Domenica, 27 aprile: Santa Cresima a Mambasa
(purtroppo questa foto non rispecchia la bellezza del gesto: donne che a ritmo di danza portano i doni in natura sulla testa!)
Provate ad ingrandirla!
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
domenica, aprile 27, 2008
0
commenti

Sabato, 26 aprile 2008!
Mgr. Janvier Kataka celebra la prima Sante Messa nella Chiesa di san Francesco a Manjombo e conferisce il sacramento della Cresima a numerosi bambini del settore.
Ci sono ancora alcune lavori da completare:
- la vetrata della croce sullo sfondo
- il soffitto
- fissare sulle pareti i quadri della via Crucis (di Enrico Sandri di Monte Magré)
- un piccolo sagrato
A presto dunque, a lavori completati!
Questa è una anticipazione: che ve ne pare?!
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
domenica, aprile 27, 2008
6
commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
domenica, aprile 27, 2008
5
commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
lunedì, aprile 21, 2008
5
commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
sabato, aprile 19, 2008
10
commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
giovedì, aprile 10, 2008
1 commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
venerdì, aprile 04, 2008
0
commenti
Parole-chiave: esami maturità, Istituto Bernardo Longo, Mandima

Scritto da
Silvano Ruaro
alle
giovedì, aprile 03, 2008
3
commenti
E’ così che ho vissuto questa domenica in Albis.
Stamattina, mentre viaggiavamo in macchina verso Nduye, la nostra sentinella Trentsìs (deformazione locale del francese Tarcisse – Tarcisio) mi diceva di un vago ricordo (a quel tempo non aveva che tre anni) di padre Bernardo, che dava loro, bambini, delle caramelle. Naturalmente padre Bernardo non si limitava a distribuire caramelle. A Nduye, durante 14 anni di lavoro infaticabile, ha costruito moltissimo: ha costruito case di abitazione per padri e suore, la chiesa, le scuole, i laboratori; ha costruito soprattutto uomini e cristiani. Di questi ne incontro moltissimi qui a Mambasa e anche quando esco per visitare i villaggi. Padre Bernardo è il grande punto di riferimento; è motivo di orgoglio per tanti che si considerano suoi figli spirituali.
Sono entrato nella chiesa di Nduye con una certa emozione: è padre Bernardo che l’ha costruita; è qui che egli celebrava la santa messa; è su questi banchi che iniziava alla fede schiere di catecumeni e di cristiani; è davanti a questo altare che passava ore in preghiera, soprattutto il mattino presto, prima di iniziare la sua giornata, intensissima di impegni e di fatiche; è di questa statua che padre Bernardo era affezionatissimo, la statua di Colei che egli amava chiamare Madre di Dio, “Mama wa Mungu”.
“Come il Padre ha mandato me, così io ho mandato voi”. Queste parole di Gesù, proclamate nel Vangelo di oggi, le ho messe spontaneamente in relazione col Padre Bernardo e la sua missione. Una missione vissuta con una grande coraggio e generosità; una missione esemplare, feconda, di cui stiamo ancora raccogliendo i frutti. E’ la stessa missione di Gesù: tramite Padre Bernardo, essa si trasmette a noi : “Questa missione – dicevo ai cristiani - è affidata anche voi, alla vostra comunità cristiana”. Una comunità, questa di Nduye, che attende di essere servita ed accompagnata un po’ meglio, per poter vivere in maniera più piena quanto il Vangelo ci propone. La comunità cristiana di Gerusalemme, stando alla lettura di oggi, poteva seguire assiduamente gli insegnamenti degli apostoli, partecipare ogni primo giorno della settimana alla Frazione del Pane...Non è così, qui a Nduye
Lo scorso anno il Vescovo di Wamba, dopo una interruzione di una ventina d’anni, ci riaffidava la cura pastorale della Parrocchia di Nduye, fondata da Padre Bernardo. Evidentemente, questa decisione esprime una missione, una attesa che chiede di essere corrisposta. Per ora la risposta della nostra comunità religiosa di Mambasa e della nostra Provincia Congolese è certamente solo parziale e non soddisfa né i cristiani, né noi e, credo, neppure il Padre Bernardo. Infatti la nostra presenza a Nduye è ancora irregolare, saltuaria.
Durante la messa ho invitato i cristiani a pregare per questa intenzione: che il Signore ci faccia capire quello che egli aspetta da noi e che ci dia l’intelligenza e la forza di realizzarlo. Padre Bernardo non può tirarsi indietro, perché è parte interessata: ci darà una mano con la sua intercessione.
Scritto da
Gianluigi
alle
lunedì, marzo 31, 2008
0
commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
giovedì, marzo 27, 2008
2
commenti
Giovedì scorso, vi avevo detto che quel giorno si era svolta una piccola cerimonia di consegna della macchina da cucire alle 4 diplomate delle Scuola di Taglio e cucito che avevano finito la formazione di 4 anni, lo scorso luglio.
Oggi vi mostro la foto.
Evidentemente il vestito che portano se lo sono ideato e cucito da sole. Potete apprezzare il gusto, l'eleganza e anche una certa civetteria: un segno della serietà della scuola e anche di una presa di coscienza della propria dignità...
Con loro la suora Lisetta che è attualmente responsabile di questa sezione.
E' questa una tradizione che abbiamo iniziato circa 9 anni fa e che abbiamo sempre rispettato: alla fine del corso, le alunne fanno un anno di stage e al termine ricevono (in dono) la macchina da cucire, le forbici, il metro...
Speriamo di poterla continuare ancora a lungo.
Ai falegnami diamo invece un kit di attrezzi di falegnameria...
I meccanici...sono i meno fortunati anche perché gli arnesi e le chiavi costerebbero un patrimonio.
In compenso, alla fine del corso, dopo la V^ Meccanica-Auto, per un mese seguono i corsi teorici e pratici di guida, per cui lasciano la scuola muniti della patente...
Piccole cose ma che aiutano i nostri ragazzi e le nostre ragazze a inserirsi nella vita e a trovare un lavoro.
Domani ci aspetta una giornata campale...Arriverà una delegazione (20 persone!) del governo e della Banca Mondiale per l'inaugurazione ufficiale del tratto di strada Beni-Niania, completamente riabilitato dalla società cinese Sinohydro!
Anche questo è...un segno di speranza!
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
martedì, marzo 25, 2008
1 commenti
Parole-chiave: Scuola di taglio, suora Lisetta
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
lunedì, marzo 24, 2008
3
commenti
Carissimi Amici,
non sono ancora fuori tempo massimo per mandarvi gli auguri di Pasqua. Vi mando naturalmente anche un saluto molto cordiale, assieme ad un ricordo presso Lui, che ci è sempre vicino come amico. In questi giorni noi, padri di Mambasa, stiamo facendo un po’ gli straordinari per Lui.
I giorni scorsi eravamo tutti quanti requisiti dai nostri cristiani per le confessioni pasquali. Abbiamo passato molte ore ad ascoltare le miserie della nostra gente e offrire loro una parola di perdono e di speranza. Molti la cercavano con cuore sincero. Io e il padre Gauthier abbiamo visitato anche i malati e i vecchi nelle loro case. Molti ti davano una sensazione di pace, ed esprimevano tanta gioia e tanta riconoscenza per la visita. Per altri appariva molto chiaramente che più che la confessione, cercavano un’occasione per sollecitare un aiuto: un triciclo per per il figlio handicappato, il tetto della casa che...fa acqua, un vestito, o semplicemente del cibo. Al sentimento di compassione, spontanea e giusta, ben sovente si mescolava anche una reazione di stizza e quasi di rabbia. Si’ di rabbia, quando, uscendo dal tugurio della vecchietta, vedevi, nel cortile della casa accanto, dei giovanotti allungati sullo sdraio, occupati faticosamente a curiosare sui passanti ed ascoltare beatamente musica. Alle nove o alle dieci del mattino. “Questi sono peccati” dicevo alla mamma che mi accompagnava. Effettivamente il problema della miseria esiste fra la nostra gene, ma la soluzione si trova anzitutto “nelle loro mani” . Difficile fargliela capire; ma è une dei nostri lavori, e non il meno importante.
Fra due ore comincero’, nella nostra chiesa di Mambasa, la celebrazione del Giovedi’ Santo. Padre Gauthier é partito stamattina per Nduye e vi rimarrà fino a Pasqua. Silvano passa proprio ora davanti alla mia porta per prendere la macchina ed andare a
Un caro saluto e Buon Pasqua.
P. Dino.
Scritto da
Gianluigi
alle
giovedì, marzo 20, 2008
1 commenti
Parole-chiave: Giovedì Santo, p. Dino, Pasqua
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
giovedì, marzo 20, 2008
1 commenti
Sono qui a Mambasa da ieri sera.
Non ci sono stati tanti convenevoli. Un'accoglienza cordiale da parte di Dino, Jean Paul et Gauthier...e un po' più tardi, dopo cena, quella delle nostre 6 suore.
Stamattina, subito al lavoro.
Due ore di scuola per ricuperare il tempo perduto.
Nel pomeriggio in Chiesa per le Confessioni.
Stiamo elaborando insieme il programma per la visita ai villaggi in occasione del Triduo Pasquale.
Mi edifica il fervore e lo zelo dei miei confratelli: nessuno si tira indietro!
Si decide e si va...Fantastico! Da notare che andiamo fino a 130 km...da Mambasa!
Spero di trovare un po' di tempo per scrivere con più calma.
Intanto un saluto a tutti...e un augurio anticipato ai GIUSEPPE!, anche se la festa liturgica è già passata...
Buona notte!
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
martedì, marzo 18, 2008
4
commenti
Sono a Beni presso le Suore Orantes...
Sono arrivato proprio poco prima dei Vespri...Un momento di pausa.
Viaggio tranquillo, a cui sono già abituato: circa 540 km di strada, di cui 460 asfaltati (quelli in territorio Ugandese).
Ma lungo tutta la strada, c'era qualcosa di nuovo oggi, bello e pieno di promesse: bambini,(tantissimi e ben vesiti), ragazzi, ragazze, uomini e donne che camminavano portando una palma. Non si vedevano le chiese, ma si potevano intuire dalla direezione della marcia dei "credenti".
Non posso nascondervi che il mio cuore era pieno di tenerezza e di speranza...
Domenica delle Palme... Comincia la Settimana Santa che si concluderà con la Pasqua di Risurrezione...
Risuonavano nelle mie orecchie le parole di Cristo risorto: "La pace sia con voi"...
C'era pace e gioia oggi sulle strade...! Che ci sia sempre!
Qusta sera è arrivato a Beni anche padre Nerio per prendere ciò chegli ho portato dall'Italia...
L'ho visto bello e abbronzato. Mi dice che la sua giornata oggi è fatta di preghiera e di lavoro nell'orto.
Ora et Labora...
Domani avremo modo di parlare più a lungo...e poi continuerò per Mambasa...
Anche a voi, pace e bene...
p. Silvano
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
domenica, marzo 16, 2008
5
commenti
Parole-chiave: Lapace sia con voi
carissimi,
qualcuno avra' pensato che sono scomparso...
Sono a Kampala da questa notte dopo un viaggo tranquillo...
Ma, durante il lungo volo in cui ho sorvolato le Alpi, il mare, il deserto e anche un po' di foresta, quanti pensieri per la testa e quanti nomi da ringraziare e altri a cui chiedere scusa...
Vi ho ricordati tutti, spero!
Vorrei scrivere a lungo, ma non lo faccio oggi perche' sto scrivendo con una tastiera inglese senza accenti...e invece dovrei proprio accentuare e sottolineare...
Domani arrivo in Congo (Beni) e lunedi' a Mambasa.
Grazie di cuore a tutti e di tutto.
MUNGU AKUBARIKI! Che Dio vi benedica.
A presto!
p. Silvano
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
sabato, marzo 15, 2008
1 commenti
Paolino Mumbere. Un ragazzotto di una ventina d’anni. Aveva bussato alla mia porta alcune settimane fa’. Chiedeva un tetto e da mangiare. I pochi stracci che aveva addosso era tutto quello che possedeva. Era scappato da Rutchuru, zona calda del Sud-Kivu, martoriata dalla guerra tra le truppe governative e i ribelli di Laurent Nkunda e altri gruppi di Mai-Mai.
La guerra gli aveva tolto ambedue i genitori, vittime dei combattimenti divenuti quotidiani. La sorella era stata strappata di casa da un gruppo di militari; da allora non aveva più avuto notizie di lei. E cosi’ Paolino si era messo in salvo, fuggendo il più lontano possibile da quel luogo diventato maledetto. Ed ora eccomelo li’, davanti; stracciato, stanco, con gli occhi senza luce.
Che fare? Andai dal signor Longo Giuseppe: “Papa’, che cosa possiamo fare per questo povero ragazzo?” Giuseppe pensa un momento. Poi: “Lo prendo in casa mia”, dice con l’aria più naturale di questo mondo. Gli do’ dieci dollari, perché gli dia da mangiare per qualche giorno, in attesa – pensavo - di trovare una sistemazione definitiva.
Incontro papa Giuseppe dopo una settimana: “Allora, come va il nostro Paolino”. “Bene, padre. Lo porto con me al campo ogni giorno e lui si é adattato bene alla nostra casa”. “Bisognera’ pero’ pensare dove sistemarlo in modo stabile”. “Padre, abbiamo deciso di tenerlo con noi. Solo, se mi puoi dare un letto, perché non ne abbiamo abbastanza”.
Da allora Paolino vive con papa’ Giuseppe Longo. Sono venuti tutti e due a trovarmi alcuni giorni fa’: tutti e due contenti e sereni.
E’ vero. Al mondo non ci sono solo ingiustizie e violenze. Fioriscono anche fratellanza e tenerezza.
Una foto appropriata l'avevo nella mia digitale, rimasta danneggiata sotto la moto, sulla strada Wamba - Niania. Grazie e ciao.
Scritto da
Gianluigi
alle
venerdì, marzo 14, 2008
0
commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
lunedì, marzo 10, 2008
3
commenti
Parole-chiave: A.VO.MI, Ca' Trenta, Cremona, Milano, Padova, Schio, senigallia
Carissimi Amici,
Già da troppe settimane la corrispondenza da Mambasa languisce; e questo senza dubbio per mancanza di iniziativa (o di coraggio) da parte mia. Per fortuna il nostro bravo Gianluigi é intervenuto da Senigallia ed ha rotto un silenzio stampa fin troppo prolungato.
Mi ha cosi’ anticipato, dandovi alcune brevi notizie riguardanti il nostro viaggio (di P. Gauthier, di Suor Gianna e mio) fatto a Wamba per partecipare all’Assemblea Diocesana. Sei giorni, zeppi di conferenze e discussioni, con alcuni orientamenti finali sul modo di lavorare nelle nostre parrocchie e di collaborare in seno alla diocesi e ai decanati. (Parola difficile, “ecclesiastica”, che non sto a spiegarvi). Il succo di tutti questi giorni di lavoro é che ci siamo impegnati a lavorare per accrescere nelle nostre comunità cristiane lo spirito di famiglia e il senso di responsabilità personale. Spirito di famiglia, o spirito di accoglienza, lo abbiamo sperimentato durante il nostro viaggio di andata quando, alle ore 18.15 abbiamo dovuto fermare le nostre moto al km 47, tra Niania e Wamba, per non essere inghiottiti dalla notte in un tratto di strada che l’indomani troveremo orribile. La mia moto non aveva fari. Eravamo in cinque persone. Al villaggio non conoscevamo nessuno. Ci indicano la casa del catechista. Siamo accolti da re: acqua da bere e per lavarci per tutti, un buon piatto di riso con un po’ di selvaggina; perfino un buon caffé ha dato sapore alla nostra cena. E poi, tutte le attenzioni e le premure suggerite da un cuore buono e da uno spirito di fede. Da ultimo, un buon letto, matrimoniale per giunta, che gli sposi hanno messo a mia disposizione, andando, loro, a dormire chissà in quale buco. Quella sera mi sono addormentato benedicendo il Signore per la squisita accoglienza, che mi ha fatto dimenticare le buche, il fango e le scivolate che avevano “condito” il nostro arrancare verso Wamba. Era il 18 febbraio.
Facciamo ora un salto di quasi venti giorni ed arriviamo al 6 marzo. Questa sera ho terminato una serie di quattro incontri formativi, il cui scopo era quello di rilanciare un po’ le nostre Comunità di Base. Sono venuti in più di 160, membri dei nuclei animatori delle 23 comunità di base, nelle quali é divisa la nostra parrocchia. Queste comunità raggruppano insieme i cristiani di un settore della città, o di una via, o di un nucleo abitato. Insieme organizzano un incontro settimanale di tutta la comunità (dai quindici ai trentacinque-quaranta adulti), una vita di preghiera comunitaria (condivisione del vangelo e di preghiera) e i diversi servizi utili per il funzionamento della comunità stessa (servizio dei poveri, pastorale delle famiglie, pastorale dei giovani, impegno per la giustizia e la pace...). Lo scopo é quello di favorire dei rapporti di conoscenza reciproca, di costituire un luogo di riflessione e di scambio, un’occasione ed uno stimolo per maggiore impegno personale per il bene della comunità, della parrocchia e anche del quartiere. Bisogna dire che per fare riunioni e per parlare, in genere la nostra gente non ha bisogno di essere spinta molto. Ma quando si tratta di impegnarsi in una azione concreta, beh, questo non é di tutti. Alcuni sono ammirevoli per impegno, altri sembrano avere i piombi ai piedi (o alle mani). Ecco due conclusioni (non le uniche) alle quali siamo giunti alla fine di questi giorni: formazione (religiosa e umana) offerta al più gran numero possibile; coerenza e continuità nelle decisioni che la comunità prende. Adesso cercheremo di passare dal dire al fare.
Avrei voluto mandarvi una foto di questo incontro; purtroppo la mia macchinetta digitale é rimasta coinvolta in una delle numerose scivolate/cadute che mi é capitato di fare durante il nostro viaggio di Wamba: in quell’occasione, le gambe mi si sono scorticate ben bene, e la macchinetta, poverina, ci ha lasciato le penne. Cerco di mandarvene un’altra, di foto, che risale all’occasione in cui il Vescovo mi presento’ alla comunità cristiana di Mambasa.
Vi saluto tutti, con simpatia e con gratitudine.
P. Dino.
Scritto da
Gianluigi
alle
giovedì, marzo 06, 2008
1 commenti
Parole-chiave: Niania, P.Dino, p.Gauthier, Suor Gianna, Wamba
Scritto da
Gianluigi
alle
domenica, marzo 02, 2008
6
commenti
Parole-chiave: Giando, intervista, P.Silvano, Schio

L'idea di scriverti ce l'avevo avuta, e avevo anche pensato che una interruzione troppo lunga toglie l'interesse dell'iniziativa. Abbastanza problematica e' stata la disponibilità di tempo. Vengo da un viaggio a Wamba, durato una una decina di giorni, per partecipare all'Assemblea Diocesana. Un viaggio un po' avventuroso per via del tratto Niania Bayenga. Ritornato a Mambasa, sono stato preso d'assalto dalla folla di gente che mi aspettava per le cose e i bisogni piu' disparati. Oggi ho avuto quattro ore di scuola e subito dopo pranzo sono andato fino ad Epulu. Penserei di dire qualche cosa del viaggio di Wamba.
Ma lasciami prima fare un articolo urgente, che Silvano mi ha chiesto, da pubblicare per i nostri confratelli della Provincia Italiana. Grazie dell'osservazione che mi hai fatto...so che viene da motivi disinteressati.
Ciao. Dino.
le due foto che vedete , la semina e gli alveari, sono state fatte da padre Dino, 18 anni fa, era il 1990, allo Scolasticato di Kisangani.
Scritto da
Gianluigi
alle
venerdì, febbraio 29, 2008
0
commenti
Parole-chiave: alveari, Kisangani, P.Dino, scolasticato, semina


Scritto da
Gianluigi
alle
mercoledì, febbraio 20, 2008
0
commenti
Parole-chiave: p. Nerio. p. Silvano, P. renzo Busana, Scuola Missionaria del Sacro Cuore
Domenica, 27 gennaio, si è concluso a Mambasa il mese di formazione dei membri delle 3 cooperative di allevamento: due cooperative di polli e una di conigli.
Evidentemente il momento più atteso era quello del pranzo.
Ma i formatori, dott. Giandomenico Drago e dott. Anna Gabriella Di Pasquale hanno voluto anche consegnare un attestato di partecipazione e di riuscita a coloro che avevano superato un piccolo esame.
Consegnando questo attestato, il dottor Giandomenico, anche a nome della dottoressa Anna ha detto: “
Vorremmo richiamare la vostra attenzione e fare assieme a voi alcune considerazioni:
1 – Cooperative. Cosa significa cooperativa?
Cooperativa, significa prima di tutto lavorare assieme per sé e per gli altri, con lealtà, impegno, costanza.
Se saprete mettere in pratica questo principio, andrete lontano, contribuirete ad elevare moralmente, socialmente ed economicamente voi stessi, le vostre famiglie, le vostre comunità.
Se invece lavorerete con il solo scopo di ricavarne un profitto, correrete il rischio di fermarvi alla prima difficoltà e di buttare in aria il lavoro non solo vostro, ma anche quello di tutti gli altri.
2 – Formazione.
Ora avete imparato come lavorare nell’allevamento dei polli e dei conigli, la preparazione del mangime, l’economia della gestione e tante altre conoscenze techniche.
D’ora in poi dovrete imparare da soli a lavorare assieme, a progettare assieme ed essere solidali fra di voi, a discutere i problemi assieme e a fare festa, come oggi, assieme.
Uniti si fa la forza e di forza ne abbiamo bisogno soprattutto quando incontriamo delle difficoltà.
Ripartiamo per l’Italia contenti di quanto abbiamo fatto assieme; abbiamo già dei progetti interessanti per il futuro.
Sta a voi ora dimostrare quanto vi impegnate e quanto valete. Quando ritorneremo, in agosto, faremo la verifica definitiva per valutare se il progetto deve continuare o se è stata una bella storia...finita.
Ora è tutto nelle vostre mani.
Non deludeteci!
Commento di padre Silvano: Grazie, Giando e Anna! Avete fatto una cosa molto bella...Anch’io ce la metterò tutta, al mio ritorno, perché questo progetto vada avanti!
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
sabato, febbraio 16, 2008
1 commenti
carissimi,
mi sento in colpa per questo lungo silenzio. Qualcuno potrebbe anche porsi delle domande inquietanti.
State tranquilli. Sono vivo e sto...bene.
Sono a Milano. Dicono che a 70 anni, la garanzia scade e quindi bisogna fare di tanto in tanto qualche controllo. Li sto facendo e ne devo fare altri...Per il momento. tutto bene. Certo è inutile illudersi: l'anagrafe, qualche malaria, qualche parassita hanno lasciato delle tracce; ma niente di catastrofico.
Prevedo il ritorno in Congo il 10 marzo. Purtroppo non potrò vedere e ringraziare tutti...
Vi terrò informati e cercherò di non perdere i contatti.
Qui in Italia ho un telefono: 3387789442...
Un saluto e a presto.
p. Silvano
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
sabato, febbraio 16, 2008
2
commenti
Un paio di giorni fa ero al supermercato. Mi sono avvicinato ai banchi della frutta per comperare delle mele e delle pere. Un grande cartello, un po' strano, spiccava tra gli altri. Vedete qui la foto.
Africa! cosa c'entra l'Africa? In basso a destra la firma dell'iniziativa: toh! non poteva essere che il CEFA. Si questa organizzazione che per me, per i miei ricordi della fine degli anni '60 equivale a Padre Angelo Cavagna. Il prete dehoniano di Bologna, il GLM di allora, l'occasione che di fatto mi ha poi portato, come volontario, a Nduye nel lontano 1971.
In cosa consiste l'iniziativa? Se acquistate una cassetta, diciamo circa tre chili di pere IGP Emilia e Romagna "30 centesimi verranno destinati al progetto CEFA Il Seme della Solidarieta". Un progetto di www.cefaonlus.it per insegnare a coltivare la terra, lavorarla, seminare e raccogliere frutti nel Sudan.
Ancora una volta quindi, dopo il mio precedente post scritto per la Pasqua del 2007, lancio un appello ai pochi o molti lettori di questo blog, a tutti gli amici e confratelli di Padre Silvano.
Diamoci da fare per trovare un oggetto, una ditta, una occasione di vita quotidiana a cui agganciare almeno uno dei tanti e buoni progetti di Mambasa e di Nduye. Quante possibilità ci passano tutti i giorni sott'occhio e magari non sappiamo coglierle!
Aiutate questa idea a crescer con una segnalazione, uno spunto, un contatto.
Da parte sua Padre Silvano ed altri dello staff cercheranno, molto presto, di mettere a posto dal punto di vista burocratico ed amministrativo le realtà missionarie che da Padre Longo ad oggi si sono sviluppate in moltissime concrete realizzazioni. Sappiamo che occorre purtroppo adempiere ad alcune formalità per costituire una ONLUS e/o una ONG. Mi sento di dire, confermi padre Silvano?, che quanto prima possibile anche questo passo sarà fatto.
Scritto da
Gianluigi
alle
sabato, febbraio 02, 2008
6
commenti
Parole-chiave: CEFA, GLM, ONG, ONLUS, Padre Angelo Cavagna, Sudan


Dal giorno della mia ordinazione sacerdotale, domenica 30 dicembre 2007, a Kinshasa, per l' imposizione delle mani di Monsignor Mbulamatari, non smetto di ringraziare il Signore per questo magnifico dono.
Ringraziamento e riconoscenza sono le parole che meglio esprimono i miei sentimenti in questi giorni.
Questo sentimento di ringraziamento era ancora più forte la domenica 20 gennaio, quando ho celebrato la mia prima Messa qui a Mambasa, il luogo dove ho vissuto l’ultimo periodo della mia formazione e della mia preparazione al sacerdozio.
Ciò che più mi ha colpito durante questa santa Messa è stata la gioia e l’accoglienza che mi hanno riservato i fedeli e gli abitanti di Mambasa.
La partecipazione era spontanea e impressionante.
La commentatrice della Messa ha riassunto in questa frase il sentimento e la gioia che si leggevano sul volto dei fedeli: “ tufurahi juu ya mtoto yetu = Rallegriamoci a causa del nostro figlio”. Questa “adozione” mi ha molto colpito: sentirsi accolto e desiderato in una comunità è un grande motivo di incoraggiamento.
E’ la conferma della promessa di Cristo: “ Chi avrà lasciato casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli, campi, a causa mia e del vangelo, riceverà il centuplo già fin d’ora...”
Questa gioia è stata sorgente di gratitudine e di stupore dato che sono a Mambasa da soli due mesi . La gioia e la partecipazione della gente erano di molto superiori alle mie aspettative.
Questa gioia è la conseguenza del ruolo che la missione svolge per loro. La missione e la Chiesa sono per loro:speranza, presenza che stimola, che rassicura, che sostiene.
L’ordinazione di un nuovo sacerdote è segno di continuità: continuerà l’opera di Dio e continueranno le opere dell’educazione della gioventù, le iniziative di sviluppo e di promozione umana, incominciate dai padri che hanno lavorato qui a Mambasa.
P. Silvano ha ricordato che un villaggio senza figli è un villaggio senza futuro. Un futuro migliore per tutto il nostro paese è il profondo desiderio degli abitanti di Mambasa e del Congo intero. Essi sperano che un giorno i loro figli possano studiare con dignità, che la gioventù abbia un avvenire sicuro, che ci sia cibo per tutti, che gli ammalati trovino un ospedale dove saranno trattati con rispetto e amore, che possano avere una casa decente...
La comunità cristiana di Mambasa intravede questa speranza nell’azione dei padri che qui lavorano...Infatti se in altri paesi è lo Stato che dona speranza, che rassicura e che garantisce la dignità della persona, questo purtroppo non è il nostro caso. Lo Stato ha talmente deluso la gente che più nessuno si rivolge a lui per cambiare la situazione, per alleviare la miseria, per costruire una scuola o per scavar un pozzo. La gente guarda verso la Chiesa.
E’ questo il mio programma: far nascere e crescere la speranza nel popolo di Dio.
Io credo che la missione del Signore era quella di ridare speranza. Quando pensiamo al numero di ammalati e di marginalizzati a cui ha ridato la speranza e la gioia di vivere, allora capiamo le sue parole: “ Io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.
Alla fine della Messa ho domandato ai cristiani e ai miei confratelli di sostenermi con le loro preghiere e con i loro consigli affinché con il mio ministero possa essere artefice di gioia e di speranza, gioia e speranza che i cristini di Mambasa hanno abbondantemente manifestato oggi.
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
mercoledì, gennaio 30, 2008
3
commenti
Parole-chiave: Monsignor Mbulamatari, p. Gauthier
Stasera sul Tg 2 delle 20.30 abbiamo visto un servizio sul lavoro del missionario dehoniano Padre Aldo Marchesini, medico, che lavora in Mozambico.
Chi volesse rivedere il servizio di Enzo Romeo può collegarsi a questo link:
http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/list_content_tg.srv?id=1986#
Scritto da
Gianluigi
alle
domenica, gennaio 27, 2008
0
commenti
Parole-chiave: Mozambico, P. Aldo Marchesini
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
venerdì, gennaio 25, 2008
2
commenti

Qui sopra vedete riprodotta la prima pagina del sito
http://www.children-care.org/
C'è poco da dire e molto da fare.
Visitatelo e, se possibile aiutateci a rendere il nostro blog bello ed utile come le pagine web di Padre Antonio Panteghini.
Le iniziative in rete si moltiplicano anche per quanto riguarda il mondo missionario.
Restare indietro significa purtroppo "perdere il treno".
Scritto da
Gianluigi
alle
martedì, gennaio 15, 2008
1 commenti
Parole-chiave: Cameroun P. Panteghini, children-care, ONG
Ci siamo lasciati la settimana scorsa con la notizia della ripresa delle scuole. Per illustrare questo avvenimento avevo scelto una foto di Giovanni Diffidenti. Semplice, umana,vera.
Senza zainetti pesanti sulle spalle...ma molta simpatia, gioia, solidarietà. Un sacchettino con dentro un quaderno e una biro,...e soprattutto il pallone. Alcuni senza nulla...Cosa impareranno?
Dopo questa immagine volevo mandarvi quella dei nostri ragazzi che vengono, ogni mattina all'Istituto Bernardo Longo... Ma probabilmente sarebbe un doppione che avete già visto...
Vi voglio parlare invece di un altro avvenimento della settimana. Come è tradizione ormai (ma potrà durare a lungo?) questa settimana ho consegnato ai finalisti falegnami dell'anno scolastico 2006-2007 un kit di arnesi che li potrà aiutare a cominciare un piccolo laboratorio a casa loro. Hanno terminato i 4 anni di scuola il mese di luglio 2007. Poi hanno fatto 6 mesi di stage in una falegnameria di Beni... Adesso sono pronti a volare con le loro ali. Hanno ricevuto gli strumenti indispensabili: pialla, sega, trapano, punte, vite per fare il banco di lavoro, raspe, lime, cacciaviti, martello, tenaglie, scalpelli, metro... Vi posso assicurare che hanno mostrato tanta riconoscenza e tanta gioia... Anche questo è...un seme.
Questi ragazzi (7...ma al momento della consegna 2 erano a casa ammalati), grazie alla scuola hanno un mestiere che li aiuterà a guadagnare onestamente e dignitosamente la propria vita e ad essere utili alla comunità, là dove si troveranno... Alcuni arnesi li avevo ricevuti da ...amici, altri li ho dovuti comperare...
Ci sono altri gesti di questo genere che si stiamo preparando...ma ve ne parlerò un'altra volta. Questa sera mi fermo qui: spero di riprendere in maniera più regolare il dialogo... Come sapete sto uscendo da una brutta malaria...e questa lascia il segno, soprattutto a una certa età.
Un saluto a tutti...soprattutto a coloro che si fanno vivi con un commento o con un gesto di generosità. A tutti, grazie!
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
domenica, gennaio 13, 2008
3
commenti
Parole-chiave: falegmami, kit di arnesi, malaria

Scritto da
Silvano Ruaro
alle
martedì, gennaio 08, 2008
2
commenti
Parole-chiave: Giovanni Diffidenti, Kinhasa, p.Gauthier, scuole
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
martedì, gennaio 01, 2008
2
commenti
Scritto da
Silvano Ruaro
alle
martedì, gennaio 01, 2008
0
commenti