato a don Enzo Formiconi “Oltre il ricordo – Un prete per amico”.
Il libro, che ripercorre i tratti essenziali della sua vita e delle sue opere è stato ideato dal gruppo di amici di Senigallia di don Enzo e i fondi raccolti attraverso la vendita sono destinati al sostegno della scuola professionale di Mambasa - Congo, sapientemente guidata ormai da molti anni dal Dehoniano padre Silvano Ruaro.
La piacevole serata è stata utile per ascoltare dalla voce di chi ha curato il libro (Paolo Formiconi) e di chi ha condiviso con don Enzo, per alcuni anni, l’esperienza africana (Gianluigi Mazzufferi) alcuni tratti essenziali della sua figura. Il racconto delle esperienze dirette in terra d’Africa è stato anche accompagnato da alcuni spezzoni di filmati originali ripresi proprio nelle missioni del Congo (Nduye e Mambasa) che sono oggetto di sostegno con il ricavato della vendita del libro, che hanno reso immediatezza delle condizioni di vita in quei luoghi.
Il Kiwanis International – fondato nel 1915 a Detroit, Stati Uniti – è la federazione internazionale di 10.000 Club di Servizio, i cui soci operano per edificare una migliore società intraprendendo le opportune azioni sociale e culturali e, in pari tempo, perseguendo l’amicizia tra le persone. Il termine Kiwanis deriva dall’espressione dell’idioma indiano “Nun-Kee-Wa-Nis”, il cui significato può condensarsi in “Conoscersi meglio per lavorare insieme”. I Club Kiwanis sono presenti in più di 90 Nazioni, con oltre 350.000 membri. In Italia sono sorti 126 Club, organizzati in 13 divisioni.
“Serving the Children of the World” è la missione fondamentale del Kiwanis, a cui si ispirano tutti i service. Il Kiwanis Club di Senigallia è sorto nel 1992 e da allora opera per raggiungere le finalità dell’organizzazione, sia nello sviluppo della conoscenza e dell’amicizia tra le persone, sia nella realizzazione di numero attività di servizio alla comunità locale e internazionale. Per chi volesse approfondire può consultare il sito web www.kiwanis.it
Paolo Formiconi
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Gianluigi
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domenica, novembre 27, 2011
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Parole-chiave: Kiwanis, libro don Enzo, senigallia
sabato 26 novembre 2011
RASSEGNAZIONE O SPERANZA ?
Oggi, il via-vai attorno alla nostra casa è meno intenso del solito.
Le scuole sono deserte. Questa mattina i ragazzi dell’Istituto Bernardo Longo, assieme ai loro professori, sono rimasti a casa, per “meditare” sulle elezioni che avranno luogo dopodomani. I bambini delle elementari, invece, sono in vacanza da martedì scorso: gli edifici della loro scuola infatti sono stati scelti come sede del voto, e molti insegnanti fanno parte della commissione di voto. Purtroppo, a nessun direttore è venuto in mente di eliminare i tre giorni di vacanza che hanno concluso il primo periodo dell’anno scolastico, in previsione che solo una decina di giorni dopo ci sarebbe stata una settimana intera di vacanza, non prevista dal calendario scolastico. Ma perdere una settimana di scuola sembra non avere importanza alcuna.
Per le strade di Mambasa, in questi giorni, spesso ci si imbatte spesso in maree di folla, osannante l’uno o l’altro candidato, che aspira ad essere deputato al parlamento della capitale. Nel nostro territorio, di candidati ce ne sono ben 37: un numero sorprendentemente alto, se si tiene conto che solo due saranno eletti. Numero esagerato, che mi pare sia indice più di avidità personale e di parte, che di maturità politica. Tanti discorsi altisonanti, promesse a non finire, grida osannanti… Finite le elezioni, i due fortunati se ne andranno a Kinshasa, a godersi la vita della capitale, lasciando che la loro gente a Mambasa se la sbrogli da sola . Nessuno crede seriamente che queste elezioni cambieranno qualche cosa.
Sabato scorso ero andato visitare i cristiani di Biassa ( a 70 Km) e avevo celebrato la santa messa. Ero rientrato a Nduye prima che venisse buio, in vista della celebrazione domenicale dell’indomani. Devo essere sincero; la notte prima di mettermi in viaggio, avevo gli incubi: la strada, in questa stagione particolarmente piovosa, è ridotta ad uno stato pietoso e scoraggiante. Si va lo stesso, perché si sa che c’è della gente che ci aspetta, e che è importante per loro vedere che almeno il prete non si è dimenticato di loro.
Battesimi a Nduye
Durante la Messa, iniziata con due ore di ritardo a causa della pioggia, ho avuto la soddisfazione di battezzare nove catecumeni e dare la prima comunione a sei bambini/e. Un segno che il Signore, nella sua bontà, ci invia, per incoraggiarci a continuare a seminare: “Fate il bene, finché ne avete il tempo” e la forza, ci ricorda San Paolo.
La sera, cenando assieme alle nostre tre suore, avevo riferito loro la preoccupazione del Vescovo a loro riguardo: teme che le elezioni diano luogo a una situazione di grave insicurezza e forse anche di violenza. Meglio che le suore, in questo periodo di elezioni, siano nelle loro comunità di Bunia.
“Padre, non possiamo partire. Non possiamo lasciare i nostri cristiani, per metterci al sicuro noi. Padre Bernardo che cosa ha fatto”? E sono rimaste là, assieme ai loro fratelli e sorelle. Certamente il Signore non le dimenticherà.
p. Dino
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Gianluigi
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sabato, novembre 26, 2011
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martedì 22 novembre 2011
Ricordando padre Testa
è l'anniversario della sua scomparsa avvenuta nell'oramai lontano 1998.
Padre Sam aveva una personalità molto spiccata, gioiosa, davvero inconfondibile e tutti lo ricordano con nostalgia.
La sua vita è stata una testimonianza quanto mai significativa, anche per l'esperienza missionaria intrapresa in età matura.
nella foto (Nduye,1972) da destra:
padre Samuele Testa, don Enzo Formiconi, Valter Bonatti, sr. Giovanna, sr. Luisa 1^, sr. Luisa 2^.
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Gianluigi
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martedì, novembre 22, 2011
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Parole-chiave: p.Testa
martedì 15 novembre 2011
Non ci sono segreti
Ecco il mio programma, per...questa settimana.
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Silvano Ruaro
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martedì, novembre 15, 2011
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Parole-chiave: Cambiago, Giuseppe Prosdocimi, P.. Baudouin
giovedì 10 novembre 2011
Arrivederci, sorelle di Nduye!
Ho iniziato bene il mio 74° anno!
Oggi sono stato a Nduye a salutare le tre pioniere. Partire senza andare a vedere come stanno mi sembrava un atto di irresponsabilità e d' ingratitudine. L’incontro mi ha ripagato delle pene del viaggio. Stanotte è piovuto ininterrottamente. Parecchie persone mi sconsigliavano stamattina di mettermi in strada. Meno male che non le ho ascoltate. Sono partito con il capo falegnami, un idraulico, un imbianchino e un muratore. Siamo andati a prendere visione di eventuali lavori da completare. Le suore abitano la casa da una settimana e quindi hanno potuto rendersi conto di ciò che va cambiato o migliorato. Tutto si è svolto in un dialogo sereno e positivo. Sono felici, serene, a loro agio. Assieme abbiamo deciso di rifare il pavimento di una stanza che risaliva ai tempi di “prima della ribellione”, di sistemare la cappella, di dotare i letti di zanzariere (bella scoperta, dirà qualcuno!) e qualche altra piccola miglioria. Fra una settimana tutto sarà sistemato.
Sono giunto a Nduye alle 14,15. Le suore erano, dalle 10, in una stanza accanto alla chiesa: primo consiglio pastorale! Si comincia subito e sul serio! Mi hanno detto che i ragazzi della scuola media sono già andati a chiedere che una di loro insegni la religione, altre ragazze Walese e Pigmee hanno chiesto: "quando cominciamo il foyer?”.
Si riparte !
Ho avuto un bello scambio con loro sulla realtà di Nduye, sui problemi, sulle prospettive di lavoro. Eravamo seduti nel “salone” condividendo un po’ di riso, dei fagioli saporiti e la carne tenera di quella antilope sfortunata, ma... così squisita! Giunto il momento di separarci abbiamo pregato insieme perché questa avventura continui a lungo e faccia del bene ai nostri amici di Nduye, rimasti per troppo tempo orfani.La foto che ho fatto prima di partire testimonia il cambiamento che ha subito la casa in poco più di due settimane di intenso lavoro e la serenità delle suore.
La mia moto al ritorno sembrava avesse il pilota automatico (un angelo custode ?) Volava da sola e imboccava tutte le traiettorie giuste!
Ma… non poteva mancare la solita perla! Per prudenza questa volta avevo portato un paio di occhiali: quelli che usano i boscaioli con la motosega! ... li ho dimenticati a Nduye!Grazie a tutti coloro che mi hanno inviato gli auguri. Come ringraziamento, a loro e a voi tutti regalo la foto della nostra “star”!
A presto!
Foto: La casa dei padri, diventata la casa delle suore, oggi
- come era prima del restauro veloce!
- il... nonno!
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Silvano Ruaro
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giovedì, novembre 10, 2011
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Parole-chiave: nduye, Suore Orantes
giovedì 3 novembre 2011
ça y est...! Missione compiuta!
Non è una frase scaramantica. E’ francese corrente:”è fatto, ci siamo!” Sono tornato poco fa da Nduye. Ho l’occhio destro quasi chiuso. Un insetto che non so definire, ha lasciato il suo pungiglione proprio sopra lo zigomo. Meno male che l'occhio sinistro funziona. Sono tornato perché domani, 3 novembre, è giorno di Festa a Mambasa e soprattutto nella nostra scuola. Ricordiamo il sacrificio di Padre Bernardo Longo! Padre Dino andrà a Nduye e celebrerà la Messa in memoria di padre Longo e sarà anche là festa solenne!
Le Suore sono a Nduye!
Sono arrivate, oggi, alle 14,30 dopo un viaggio penoso, ma tutto sommato tranquillo.
Ieri, martedì 1 novembre avevo fatto con loro il viaggio da Bunia a Mambasa. Mi sembrava doveroso andare a prenderle anche per poter ringraziare il Vescovo, Mgr Dieudonné Uringi, che aveva dato il suo accordo per questa nuova missione delle Suore Servantes. Una missione fuori dagli schemi tradizionali.
Il vescovo di Wamba – da cui Nduye dipende – e il vescovo di Bunia - responsabile delle Suore Servantes - hanno accolto la nostra domanda: che le Suore vadano a restino a Nduye anche senza la presenza stabile di un sacerdote. La Madre Generale, sr. Angèle, da parte sua aveva già accettato senza la minima esitazione.
Quello che per noi sembra un fatto eccezionale, per Suor Angèle, sr Maria Luisa, Sr. Alfonsina, sr. Carola sembra un fatto ordinario, quotidiano.
Già dal primo incontro con le 3 “missionarie” ero stato colpito da questo loro atteggiamento: siamo servantes (serve - ancelle) siamo a servizio del Maestro e Signore. Andiamo dove Lui ci manda. Non chiediamo informazioni e non poniamo condizioni!
Partenza da Mambasa: una semplice preghiera davanti alla Grotta. Ci accompagnano anche la Madre Generale, sr. Angèle e la sua assistente!
Viaggio sul camion Unimog. Al km 17 sembra di traversare il Mar Rosso. Le Suore non si scompongono. Hanno fiducia in Lui e nel nostro autista Zaccaria!
Arrivano a Nduye serene, senza lasciarsi commuovere dalle grida e dai canti dei Pigmei.
Sembrano veterane del posto, come se tornassero da un viaggio e si fossero assentate solo qualche giorno.
Nessuna frase enfatica. Guardano, silenziose e assorte il panorama e la gente. Io sono più emozionato e più nervoso di loro. “Padre stia tranquillo, ce la metteremo tutta!”
Il tempo passa. Devo ritornare a Mambasa. Il cielo minaccia e si odono dei tuoni in lontananza.
Una visita alla tomba di Padre Longo. Le lascio in chiesa.
Torno alla missione per alcuni suggerimenti sui lavori in corso. Salgo sulla moto. Cerco le Suore per un ultimo saluto. Non ci sono. Scendo la collina e vedo sr. Maria Luisa, seduta, sola, davanti alla Grotta, costruita dal padre Longo, all’inizio della stra
da che sale alla Missione. Chiedo delle altre. Sono già nel villaggio per incontrare la gente!
Grazie sorelle!
Adesso posso partire e affrontare le pozzanghere, i grossi sassi, essere schiaffeggiato dalle lunghe erbe che invadono la strada e immergermi nel buio della notte.
Missione compiuta!
(post scritto la sera - tardi! - del 2 novembre!)
Foto : le tre "missionarie" con sr. Angèle e la sua assistente davanti alla tomba di p. Bernardo.
La partenza da Mambasa!
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Silvano Ruaro
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giovedì, novembre 03, 2011
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Parole-chiave: Mgr. Dieudonné Uringi, Mgr. Janvier Kataka, Sr. Angèle
martedì 1 novembre 2011
Domani è il 3 novembre 2011
Padre Bernardo Longo vennne ucciso a Mambasa il 3 novembre del 1964.
Domani 3 novembre 2011 p.Dino Ruaro celebrerà la Messa di suffragio a Nduye.
Clickando sul link che segue:
http://scaloni.it/popinga/podpress_trac/web/919/0/padre-longo-e-la-sua-opera.pdf
avrete a disposizione un volumetto, opera di Padre Silvano Ruaro.
Queste poche pagine ricordano le tappe salienti della vita del fondatore della Missione di Nduye, la difficile ripresa dopo il suo martirio, la continuazione dell'opera fino a nostri giorni.
Lo abbiamo pubblicato in occasione del centenario della nascita di p. Bernardo Longo, il 25 agosto 2007.
Il link per scaricarlo è sempre presente a pochi centimetri da queste righe, sulla destra. Non tutti lo sanno. Per questo anniversario lo riproponiamo in "prima pagina"
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Gianluigi
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martedì, novembre 01, 2011
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Parole-chiave: P. Bernardo Longo, p. Dino, P. Silvano






