domenica 27 aprile 2008

Domenica, 27 aprile: Santa Cresima a Mambasa


foto 1: Mgr. Janvier Kataka, vescovo di Wamba, conferisce il Sacramento della Cresima a 280 giovani e adulti!


foto 2: canto della Pace


foto 3: processione offertoriale!
(purtroppo questa foto non rispecchia la bellezza del gesto: donne che a ritmo di danza portano i doni in natura sulla testa!)
Provate ad ingrandirla!

FLASH: Prima S. Messa nella chiesa di san Francesco a MNJOMBO!


Sabato, 26 aprile 2008!
Mgr. Janvier Kataka celebra la prima Sante Messa nella Chiesa di san Francesco a Manjombo e conferisce il sacramento della Cresima a numerosi bambini del settore.

Ci sono ancora alcune lavori da completare:
- la vetrata della croce sullo sfondo
- il soffitto
- fissare sulle pareti i quadri della via Crucis (di Enrico Sandri di Monte Magré)
- un piccolo sagrato

A presto dunque, a lavori completati!
Questa è una anticipazione: che ve ne pare?!

"Ivi è perfetta letizia"...(3) ritorno a casa...



carissimi,


prima di tutto un grazie a coloro che si sono fatti vivi con un commento...Ho visto con piacere nomi nuovi e la perseveranza dei...veterani! Grazie. Sono sempre in attesa di vedere altri nomi, da Milano, da Cambiago, dalla Svizzera, da Gorgonzola, da Schio, dalla Tunisia...

Riprendo il racconto.
Sarò breve anche perché il ritorno - dopo il guado ! - è stato abbastanza sereno e perché in questa settimana ci sono altri fatti di cronaca da segnalare.
Giunto sulla sponda congolese mi sono dovuto presentare alle autorità doganali per dissipare i sospetti e le voci che avessi fatto entrare -di frodo - una macchina nuova in Congo.
Tutti mi guardavano come fossi un marziano...ed sembravano particolarmente incuriositi e increduli per la mia età: non credevano che al volante della macchina che aveva traversato la Lubiriha ci fosse un settantenne.
Constatato che la macchina era in regola e regolarmente immatricolata e assicurata in Congo ci hanno lasciato partire.
Ho ricuperato i miei ospiti: Irene, Lucas e David che avevano passato il fiume su una passerella, e, leggeri, leggeri ci siamo lanciati sulla pista polverosa e sassosa che porta a Beni.
Lanciati per modo di dire! Se non vogliamo distruggere la macchina e...i passeggeri ci dobbiamo limitare ai 30 o 40 km all'ora.
Ma siamo sulla strada di casa e ci sono dei panorami stupendi.
La fortuna ci ha sorriso: un bel tramonto e la vista del Ruwenzori (5119 m s.l.d.m) che ci ha lasciato intravedere - cosa rara - la cima: il Picco Margherita!
Ci siamo fermati più volte per contemplare il paesaggio. Non avevamo fretta.
Le Suore Orantes di Beni ci avevano fatto sapere che ci aspettavano con una cena abbondante e calorosa. Anche questo contribuiva a dare al nostro viaggio un tono di allegra scampagnata e a toglierci ogni preoccupazione.

Arriviamo a Beni verso le 19. Troviamo padre Nerio, venuto a salutare gli ospiti e, come previsto, la cena già pronta: pollo, patate fritte, verdura e...avocado a volontà!
Rivediamo insieme i momenti forti della giornata. Ma non c'è più ansia, paura...
C'è un allegro e vivace scambio di impressioni, di sentimenti: domina la gioia, la soddisfazione di essere arrivati e di aver superato felicemente tutti gli ostacoli.
Ci sentiamo veramente liberati dalle paura della vigilia e sono svaniti anche gli incubi del passaggio della frontiera!
Sembriamo addirittura anche un po' spavaldi.


Giovedì 17 aprile.

Dopo aver fatto alcune compere ci mettiamo in viaggio per Mambasa.
In macchina perdura il clima della serata precedente. I nostri ospiti sono particolarmente interessati alla bellezza e grandiosità della foresta, allo scorrere placido e maestoso del fiume Ituri e incuriositi anche dal come 70-80 persone tirano fuori da un buco profondo un camion che si è impantanato e che ci impedisce di avanzare. Ci fermiamo: sarà una sosta di oltre due ore!
Per noi sarebbe una tragedia: per i nostri amici africani, abituati a questi incidenti, è quasi un gioco o uno spettacolo!
Nessuna animosità contro il governo che trascura le strade, ma discussioni a non finire sulla strategia da adottere; il tutto in un clima di grida, di risate e di estrema lentezza. Finalmente tutti , o quasi - i furbi non mancano mai! - sono aggrappati a una grossa corda e a un segnale convenuto si tira.
Qualcuno è poco convinto, ma visto che il camion si muove si riprende con più coraggio ed energia. Il camion esce e possiamo passare.
Ci fermiamo un momento a Mayuano ad ammirare la scuola e verso le 18,30 arriviamo a Mambasa.
Il sole sta tramontando!
Ci sono alcune nuvole...
ma sono straordinariamente colorate, leggere, luminose!

lunedì 21 aprile 2008

"Ivi è perfetta letizia..." (2) - il "guado"...


Solo un segno di vita perché proprio non ho trovato il tempo per scrivere a lungo...come volevo!
Ieri, tutta la giornata a Nduye con Irene, Lucas e Davide.Mi sono inginocchiato, anche per voi, sulla tomba di padre Longo e ho pensato ai tanti amici di ieri (1971) e di oggi...

Oggi, giornata campale! Con una squadra di falegnami, muratori, pittori abbiamo dato l'assalto alla chiesa di san Francesco a Manjombo: vogliamo che venerdì sera sia pronta per l'inaugurazione.
Sabato infatti, Mgr. Janvier Kataka la benedirà, celebrerà la santa Messa e conferirà il sacramento della Cresima a un folto gruppo di ragazzi...
Ma...ci siamo accorti oggi che il colore non è sufficiente e allora " chi non ha testa...ha gambe!
Domattina presto vado a Beni (142 km X 2 ) a prendere il necessario. Sarò di ritorno domani sera.
Spero continuare il racconto mercoledì.
Intanto godetevi il bel paesaggio!?
E' il momento del "guado".
Seduto al posto di guida, non visto, ho preso questa foto...
Non vi nascondo che mi sentivo tanto solo e insicuro! Per questo mi è venuto spontaneo il ricorso a Lui!
Mi è andata bene!

Grazie, Signore!

sabato 19 aprile 2008

"Ivi è perfetta letizia..."


Carissimi,

ho pensato spesso a queste parole di san Francesco in questi giorni. Non era assente il rimando a Giobbe, ma il ricordo di Francesco ha avuto la meglio. Mi è sembrato un accostamento più pacifico, più cristiano, che ci invita a mantenere la speranza, la serenità anche nelle situazioni più imbarazzanti e apparentemente senza uscita.

In breve...

Sono partito da Mambasa l'11 aprile per andare a Kampala ad accogliere tre ingegneri dell'associazione ISF (Ingegneri senza frontiera) di Milano: Irene, Lucas e Davide. Il loro scopo è di aiutare gli abitanti di Mambasa a risolvere il problema dell'acqua.
Il viaggio di andata è stata una piccola avventura, non priva di rischi. Come al solito avevamo preso un autista ugandese, dato che in Uganda le macchine viaggiano sulla corsia di sinistra.

Purtroppo questa volta la scelta è stata molto infelice.
Più volte abbiamo corso dei seri pericoli...fino al punto di chiedere all'autista di fermarsi e di cedere a noi il volante. Arrivati a Kampala abbiamo fatto appello a un taxita nostro amico, il quale è venuto a "scortarci" fina a destinazione.
I tre "amici" sono arrivati domenica mattina.
Il lunedì 14 aprile abbiamo cominciato le compere:materiale per la scuola, le pompe a mano per i pozzi, pezzi di ricambio...
Circolare a Kampala è come giocare alla roulette russa: ad ogni istante rischi di fare un incidente, o di investire dei motociclisti kamikaze...Per fortuna avevamo un bravo autista, gentile, disponibile, paziente.
Oltre al traffico caotico, c'è la difficoltà della lingua: spiegarsi in kiswahili ( lo conoscono pochi e male) o in inglese esige concentrazione, sforzo. E c'è questa ansia che ti perseguita: fare in fretta, fare tutto, non perdere tempo.

Giunge finalmente la sera. Si vorrebbe lasciare alla spalle la fatica della giornata, il pensiero del domani (restano ancora tante cose da fare!). Dal Congo ci arriva una notizia che ci paralizza: è crollato il ponte che collega il Congo con l'Uganda! Siamo bloccati!
Un camion che trasportava un container con circa 70 tonnellate di legname ha sfondato il ponte!
Il martedi - dopo una notte di incubi - riprendiamo il nostro girovagare per la città, ma senza entusiasmo, con la paura di correre inutilmente. In più si aggiunge una panne della pompa della nostra Land Cruiser in piena città.
Lasciamo perdere la lista delle cose che dovevamo ancora comperare, assillati dal pensiero: "come passeremo dall'altra parte con quello che già abbiamo comperato?".

Inoltre non avevamo ancora trovato un autista per il ritorno. Quello dell'andata lo avevamo "ringraziato" e liquidato.
Prendo la decisione di guidare io stesso la Land Cuiser nel ritorno. Noleggiamo il taxi dell'amico che ci accompagna nei nostri giri a Kampala. Lui mi precederà, portando Irene, Lucas e David..e io seguirò docilmente.

La notte fra il martedì e il mercoledì non è stata certamente fra le più calme e riposanti della mia vita: guidare per 460 km sulla corsia di sinistra su una strada che consente anche i 100 km all'ora e frequentata da grosse autocirsterne, non si improvvisa. Mi sembrava di essere un incosciente...e mi svegliavo spesso di soprassalto. Ma ormai era troppo tardi.
Alle 5,50, preceduti dalla Toyota Corolla di Hadji, il nostro taxista, ci mettiamo in strada...
Forse un Angelo custode guidava la mio posto...Dopo i primi kilometri mi sembrava di aver sempre guidat0 sulla sinistra...
Andavamo così bene che ci siamo permessi il lusso di fermarci a Fort Portal per una piccola colazione.Alle 12,30 eravamo alla frontiera.
Subito ci viene detto che non possiamo passare: infatti sul ponte era effettivamente impossibile.
Era crollato. Chiediamo il permesso di andare con la nostra macchina fino alla sponda del fiume Lubiriha - che serve da confine fra l'Uganda e il Congo- per poter consegnare quanto avevamo portato con noi ai "nostri uomini" che ci aspettavano con il camion sulla sponda congolese...

Poi cominciano le trattative per passare. Sapevamo che c'era, a valle, una specie di guado dove passano spesso le macchine che entrano di frodo in Congo...Dopo trattative interminabili con le autorità e la polizia ugandese e congolese, tutte iniziate con un diniego perentorio, si arriva a un accordo dietro una "mancia" in dollari o scellini.
Finalmente sembra che la strada sia aperta...Abbiamo il permesso "bipartisan"!
Scendo per un pendio ripido e mi presento davanti a questo corso d'acqua...Mi fermo un momento per una piccola preghiera silenziosa. Innesto la marcia, metto la trazione sulle quattro ruote e sto per entrare in acqua. Di corsa arrivano due individui in civile, estraggono una pistola e mi dicono che non posso passare. Li rassicuro che non passerò contro la loro volontà. Resto calmo e sicuro che anche questo ultimo ostacolo sarà risolto con una breve discussione con i miei uomini - io sono sempre rimasto estraneo a queste trattative - . La discussione è molto breve.
I 30.000 scellini che ricevono i due "bravi" rende possibile e sicuro il passaggio. Prima di ricevere questi "maledetti soldi" dicevano che era pericoloso passare, che rischiavo di essere travolto dalle acque e si dicevano preoccupati per la mia vita. La mancia ha risolto tutte le difficoltà. Non si sono neppure fermati per vedere se riuscivo a passare; intascati i soldi si sono volatizzati a bordo della moto con cui erano arrivati .
Il guado è stato senza problemi. La gente, bambini soprattutto, hanno assistito al passaggio in silenzio, per scoppiare poi in un urlo di gioia quando sono risalito sulla sponda del Congo!


(continuerò presto...)

Domani -20 aprile - vado a Nduye con Irene Lucas e Davide. Vi ricorderò sulla tomba di padre Longo...Il resto ve lo racconterò al mio ritorno, domani o più probabilmente lunedì...Ciao e grazie a chi vorrà farsi...vivo.

giovedì 10 aprile 2008

Nuvole...sulla scuola


"Bomba, bomba, mabé!"!

Non è una formula di stregoneria: significa solo: "non è bene nascondere". Se ne dubitate chiedetelo a qualcuno che conosce il lingala (una delle quattro lingue franche del Congo).
Sono teso, preoccupato...triste, e questa sera - fuori piove! - ho deciso di dirvi tutto!

Ci sono nuvole sopra di noi e soprattutto in questo periodo dell'anno, gli uragani sono frequenti e disastrosi. Ne abbiamo avuti due in pochi giorni. Qui alla missione hanno spezzato degli alberi, ma nel villaggio alcune case sono state scoperchiate...
Ma non voglio parlarvi di questa meteorologia...
Si profila all'orizzonte uno sciopero degli insegnanti. Da anni, il governo promette un aumento del salario per questa categoria.
Il mese di settembre, dopo le promesse del Presidente che invitava al "sacrificio", ma che assicurava anche una rapida soluzione del problema, gli insegnanti, dopo alcune settimane di sciopero, a malincuore avevano ripreso il lavoro.
Tutti i direttori e i presidi nel frattempo avevano raccolto i dati, i diplomi, i documenti per mettere in regola tutti i loro insegnanti e professori. Quanti formulari, certificati, foto delle scuole abbiamo dovuto fare anche noi.
E ogni volta, secondo le autorità di controllo, mancava qualche cosa...
Finalmente sembrava che tutto fosse in ordine!
Il 21 gennaio, il ministro dell'Insegnamento, che ho incontrato a Bunia ci aveva assicurato che entro breve la situazione si sarebbe normalizzata,e che tutti i professori sarebbero stati pagati secondo i nuovi "barème" (tariffe salariali).
I professori pensavano che presto sarebbe finita la sofferenza e...l'umiliazione.
Infatti alcuni, anche laureati,insegnavano già da oltre dieci anni senza mai essere
riconosciuti e pagati dallo Stato, accontentandosi di un piccolo aiuto, (20-30 dollari) frutto della contribuzione dei genitori e della generosità di qualche Istituto religioso.
Dove questo non c'era o non interveniva, il salario (o, elemosina) poteva a mala pena raggiungere i 10 dollari.
Col passare del tempo però cominciava a serpeggiare un certo nervosismo: "perché i salari non arrivano, perché questo silenzio?"
Il mese di febbraio scorre lentamente: nessun segno di vita, nessun comunicato.
Si spera per marzo: niente. Per gli insegnanti anche la Pasqua ha avuto un gusto amaro.
Primi giorni di aprile: l'incredulità, lo stupore, l'indignazione.
Si stenta a credere tanto la notizia sembra assurda. Ma ci si deve arrendere:
"I dossier degli insegnanti e di conseguenza anche la loro paga non sono più di competenza del Ministero dell'Istruzione, ma sono di competenza del Ministero della Funzione Pubblica e questo ha ridotto gli effettivi e diminuito ancora il loro salario".
Il lavoro di censimento e di controllo fatto dal Ministero dell'Istruzione e dal suo servizio (SECOPE: Servizio Controllo Personale) non è preso in considerazione...
Gli insegnanti e i professori aspettano. Se non ci saranno fatti concreti, da lunedì prossimo, 14 aprile inizieranno lo sciopero...
Qui all'Istituto Bernardo Longo ci sono 50 professori; molti sono sposati, hanno figli.
Cosa fare? E soprattutto: cosa è meglio? Vi assicuro, li sto aiutando, ma fino a quando
e in che misura? e gli altri???
Non vi nascondo che a volte sono tentato di chiudermi in stanza...per non incontrarli e leggere nei loro occhi questa domanda: "cosa dobbiamo fare"?



venerdì 4 aprile 2008

Germi di speranza...

4 aprile 2008!

Per i nostri alunni finalisti è il giorno della verità!
Oggi in tutto il Congo sono iniziati gli Esami di Stato di Maturità.
Preciso: è iniziata la prima parte degli esami.
In questi giorni gli studenti faranno il tema, l'esame orale di Francese e un compito sulla loro materia specifica.
I nostri studenti dello Scientifico, per esempio, dovranno fare un compito di matematica e di disegno scientifico.
La seconda parte (o il secondo tempo)...si giocherà in luglio!

Germi di speranza ...perché?
Quando sono giunto a Mambasa nell'ottobre del 1989, qui non vi era neppure una scuola media.
La più vicina era a 7 km presso la missione protestante di Mandima.
Oggi 114 studenti erano presenti per questo importante rendez-vous! (vedi foto)
Di questi, 35 sono nostri alunni: 26 ragazzi e 9 ragazze.
Superati gli Esami di Stato potranno iscriversi all'Università.
Non è illusione pensare che alcuni saranno medici, altri ingegneri, altri ancora agronomi o veterinari...
Forse nessuno sarà prete o suora...
Ma il loro passaggio all'Istituto Bernardo Longo darà un'impronta alla loro vita.

Sono pervaso da un sentimenti di gioia, ma anche da un certo timore, vista la grande responsabilità legata a questo nostro compito...
Ma al disopra di tutto c'è un senso di stupore e di riconoscenza. CHI ha reso possibile tutto questo?
La risposta è già presente nella mia mente e nel mio cuore: devo solo precisarla; e dopo aver rivolto al PADRE un "grazie!" sincero e commosso, sfoglierò l'album dei ricordi. Rivedrò le tante persone che con il loro aiuto, con la loro presenza hanno reso possibile questo giorno.
E penserò soprattutto a coloro che hanno creduto in quest'opera e, che ci hanno sostenuti nei momenti difficili. Grazie!
Certo, la strada è ancora lunga...
Oggi è un giorno di gioia, di una certa fierezza anche...Dovrei fermarmi qui e gustare questo momento...
Ma, scusatemi, non riesco a soffocare questa domanda che mi perseguita:

"Chi aiuterà questi ragazzi e queste ragazze a proseguire gli studi all'Università?"

Evidentemente la risposta verrà...da voi!

Grazie!



giovedì 3 aprile 2008

Mbio, Mbio...



...è già passata una settimana!

Le parole che vedete come titolo di questo messaggio, significano, "presto, presto" o "in fretta".

Non per nulla mi sono venute spontanee al momento di mettermi davanti al computer per un breve rendiconto.

Siamo ancora in vacanza scolastica. Riprendiamo le scuole lunedì prossimo 7 aprile.

Doveva essere un momento di pausa, di sosta dopo gli impegni "pastorali" che ci hanno portato lontano fino ai villaggi più remoti.

Succede il contrario: siamo continuamente in movimento; la riapertura delle scuola ci obbligherà a restare un po' di più qui a Mambasa dato che siamo tutti impegnati nell'insegnamento di qualche materia.

Continuiamo a visitare i villaggi, quelli più piccoli, e io approfitto delle vacanze per andare a rendermi conto della situazione delle scuole. Non mi soffermo per non essere assalito da incubi e per non trasmetterveli.

Lunedì sono ritornato a Badengaido - abbiamo in progetto la costruzione di una scuola elementare - sulla strada che porta a Niania e a Kisangani e ieri sono andato sulla strada di Nduye fino al limite del notro "territorio" a 135 km.

Sulla strada di Kisangani si può viaggiare a 80-90 all'ora, ma sulla strada di Nduye, purtroppo la velocità è molto più ridotta e le previsioni sono molto "nere". Un organismo internazionale ha cercato di chiudere i buchi...ma basteranno alcune pioggie e il passaggio di qualche camion per riportare la strada alla situazione precedente (vedi blog del 5 agosto 2007).

Continuiamo e speriamo.

Si addensano nubi sul proseguimento delle attività scolastiche in seguito al voltafaccia del governo sul problema dei salari dei professori. Tutti ci aspettavamo un aumento consistente, ci troviamo invece davanti a dei salari diminuiti del 50% e il numero dei professori pagati è inferiore a quello precedente.

I professori rifiutano questa "elemosina".

I prezzi nel frattempo aumentano dato che sono calcolati in dollari e questi, come sapete perdono ogni giorno di valore.
Un esempio: in gennaio un sacco di cemento costava 16 $ oggi si paga 22$.
Non mancano segni di tensione.

Lunedì scorso, a Bunia un veicolo dei soldati dell'Onu ha investito due giovani in bicicletta (che è diventata un taxi!). Reazione: saccheggio della sede, saccheggio di macchine.
Sembra, per fortuna che la situazione stia ritornando normale.

Domani gli studenti finalisti, che faranno gli Esami di Maturità in luglio, anticipano alcuni esami: il tema e alcune materie specifiche della sezione (matematica per gli studenti dello Scientifico, Pedagogia e Psicologia per quelli delle Magistrali).
Il nostro Istituto Bernardo Longo è sede di Esami...Ci sono 118 studenti: 35 della nostra scuola e gli altri venuti da altri istituti.

Termino con una nota di speranza.
Di ritorno da Dingbo, nel mio viaggio di ieri mi sono fermato un po' a Nduye...Era il tramonto.
Dalla casa ho preso questa foto...
Anche padre Longo si fermava spesso a guardare il tramonto dall'alto della collina...
Mi sono fermato anch'io un'ora.
Ho dialogato con lui e gli ho chiesto che non sia un tramonto,
ma un'AURORA...










lunedì 31 marzo 2008

IN COMUNIONE CON PADRE BERNARDO


E’ così che ho vissuto questa domenica in Albis.

Stamattina, mentre viaggiavamo in macchina verso Nduye, la nostra sentinella Trentsìs (deformazione locale del francese Tarcisse – Tarcisio) mi diceva di un vago ricordo (a quel tempo non aveva che tre anni) di padre Bernardo, che dava loro, bambini, delle caramelle. Naturalmente padre Bernardo non si limitava a distribuire caramelle. A Nduye, durante 14 anni di lavoro infaticabile, ha costruito moltissimo: ha costruito case di abitazione per padri e suore, la chiesa, le scuole, i laboratori; ha costruito soprattutto uomini e cristiani. Di questi ne incontro moltissimi qui a Mambasa e anche quando esco per visitare i villaggi. Padre Bernardo è il grande punto di riferimento; è motivo di orgoglio per tanti che si considerano suoi figli spirituali.

Sono entrato nella chiesa di Nduye con una certa emozione: è padre Bernardo che l’ha costruita; è qui che egli celebrava la santa messa; è su questi banchi che iniziava alla fede schiere di catecumeni e di cristiani; è davanti a questo altare che passava ore in preghiera, soprattutto il mattino presto, prima di iniziare la sua giornata, intensissima di impegni e di fatiche; è di questa statua che padre Bernardo era affezionatissimo, la statua di Colei che egli amava chiamare Madre di Dio, “Mama wa Mungu”.

“Come il Padre ha mandato me, così io ho mandato voi”. Queste parole di Gesù, proclamate nel Vangelo di oggi, le ho messe spontaneamente in relazione col Padre Bernardo e la sua missione. Una missione vissuta con una grande coraggio e generosità; una missione esemplare, feconda, di cui stiamo ancora raccogliendo i frutti. E’ la stessa missione di Gesù: tramite Padre Bernardo, essa si trasmette a noi : “Questa missione – dicevo ai cristiani - è affidata anche voi, alla vostra comunità cristiana”. Una comunità, questa di Nduye, che attende di essere servita ed accompagnata un po’ meglio, per poter vivere in maniera più piena quanto il Vangelo ci propone. La comunità cristiana di Gerusalemme, stando alla lettura di oggi, poteva seguire assiduamente gli insegnamenti degli apostoli, partecipare ogni primo giorno della settimana alla Frazione del Pane...Non è così, qui a Nduye

Lo scorso anno il Vescovo di Wamba, dopo una interruzione di una ventina d’anni, ci riaffidava la cura pastorale della Parrocchia di Nduye, fondata da Padre Bernardo. Evidentemente, questa decisione esprime una missione, una attesa che chiede di essere corrisposta. Per ora la risposta della nostra comunità religiosa di Mambasa e della nostra Provincia Congolese è certamente solo parziale e non soddisfa né i cristiani, né noi e, credo, neppure il Padre Bernardo. Infatti la nostra presenza a Nduye è ancora irregolare, saltuaria.

Durante la messa ho invitato i cristiani a pregare per questa intenzione: che il Signore ci faccia capire quello che egli aspetta da noi e che ci dia l’intelligenza e la forza di realizzarlo. Padre Bernardo non può tirarsi indietro, perché è parte interessata: ci darà una mano con la sua intercessione.

Padre Dino.

giovedì 27 marzo 2008

A Giando e Anna


Carissimi,

penserete senz'altro che questo mio messaggio è un a risposta alla provocazione di Giando...
invece non ha nulla a che vedere.

E' nato così come le belle cose, spontaneamente.
Ho letto il messaggio proprio prima di mettermi a scrivere il mio e dopo la bella telefonata che ho avuto con lui e Anna.
Da alcuni giorni, infatti, era prevista una mia visita alle cooperative.

Finalmente, questa mattina, dopo la partenza della delegazione ufficiale (venuta per l'inaugurazione della strada) che si è diretta verso Niania, sono partito con Ester et Dominique per questa visita ...anche per prendere un po' di aria.

E' stata una passeggiata di gioia e di speranza nonostante il tempo grigio, la pioggia.

I soci (sono quasi tutte socie!) stanno lavorando bene e si vedono i risultati.

I pollai e la conigliera sono tenuti bene, puliti, con la segatura fresca e abbondante.

Le galline e i conigli non mancano di cibo e acqua.

Alla cooperativa AVOBE ho ricevuto 15 bellissime uova. Ho insistito perché le mettessero nella incubatrice. Hanno rifiutato categoricamente.
Ho dovuto accettare e portarmele a casa. Non vi nascondo che ho avuto un attimo, breve ma intenso, di commozione...

Evidentemente Ester e Dominique salutano Giando e Anna, ma anche tante persone e i tantissimi bambini che abitano vicino alle cooperative.

Vi mando anche il saluto mio... delle galline e conigli!

Grazie e sempre avanti...

Ben vengano anche i maiali.

Ciao

martedì 25 marzo 2008

Un passo indietro

Giovedì scorso, vi avevo detto che quel giorno si era svolta una piccola cerimonia di consegna della macchina da cucire alle 4 diplomate delle Scuola di Taglio e cucito che avevano finito la formazione di 4 anni, lo scorso luglio.
Oggi vi mostro la foto.
Evidentemente il vestito che portano se lo sono ideato e cucito da sole. Potete apprezzare il gusto, l'eleganza e anche una certa civetteria: un segno della serietà della scuola e anche di una presa di coscienza della propria dignità...
Con loro la suora Lisetta che è attualmente responsabile di questa sezione.

E' questa una tradizione che abbiamo iniziato circa 9 anni fa e che abbiamo sempre rispettato: alla fine del corso, le alunne fanno un anno di stage e al termine ricevono (in dono) la macchina da cucire, le forbici, il metro...
Speriamo di poterla continuare ancora a lungo.
Ai falegnami diamo invece un kit di attrezzi di falegnameria...
I meccanici...sono i meno fortunati anche perché gli arnesi e le chiavi costerebbero un patrimonio.
In compenso, alla fine del corso, dopo la V^ Meccanica-Auto, per un mese seguono i corsi teorici e pratici di guida, per cui lasciano la scuola muniti della patente...
Piccole cose ma che aiutano i nostri ragazzi e le nostre ragazze a inserirsi nella vita e a trovare un lavoro.

Domani ci aspetta una giornata campale...Arriverà una delegazione (20 persone!) del governo e della Banca Mondiale per l'inaugurazione ufficiale del tratto di strada Beni-Niania, completamente riabilitato dalla società cinese Sinohydro!

Anche questo è...un segno di speranza!

lunedì 24 marzo 2008

PASQUA di Risurrezione!


E' passata direte voi...

Sì, sabato notte abbiamo celebrato la memoria di questo grande avvenimento.


Ma ora e per sempre saremo nella Pasqua: Cristo è risorto e non muore più...


Non so a cosa pensino i nostri amici cinesi di Sinohydro (la compagnia che ripara la strada fra Beni e Niania), ma sta di fatto che quando vogliono venire alla missione cattolica dicono al loro autista:"Alleluja, alleluja!"

Siamo contenti se diamo questa testimonianza di gioia...


Da ieri sera siamo tutti a casa e ci raccontiamo le nostre avventure come gli Apostoli al ritorno dai loro primi viaggi di apostolato.

Pensavamo di riposarci un po' oggi, invece abbiamo avuto la visita di un Vescovo Anglicano che ci ha invitati ad assistere alla Messa della cresima dei suoi fedeli, e subito dopo abbiamo avuto la visita di 4 preti di Mangina. Visita che aspettavamo e alla quale ci siamo preparati con un banchetto a base di agnello...che mangeremo questa sera.

Il nostro padre Jean Paul ha assicurato che sa prepararlo bene...Staremo a vedere.
Per ogni evenienza...abbiamo qualche scatola di sardine. Ma penso non ci sarà bisogno di aprirle.
Non avremo di sicuro il Prosecco, ci basterà la Primus...e saremo contenti.


Ringraziamo tutti coloro che ci hanno inviato gli auguri...

Riprenderemo in questi giorni il nostro colloquio...

Un grazie a tutti e ancora e sempre un sincero augurio. "Buona Pasqua"



giovedì 20 marzo 2008

Giovedi Santo: scrive P. Dino

Carissimi Amici,

non sono ancora fuori tempo massimo per mandarvi gli auguri di Pasqua. Vi mando naturalmente anche un saluto molto cordiale, assieme ad un ricordo presso Lui, che ci è sempre vicino come amico. In questi giorni noi, padri di Mambasa, stiamo facendo un po’ gli straordinari per Lui.
I giorni scorsi eravamo tutti quanti requisiti dai nostri cristiani per le confessioni pasquali. Abbiamo passato molte ore ad ascoltare le miserie della nostra gente e offrire loro una parola di perdono e di speranza. Molti la cercavano con cuore sincero. Io e il padre Gauthier abbiamo visitato anche i malati e i vecchi nelle loro case. Molti ti davano una sensazione di pace, ed esprimevano tanta gioia e tanta riconoscenza per la visita. Per altri appariva molto chiaramente che più che la confessione, cercavano un’occasione per sollecitare un aiuto: un triciclo per per il figlio handicappato, il tetto della casa che...fa acqua, un vestito, o semplicemente del cibo. Al sentimento di compassione, spontanea e giusta, ben sovente si mescolava anche una reazione di stizza e quasi di rabbia. Si’ di rabbia, quando, uscendo dal tugurio della vecchietta, vedevi, nel cortile della casa accanto, dei giovanotti allungati sullo sdraio, occupati faticosamente a curiosare sui passanti ed ascoltare beatamente musica. Alle nove o alle dieci del mattino. “Questi sono peccati” dicevo alla mamma che mi accompagnava. Effettivamente il problema della miseria esiste fra la nostra gene, ma la soluzione si trova anzitutto “nelle loro mani” . Difficile fargliela capire; ma è une dei nostri lavori, e non il meno importante.

Fra due ore comincero’, nella nostra chiesa di Mambasa, la celebrazione del Giovedi’ Santo. Padre Gauthier é partito stamattina per Nduye e vi rimarrà fino a Pasqua. Silvano passa proprio ora davanti alla mia porta per prendere la macchina ed andare a 25 km. Anche Padre Gianpaolo sarà in una comunità cristiana per la celebrazione. Per noi cristiani è una festa importante: riceviamo dal Signore il dono dell’Eucarestia e del Sacerdozio: oggi è quindi la festa di noi, preti. Vi saremo grati se farete una piccola preghiera anche per noi e per la...nostra conversione.

Un caro saluto e Buon Pasqua.

P. Dino.

Giovedì Santo...


Quando penso che giovedì scorso ero a Milano non mi sembra vero. E' così lontano quel mondo anche se i ricordi sono vicini, dentro di me. Forse perché il tempo vola e in pochi istanti ci porta lontano.

Sono le 20,30...Sono appena tornato da un villaggio (Bandisolo) distante 25 km da Mambasa.

Ho celebrato la Messa del Giovedì Santo per un centinaio di persone.

Ho trovato una sorpresa: il catechista aveva preparato 12 uomini (i dodici apostoli) per la cerimonia della lavanda dei piedi in ricordo di quanto aveva fatto Gesù quella sera.

Quando li ho visti davanti a me non ho potuto impedirmi un sorriso: 5 erano Pigmei.

Seri, coscienti del loro ruolo. In cuor mio ho ringraziato il catechista!

Evidentemente non avevano né scarpe ne ciabatte...Posso dire di aver ben lavato quei piedi: cercavo di farlo come lo avrebbe fatto LUI, con delicatezza e con rispetto.

Ne valeva la pena. Alla fine della cerimonia l'acqua era...marrone!

Questa sera non faccio che pensare a loro.


Avevo già pronto un altro soggetto: la consegna delle macchine da cucire alle 4 ragazze finaliste della Scuola di Taglio e Cucito che nel luglio del 2007 avevano avuto il diploma. Oggi hanno fatto festa e hanno ricevuto una Singer (cinese!) che le aiuterà a iniziare il lavoro nella loro casa...

Ma ve ne parlerò un'altra volta...


Volevo invece condividere con voi la gioia che mi ha dato un caro amico mandandomi i suoi auguri: ho appena letto il suo mnessaggio e ve lo trasmetto...E' un invito a condividere le cose belle che ci unscono...

Ero alla ricerca di una immagine della lavanda dei piedi...

Credo che quella che vedete in alto ci aiuti tutti e che sia bene intonata alla festa di oggi. Gesù infatti ci ha detto, alla sera del Giovedì Santo:"Vi do un comandamento nuovo: amatevi come io vi ho amati. Non c'è amore più grande di quello di colui che da la vita per i suoi amici."

Grazie Daniele...

E Buona Pasqua

A presto

martedì 18 marzo 2008

Da Mambasa...

Sono qui a Mambasa da ieri sera.
Non ci sono stati tanti convenevoli. Un'accoglienza cordiale da parte di Dino, Jean Paul et Gauthier...e un po' più tardi, dopo cena, quella delle nostre 6 suore.
Stamattina, subito al lavoro.
Due ore di scuola per ricuperare il tempo perduto.
Nel pomeriggio in Chiesa per le Confessioni.
Stiamo elaborando insieme il programma per la visita ai villaggi in occasione del Triduo Pasquale.
Mi edifica il fervore e lo zelo dei miei confratelli: nessuno si tira indietro!
Si decide e si va...Fantastico! Da notare che andiamo fino a 130 km...da Mambasa!

Spero di trovare un po' di tempo per scrivere con più calma.
Intanto un saluto a tutti...e un augurio anticipato ai GIUSEPPE!, anche se la festa liturgica è già passata...
Buona notte!

domenica 16 marzo 2008

A Beni...

Sono a Beni presso le Suore Orantes...
Sono arrivato proprio poco prima dei Vespri...Un momento di pausa.
Viaggio tranquillo, a cui sono già abituato: circa 540 km di strada, di cui 460 asfaltati (quelli in territorio Ugandese).

Ma lungo tutta la strada, c'era qualcosa di nuovo oggi, bello e pieno di promesse: bambini,(tantissimi e ben vesiti), ragazzi, ragazze, uomini e donne che camminavano portando una palma. Non si vedevano le chiese, ma si potevano intuire dalla direezione della marcia dei "credenti".
Non posso nascondervi che il mio cuore era pieno di tenerezza e di speranza...
Domenica delle Palme... Comincia la Settimana Santa che si concluderà con la Pasqua di Risurrezione...
Risuonavano nelle mie orecchie le parole di Cristo risorto: "La pace sia con voi"...
C'era pace e gioia oggi sulle strade...! Che ci sia sempre!

Qusta sera è arrivato a Beni anche padre Nerio per prendere ciò chegli ho portato dall'Italia...
L'ho visto bello e abbronzato. Mi dice che la sua giornata oggi è fatta di preghiera e di lavoro nell'orto.
Ora et Labora...
Domani avremo modo di parlare più a lungo...e poi continuerò per Mambasa...

Anche a voi, pace e bene...

p. Silvano

sabato 15 marzo 2008

Sono a Kampala

carissimi,
qualcuno avra' pensato che sono scomparso...
Sono a Kampala da questa notte dopo un viaggo tranquillo...
Ma, durante il lungo volo in cui ho sorvolato le Alpi, il mare, il deserto e anche un po' di foresta, quanti pensieri per la testa e quanti nomi da ringraziare e altri a cui chiedere scusa...

Vi ho ricordati tutti, spero!

Vorrei scrivere a lungo, ma non lo faccio oggi perche' sto scrivendo con una tastiera inglese senza accenti...e invece dovrei proprio accentuare e sottolineare...
Domani arrivo in Congo (Beni) e lunedi' a Mambasa.
Grazie di cuore a tutti e di tutto.
MUNGU AKUBARIKI! Che Dio vi benedica.
A presto!

p. Silvano

venerdì 14 marzo 2008

Si chiama Paolino

Paolino Mumbere. Un ragazzotto di una ventina d’anni. Aveva bussato alla mia porta alcune settimane fa’. Chiedeva un tetto e da mangiare. I pochi stracci che aveva addosso era tutto quello che possedeva. Era scappato da Rutchuru, zona calda del Sud-Kivu, martoriata dalla guerra tra le truppe governative e i ribelli di Laurent Nkunda e altri gruppi di Mai-Mai.

La guerra gli aveva tolto ambedue i genitori, vittime dei combattimenti divenuti quotidiani. La sorella era stata strappata di casa da un gruppo di militari; da allora non aveva più avuto notizie di lei. E cosi’ Paolino si era messo in salvo, fuggendo il più lontano possibile da quel luogo diventato maledetto. Ed ora eccomelo li’, davanti; stracciato, stanco, con gli occhi senza luce.

Che fare? Andai dal signor Longo Giuseppe: “Papa’, che cosa possiamo fare per questo povero ragazzo?” Giuseppe pensa un momento. Poi: “Lo prendo in casa mia”, dice con l’aria più naturale di questo mondo. Gli do’ dieci dollari, perché gli dia da mangiare per qualche giorno, in attesa – pensavo - di trovare una sistemazione definitiva.

Incontro papa Giuseppe dopo una settimana: “Allora, come va il nostro Paolino”. “Bene, padre. Lo porto con me al campo ogni giorno e lui si é adattato bene alla nostra casa”. “Bisognera’ pero’ pensare dove sistemarlo in modo stabile”. “Padre, abbiamo deciso di tenerlo con noi. Solo, se mi puoi dare un letto, perché non ne abbiamo abbastanza”.

Da allora Paolino vive con papa’ Giuseppe Longo. Sono venuti tutti e due a trovarmi alcuni giorni fa’: tutti e due contenti e sereni.

E’ vero. Al mondo non ci sono solo ingiustizie e violenze. Fioriscono anche fratellanza e tenerezza.

P. Dino.

Una foto appropriata l'avevo nella mia digitale, rimasta danneggiata sotto la moto, sulla strada Wamba - Niania. Grazie e ciao.

lunedì 10 marzo 2008

E' vicina...la PASQUA

Carissimi,
chiedervi scusa è il minimo che posso fare...Ho trascurato il blog e non solo quello. Sono pronto a fare la penitenza.
Ma credo veramente di avere delle scusanti: non so se in queste settimane le mie giornate potevano essere più piene.
Inoltre, nei giorni passati a Schio, non mi era facile l'accesso a Internet...
Ora sono di nuovo basato a Milano e lo sarò fino alla partenza per il Congo.
Partenza che doveva avvenire oggi, ma in seguito agli avvenimenti del Kenya, con la conseguente diminuzione di passeggeri per Nairobi, il volo del lunedì è stato annullato.
Partirò da Malpensa il 14 marzo, alle 6,30.
Approfitto di questa occasione per ringraziare!
Lo faccio con tutto il cuore.
Saluto e ringrazio i miei familiari ai quali avrei voluto dare più attenzione, più tempo e più affetto. Spero avranno capito e scusato i miei limiti, le mie dimenticanze e anche le mie preoccupazioni. Ma vorrei dire loro, senza la minima esitazione, che li amo tanto, che sono orgoglioso di loro e che anche questa volta il distacco da loro è stato doloroso.
Continuerò a portarli tutti nel mio cuore e nelle mie preghiere.
Saluto gli amici di Schio (e dintorni), di Senigallia, di Padova, di Milano, di Cremona... Ringrazio Giandomenico, Giuseppe...e tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita della riunione del
1 marzo!
Ringrazio il Gruppo Missionario di Ca'Trenta e tutti quelli che operano per dare speranza ai nostri amici di Mambasa: ho visto che siete in tanti e questo mi ha commosso e stimolato.
Vengo da una bellissima esperienza a Cambiago:
Sabato sera, 8 marzo: condivisione sulle realtà di Mambasa e di una missione in Etiopia dove lavora una suora di Cambiago.
Domenica, 9 marzo. Momenti intensi di preghiera nella celebrazione della santa Messa alla quale ha partecipato moltissima gente. Grazie per questo clima, per i canti, per la cura e la bellezza della Liturgia.
Grazie don Gianni!, grazie a voi tutti amici di A.VO.MI...e grazie anche ai tanti ragazzi e ragazze che conservano nel cuore un' antica amicizia nata nel 1965!
Grazie anche a tutti quelli che hanno voluto aiutarci, con il loro dono, nel nostro lavoro di evangelizzazione e di promozione umana...
Ho i vostri nomi nella mia memoria e il vostro volto davanti ai miei occhi. Vi dico ancora:"grazie e che Dio vi benedica".
Conserverò a lungo questo bellissimo ricordo...
A presto!

giovedì 6 marzo 2008

Padre Dino: gli ultimi 15 giorni

Carissimi Amici,

Già da troppe settimane la corrispondenza da Mambasa languisce; e questo senza dubbio per mancanza di iniziativa (o di coraggio) da parte mia. Per fortuna il nostro bravo Gianluigi é intervenuto da Senigallia ed ha rotto un silenzio stampa fin troppo prolungato.

Mi ha cosi’ anticipato, dandovi alcune brevi notizie riguardanti il nostro viaggio (di P. Gauthier, di Suor Gianna e mio) fatto a Wamba per partecipare all’Assemblea Diocesana. Sei giorni, zeppi di conferenze e discussioni, con alcuni orientamenti finali sul modo di lavorare nelle nostre parrocchie e di collaborare in seno alla diocesi e ai decanati. (Parola difficile, “ecclesiastica”, che non sto a spiegarvi). Il succo di tutti questi giorni di lavoro é che ci siamo impegnati a lavorare per accrescere nelle nostre comunità cristiane lo spirito di famiglia e il senso di responsabilità personale. Spirito di famiglia, o spirito di accoglienza, lo abbiamo sperimentato durante il nostro viaggio di andata quando, alle ore 18.15 abbiamo dovuto fermare le nostre moto al km 47, tra Niania e Wamba, per non essere inghiottiti dalla notte in un tratto di strada che l’indomani troveremo orribile. La mia moto non aveva fari. Eravamo in cinque persone. Al villaggio non conoscevamo nessuno. Ci indicano la casa del catechista. Siamo accolti da re: acqua da bere e per lavarci per tutti, un buon piatto di riso con un po’ di selvaggina; perfino un buon caffé ha dato sapore alla nostra cena. E poi, tutte le attenzioni e le premure suggerite da un cuore buono e da uno spirito di fede. Da ultimo, un buon letto, matrimoniale per giunta, che gli sposi hanno messo a mia disposizione, andando, loro, a dormire chissà in quale buco. Quella sera mi sono addormentato benedicendo il Signore per la squisita accoglienza, che mi ha fatto dimenticare le buche, il fango e le scivolate che avevano “condito” il nostro arrancare verso Wamba. Era il 18 febbraio.

Facciamo ora un salto di quasi venti giorni ed arriviamo al 6 marzo. Questa sera ho terminato una serie di quattro incontri formativi, il cui scopo era quello di rilanciare un po’ le nostre Comunità di Base. Sono venuti in più di 160, membri dei nuclei animatori delle 23 comunità di base, nelle quali é divisa la nostra parrocchia. Queste comunità raggruppano insieme i cristiani di un settore della città, o di una via, o di un nucleo abitato. Insieme organizzano un incontro settimanale di tutta la comunità (dai quindici ai trentacinque-quaranta adulti), una vita di preghiera comunitaria (condivisione del vangelo e di preghiera) e i diversi servizi utili per il funzionamento della comunità stessa (servizio dei poveri, pastorale delle famiglie, pastorale dei giovani, impegno per la giustizia e la pace...). Lo scopo é quello di favorire dei rapporti di conoscenza reciproca, di costituire un luogo di riflessione e di scambio, un’occasione ed uno stimolo per maggiore impegno personale per il bene della comunità, della parrocchia e anche del quartiere. Bisogna dire che per fare riunioni e per parlare, in genere la nostra gente non ha bisogno di essere spinta molto. Ma quando si tratta di impegnarsi in una azione concreta, beh, questo non é di tutti. Alcuni sono ammirevoli per impegno, altri sembrano avere i piombi ai piedi (o alle mani). Ecco due conclusioni (non le uniche) alle quali siamo giunti alla fine di questi giorni: formazione (religiosa e umana) offerta al più gran numero possibile; coerenza e continuità nelle decisioni che la comunità prende. Adesso cercheremo di passare dal dire al fare.

Avrei voluto mandarvi una foto di questo incontro; purtroppo la mia macchinetta digitale é rimasta coinvolta in una delle numerose scivolate/cadute che mi é capitato di fare durante il nostro viaggio di Wamba: in quell’occasione, le gambe mi si sono scorticate ben bene, e la macchinetta, poverina, ci ha lasciato le penne. Cerco di mandarvene un’altra, di foto, che risale all’occasione in cui il Vescovo mi presento’ alla comunità cristiana di Mambasa.

Vi saluto tutti, con simpatia e con gratitudine.
P. Dino.

domenica 2 marzo 2008

Ascolta la voce di Padre Silvano


Ieri sera siamo stati con padre Silvano. Eravamo a Schio, sua terra natale, e ci siamo trovati per fargli festa con un bel gruppo d'amici.
Accoglienza di prim'ordine da Giando, che ha bissato - in versione invernale -l'incontro della scorsa estate di cui abbiamo scritto qui sul blog.
A P. Silvano abbiamo chiesto di mandare un messaggio via blog, di dire qualche parola a tutti gli amici che non potevano esserci, in particolare ai molti che lo seguono via Internet.

Di seguito potete ascoltare (è la prima volta che facciamo l'esperimento!) la registrazione della sua voce. Per sentire basta clikkare su questo link avendo il computer con la scheda audio e le casse (o la cuffietta).
Come sempre sono molto graditi tutti i commenti. Fatevi sotto!

venerdì 29 febbraio 2008

Padre Dino ci scrive

Quanto si legge qui sotto è la mail di Padre Dino. L''ho ricevuta ieri sera in risposta ad una mia che chiedeva notizie, notizie non solo per me, ma per tutti gli amici che frequentano il blog.
Visto che qui, sulle pagine che volano nella grande rete di Internet, è il nostro luogo d'aggregazione, il nostro momento d'incontro ho pensato di condividerle con tutti. Affinché tutti sappiano com'è la vita in Congo e quali sono gli impegni di P.Dino.
Padre Silvano è ancora per pochi giorni è qui in Italia per motivi di salute - auguri! - e molti amici mi auguro che avranno avuto notizie in diretta. Altri, io stesso lo vedrò domani sera. Chi è in giro per il mondo apra qui e s'aggiorni.
Grazie a tutti e grazie Padre Dino. GL

L'idea di scriverti ce l'avevo avuta, e avevo anche pensato che una interruzione troppo lunga toglie l'interesse dell'iniziativa. Abbastanza problematica e' stata la disponibilità di tempo. Vengo da un viaggio a Wamba, durato una una decina di giorni, per partecipare all'Assemblea Diocesana. Un viaggio un po' avventuroso per via del tratto Niania Bayenga. Ritornato a Mambasa, sono stato preso d'assalto dalla folla di gente che mi aspettava per le cose e i bisogni piu' disparati. Oggi ho avuto quattro ore di scuola e subito dopo pranzo sono andato fino ad Epulu. Penserei di dire qualche cosa del viaggio di Wamba.

Ma lasciami prima fare un articolo urgente, che Silvano mi ha chiesto, da pubblicare per i nostri confratelli della Provincia Italiana. Grazie dell'osservazione che mi hai fatto...so che viene da motivi disinteressati.

Ciao. Dino.

le due foto che vedete , la semina e gli alveari, sono state fatte da padre Dino, 18 anni fa, era il 1990, allo Scolasticato di Kisangani.
Recuperate ora, per la bisogna un po' fortunosamente.

mercoledì 20 febbraio 2008

a due passi da noi

Mentre Padre Silvano sta facendo "il tagliando" abbiamo pensato di dare un'occhiata alle esperienze di chi, come noi, usa questo strumento per comunicare .

A due passi di distanza dalla nostra missione, anche se qui in Africa le distanze non si possono valutare con il metro che abitualmente impieghiamo, c'è un giovane missionario, P. Renzo Busana, che nemmeno conosciamo. Però di lui possiamo leggere dal blog le sue testimonianze e vedere anche le immagini della gente e della missione.
Questo è il link per raggiungerlo e quindi per leggere quanto pubblica.


Attraverso i link di questo blog abbiamo aperto una pagina che riguarda le esperienze missionarie di altri confratelli dehoniani.
E' questo il link per chi fosse interessato ad approfondire.

Mi permetto una considerazione del tutto ovvia per chi frequenta la rete, ma che speriamo, prima o poi, sia condivisibile dai più. Con tanti esempi pratici cominciate a credere che le tecnologie informatiche ed Internet stanno diventando essenziali anche per le esperienze missionarie?!

sabato 16 febbraio 2008

un passo indietro: Domenica 27 gennaio...Consegna DIPLOMI

Domenica, 27 gennaio, si è concluso a Mambasa il mese di formazione dei membri delle 3 cooperative di allevamento: due cooperative di polli e una di conigli.

Evidentemente il momento più atteso era quello del pranzo.

Ma i formatori, dott. Giandomenico Drago e dott. Anna Gabriella Di Pasquale hanno voluto anche consegnare un attestato di partecipazione e di riuscita a coloro che avevano superato un piccolo esame.

Consegnando questo attestato, il dottor Giandomenico, anche a nome della dottoressa Anna ha detto: “

Vorremmo richiamare la vostra attenzione e fare assieme a voi alcune considerazioni:

1 – Cooperative. Cosa significa cooperativa?

Cooperativa, significa prima di tutto lavorare assieme per sé e per gli altri, con lealtà, impegno, costanza.

Se saprete mettere in pratica questo principio, andrete lontano, contribuirete ad elevare moralmente, socialmente ed economicamente voi stessi, le vostre famiglie, le vostre comunità.

Se invece lavorerete con il solo scopo di ricavarne un profitto, correrete il rischio di fermarvi alla prima difficoltà e di buttare in aria il lavoro non solo vostro, ma anche quello di tutti gli altri.

2 – Formazione.

Ora avete imparato come lavorare nell’allevamento dei polli e dei conigli, la preparazione del mangime, l’economia della gestione e tante altre conoscenze techniche.

D’ora in poi dovrete imparare da soli a lavorare assieme, a progettare assieme ed essere solidali fra di voi, a discutere i problemi assieme e a fare festa, come oggi, assieme.

Uniti si fa la forza e di forza ne abbiamo bisogno soprattutto quando incontriamo delle difficoltà.

Ripartiamo per l’Italia contenti di quanto abbiamo fatto assieme; abbiamo già dei progetti interessanti per il futuro.

Sta a voi ora dimostrare quanto vi impegnate e quanto valete. Quando ritorneremo, in agosto, faremo la verifica definitiva per valutare se il progetto deve continuare o se è stata una bella storia...finita.

Ora è tutto nelle vostre mani.

Non deludeteci!

Commento di padre Silvano: Grazie, Giando e Anna! Avete fatto una cosa molto bella...Anch’io ce la metterò tutta, al mio ritorno, perché questo progetto vada avanti!

ULTIME NOTIZIE...

carissimi,
mi sento in colpa per questo lungo silenzio. Qualcuno potrebbe anche porsi delle domande inquietanti.
State tranquilli. Sono vivo e sto...bene.
Sono a Milano. Dicono che a 70 anni, la garanzia scade e quindi bisogna fare di tanto in tanto qualche controllo. Li sto facendo e ne devo fare altri...Per il momento. tutto bene. Certo è inutile illudersi: l'anagrafe, qualche malaria, qualche parassita hanno lasciato delle tracce; ma niente di catastrofico.
Prevedo il ritorno in Congo il 10 marzo. Purtroppo non potrò vedere e ringraziare tutti...
Vi terrò informati e cercherò di non perdere i contatti.
Qui in Italia ho un telefono: 3387789442...
Un saluto e a presto.
p. Silvano

sabato 2 febbraio 2008

Come aiutare l'Africa ... al supermercato!

Un paio di giorni fa ero al supermercato. Mi sono avvicinato ai banchi della frutta per comperare delle mele e delle pere. Un grande cartello, un po' strano, spiccava tra gli altri. Vedete qui la foto.


Africa! cosa c'entra l'Africa? In basso a destra la firma dell'iniziativa: toh! non poteva essere che il CEFA. Si questa organizzazione che per me, per i miei ricordi della fine degli anni '60 equivale a Padre Angelo Cavagna. Il prete dehoniano di Bologna, il GLM di allora, l'occasione che di fatto mi ha poi portato, come volontario, a Nduye nel lontano 1971.

In cosa consiste l'iniziativa? Se acquistate una cassetta, diciamo circa tre chili di pere IGP Emilia e Romagna "30 centesimi verranno destinati al progetto CEFA Il Seme della Solidarieta". Un progetto di www.cefaonlus.it per insegnare a coltivare la terra, lavorarla, seminare e raccogliere frutti nel Sudan.

Ancora una volta quindi, dopo il mio precedente post scritto per la Pasqua del 2007, lancio un appello ai pochi o molti lettori di questo blog, a tutti gli amici e confratelli di Padre Silvano.
Diamoci da fare per trovare un oggetto, una ditta, una occasione di vita quotidiana a cui agganciare almeno uno dei tanti e buoni progetti di Mambasa e di Nduye. Quante possibilità ci passano tutti i giorni sott'occhio e magari non sappiamo coglierle!
Aiutate questa idea a crescer con una segnalazione, uno spunto, un contatto.
Da parte sua Padre Silvano ed altri dello staff cercheranno, molto presto, di mettere a posto dal punto di vista burocratico ed amministrativo le realtà missionarie che da Padre Longo ad oggi si sono sviluppate in moltissime concrete realizzazioni. Sappiamo che occorre purtroppo adempiere ad alcune formalità per costituire una ONLUS e/o una ONG. Mi sento di dire, confermi padre Silvano?, che quanto prima possibile anche questo passo sarà fatto.

mercoledì 30 gennaio 2008

Gioia e Festa a Mambasa, (p. Gauthier)



Dal giorno della mia ordinazione sacerdotale, domenica 30 dicembre 2007, a Kinshasa, per l' imposizione delle mani di Monsignor Mbulamatari, non smetto di ringraziare il Signore per questo magnifico dono.
Ringraziamento e riconoscenza sono le parole che meglio esprimono i miei sentimenti in questi giorni.

Questo sentimento di ringraziamento era ancora più forte la domenica 20 gennaio, quando ho celebrato la mia prima Messa qui a Mambasa, il luogo dove ho vissuto l’ultimo periodo della mia formazione e della mia preparazione al sacerdozio.

Ciò che più mi ha colpito durante questa santa Messa è stata la gioia e l’accoglienza che mi hanno riservato i fedeli e gli abitanti di Mambasa.
La partecipazione era spontanea e impressionante.
La commentatrice della Messa ha riassunto in questa frase il sentimento e la gioia che si leggevano sul volto dei fedeli: “ tufurahi juu ya mtoto yetu = Rallegriamoci a causa del nostro figlio”. Questa “adozione” mi ha molto colpito: sentirsi accolto e desiderato in una comunità è un grande motivo di incoraggiamento.
E’ la conferma della promessa di Cristo: “ Chi avrà lasciato casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli, campi, a causa mia e del vangelo, riceverà il centuplo già fin d’ora...”

Questa gioia è stata sorgente di gratitudine e di stupore dato che sono a Mambasa da soli due mesi . La gioia e la partecipazione della gente erano di molto superiori alle mie aspettative.
Questa gioia è la conseguenza del ruolo che la missione svolge per loro. La missione e la Chiesa sono per loro:speranza, presenza che stimola, che rassicura, che sostiene.

L’ordinazione di un nuovo sacerdote è segno di continuità: continuerà l’opera di Dio e continueranno le opere dell’educazione della gioventù, le iniziative di sviluppo e di promozione umana, incominciate dai padri che hanno lavorato qui a Mambasa.

P. Silvano ha ricordato che un villaggio senza figli è un villaggio senza futuro. Un futuro migliore per tutto il nostro paese è il profondo desiderio degli abitanti di Mambasa e del Congo intero. Essi sperano che un giorno i loro figli possano studiare con dignità, che la gioventù abbia un avvenire sicuro, che ci sia cibo per tutti, che gli ammalati trovino un ospedale dove saranno trattati con rispetto e amore, che possano avere una casa decente...
La comunità cristiana di Mambasa intravede questa speranza nell’azione dei padri che qui lavorano...Infatti se in altri paesi è lo Stato che dona speranza, che rassicura e che garantisce la dignità della persona, questo purtroppo non è il nostro caso. Lo Stato ha talmente deluso la gente che più nessuno si rivolge a lui per cambiare la situazione, per alleviare la miseria, per costruire una scuola o per scavar un pozzo. La gente guarda verso la Chiesa.

E’ questo il mio programma: far nascere e crescere la speranza nel popolo di Dio.

Io credo che la missione del Signore era quella di ridare speranza. Quando pensiamo al numero di ammalati e di marginalizzati a cui ha ridato la speranza e la gioia di vivere, allora capiamo le sue parole: “ Io sono venuto affinché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”.

Alla fine della Messa ho domandato ai cristiani e ai miei confratelli di sostenermi con le loro preghiere e con i loro consigli affinché con il mio ministero possa essere artefice di gioia e di speranza, gioia e speranza che i cristini di Mambasa hanno abbondantemente manifestato oggi.

domenica 27 gennaio 2008

Il TG 2 delle 20.30

Stasera sul Tg 2 delle 20.30 abbiamo visto un servizio sul lavoro del missionario dehoniano Padre Aldo Marchesini, medico, che lavora in Mozambico.

Chi volesse rivedere il servizio di Enzo Romeo può collegarsi a questo link:
http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/list_content_tg.srv?id=1986#

venerdì 25 gennaio 2008

Prima Messa di Padre Gauthier


Domenica 20 gennaio la nostra parrocchia di Mambasa ha avuto la gioia di partecipare alla prima Messa di padre Gauthier. Per i lettori del blog non è uno sconosciuto...e spero lo sarà sempre meno. Mi ha promesso che scriverà anche lui qualche impressione di quella giornata.

Per parte mia...ho un po' di amaro in bocca. Domenica mattina, verso le 8, quando ci preparavamo alla concelebrazione di questa Prima Messa, ho ricevuto una telefonata dal Provveditore degli studi di Bunia che mi invitava ad essere in quella città nel pomeriggio perchè il Ministro della Pubblica Istruzione voleva vedermi il lunedì mattina.

Vi assicuro che durante la santa Messa ero abbastanza distratto e mi domandavo se veramente dovevo andare a quell'incontro, visto che persiste in me uno stato di stanchezza e sapendo che questa partenza improvvisa avrebbe un po' guastato la festa...

La Messa è stata molto partecipata: almeno 1500 cristiani hanno pregato e cantato con noi...Era uno spettacolo grandioso, solenne...e pieno di speranza.

Padre Gauthier ha presentato il suo programma: annunciare il Cristo. Lo ha fatto in maniera semplice, con tanto buon umore e senza complessi anche se non possiede ancora bene la lingua swahili.

Per me è stata una festa...a metà. Avevamo pensato a un pranzo un po' speciale con le suore ed alcuni collaboratori...Invece , assieme a padre Dino, che si era proposto di accompagnarmi almeno fino al ponte(crollato) sull'Ituri abbiamo mangiato qualche cosa in fretta e poi siamo partiti...

Comunque l'essenziale è questo ed è meraviglioso: abbiamo fra noi un giovane sacerdote, dinamico, serio, pieno di entusiasmo (contenuto! -buon segno) per l'apostolato fra i giovani e nella scuola...

Lo affido anche alle vostre preghiere...

Dell'incontro con il Ministro vi parlerò un'altra volta...spero presto.

Ciao...


martedì 15 gennaio 2008

Dehoniani in Camerun




















Qui sopra vedete riprodotta la prima pagina del sito
http://www.children-care.org/

C'è poco da dire e molto da fare.

Visitatelo e, se possibile aiutateci a rendere il nostro blog bello ed utile come le pagine web di Padre Antonio Panteghini.

Le iniziative in rete si moltiplicano anche per quanto riguarda il mondo missionario.
Restare indietro significa purtroppo "perdere il treno".

domenica 13 gennaio 2008

Una tradizione

Ci siamo lasciati la settimana scorsa con la notizia della ripresa delle scuole. Per illustrare questo avvenimento avevo scelto una foto di Giovanni Diffidenti. Semplice, umana,vera.

Senza zainetti pesanti sulle spalle...ma molta simpatia, gioia, solidarietà. Un sacchettino con dentro un quaderno e una biro,...e soprattutto il pallone. Alcuni senza nulla...Cosa impareranno?

Dopo questa immagine volevo mandarvi quella dei nostri ragazzi che vengono, ogni mattina all'Istituto Bernardo Longo... Ma probabilmente sarebbe un doppione che avete già visto...

Vi voglio parlare invece di un altro avvenimento della settimana. Come è tradizione ormai (ma potrà durare a lungo?) questa settimana ho consegnato ai finalisti falegnami dell'anno scolastico 2006-2007 un kit di arnesi che li potrà aiutare a cominciare un piccolo laboratorio a casa loro. Hanno terminato i 4 anni di scuola il mese di luglio 2007. Poi hanno fatto 6 mesi di stage in una falegnameria di Beni... Adesso sono pronti a volare con le loro ali. Hanno ricevuto gli strumenti indispensabili: pialla, sega, trapano, punte, vite per fare il banco di lavoro, raspe, lime, cacciaviti, martello, tenaglie, scalpelli, metro... Vi posso assicurare che hanno mostrato tanta riconoscenza e tanta gioia... Anche questo è...un seme.

Questi ragazzi (7...ma al momento della consegna 2 erano a casa ammalati), grazie alla scuola hanno un mestiere che li aiuterà a guadagnare onestamente e dignitosamente la propria vita e ad essere utili alla comunità, là dove si troveranno... Alcuni arnesi li avevo ricevuti da ...amici, altri li ho dovuti comperare...

Ci sono altri gesti di questo genere che si stiamo preparando...ma ve ne parlerò un'altra volta. Questa sera mi fermo qui: spero di riprendere in maniera più regolare il dialogo... Come sapete sto uscendo da una brutta malaria...e questa lascia il segno, soprattutto a una certa età.

Un saluto a tutti...soprattutto a coloro che si fanno vivi con un commento o con un gesto di generosità. A tutti, grazie!

martedì 8 gennaio 2008

7 gennaio ...si riprende la scuola



Carissimi,

i romani dicevano: "age contra"..reagisci.

E' quello che dobbiamo fare. Stanchezza, fiacchezza, troppi impegni: age contra

Siamo rimasti in due: p. Jean Paul deve subire dei controlli medici e p. Gauthier è a Kinshasa per la sua prima messa...

Ieri abbiamo ripreso le scuole.
Il 30 gennaio cominciano gli esami del primo semestre: non c'è tempo da perdere

Qui a Mambasa, ripresa regolare anche se dobbiamo lamentare qualche assenza...Non ci sono i treni o le corriere...Ci si affida ai camions occasionali e non sempre c'è posto.

Ma cosa sarà nelle varie scuole della foresta? Un pensiero che mi assilla.

Ci consoliamo con la poeticità di questa foto sempre di Giovanni Diffidenti...
A presto

martedì 1 gennaio 2008

AUGURI!


carissimo e carissima!


Siamo alla sera del 1 gennaio 2008. Non so come tu abbia varcato la linea di demarcazione fra il 2007 et il 2008!

Qui a Mambasa è stato tutto molto semplice.

Alle 16 del 31 dicembre 2007, santa Messa per ringraziare il Signore... "Perdonaci il male che abbiamo commesso, nel 2007; se qualche bene abbiamo compiuto, accettalo..."

19,30 Cena con le suore e con due ospiti: i dottori Giandomenico Drago e Anna di Pasquale, veterinari di Schio che vengono a vedere l'evoluzione di 3 cooperative di allevamento: due di polli e una di conigli!

Una cena semplice, ma autentica e schietta. Alla fine anche un pezzettino di Pandoro e un goccio di spumante Ferrari, portato dai visitatori.
Dopo cena avremmo potuto guidare tranquillamente: a tavola eravamo in 12!

Dopo cena, libera uscita: Chi si è unito ai carismatici nella preghiera notturna, chi è uscito a contemplare fino a ora tarda il cielo stellato e chi, più banalmente, come il sottoscritto, dopo un passaggio in cappella...è andato in cerca di un po' di riposo a letto.

Riposo interrotto a mezzanotte dalle grida provenienti da tutti i quartieri di Mambasa: "Bonne Année" e dal suono della campana...Meno male che non hanno ancora scoperto i botti i fuochi...


Stamattina...tantissima gente in chiesa. Abbiam0 riascoltato quelle belle parole del Signore che faccio mie per augurarti un Buon Anno:
"Il Signore si rivolse a Mosè dicendo:"Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro:Voi benedirete così gli Israeliti; direte loro:

"Ti benedica il Signore e ti protegga!

Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio.

Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda la pace"!


Che queste parole ti accompagnino durante tutto il 2008!

Questo messaggio ti arriva attraverso un angioletto...di Mambasa (foto di Giovanni Diffidenti)

Un abbraccio e un augurio a te e ai tuoi cari!

Forse ti accorgi che non sono ancora in forma...non spaventarti: sto ricuperando!

p. Silvano

Buona notizia


carissimi,

sono un po' in ritardo con...la redazione. Purtroppo non siamo in molti nell'ufficio stampa. E quando qualcuno - in questo caso, il sottgoscritto - non è in forma a causa della persistenza della malaria...Il giornale non esce.


Cerco di ricuperare. Notizia bella e...grande.

Domenica, 30 dicembre, a Kinshasa è stato ordinato sacerdote p. Gauthier Buyidi che fa

parte della nostra comunità dal mese di ottobre.

Ha fatto gli studi di Teologia in Sudafrica per cui conosce bene l'inglese e ci è di grande aiuto nella scuola...

Rendiamo grazie a Dio...e accompagnamolo con la preghiera e la fiducia.

Auguri p. Gauthier!

Meilleurs voeux p. Gauthier! Sache que tu as notre prière, notre confiance et notre soutien!


la comunità di Mambasa